Vescovo - Fondatore della Congregazione del Santissimo Redentore - Patrono dei confessori, moralisti, avvocati, teologi
CITAZIONI
"A che serve guadagnarsi tutto il mondo, e perdere l'anima?"
"Quel che si fa per propria soddisfazione, tutto è perduto"
"Prendi l'abitudine di parlare con Dio come se fossi solo con Lui, in modo familiare e con fiducia e amore, come per gli amici più cari e affettuosi"
"Chi medita spesso i novissimi, cioè la morte, il giudizio e l'eternità dell'inferno e del paradiso, non cadrà in peccato; ma queste verità non si vedono con gli occhi, solamente si vedono colla mente“
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Napoli nel 1696 da genitori appartenenti alla nobiltà cittadina. Studiò filosofia e diritto diventando così avvocato, ma capì che la sua strada era un'altra. Venne ordinato prete a 30 anni: predicatore e confessore, due/tre volte all'anno prendeva parte alle missioni nei paesi all'interno del regno di Napoli.
Nel maggio del 1730, in un momento di forzato riposo, incontrò i pastori delle montagne di Amalfi e, constatando il loro profondo abbandono umano e religioso, sentì la necessità di fondare una congregazione che avesse il fine di predicare il Vangelo ai più poveri. Due anni più tardi fondò la Congregazione del Santissimo Redentore (Redentoristi). In questo periodo di missioni, Sant'Alfonso fu accompagnato dal Beato Gennaro Maria Sarnelli.
Fu anche autore di molteplici opere letterarie, teologiche e di celebri melodie natalizie tra cui la famosissima "Tu scendi dalle stelle", derivato come versione in italiano dall'originale "Quanno nascette Ninno".
LIBRI In quasi tutti gli scritti si prefisse lo scopo di difendere l'infallibilità pontificia e la Verginità di Maria, onde ebbe il merito d'aver preparato la definizione e la propagazione di questi due dogmi, che avvenne circa un secolo dopo per opera di Pio IX. Molto popolari e utili alle anime sono: "Il gran mezzo della preghiera", "Le visite al SS. Sacramento", "Le glorie di Maria", "L'apparecchio alla morte", "La via della salute". Per approfondire premi QUI.
LA COMUNIONE SPIRITUALE In riferimento alla terza citazione si invita ad approfondire QUI
Religioso - Fondatore della Congregazione del Santissimo Sacramento (Sacramentini) e delle Ancelle del Santissimo Sacramento
CITAZIONI
"Non la solitudine fa i Santi, ma la volontà: il demonio abita gli eremi come le grandi città"
"L'Eucaristia deve incendiare il mondo intero e chi accende questo fuoco eucaristico sono tutti coloro che amano Gesù"
"La delicatezza è il cuore dell’amore… e se voi non siete delicati con il Buon Dio, voi non avete cuore, siete maschere di religiosi, se la sola apparenza della pena che state per fare a Dio non vi spaventa"
"San Giovanni Crisostomo ha detto che se ci fosse stato al mondo un solo colpevole, il Signore sarebbe morto per lui [...] Se ci pensiamo, dovremmo impazzire d'amore, o restare storditi, folli. Sì, i santi sono tutti un po' esaltati, e hanno ragione!"
LO SAPEVI CHE...
Contro il parere del padre, seguì la propria vocazione religiosa e venne ordinato sacerdote nel 1834, a 23 anni; nel 1839 entrò nella congregazione dei Maristi. Fu subito attratto dalla contemplazione dell’amore di Dio, colto in particolar modo nell’Eucarestia.
Momenti salienti del percorso spirituale del giovane si riconducono ad una processione eucaristica del 1845 (durante la quale, portando il Santissimo, chiese a Dio lo zelo apostolico di san Paolo per diffondere il Vangelo) e ad un viaggio a Parigi nel 1849 (dove, in qualità di provinciale dei Maristi, ebbe l’occasione di conoscere alcune figure importanti del movimento dell’Adorazione Notturna: la fondatrice dell’Adorazione Riparatrice madre Marie-Théreèse Dubouché ed il conte Raymond De Cuers).
Insegnò a chiedere il dono del “fuoco della carità eucaristica”. Difatti, si deve chiedere allo Spirito Santo la grazia della “vocazione eucaristica” ovvero la chiamata ad essere fedeli adoratori del Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù, presente nell’Eucarestia.
LIBRO "La perfezione religiosa alla luce della SS. Eucarestia" Volume IV - Per approfondire premi QUI
Presbitero - Fondatore della Società delle Divine Vocazioni, delle Suore delle Divine Vocazioni e dell'istituto secolare delle Apostole Vocazioniste della Santificazione Universale
CITAZIONI
"Fatti santo"
“Che faccio a Pianura? Faccio i preti”
“Servendo alla missione dello Spirito Santo in me stesso e nel prossimo, devo aiutare a coltivare la Divina Unione con la SS. Trinità”.
LO SAPEVI CHE...
Ordinato sacerdote nel1913, si adoperò subito per tradurre in atto il suo ideale vocazionista a gloria di Dio e per la santificazione universale, tutto compiendo nel motto programmatico: Gloria, Amor, Voluntas Dei in Universo Mundo (G.A.U.I.U.M.). A tutti coloro che incontrava rivolgeva il suo ben augurale saluto: "Fatti santo".
Una testimonianza mette in evidenza la sua devozione ai santi Angeli. Più di una volta confidò a Suor Concetta: “Dite un gloria al mio Angelo Custode, che mi rende dei buoni servizi”. Una volta Suor Concetta esponeva a don Giustino la sua ripugnanza nel salire in certi mezzi pubblici sovraffollati, dove tutto sa di volgarità. Egli le rispose: “Quando salite su un mezzo, qualunque esso sia, dovete subito dire un gloria all’Angelo custode di chi lo guida e poi un altro agli angeli dei passeggeri. Quanti di essi non sono mai invocati, nemmeno ricordati. Così non viaggiate con gli uomini ma con gli angeli"
Sacerdote orionino
LO SAPEVI CHE...
Dopo che suo fratello Eugenio fu colpito da un fulmine (ma sopravvisse), e dopo la morte improvvisa della madre, Riccardo continuò a prestarsi per vari ministeri, ma non era affatto felice: "Ho un groviglio di pensieri e di desideri che nemmeno io riesco a mettere in ordine per capirci qualcosa", confidò a suo padre.
Dopo due esperienze durate pochi mesi tra i Domenicani e i Terziari Cappuccini dell’Addolorata, decise di compiere un pellegrinaggio a piedi fino a Roma, per chiedere a Dio di mostrargli la strada giusta. Ai primi di febbraio del 1910, mentre pregava in ginocchio di fronte alla chiesa di Santa Maria in Vallicella a Roma (perchè l'intenzione era quella di pregare davanti alle reliquie di san Filippo Neri) conobbe don Luigi Orione (futuro santo), fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Intuite le sue doti dopo qualche tempo, don Orione lo prese come collaboratore nei religiosi Figli della Divina Provvidenza.
Presbitero - Patrono dei presbiteri e parroci
CITAZIONI
"Non c'è niente di così grande come l'Eucarestia. Se Dio avesse qualcosa di più prezioso, ce lo avrebbe dato"
"Quando il cuore è puro e semplice non può fare a meno di amare, perché ha scoperto la sorgente dell'amore che è Dio"
"La comunione spirituale fa su l'anima come un colpo di soffietto sul fuoco coperto di cenere e prossimo a spegnersi. Quando sentiamo che l'amor di Dio si raffredda, corriamo presto alla comunione spirituale"
" [...] Al contrario, una persona che è ignorante nella propria religione è come un moribondo che ha perso conoscenza: non conosce né la gravità del peccato, né la bellezza della sua anima, né il valore della virtù; si trascina di peccato in peccato"
"Il demonio fa poco conto della disciplina e degli altri strumenti di penitenza. Ciò che lo sbaraglia è la privazione del bere, nel mangiare e nel dormire. Niente il demonio teme di più e quindi nulla è più gradito a Dio! Quando ero solo, e lo sono stato per otto o nove anni, potendo fare un poco a mio piacimento, mi è capitato di non mangiare per diversi giorni… Allora ottenevo da Dio tutto ciò che volevo per me e per gli altri"
LO SAPEVI CHE...
«I piccoli non conoscono quella debolezza che si chiama rispetto umano», riferisce François Trochu, che compilò scrupolosamente una biografia in occasione della canonizzazione del Curato d’Ars. Infatti, in qualunque luogo si trovasse, in casa, in strada, nel giardino, Giovanni Maria «benediceva l’ora» cioè, seguendo l’esempio di sua madre, ogni volta che sentiva suonare le ore, incurante della presenza di altre persone, sospendeva l’attività che stava compiendo, faceva il segno della Croce, recitava l’Ave Maria e ripeteva, a chiusura, il segno della Croce.
A quasi 20 anni le sue manifestazioni erano decisamente di carattere ascetico: preghiera, penitenza, meditazione. A tavola mangiava quasi sempre solo la minestra, chiedendo che venisse scodellata senza burro. Spesso trascorreva il tempo in chiesa oppure nella canonica di Écully insieme al curato don Balley, il quale lo prese fin da subito in grande simpatia: vedeva qualcosa in lui che altri non scorgevano. Per diventare sacerdote, Giovanni Maria ebbe bisogno della tenacia del curato Balley: lo avviò al seminario e lo riaccolse quando venne sospeso dagli studi. Ordinato sacerdote nell'agosto del 1815 dirà: "Oh! Che cosa grande è il sacerdozio! Il sacerdozio non lo si capirà bene che in cielo… Se lo si comprendesse sulla terra, si morrebbe, non di spavento, ma di amore!…".
Gli venne affidata una minuscola cappellania (neppure parrocchia) di Ars. Gli abitanti erano 230 ed era stato preavvertito dal Vescovo che avrebbe trovato una situazione religiosamente precaria. Dinanzi all’opera da intraprendere, Giovanni Maria si sentiva debole e insufficiente, ma abbattendo l’orgoglio spalancò le porte alla forza misteriosa della Grazia che inondò la sua anima e il paese di Ars per il quale offrì tutto se stesso, sottoponendosi a durissime penitenze. Proverbiali erano poi i suoi digiuni, di cui faceva uso per scacciare il peccato dalle anime. Utilizzò l’istruzione religiosa per debellare l’ignoranza e cristianizzò, evangelizzò, catechizzò, lanciando una vera e propria crociata contro la bestemmia, il lavoro festivo, le osterie e i balli. Le persone andavano a confessarsi sempre più frequentemente da lui e sovente, come accadrà anche al confessionale di Padre Pio da Pietrelcina, l’abbé Vianney non le assolveva se non vedeva il pentimento.
Incoraggiò Beata Eugenia Smet a fondare la Congregazione delle suore Ausiliatrici delle Anime del Purgatorio.
Laica
LO SAPEVI CHE...
Era nata in una povera famiglia di S. Severino, in provincia di Ancona, intorno alla metà del XIV secolo. I suoi genitori, persone di umili origini e dediti all'agricoltura, le diedero una profonda educazione cristiana.
All'età di 15 anni, mentre era intenta a pascolare il gregge, le apparve Gesù sotto le spoglie di un povero pellegrino il quale le chiese da mangiare. La piccola le offrì l'unico pane che aveva. Ritornata a casa affamata, chiese alla madre se avesse qualcosa da darle da mangiare, ma questa le rispose che non aveva nulla. Margherita la pregò di guardare nella madia; la madre acconsentì alla richiesta e con sommo stupore la trovò piena di pane, tanto da soddisfare i bisogni della famiglia e dei poveri del vicinato.
Lo stesso anno, per non contraddire la volontà dei genitori, andò sposa a un uomo che prese a maltrattarla: si adirava anche per il soprannome che la gente le dava, dato che non portava scarpe per essere come i poveri che soccorreva. Margherita sopportò per anni con pazienza l'opposizione del marito fino a quando egli morì; in seguito poté dedicarsi completamente alla preghiera e alle opere di bene.
Presbitero - Fondatore dell'Ordine dei Chierici regolari teatini
CITAZIONI
“Roma un tempo santa, ora è una Babilonia”
“E sia, ma il Dio di Venezia è anche il Dio di Napoli”.
LO SAPEVI CHE...
Laureatosi a Padova in materie giuridiche a soli 24 anni, si dedicò allo stato ecclesiastico senza però farsi ordinare sacerdote perché non si sentiva degno.
Trasferitosi a Roma due anni più tardi, nel 1506, divenne subito segretario particolare di papa Giulio II ed ebbe l’incarico di scrittore delle lettere pontificie. Non si lasciò abbagliare dallo splendore della corte pontificia, né si scoraggiò per la miseria morale che vedeva: invece di fuggire e ritirarsi in un eremo passò all’azione riformatrice, incoraggiato dalla suora agostiniana Laura Mignani. Prese ad assistere gli ammalati dell’ospedale di San Giacomo e si iscrisse all’Oratorio del Divino Amore, il tutto alternandolo con il lavoro in Curia.
A 36 anni, accettò di essere ordinato sacerdote, ma solo a Natale di quell’anno volle celebrare la prima Messa nella Basilica di S. Maria Maggiore. In una lettera scritta a suor Laura Mignani a cui era legato da filiale devozione, Gaetano confidò che durante la celebrazione gli apparve la Madonna la quale gli depose il Bambino Gesù tra le braccia.
Nel Veneto fondò alla Giudecca in Venezia l’Ospedale degli Incurabili. Instancabile nel suo ardore di apostolato e di aiuto verso gli altri, a Roma insieme ad altri tre compagni, chiese ed ottenne dal papa Clemente VII l’autorizzazione a fondare la “Congregazione dei Chierici Regolari” detti poi Teatini, con il compito specifico della vita in comune e al servizio di Dio verso gli altri fratelli.
Frate - fondatore dell'Ordine dei frati predicatori - Patrono degli astronomi, oratori e cucitrici
CITAZIONI
"Dobbiamo seminare il seme, non accumularlo"
"Armati di preghiera invece di spada; rivestiti di umiltà invece che di bei vestiti"
LO SAPEVI CHE...
Ancora fanciullo, era stato affidato allo zio prete perché venisse introdotto nei primi elementi del sapere e alle Verità della Fede. Fin dalla sua giovanissima età – dicono i biografi – ardeva di uno sconfinato amore a Gesù e all'età di 24 anni divenne sacerdote (1194).
Quando nel 1201 il priore divenne Vescovo di Osma e dovette partire per un incarico in Danimarca, scelse come compagno di viaggio lo stesso Domenico; nei dintorni di Tolosa, i due viaggiatori scoprirono il dilagare dell’eresia catara ad Alby. Scesi entrambi a Roma, nel 1206, Papa Innocenzo III orientò Domenico a dedicarsi alla conversione degli albigesi (così erano chiamati gli eretici di Alby). Rimasto presto solo per la morte del priore, Domenico non si ritirò di fronte all’impresa immane di affrontare gli avversari implacabili e agguerriti.
Domenico di Guzman parlava o con Gesù o di Gesù. Ebbe anche varie apparizione della Vergine Maria che sono raccontate nel libro "Il segreto ammirabile del Santo Rosario" di San Luigi Maria Grignion de Montfort. Fu anche buon amico di san Francesco d'Assisi. "Sei il mio compagno e devi camminare con me. Perché, se restiamo uniti, nessuna potenza terrena potrà resisterci" gli disse.
LE ORIGINI DEL SANTO ROSARIO
Nel 1212, Domenico di Guzman, tornando da una missione in Danimarca, si fermò qualche tempo a Tolosa, in Francia. In quegli anni gli sconvolgimenti, causati da un movimento, sorto mezzo secolo prima ad Albi, non molto distante da Tolosa, erano così grandi che Papa Innocenzo III decise di indire una Crociata. San Domenico cercò di placare gli animi prima che iniziasse una guerra sanguinosa tra Cattolici, ma fu inutile: mentre si trovava poco fuori le mura di Tolosa a piangere e a pregare per le sorti della Chiesa, ecco che apparve a lui, sfolgorante di luce, la Madonna del Rosario, con il Bambino Gesù tra le braccia, vestita di una Veste rossa e di un Manto verde e seduta su un Trono. Portava sandali da pellegrina e sembrava volesse scendere dal trono, e, tra le mani, aveva una Corona fatta da 15 Gigli (i Pater Noster) e da 150 Rose (le Ave Maria). La Madonna del Rosario era accompagnata da Tre Regine, una vestita di bianco, una di rosso, e una di giallo, accompagnate ciascuna da 50 Vergini, simili nell’ornamento alle Tre Regine, tutte di aspetto maestoso e soprannaturale, e dalle vesti splendenti.
LIBRO "Il segreto ammirabile del Santo Rosario". Per maggiori informazioni premi QUI
CATECHESI "Il Salterio di Gesù e di Maria". Per ascoltare la catechesi premi QUI
Monaca carmelitana - Compatrona d'Europa
CITAZIONI
"Il Cielo non prende niente senza ripagare smisuratamente"
"La vocazione non la si trova semplicemente dopo aver riflettuto ed esaminato le varie strade: è una risposta che si ottiene con la preghiera"
"L'essenziale è solo che ogni giorno si trovi anzitutto un angolo tranquillo in cui avere un contatto con Dio, come se non ci fosse nient'altro al mondo"
"Il Signore non sta nel tabernacolo per sé, ma per noi, perché ama stare vicino ai figli degli uomini e sa pure che abbiamo bisogno della sua presenza"
"Nell'aridità e nel vuoto l'anima diventa umile. L'orgoglio di un tempo sparisce quando in se stessi non si trova più nulla che dia l'autorizzazione a guardare gli altri dall'alto in basso"
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Breslavia (Polonia) nel 1891 da una famiglia ebrea di ceppo tedesco. Allevata nei valori della religione israelitica, la sua fede si indebolì perché non trovava risposte ai suoi interrogativi e a 14 anni la abbandonò definitivamente divenendo agnostica. Possedeva un’intelligenza e un’intuizione straordinarie: era un’alunna brillante in tutti gli studi ma le materie che più la attraevano erano storia, filosofia e germanistica (che studiò all’Università nella città natale). Mossa da un impulso interiore, iniziò la ricerca del senso della vita: studiò psicologia, ma non trovò risposta.
Quando scoppiò la prima guerra mondiale si iscrisse come volontaria della Croce Rossa poiché era convinta che la vita non le appartenesse più. Due fatti la colpirono profondamente e divennero determinanti per il passaggio alla fede in Cristo: la serenità della signora Reinach dinanzi alla morte in guerra del marito e la lettura del Libro della vita di santa Teresa di Gesù in casa dell’amica H. Conrad-Martius.
Nel 1921 si convertì dunque al cattolicesimo. Nel 1933, assecondando un desiderio lungamente accarezzato, entrò come postulante al Carmelo di Colonia assumendo il nome di suor Teresa Benedetta della Croce; nel 1942 però venne prelevata dalla Gestapo e deportata nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dove pochi giorni dopo morì nella camera a gas.
Nel 1999 viene dichiarata, con S. Brigida di Svezia e S. Caterina da Siena, compatrona dell’Europa.
Diacono di Roma - Patrono di diaconi, osti, cuochi, bibliotecari, librai, pasticcieri, vermicellai, pompieri, rosticcieri e lavoratori del vetro.
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Osca, città della Spagna, nella prima metà del III° secolo. Venuto a Roma, centro della cristianità, si distinse per la sua pietà, carità verso i poveri e l’integrità di costumi. Grazie alle sue doti, Papa Sisto II lo nominò Diacono della Chiesa: doveva sovrintendere all’amministrazione dei beni, accettare le offerte e custodirle, provvedere ai bisognosi, agli orfani e alle vedove.
Il 6 agosto del 258 fu catturato dai soldati dell’Imperatore Valeriano nelle catacombe di San Callisto assieme al Papa Sisto II ed altri diaconi. Mentre il Pontefice e gli altri diaconi subirono subito il martirio, Lorenzo fu risparmiato per farsi consegnare i tesori della chiesa. Si narra che all’Imperatore Valeriano, Lorenzo abbia portato davanti numerosi poveri ed ammalati ed abbia detto “Ecco i tesori della Chiesa”. In seguito Lorenzo fu dato in custodia al centurione Ippolito che lo rinchiuse in un sotterraneo del suo palazzo; in questo luogo buio, umido e angusto si trovava imprigionato anche un certo Lucillo, privo di vista. Lorenzo confortò il compagno di prigionia, lo incoraggio, lo catechizzò alla dottrina di Cristo e, servendosi di una polla d’acqua che sgorgava dal suolo, lo battezzò. Dopo il Battesimo Lucillo riebbe la vista. Il centurione, avendo constatato il fatto prodigioso, colpito dalla serenità e mansuetudine dei prigionieri e illuminato dalla grazia di Dio, si fece cristiano ricevendo il battesimo da Lorenzo stesso.
Fondatrice dell'ordine delle Clarisse - Patrona di chi lavora nell'ambito delle telecomunicazioni, ricamatrici, lavandai, doratori, stiratrici.
CITAZIONI
"Diventiamo ciò che amiamo e chi amiamo modella chi diventiamo"
"Stringiti alla sua dolcissima Madre, che nel piccolo chiostro del suo sacro seno raccolse e nel suo grembo verginale portò Colui che i cieli non potevano contenere... È ormai chiaro che la più degna di tutte le creatura, cioè l'anima dell'uomo fedele, è per la grazia di Dio più grande del Cielo"
"Rimani, dunque, o carissima, fedele fino alla morte a Colui, al quale ti sei legata per sempre. E certamente sarai da Lui coronata con la corona della vita. Il tempo della fatica quaggiù è breve, ma la ricompensa è eterna. Non ti abbaglino gli splendori del mondo, che passa come ombra. Non ti sorprendano le vuote immagini di questo mondo ingannatore; chiudi le tue orecchie ai sibili dell’inferno e spezza da forte le sue tentazioni. Sostieni di buona voglia le avversità, e la superbia non gonfi il tuo cuore nelle cose prospere; queste ti richiamano alla tua fede, quelle la richiedono" (Dalla lettera di Chiara ad Ermentrude)
LO SAPEVI CHE...
“La forma di vita dell’Ordine delle Sorelle Povere, istituita dal beato Francesco, è questa: Osservare il santo Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo…”. Con queste parole si apre il testo legislativo composto da Chiara ed approvato da papa Innocenzo IV nel 1253, pochi giorni prima della morte della Santa. Si coglie subito il sogno di Chiara e delle sue compagne: dare alla propria vita – personale e comunitaria – la forma del Vangelo del Signore, vivendo insieme come Sorelle, in santa unità e altissima povertà.
Aveva appena 12 anni Chiara, nata nel 1194 dalla nobile e ricca famiglia degli Offreducci, quando Francesco d'Assisi compì il gesto di spogliarsi di tutti i vestiti per restituirli al padre. Conquistata dall'esempio di Francesco, Chiara sette anni dopo fuggì da casa per raggiungerlo alla Porziuncola. Il santo le tagliò i capelli e le fece indossare il saio francescano per poi condurla al monastero benedettino di S. Paolo, a Bastia Umbra, dove il padre tentò invano di persuaderla a ritornare a casa. Si rifugiò allora nella Chiesa di San Damiano, in cui fondò l'Ordine femminile delle «povere recluse» (chiamate in seguito Clarisse).
CURIOSITA' Perché santa Chiara è raffigurata trionfante con Gesù Eucaristia? Leggi QUI
Cardinale - Patrono dell'Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham
CITAZIONI
"Che importanza ha quale sarà il nostro cammino futuro, se in fondo non sarà che il Suo cammino?"
"Anche il periodo più lungo è simile a un granello di polvere, ossia non ha alcun peso, in confronto a un istante della vita interiore"
"Dobbiamo, almeno ogni tanto, lasciarci defraudare (privare) dei doni della natura se non vogliamo essere defraudati di quelli della grazia"
"Il nostro dovere consiste nel rischiare quello che abbiamo per quello che non abbiamo sulla Parola di Cristo, e nel farlo in modo nobile e generoso"
"Cristo ha manifestato il suo amore con i fatti, non con le parole, perciò sarete molto più toccati dal pensiero della sua croce portandola dietro di lui che leggendo entusiastici resoconti del suo sacrificio"
"Alcuni sono chiamati a essere grandi in questo mondo, ma guai a coloro che si fanno grandi, guai a chiunque compia anche un solo passo al di fuori del sentiero tracciato per lui con in mente questo obbiettivo"
"Che il Signore ci conceda di imparare a portare a compimento in noi tutte le grazie, mostrandoci vigili e penitenti perché Cristo sta arrivando, e al tempo stesso gioiosi, grati e incuranti del futuro poiché Egli è già venuto"
LO SAPEVI CHE...
Di origine londinese, la sua carriera fu rapida e brillante: a 23 anni venne ordinato prete anglicano e aveva già un ruolo di assistente (e poi insegnante) all'Università. Ma John Henry non era soddisfatto: cercava la sua vera strada. Ascoltatissimo dal suo popolo, affascinava anche i giovani di Oxford. Eppure un tormento segreto lo rodeva dentro: questa Chiesa anglicana, iniziata da un re adultero e omicida, come poteva essere la vera Chiesa di Cristo?
La sua conversione fu un avvenimento. Parecchi suoi intimi lo imitarono immediatamente. Alcuni, anzi, lo avevano preceduto di qualche giorno. In meno di un anno, si susseguirono oltre trecento conversioni, tutte di intellettuali, professori, teologi. La Chiesa anglicana si sentì scossa.
Tutto all’inizio fu bello e facile. Poi venne un periodo di grandi prove, ma nulla lo scoraggiò. Fedelissimo alla Chiesa Cattolica, compì la difesa della Verità con i suoi poderosi volumi che guadagnarono al Cattolicesimo la simpatia degli anglicani e l’ammirazione degli avversari. Lui, da parte sua, non si sentiva rivale di nessuno, rispondeva con il perdono, la preghiera, il servizio ai giovani.
CATECHESI "I pericoli del compromesso". Per ascoltarla premi QUI
Religiosa - fondatrice (con san Francesco di Sales) dell'Ordine della Visitazione di Santa Maria
CITAZIONI
“Il modo principale per fare del bene alle anime è quello di sacrificarsi per loro!”
“Supplico questo sovrano, dolce Signore, di essere Egli stesso il vostro consolatore. Cercate in Lui solo la vostra consolazione, figlia mia, e vi assicuro che la troverete e la riceverete abbondantemente.”
“Tutti i giorni l'esperienza m’insegna che si devono fare raramente le correzioni forti e severe e che esse sono incomparabilmente più profittevoli quando vengono fatte con dolcezza viva, cordiale, seria e amorosa, perché questo modo dilata il cuore di chi parla e di chi ascolta e la rimanda molto gioiosa, incoraggiata al bene
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Digione (Francia) nel 1572. A 20 anni sposò il barone de Chantal da cui ebbe numerosi figli ma rimase vedova già all'età di 29 anni. Da allora avvertì sempre di più il desiderio ardente di ritirarsi dal mondo e di consacrarsi a Dio, ma i doveri familiari non le permisero una scelta di vita così drastica. In attesa di conoscere la volontà di Dio, Giovanna si dedicò totalmente ai figli, all’amministrazione della casa e alla preghiera.
Il suocero, barone di Chantal, la informò che doveva subito trasferirsi da lui, a Monthélon, se desiderava che i figli prendessero parte all’eredità; lei accettò pur sapendo che nella residenza dell’anziano barone comandava una «servapadrona». Per lungo tempo dovette infatti sopportare le angherie di quest’ultima. Inoltre aveva un'altra difficoltà: la sua guida spirituale non comprendeva la sua persona, non sapeva leggere la sua anima.
Un giorno suo padre la invitò a Digione per ascoltare il quaresimale del vescovo di Ginevra, San Francesco di Sales, la cui fama si diffondeva sempre più in Savoia e in tutta la Francia. Il primo incontro fra Giovanna e il vescovo avvenne il 5 marzo del 1604. Da allora si instaurò un cammino di unione fraterna e spirituale straordinario! Sotto la sua guida, Giovanna diede vita a una nuova fondazione intitolata alla "Visitazione" e destinata all'assistenza dei malati. Tra le più note figlie dell'Ordine religioso c'è la mistica del Sacro Cuore di Gesù: Santa Margherita Maria Alacoque.
Frate francescano
LO SAPEVI CHE...
Nato nel 1631 ad Aviano (UD), visse nel clima della guerra di Candia, combattuta in quegli anni tra la Repubblica di Venezia e l'Impero Ottomano.
Animato dal desiderio di raggiungere il luogo delle operazioni belliche, disposto a dare anche il suo sangue per la difesa della fede, lasciò il collegio di Gorizia e giunse giorni dopo a Capodistria, dove venne accolto nel convento dei cappuccini dopo aver chiesto l'elemosina. Durante la breve permanenza, illuminato dalla grazia, ebbe modo di intravedere la possibilità di seguire la sua vocazione all'apostolato e al martirio. Il tutto sfociò nella ferma decisione di abbandonare il mondo e di abbracciare l'austera vita cappuccina.
Proprio in base alle pressanti insistenze imperiali e agli ordini provenienti da Roma, Marco dovette partecipare attivamente alla crociata antiturca: ebbe un ruolo determinante in qualità di Cappellano Generale nella vittoriosa battaglia di Vienna dell’11 settembre 1683, definita da qualche storico come ‘la madre di tutte le battaglia’ perché chiuse il discorso militare con i turchi che volevano occupare l’Europa, decretando il loro irreversibile declino militare ed economico.
CATECHESI "Il Ss Nome di Maria e la battaglia di Vienna". Per approfondire premi QUI
Frate francescano - Patrono di Radioamatori
CITAZIONI
"La santità non è un lusso, ma un dovere"
"Rinnovare ogni cosa in Cristo attraverso l'Immacolata" era il suo motto
“Nessun dubbio che la volontà di Maria è la stessa volontà di Dio”
"La nozione di "Dio" contiene in se stessa l'infinito, mentre la nostra intelligenza è limitata e non sarà mai in grado, quindi, di comprendere appieno il concetto di "Madre di Dio" "
"Se Dio ci chiede qualcosa, sicuramente ci colma pure di energie, affinché possiamo attuare la Sua Volontà, a condizione che noi, da parte nostra, non trascuriamo di fare ciò che dipende da noi"
LO SAPEVI CHE...
Da piccolo, una notte, ricevette la visita di una signora che si presentò come Maria Immacolata e gli mostrò due corone di fiori, una bianca e una rossa, spiegandogli cosa implicasse scegliere una delle due corone, o entrambe. Raimondo (così era il suo nome da laico) le scelse entrambe: aveva appena scelto la verginità e il martirio. Da quel momento il suo cammino terreno fu legato a doppio filo all’Immacolata.
Altro tratto saliente della sua vita è l'anno 1922, quando iniziò la pubblicazione di "Rycerz Niepokalanej " (Il Cavaliere dell'Immacolata), Rivista ufficiale della Milizia di Maria Immacolata (M.I.). Nello stesso anno, a Roma, il Cardinale Vicario approvò canonicamente la M.I. come "Pia Unione". All'epoca era già sacerdote e frate da 4 anni.
Negli anni 1936-39 accolse nel convento profughi, feriti, deboli, affamati, scoraggiati, cristiani ed ebrei, ai quali offrì ogni conforto spirituale e materiale; essi scappavano dall'esercito nazista. Nel 1941 Massimiliano fu catturato e portato in un campo di concentramento. Lo stesso anno liberamente si offrì di prendere il posto di un prigioniero condannato insieme ad altri nove per ingiusta rappresaglia.
Oltre che alla Santissima Vergine, era anche devoto di Santa Gemma Galgani.
Padre Stefano Maria Manelli (O.F.M. Conv.), uno dei primi fondatori del recente ordine dei frati francescani dell'Immacolata, si è ispirato a molti scritti del santo.
Laico - Patrono dei ministranti
LO SAPEVI CHE...
In un mattino di agosto dell'anno 258 il Pontefice Sisto II aveva riunito i fedeli nelle Catacombe di S. Callisto. Quando tutti si furono comunicati, il Pontefice chiese preghiere per i molti fratelli imprigionati affinché la loro fede non venisse meno quando sarebbero stati gettati alle belve del Colosseo. In più desiderava ricevessero conforto e sostegno dal Corpo di Cristo: per questo cercò volontari disposti a fare questo servizio. Si propose Tarcisio, giovane quindicenne. Il Pontefice, quindi, chiuse l'Eucaristia in una teca d'oro e l'appese al collo del giovanetto che la nascose sotto la tunica.
Mentre Tarcisio camminava svelto e raccolto, incrociò alcuni pagani i quali, curiosi, gli domandarono cosa portasse sotto la tunica. Tarcisio cercò di allontanarsi ma quelli, inferociti, lo buttarono a terra e cominciarono a colpirlo con sassi. Quando quei barbari videro il fanciullo ormai sfinito, si gettarono su lui per rapirgli il tesoro ma ecco giungere improvvisamente Quadrato, ufficiale imperiale segretamente cristiano, il quale mise in fuga i persecutori e prese il corpo del giovine (ormai morto) per riportarlo nelle Catacombe.
Terziario francescano - Patrono di appestati, contagiati, emarginati, ammalati, viandanti e pellegrini, selciatori, invalidi, prigionieri, chirurghi, operatori sanitari, farmacisti, assicuratori, necrofori, volontari, cani, protettore delle ginocchia e delle articolazioni.
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Montpellier (Francia) fra il 1345 e il 1350. Secondo tutte le biografie, i suoi genitori erano una coppia di esemplari virtù cristiane, ricchi e benestanti ma dediti ad opere di carità. Rattristati dalla mancanza di un figlio, rivolsero continue preghiere alla Vergine Maria dell’antica Chiesa di Notre-Dame des Tables fino ad ottenere la grazia richiesta. Secondo la pia devozione, il neonato nacque con una croce vermiglia impressa sul petto.
Intorno ai 22 anni di età perse entrambi i genitori e decise di seguire Cristo fino in fondo: vendette tutti i suoi beni, si affiliò al Terz’ordine francescano e, indossato l’abito del pellegrino, fece voto di recarsi a Roma a pregare sulla tomba degli apostoli Pietro e Paolo.
Lungo il suo pellegrinaggio passò per Acquapendente e, in quel periodo, c'era la peste. Decise di prestare servizio nell'ospedale: tracciava il segno di croce sui malati e invocava la Trinità di Dio per la guarigione degli appestati: operò guarigioni miracolose. Offrì lo stesso servizio in molte altre città.
Certo è che nel luglio 1371, a Piacenza, scoprì di essere stato colpito dalla peste e si allontanò dalla città per non contagiare altre persone. Rifugiatosi in un bosco, un cane lo trovò e lo salvò dalla morte per fame portandogli ogni giorno un tozzo di pane fino a quando il suo padrone non lo scoprì e si prese lui cura del giovane.
Nonostante tutto, Rocco non concluse mai il pellegrinaggio perché, scambiato per una spia nemica, venne messo in prigione. La prigionia fu vissuta dal santo in un tormentoso silenzio e nel desiderio di essere lasciato in solitudine, non riconosciuto, a vivere quei pochi giorni che gli restavano. Non si lamentava della sua sorte, anzi aumentava i tormenti del carcere castigando la sua persona con molte privazioni, continue veglie e flagellazioni cruente.
Monaca agostiniana
LO SAPEVI CHE...
Fin da bambina la sua dedizione e il suo pensiero furono dedicati alla preghiera e alla contemplazione di Gesù Bambino; infatti già dall'età di 4 anni mostrò una forte inclinazione all'esercizio della preghiera a tal punto da trascorrere intere ore immersa nell'orazione, ritirata nei luoghi più riposti della casa paterna. A 6 anni decise di entrare nell'eremo dove si trovava anche sua sorella. Aveva anche una profonda devozione per la Passione di Nostro Signore e la sola vista di un Crocifisso era per lei come un monito di continua mortificazione.
A 26 anni, nel 1294, ebbe l’apparizione di Cristo che portava una croce e le affermò: “Ho cercato un luogo forte per piantare questa croce; qui e non altrove l’ho trovato, se vuoi essere mia figlia, devi morire sulla croce”. Ebbe da Dio singolari grazie mistiche, come visioni ed estasi, e doni soprannaturali che profuse dentro e fuori il monastero; ebbe anche il dono della scienza infusa la quale le permise di dare dotte soluzioni alle più ardue questioni esposte da teologi, filosofi e letterati (riuscì anche ad eliminare la setta eretica "Spirito di libertà" che andava diffondendo per tutta l'Umbria errori quietistici).
Laica - Patrona di archeologi, convertiti, matrimoni difficili, divorziati, imperatrici
LO SAPEVI CHE...
Elena Imperatrice fu madre di Costantino, l'imperatore che tra il III° e IV° secolo concesse la libertà di professare la propria religione (quindi finirono le persecuzioni cristiane). Fu proprio suo figlio che e fece conoscere il vero Dio. Con grande fervore, Elena si mise a far opere di pietà, nonostante fosse già in età avanzata; cercò in ogni modo di recuperare il tempo perduto edificando coi suoi esempi la chiesa di Dio.
Partì per Gerusalemme nell'anno 326 con l'obiettivo di cercare il legno della Santa Croce sulla quale era stato crocifisso Gesù. Qui venne a sapere che un rabbino, di nome Giuda, conosceva il luogo in cui era stata seppellita. Solo dopo aver passato sei giorni all'interno di una cisterna vuota, senza cibo né acqua, Giuda decise di rivelare l'informazione. La Croce fu ritrovata il 3 maggio 326, insieme a quelle dei due ladroni. Non riuscendo però a capire quale potesse essere la Croce sulla quale fu inchiodato Cristo, Elena le fece esporre tutte e tre sopra il cadavere di un giovane appena defunto il quale risorse miracolosamente quando venne a contatto con la Vera Croce.
A quel punto Elena e il suo seguito si inginocchiarono in adorazione e Giuda, alla vista di quel miracolo, si convertì al cristianesimo, fu battezzato da Macario (vescovo di Gerusalemme) ed assunse il nome di Ciriaco (che, dal greco, significa "dedicato al Signore").
Presbitero - fondatore della Congregazione di Gesù e Maria (Eudisti), dell'Ordine di Nostra Signora della Carità del Rifugio e della Società del Cuore della Madre Ammirabile
CITAZIONI
"Ogni santo appartiene alla corte della Regina di Tutti i Santi"
"Quando Dio vuol farci un dono ce lo preannunzia, affinché, maggiormente lo stimiamo e più diligentemente ci prepariamo a riceverlo"
"Non devi mai separare ciò che Dio ha così perfettamente unito. Gesù e Maria sono così intimamente legati l'uno con l'altro che chi vede Gesù guarda Maria; chi ama Gesù, ama Maria; chi ha la devozione per Gesù, ha la devozione per Maria"
LO SAPEVI CHE...
Vissuto in Francia nel XVII° secolo, fu lui a comporre per primo un ufficio e una Messa in onore del Cuore Immacolato di Maria e del Sacro Cuore di Gesù. Difatti, per accendere le anime con l’amore di Dio, divenne infaticabile propagatore del culto ai Sacri Cuori di Gesù e Maria, a cui dedicò molti dei suoi scritti sottolineandone l’unità mistica.
Si dedicò alle missioni popolari di parrocchia in parrocchia e mostrò le sue virtù di predicatore, che suscitarono numerose conversioni. Curò anche molti appestati: contrasse il morbo, ma ne guarì in breve tempo. Il suo zelo apostolico lo indusse nel 1641 a fondare l’Ordine di Nostra Signora della Carità, volto al recupero sociale e spirituale delle prostitute desiderose di cambiar vita. Due anni dopo fondò, con alcuni compagni, la Congregazione di Gesù e Maria con il fine specifico di aprire e dirigere seminari sulla base delle disposizioni del Concilio di Trento, che in Francia erano state ancora poco applicate.
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Monaco cistercense - Patrono della Gibilterra, agricoltori, apicoltori, ceraioli e renaioli
CITAZIONI
"Non c'è miseria più grande delle false gioie"
"Quando discuti o parli nulla ha sapore per me, se non vi avrò sentito risuonare il nome di Gesù"
"Quando Dio perdona un peccatore che confessa umilmente il suo peccato, il diavolo perde il suo dominio sul cuore che aveva preso"
"Di tutti i movimenti, sensazioni e sentimenti dell'anima, l'amore è l'unico in cui la creatura può rispondere al Creatore e fare una specie di ritorno simile, per quanto irregolare. Perché quando Dio ama, tutto ciò che vuole è essere amato in cambio"
LO SAPEVI CHE...
Nacque nel 1090 a Fontaine, in Francia da una famiglia agiata, ma a 22 anni, al termine degli studi, decide di entrare nel monastero fondato da Roberto di Molesmes a Citeaux (Cistercium, in latino, da cui l’appellativo di cistercensi). Qualche anno dopo, fondò il monastero di Chiaravalle dove lo seguirono 12 compagni.
Per il santo, la vita monastica doveva essere scandita dal lavoro, dalla contemplazione e dalla preghiera avendo due stelle fisse: Gesù e Maria. Nel “De diligendo Deo” Bernardo indica la via dell’umiltà per raggiungere l’amore di Dio. Esorta ad amare il Signore senza misura. Per il monaco cistercense sono 4 i gradi fondamentali dell’amore:
1) L'amore di sé stessi per sé: “Prima l'uomo ama sé stesso per sé. Vedendo poi che da solo non può sussistere, comincia a cercare Dio per mezzo della fede”.
2) L'amore di Dio per sé: “Nel secondo grado, quindi, ama Dio, ma per sé, non per Lui. Cominciando però a frequentare Dio e ad onorarlo in rapporto alle proprie necessità”.
3) L'amore di Dio per Dio: “L'anima passa al terzo grado, amando Dio non per sé, ma per Lui. In questo grado ci si ferma a lungo, anzi, non so se in questa vita sia possibile raggiungere il quarto grado”.
4) L'amore di sé per Dio: “Quello cioè in cui l'uomo ama sé stesso solo per Dio. Allora, sarà mirabilmente quasi dimentico di sé, quasi abbandonerà sé stesso per tendere tutto a Dio, tanto da essere uno spirito solo con Lui".
SERMONI PER L'AVVENTO Premi QUI
Papa
CITAZIONI
“Vi chiameranno papisti, retrogradi, intransigenti, clericali: siatene fieri!”
"Un Sacerdote che non è santo non solo è inutile ma riesce dannoso alla Chiesa"
"Essendo Dio infinita bellezza, l'anima unita a Cristo disegna su di sé lo sguardo ammiratore e tenero degli angeli che, se fossero capaci di qualsiasi passione, si riempirebbero di invidia nella loro sorte"
LO SAPEVI CHE...
Fu Pio X ad avviare la riforma del diritto canonico, che culminò nel 1917 con la promulgazione del Codice di diritto canonico, e a redigere il Catechismo che porta il suo nome (Catechismo di Pio X, 1905).
Difese con forza l’integrità della fede cattolica, propose e incoraggiò la comunione eucaristica anche dei fanciulli, avviò la riforma della legislazione ecclesiastica, si occupò positivamente della questione romana e dell’Azione Cattolica, curò la formazione dei sacerdoti, fece elaborare un nuovo catechismo, favorì il movimento biblico, promosse la riforma liturgica e il canto sacro.
CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA SECONDO SAN PIO X. Premi QUI
Religioso Ordine dei Servi di Maria (OSM)
CITAZIONI
"Amatevi a vicenda, rispettatevi a vicenda, sopportatevi a vicenda"
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Firenze il 15 agosto 1233 da genitori che da tanto tempo aspettavano il dono di un figlio, proprio nel giorno di una festa mariana. Diventato adulto, lavorò come medico a Firenze per un anno, studiando la bibbia e i Padri della Chiesa nel tempo libero.
Il giovedì santo del 1254 stava pregando a Fiesole quando gli parve che la statua del crocifisso gli dicesse di salire sulla collina per conoscere i servi di sua madre. Durante la celebrazione eucaristica, inoltre, rimase colpito dalla lettura della messa di quel giorno nella quale lo Spirito Santo aveva ordinato al diacono Filippo: “Disse lo Spirito a Filippo: ‘Avvicinati e sali su questo carro” (At 8,29). Filippo capì allora che la Madonna lo chiamava al sicuro sul carro dell’Ordine dei suoi Servi.
Inizialmente il superiore dell’ordine scelse per Filippo un percorso che nascondeva al mondo le sue enormi doti, per temprarlo nell’umiltà e nella preghiera. Furono 5 anni di ottima preparazione al futuro radioso che lo aspettava, durante i quali si occupò delle mansioni più mortificanti.
Secondo i decreti del secondo concilio di Lione del 1274, l’Ordine era destinato a sicura estinzione. Filippo, con il consiglio di giuristi e valendosi della collaborazione di fra Lotaringo, riuscì ad impostare la difesa arrivando alla definitiva approvazione. Viene quindi considerato “Padre dell’Ordine”.
IL LIBRO DA CUI AVEVA IMPARATO DI PIU'
A Todi, quando si sentiva prossimo alla morte, chiese che gli fosse portato il libro da cui aveva imparato di più. Allora i frati gli portarono, uno dopo l’altro, tutti i libri sacri, ma egli li rifiutava.
Infine, indicando il Crocifisso, che poi sarà il suo simbolo nella sua iconografia, disse: “Quello è il mio libro”. Proprio lui, che per tutta la vita aveva fatto dello studio e dello sviluppo della mente i suoi punti forti, si era reso conto, prima di morire, che l’esperienza della croce ci dà l’insegnamento più prezioso che tutti i libri messi insieme.
Religiosa del terz'ordine domenicano - Patrona Delle Americhe, Filippine, India, Perù. Patrona dei giardinieri e fioristi. Invocata quando ci sono litigi familiari.
CITAZIONI
"Al di fuori della croce non vi è altra scala per salire al cielo"
"Sappiate che il più grande servizio che l'uomo può offrire a Dio è aiutare a convertire le anime"
LO SAPEVI CHE...
Isabella Flores de Oliva nacque nel 1586 a Lima, in Perù. Fin da fanciulla si distinse per la pietà e per la docilità ai propri genitori. All'età di 5 anni fece il voto di perpetua verginità, eleggendosi per sposo Gesù Cristo. Appena seppe leggere, per prima cosa lesse la vita di Santa Caterina da Siena che scelse a protettrice e di cui cercò di imitare le virtù.
Decise poi di ritirarsi in un monastero di Domenicane. Come a Caterina da Siena, anche a lei fu data la grazia di partecipare fisicamente alla passione di Gesù e alle nozze mistiche; inoltre, per ben quindici anni ebbe ad attraversare la dura esperienza interiore dell'assenza di Dio, quel travaglio dello spirito che San Giovanni della Croce, chiama la "notte oscura". In questa lotta, essa andava ripetendo: "Signore, fatemi soffrire di più, purché non mi sia tolto il vostro amore". Passata finalmente la bufera, il Signore la volle consolare, favorendola di molte visioni.
Religiosa - fondatrice della congregazione delle Suore Adoratrici Ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità
CITAZIONI
"Ho dato tutto oggi. Non ho più niente da chiamare mio"
"Vorrei avere mille cuori per ringraziare il Signore di tanta carità verso coloro che lo servono e vogliono amarlo"
"Compresi che Dio era così grande, così potente, così buono, così amante, così misericordioso, che decisi di non servire altro che un Signore che riunisce tutto questo per riempire il mio cuore"
LO SAPEVI CHE...
Fin dai primi anni manifestò un'intelligenza eccezionale, un carattere fermo, un'indole gioviale e vivace, unita ad un'innata disposizione per la pratica delle virtù. Sentiva potente l'attrattiva verso il Tabernacolo, tanto da farsi condurre spesso nelle chiese più solitarie e povere per stare in compagnia di Gesù Sacramentato
Nonostante fosse nata in una famiglia nobile, compiva gesti di carità visitando i ricoverati dell’ospedale di San Giovanni di Dio a Madrid. Qui conobbe una giovane ammalata che, succube delle disgrazie che l’avevano colpita, si era data alla malavita: Michela riuscì a convincerla a ritornare in famiglia, ma questo episodio fece nascere in lei l’idea di fondare dei collegi per aiutare le ragazze vittime della miseria e dell’ignoranza. Nel 1845, a 36 anni, fondò l'istituto.
Dopo un corso di esercizi spirituali fatti nell'aprile 1847, Michela si avviò ad un arduo ed intenso lavoro ascetico che il mese successivo la portò a ricevere una grazia spirituale la quale fu l'inizio della sua vita mistica e carismatica, incentrata nell'Eucaristia e proiettata verso gli altri.
Nel 1857 morì il suo padre spirituale e subentrò Sant'Antonio Maria Claret il quale la aiutò nella nella stesura delle Costituzioni delle suore Ancelle del Santissimo Sacramento e della Carità.
Presbitero - fondatore dei chierici regolari poveri della Madre di Dio delle scuole pie (detti "scolopi" o "piaristi") - Patrono delle Scuole popolari cristiane del mondo
CITAZIONI
"Nelle grandi disgrazie che ci sono capitate, sarebbe una grande pazzia fermarci alle cause secondarie, che sono gli uomini, non vedendo Dio che le invia per il nostro maggior bene"
LO SAPEVI CHE...
Sapendo che il demonio era il peggior nemico di Dio e degli uomini, a soli 5 anni (1561 c.a.) decise di sterminarlo pensando avesse un corpo visibile. Si armò di un pugnale e, siccome non lo trovò in casa, decise di andarlo a cercare fuori nei campi. Un battaglione di bambini si aggiunse a lui e si fermarono tutti in un oliveto dove il maligno era apparso nella forma di un'ombra paurosa. Con l'aiuto della Vergine Santissima, rimase illeso da tale incontro: fu l'inizio di un lungo combattimento che sarebbe durato tutta la vita del Santo. Più tardi, esorcizzando un posseduto, il demonio confessò che in quel momento non aveva al mondo nemico più grande di Giuseppe.
A 27 anni divenne sacerdote e a quasi 40 anni sentì una chiamata per Roma (era originario della Spagna). Qui entrò in contatto con la gioventù povera della città e notò i vizi sfrenati e la loro ignoranza sui temi relativi alla salvezza dell'anima. Era lento a prendere decisioni, però, una volta convinto dei disegni di Dio aveva grande fermezza di carattere e un'indomabile energia per vincere gli ostacoli sul suo cammino. Così decise si fondare i Chierici Regolari Poveri della Madre di Dio delle Scuole Pie per fornire l'istruzione classica ed insegnare la pietà e i buoni costumi.
Beata Celestina della Madre di Dio fu particolarmente devota di questo santo.
Monaca carmelitana scalza
LO SAPEVI CHE...
Rimasta orfana di entrambi i genitori a soli 3 anni di età insieme al fratello Paolo, venne affidata ad uno zio paterno il quale non perse tempo a cercarle marito per quando raggiunse i 13 anni di età. Crescendo, la fanciulla non si dimostrò favorevole al matrimonio; in più nel suo cuore continuava a sentire una voce: "Tutto passa! Se vuoi darmi il tuo cuore, io resterò sempre con te!”.
Diventata grande Mariam prese una ferma decisione: si tagliò le sue lunghe trecce e si tolse i gioielli ricevuti dal fidanzato e dai parenti. Davanti alla collera, alle grida e agli schiaffi dello zio non cambiò idea e questi, per punirla della decisione presa, iniziò a trattarla come una schiava.
Prima di entrare nel convento delle carmelitane scalze rischiò la morte: in risposta ad un turco che voleva convincerla a convertirsi all’islam, si proclamò figlia della Chiesa Cattolica e per questo le tagliò la gola. In seguito racconterà di essersi trovata in Cielo; a restituirle la vita fu “un’infermiera vestita di azzurro” che la curò con delicatezza straordinaria e dalla quale ebbe rivelazioni sulla sua vita; dichiarò anni dopo, che era la Vergine.
Altro tratto saliente della sua vita sono stati i quattro giorni di possessione angelica, in cui l’Angelo dettò e diede insegnamenti che le monache trascrissero rigorosamente davanti a testimoni. Scrissero: “Il riposo domenicale deve essere interamente consacrato a Gesù; alla domenica si dovrebbe solo pregare e leggere libri che parlano di Gesù”.
Viene anche soprannominata "la piccola araba".
CATECHESI Per scoprire di più su questa figura premi QUI
Religiosa - Fondatrice delle Figlie della Croce (suore di sant'Andrea)
LO SAPEVI CHE...
Una notte si intrufolò in un povero fienile mal illuminato dove un sacerdote stava tenendo una predicazione a contadini e di mezzadri. Il sacerdote interviene duramente: “Lei crede, Signorina, che io debba lasciare, per ascoltare lei, queste madri di famiglia, questi poveri contadini venuti da molte leghe?". Umilmente rispose: “No, Padre… Aspetterò. Basterà che accettiate di ascoltarmi… dopo di loro”. Ed ella attese per lunghe ore: trovò il consigliere spirituale che la sua preghiera chiedeva a Dio. Si trattava del futuro Sant’André-Hubert Fournet (ricordato il 13/05).
Il sacerdote vide in Elisabetta un’anima di una bellezza poco comune. Tale incontro fu decisivo perché fu l’origine della nascita della Congregazione delle Figlie della Croce.
Laica - Patrona di donne sposate, madri, vedove
CITAZIONI
Dalle «Confessioni» di sant'Agostino
"Figlio, quanto a me non trovo ormai più alcuna attrattiva per questa vita. Non so che cosa io stia a fare ancora quaggiù e perché mi trovi qui. Questo mondo non è più oggetto di desideri per me. C'era un solo motivo per cui desideravo rimanere ancora un poco in questa vita: vederti cristiano cattolico, prima di morire. Dio mi ha esaudito oltre ogni mia aspettativa, mi ha concesso di vederti al suo servizio e affrancato dalle aspirazioni di felicità terrene. Che sto a fare qui?"
LO SAPEVI CHE...
Monica nacque a Tagaste (Algeria) da una famiglia profondamente cristiana e di buone condizioni economiche tanto che le fu concesso di studiare e ne approfittò per leggere la Bibbia e meditarla.
Madre di tre figli, tra cui il futuro Sant'Agostino (ricordato il 28/08), dette a tutti e tre un'educazione cristiana ma Agostino gli provocò grandi sofferenze a causa della sua condotta. Quando egli si trasferì a Roma, decise di seguirlo, ma lui con uno stratagemma la lasciò a terra a Cartagine, mentre s'imbarcavano per Roma. Monica passò la notte in lacrime sulla tomba di san Cipriano (come narra lo stesso Agostino nelle Confessioni, V,8,15).
Più tardi riuscì ad imbarcarsi per Roma e raggiunse il figlio a Milano. Il suo amore materno e le sue preghiere ne favorirono la conversione, che ricevette mediante le catechesi di sant'Ambrogio.
Con Agostino lasciò Milano diretta a Roma, e poi a Ostia, dove affittarono una casa, in attesa di una nave in partenza per l'Africa. Fu un periodo carico di dialoghi spirituali, che Agostino ci riporta nelle sue Confessioni. Lì si ammalò, forse di malaria, e in nove giorni morì.
LIBRO Le confessioni di Sant'Agostino. Per approfondire premi QUI
Vescovo - Patrono di stampatori e teologi e di varie città italiane
CITAZIONI
"Non si deve abbandonare la Chiesa a causa dei cattivi né trascurare la disciplina contro i cattivi stessi"
"Sfortunata l'anima spericolata che immaginava che allontanandosi da Te avrebbe potuto ottenere qualcosa di meglio! Perché l'unica pace sei tu"
"Se non fosse per te Signore, sprofonderei nella disperazione. Perché se i miei disturbi sono tanti e gravi, la medicina che mi dai è ancora più grande"
"Lode e gloria a te, o Dio, fonte di misericordie! Sono diventato sempre più infelice e tu ti sei avvicinato a me. La tua mano era pronta a tirarmi fuori dal fango e lavarmi, ma io non lo sapevo"
"Fu frustato, udì insulti, schiaffeggiato, sputato in faccia, coronato di spine, appeso a un albero e sepolto. E colui che tanto soffrì fu il Figlio di Dio! Se il Maestro è passato di là, dove non dovrebbe passare il discepolo?"
SERMONI
"È vero, niente è più grande di Dio; ma non addolorarti per la ristrettezza; accoglilo, ed Egli ti ingrandirà: non hai niente da mettere in tavola? Ricevilo, ed Egli ti nutrirà; e, ancor più dolce alle tue orecchie, ti nutrirà di se stesso. Lui stesso sarà il tuo cibo" (Sermone 11, 11)
"Cristo ha detto: <Chi ama suo padre o sua madre più di me non è degno di me.> Non ha eliminato l'amore dei genitori, della moglie, dei figli, ma lo ha messo al posto che Gli corrisponde. Egli non ha detto: "Chi ama", ma: chi ama più di me" (Sermone. 344, 1-2)
LO SAPEVI CHE...
Nato a Tagaste (nell'attuale Algeria) nel 354, Sant’Agostino ebbe un’educazione cristiana grazie alla madre Monica (ricordata il 27/08) nonostante il padre fosse inizialmente pagano. Durante l'adolescenza e la prima gioventù condusse una vita alquanto dissoluta, mentre studiava appassionatamente filosofia. A 29 anni si recò in Italia e, a Milano, conobbe il vescovo Ambrogio, futuro santo. Fu l’inizio del cambiamento di un uomo che cercava da anni la verità e che comprese che la verità non è un pensiero, ma una persona: Gesù Cristo.
Un giorno, Agostino era in riva al mare e meditava sul mistero della Trinità perché voleva comprenderlo con la forza della ragione. Notò allora un bambino che con una conchiglia versava continuamente l’acqua del mare in una buca. Incuriosito, Agostino gli chiese la ragione e il fanciullo disse: "Voglio travasare il mare in questa mia buca". Il Santo spiegò pazientemente l’impossibilità dell’intento ma, il bambino fattosi serio, replicò: "Anche a te è impossibile scandagliare con la piccolezza della tua mente l'immensità del Mistero trinitario". E detto questo sparì.
Fu amico di San Possidio il quale scrisse la sua biografia.
LIBRO Vita Sancti Augustini: premi QUI - Confessioni: premi QUI
Patrono di Albergatori, Cantori, Carcerati, Cardatori di lana, Coltellinai, Conciatori di pelle, Condannati a morte, Fabbricanti di forbici, Fabbricanti di spade, Lavoratori del cuoio, Monaci, Pellicciai, Sarti, e dei Trovatelli
CITAZIONI
"Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino!" (Mt 3,2)
"Io sono voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, come disse il profeta Isaia" (Gv 1,23)
"Ecco l'agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua perché egli fosse fatto conoscere a Israele" (Gv 1, 29-31)
LO SAPEVI CHE...
É l’ultimo profeta dell’Antico Testamento e il primo Apostolo di Gesù, perché gli rese testimonianza ancora in vita. È tale la considerazione che la Chiesa gli riserva, che è l’unico santo dopo Maria ad essere ricordato nella liturgia, oltre che nel giorno della sua morte (29 agosto), anche nel giorno della sua nascita terrena (24 giugno).
FOCUS: Morte di San Giovanni Battista
Vangelo di Marco 6, 17-29
Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. Giovanni diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri. Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le fece questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». La ragazza uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista». Il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. Subito il re mandò una guardia con l'ordine che gli fosse portata la testa. La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Cardinale
CITAZIONI
Diceva ai suoi preti "Se siete Santi, la gente crederà"
"Voi desiderate un ricordo da me. Altro ricordo non ho da darvi che un invito alla santità. La gente pare che non si lasci più convincere dalla nostra predicazione, ma di fronte alla santità, ancora crede, ancora si inginocchia e prega. La gente pare che viva ignara delle realtà soprannaturali, indifferente ai problemi della salvezza. Ma se un Santo autentico, o vivo o morto, passa, tutti accorrono al suo passaggio. Ricordate le folle intorno alla bara di don Orione? Non dimenticate che il diavolo non ha paura dei nostri campi sportivi e dei nostri cinematografi. Ha paura, invece, della nostra santità"
LO SAPEVI CHE...
Orfano di papà a 11 anni, educato alla preghiera, al silenzio e all'ascesi, sentì il desiderio di farsi monaco benedettino nella stessa abbazia romana in cui ricevette l'istruzione: a San Paolo fuori le mura.
Venne ordinato sacerdote nel 1904 (a 24 anni) e nel 1926 guidò anche gli esercizi spirituali per l’allora arcivescovo Roncalli – futuro Papa Giovanni XXIII – che celebrò il suo funerale. Monaco esemplare, subito gli vennero affidati incarichi delicati e gravosi. A 28 anni era già maestro dei novizi, poi divenne procuratore generale della Congregazione, infine abate di San Paolo fuori le mura.
Nel 1929 Pio XI lo nominò arcivescovo di Milano e cardinale. Iniziò il suo ministero milanese prendendo come modello il suo più illustre predecessore, San Carlo Borromeo, e si sforzò di imitarlo, soprattutto nella sua passione per il popolo, nel suo coraggio per difendere la purezza delle fede, nel suo donarsi completamente senza risparmio. Si dimostrò assiduo nell'effettuare le visite pastorali nella diocesi che nei 25 anni del suo episcopato svolse ben 5 volte.
Religioso dell'Ordine mercedario - Patrono delle ostetriche
LO SAPEVI CHE...
Venne chiamato così perché fu estratto vivo dal corpo della madre morta il giorno prima. Entrò nell'ordine di Santa Maria della Mercede, nato per riscattare i cristiani schiavizzati in terre musulmane. Liberò diversi fratelli nella fede a Valencia e nell'Algeria. In un viaggio si offrì di sostituirsi a questi schiavi come ostaggio, ma visto che nelle celle continuava a predicare la Vera Fede e a convertire, gli chiusero la bocca con una sorta di lucchetto. Fu riscattato dal suo ordine, ma morì poco dopo.
Sentendosi vicino alla fine di questa vita terrena, chiese di portargli la Comunione ma, dato che tardava ad arrivare, sembra che fu Cristo stesso a portargli il Santissimo Sacramento.
Grazie a @il_salmone_fede_e_attualita