Abate
LO SAPEVI CHE...
Viene ricordato per la sua grande devozione alle Anime del Purgatorio, perché fra il 1028 e il 1030 definì che in tutti i monasteri dipendenti, dopo la solennità di Tutti i Santi, venisse celebrata la memoria di tutti i fedeli defunti con Messe, l’Ufficio dei defunti ed elemosine. Tale rito si diffuse poi in tutta la Chiesa.
Terziaria domenicana
CITAZIONI
Morì pronunziando le parole di Gesù in croce: “In manus tuas Domine, commendo spiritum meum!”.
LO SAPEVI CHE...
A sette anni fece voto di castità e si narra che Gesù, apparendole, le mise al dito un anello prezioso. A 15 anni prese l'abito del Terz'Ordine domenicano.
Visse a lungo a Crema; poi si trasferì a Soncino dove fondò il convento delle domenicane intitolandolo a San Paolo e lo guidò per molti anni divenendo esempio di santità. Un giorno Gesù, apparendole, le avrebbe detto: “Figliola, tu mi hai fatto il dono, completo della tua volontà, quale ricompensa desideri?” . Rispose Stefana: “Non voglio altra mercede che Te medesimo”
Terziaria francescana - Patrona delle vedove, delle persone afflitte da tentazioni sessuali
CITAZIONI
"L'incarnazione compie in noi due cose: la prima è che ci riempie d'amore; la seconda che ci rende certi della nostra salvezza."
"Non c’è nessuno che possa portare scuse perché chiunque può amare Dio, ed Egli non chiede all’anima se non che gli voglia bene, perché Egli l’ama ed è il suo amore"
"Senza la luce di Dio nessun uomo si salva. Essa fa muovere all’uomo i primi passi, lo conduce al vertice della perfezione. Perciò, se vuoi cominciare a possedere questa luce di Dio, prega. Se sei già impegnato nella salita della perfezione, se vuoi che questa luce in te aumenti, prega. Se vuoi la fede, la speranza, la carità, prega. Se vuoi l’umiltà, la mansuetudine, la fortezza, prega. Qualunque virtù desideri, prega”.
LO SAPEVI CHE...
Una notte le apparve Gesù Crocifisso che le disse di guardare nelle sue piaghe; le mostrò anche i peli strappati della barba, indicò uno per uno i colpi della frusta sul corpo. Angela pianse con lacrime tanto calde che le bruciano la carne. Di nuovo Gesù le disse di guardare il legno, i chiodi, e di posare la bocca sulle sue piaghe; a lei sembrò di bere il sangue che sgorgava fresco dalla ferita. Il corpo ferito di Gesù diventò, in Angela, l’origine di uno slancio spirituale che non finì mai: voleva soffrire come Cristo.
La Santa, per verificare le sue esperienze mistiche iniziò a confidarsi con un frate, suo parente e consigliere spirituale. Egli stese un Memoriale, da sottoporre a esperti tra cui il cardinale Giacomo Colonna, che l'approvò prima del 1297. Questa "autobiografia spirituale" mostra i trenta passi che l'anima compie raggiungendo l'intima comunione con Dio, attraverso la meditazione dei misteri di Cristo, sull'Eucaristia, e intorno alle tentazioni e alle penitenze.
Il complesso delle sue visioni è raccolto nel "Liber de vera fidelium experientia" conosciuto come "Liber". Racconta al capitolo XXIII: "Il mercoledì della settimana santa [dopo il 1310] stavo meditando sulla morte del Figlio di Dio incarnato; mi sforzavo di liberare la mente da ogni altro pensiero per poter avere l’anima più raccolta nella sua passione e morte ed ero tutta occupata nella ricerca e nel desiderio del modo migliore di farlo per avere un ricordo più vivo della passione e morte del Figlio di Dio. Allora, improvvisamente, mentre stavo in tale occupazione e ricerca, sentii nella mia anima queste parole divine: «Io non ti ho amata per scherzo»."
VIDEO "Una santità sulle orme di S. Francesco" Premi QUI
Religiosa - Fondatrice delle Figlie della Carità di Emmitsburg
CITAZIONI
"Il cuore che si prepara a ricevere la Santa Eucaristia deve essere come un vaso di cristallo"
"Oh mio Dio, perdona quello che ho fatto, correggi quello che sono e guidami verso quello che sarò"
"Dobbiamo pregare incessantemente, in ogni accadimento e impiego della nostra vita, quella preghiera che è piuttosto un'abitudine di elevare il cuore a Dio come in una comunicazione costante con Lui"
"Andrò pacificamente e fermamente alla Chiesa cattolica: perché se la fede è così importante per la nostra salvezza, cercherò dove è iniziata la vera fede, la cercherò tra coloro che l'hanno ricevuta da Dio stesso"
"Se dovessi consigliare i genitori, dovrei dire loro di prendersi molta cura delle persone con cui i loro figli si frequentano... Molto danno può derivare da cattive compagnie e siamo inclini per natura a seguire ciò che è peggio rispetto a ciò che è meglio"
LO SAPEVI CHE...
Nacque in una famiglia episcopaliana (anglicana). Dopo la morte del marito, i Filicchi (famiglia il cui marito era console degli Stati Uniti di Livorno) cercarono di aiutarla, portandola in pellegrinaggio in molte chiese della città, tra cui quella di Santa Caterina e il santuario di Montenero. Così Elizabeth iniziò il percorso che la portò a convertirsi al cattolicesimo e, proprio durante la celebrazione di una messa nel suddetto santuario, ebbe una rivelazione circa la presenza reale di Gesù nell’Eucarestia e decise di diventare cattolica.
Religioso della Congregazione del Santissimo Redentore
LO SAPEVI CHE...
Ricevette la tonsura nel 1835 ma l'anziano e malato vescovo di Budweis (Repubblica Ceca) stimò che nella sua diocesi ci fosse un numero più che sufficiente di preti e così cancellò le ordinazioni presbiterali di quell'anno. Allora Giovanni, che da tempo sognava di andare in missione in America, decise di partire per gli Stati Uniti. A New York fu subito accettato nella stessa diocesi e ordinato sacerdote.
Nei quattro anni successivi lavorò sia tra gli immigrati tedeschi che tra gli indiani americani, costruendo per essi chiese e scuole. Operando completamente da solo iniziò ad avvertire attrazione per la vita religiosa e, dopo aver incontrato Joseph Prost, il superiore dei redentoristi da poco arrivati, chiese di essere accettato nella congregazione del Santissimo Redentore (fondata da Sant'Alfonso Maria de' Liguori nel 1732).
Nel 1852, con sua grande sorpresa, fu nominato vescovo di Filadelfia, una diocesi delle più importanti negli Stati Uniti; prese come motto la giaculatoria “Passio Christi conforta me". Continuò a compiere opere di apostolato ed introdusse la devozione delle "Quarantore".
CATECHESI "I pericoli del compromesso". Per ascoltarla premi QUI.
Vescovo
CITAZIONI
"Chi non utilizza il Signore quanto più gli è possibile, mostra di non apprezzarlo"
"Un servo del Signore evita anche le piccole mancanze, perché la sua carità non si raffreddi"
"Non abbiamo rinunciato al mondo soltanto a parole. Andiamo a riceverci anche il disprezzo!"
"Dobbiamo evitare gli affari troppo complicati; nelle complicazioni c’è sempre lo zampino del diavolo"
LO SAPEVI CHE...
Coltivava già in età giovanile una sua personale austerità e su consiglio dello zio prete Marino Querini, entrò nel monastero agostiniano di S. Giorgio preferendo questa strada alla ricchezza e agli onori che gli sarebbero certamente venuti grazie alle sue ascendenze familiari. Mendicava anche sotto casa e la madre soffriva al pensiero che la gente potesse riconoscere suo figlio sotto quelle vesti e per affrettarne il ritorno in convento mandava i domestici a riempire di pani la sua bisaccia.
Aveva scarse doti di oratore, ma “predicava” con molta efficacia, da un lato, continuando a girare con saio e bisaccia e, dall’altro, scrivendo instancabilmente. Scriveva per i dotti e per gli ignoranti trattati teologici e opuscoletti popolari, offrendo a tutti una guida alla riforma personale nel credere e nel praticare.
Una febbre lo colpì all’età di 74 anni. Abituato alle dure penitenze, quando, ormai vecchio e malato, cercarono di sostituirgli il pagliericcio con un letto di piume, egli protestò: "Cristo morì sulla croce e io dovrei morire su un letto di piume? "
PILLOLE SPIRITUALI - Per leggere brevi commenti del santo su alcune parti dei Vangeli premi QUI
Religiosa - fondatrice delle Canonichesse di Sant'Agostino della Congregazione di Nostra Signora
LO SAPEVI CHE...
Alessia nacque in Francia nel 1576. Era una bambina intelligente, ricca e vanitosa. Un giorno, però, il suo senso di insoddisfazione prevalse e iniziò a porsi dubbi sulla propria condotta. Intanto Dio le mandava messaggi ai quali non poteva sfuggire; tra questi, durante una messa sentì il suono di un rullo di tamburo e, successivamente, ebbe la visione di uno spirito del male che batteva forte il tamburo seguito da ragazzi in festa.
A 20 anni prese la decisione di mutare vita e consacrarsi a Dio con il voto di castità. In quegli anni fece la conoscenza di San Pietro Fourier, allora parroco di Mattaincourt.
La notte di Natale del 1597, insieme a San Pietro Fourier e a quattro compagne, incominciò il suo apostolato offrendo la possibilità di frequentare una scuola a fanciulle povere dando così vita ad una nuova congregazione di religiose insegnanti.
Laica - fondatrice della congregazione delle dame catechiste
LO SAPEVI CHE...
Nata in Spagna nel 1848, sin da giovanissima aveva l'abitudine di visitare i poveri e gli ammalati a domicilio insieme a sua madre la quale apparteneva all'organizzazione caritativa "San Vincenzo". Poi iniziò a dedicarsi all'insegnamento del catechismo alle carcerate, alle ricoverate negli ospedali di Madrid e alle alunne delle scuole domenicali.
Nel 1883 morì suo padre e si risvegliò in lei il desiderio di entrare in un ordine religioso. Provò a realizzarlo, ma dopo dieci giorni lasciò il convento scelto in quanto capì che non era quella la sua vocazione. Con l'aiuto di alcuni gesuiti, fondò diverse associazioni e una congregazione per la formazione spirituale e l'insegnamento catechistico.
La spiritualità di Dolores Sopeña ha quattro aspetti particolarmente rilevanti: è una spiritualità Cristocentrica, eucaristica, mariana e ignaziana. Dialoga con Gesù per tutta la giornata, però riconosce la sua presenza speciale nelle specie consacrate. Tra le sue pratiche abituali spiccano: le visite al Santissimo, l'Ora Santa e l'Esposizione giornaliera. Chiama il Giovedì Santo il giorno dell'Istituto, perché questo giorno è la festa dell'Amore e in questo giorno è stata istituita l'Eucaristia. Davanti al Tabernacolo prende le grandi decisioni; davanti a Lui ogni mattina al levarsi, «regola gli impegni del giorno» riceve consiglio, fortezza, ispirazione.
Frate francescano
CITAZIONI
“L’orazione è il flagello del demonio. Egli teme più l’orazione che i flagelli e i digiuni”
“Non occorre avere un letto più largo perché stretta è ancora la strada del paradiso”
LO SAPEVI CHE...
Oltre che incomprensioni da parte dei superiori e umiliazioni da parte dei confratelli, non mancarono per lui violenti assalti da parte dei demoni. Più volte essi cercarono di terrorizzarlo apparendogli sotto forme di animale o bastonandolo con tanto strepito da impaurire coloro che si trovavano nel convento; ma egli soleva ripetere imperturbabile: “L’orazione è il flagello del demonio. Egli teme più l’orazione che i flagelli e i digiuni”.
Dormiva tre ore d’inverno e due d’estate sopra una tavola non più larga di mezzo metro con la testa appoggiata a un ruvido legno. A chi gli suggeriva di allargarla rispondeva: “Non occorre avere un letto più largo perché stretta è ancora la strada del paradiso”.
Se un confratello lo esortava a bere un goccio di vino a rimedio del languore di stomaco che lo assaliva, egli esclamava: “O Gesù, che mi consigliate mai? Preferirei inghiottire un carbone ardente anziché una sola goccia di vino”. Il Signore ricompensava tante penitenze con doni soprannaturali quali quello della profezia, dei miracoli e della penetrazione dei cuori. Quindici giorni dopo la morte apparve al suo confidente, Antonio da Portanna, per rivelargli che godeva già della visione di Dio. E gli disse: “Addio, Frate Antonio! Paradiso, Paradiso, Paradiso! Benedette le discipline, le vigilie, le penitenze, le abnegazioni di volontà, i digiuni, e benedette tutte le perfezioni religiose!”
Vescovo
CITAZIONI
"Ignoro i segreti della natura che è il mio servizio, ma vi riconosco la tua Presenza"
"Non importa quanto uno sia stato peccatore, se ha devozione a Maria, è impossibile che si perda"
"La perfetta conoscenza di Dio consiste nel sapere che Egli esiste, che non può essere ignorato ma che, nonostante tutto, è inesprimibile e indicibile"
"Ora gli eretici, poiché non possono in alcun modo modificare le cose come esse sono realmente, avanzano delle dottrine strane, delle teorie di ispirazione profana"
"Alcuni eretici corrompono a tal punto il mistero della fede evangelica che, accogliendo come ortodossa unicamente la professione di fede in un unico Dio, di fatto negano la nascita dell'Unigenito Dio, nel senso che essa è da intendersi più come un protendersi verso l'umanità che non una vera e propria discesa"
LO SAPEVI CHE...
Nato in una famiglia pagana nel IV° secolo, subì subito il fascino della filosofia, cercando risposte nel pensiero neoplatonico. La lettura della Bibbia, però, gli fece conoscere il cuore della fede cristiana. Subito dopo il Battesimo venne scelto come vescovo di Poitiers e, come pastore e studioso, s'impegnò a indagare la Verità contro le eresie del tempo, in particolare l'arianesimo. Questo gli costò anche sei anni di esilio, durante i quali continuò i suoi studi e dai quali nacque la sua opera più importante il "De Trinitate".
Presbitero - fondatore della Società del Verbo Divino e delle congregazioni delle Missionarie Serve dello Spirito Santo e delle Suore Serve dello Spirito Santo dell'Adorazione Perpetua
CITAZIONI
"Ciò che non si può compiere, non è volontà di Dio"
"Vivat Deus Unus et Trinus in cordibus nostris!" ("Possa il Dio Uno e Trino vivere nei nostri cuori") è il motto nelle testatine delle lettere
"Vivai cor Jesu in cordibus hominum" ("Il cuore di Gesù possa vivere nei cuori degli uomini!") è il motto che adotto il primo seminario missionario fondato dal santo
"Consacriamo le nostre memorie al Padre, affinché per sua grazia si occupino non delle cose temporali, ma eterne, non delle creature ma del Creatore. Consacriamo il nostro intelletto al Figlio unigenito che è Sapienza eterna perché la illumini. Consacriamo la nostra volontà allo Spirito Santo che è l’Amore del Padre e del Figlio perché metta in ordine i nostri affetti e li santifichi con l’amore"
LO SAPEVI CHE...
Molto si potrebbe scrivere della sua opera di fondazione di seminari missionari, ma si ritiene più importante evidenziare la sua devozione trinitaria. A tal proposito si riporta uno stralcio di una tesi di laurea scritta da un Missionario Verbita (maggiori informazioni QUI):
"Riguardo alle sue devozioni più importanti si deve sottolineare che sant’Arnoldo conosceva bene e seguiva con un certo fervore tutte le pie forme di preghiera del tempo. Ma quelle che preferiva, praticava e raccomandava erano soprattutto riferite alla Trinità, al Verbo Divino (includendo qui il Sacro Cuore ed il Sacramento dell’Altare), allo Spirito Santo, agli angeli ed ai santi con Maria Regina degli angeli e dei santi, e la liturgia in generale"
"Per sant’Arnoldo era ben chiaro che le anime in grado di riflettere sulla Santissima Trinità, erano piene di grande riverenza per la divina maestà ed elevate ad un grado sempre più alto di amore per quella ineffabile purezza e santità che le persone adorano nella natura divina (Sandkamp, 2010, p. 22; Sessolo, 1986, p. 18). Per essere totalmente immerso nel Dio Uno e Trino, sant’Arnoldo ha consacrato i tre poteri della sua anima – memoria, intelletto e volontà – perché potessero essere purificati e trasformati nell’uomo interiore".
La preghiera del santo è l'ultima citazione riportata nell'apposita sezione.
Terziario francescano
LO SAPEVI CHE...
Voleva essere sacerdote ed entrò in seminario a Verona, ma la morte del padre lo costrinse ad aiutare la sua famiglia rinunciando alla sua vocazione missionaria. Studiò giurisprudenza a Padova dove conseguì il dottorato. Dopo aver lavorato come stagista per un avvocato e come insegnante, nel 1867 si trasferì a Brescia e nel 1875 si sposò con Emilia Corlobani. La loro unione fu benedetta dal Signore con ben dieci figli, tre dei quali si consacrarono: uno diventò gesuita e due religiose.
Nel 1881 diventò terziario francescano, vivendo intensamente la sua spiritualità. Fu sindaco della sua città per diversi anni e consigliere comunale a Brescia. Partecipò attivamente alla fondazione e alla gestione del quotidiano cattolico "Il Cittadino di Brescia" e, come politico cattolico, sostenne fermamente il diritto dei cattolici di avere le proprie scuole e che il corso di religione fosse offerto nella scuola pubblica.
Abate - Patrono dei macellai, salumai, norcini, canestrai, animali domestici. Invocato contro l'herpes zoster (c.d. fuoco di Sant'Antonio), morbi contagiosi, peste, scorbuto
CITAZIONI
"Io non temo più Dio, lo amo. Perché l’amore caccia il timore" (1 Gv 4, 18)
"La Pace è a prezzo della moderazione dei desideri, il nostro desiderare continuo ci riempie di agitazione"
"Il pessimo male dell'anima sono i desideri insaziabili di ricchezze e piaceri, uniti all'ignoranza della verità"
"Chi siede nel deserto per custodire la quiete di Dio è liberato da tre guerre: quella dell’udire, quella del parlare, e quella del vedere. Gliene rimane una sola: quella del cuore"
"Verrà un tempo in cui gli uomini impazziranno, ed al vedere uno che non sia pazzo, gli si avventeranno contro dicendo: – Tu sei pazzo! – a motivo della sua dissomiglianza da loro"
"Colui che batte un blocco di ferro, prima pensa a quel che vuole farne: se una falce, o una spada, o una scure. E anche noi dobbiamo sapere a quale virtù tendiamo, se non vogliamo faticare invano"
LO SAPEVI CHE...
A 18 anni rimase colpito dalle parole di Gesù al giovane ricco: "Se vuoi essere perfetto, vendi quanto hai, e dallo ai poveri, così avrai un tesoro nel cielo, poi vieni e seguimi" (Mt 19,21). Diede tutto ai poveri, pose la sorella in un monastero e si ritirò a fare vita penitente nel deserto. Essendo solo il III° secolo, si può affermare che Sant'Antonio fu l’iniziatore del monachesimo.
Qui si sforzava di praticare le virtù che vedeva praticate da altri santi penitenti, nelle cui cellette spesso si recava per imparare da essi la via della perfezione. Lavorava inoltre per procacciarsi il cibo e tutto ciò che guadagnava in più lo donava ai poveri. Non mancarono le tentazioni del demonio che Antonio seppe vincere affidandosi a Gesù, pregando e facendo rigorosissime penitenze,
Ai suoi discepoli, il Santo raccomandava continuamente la perseveranza, la custodia del cuore, l'esortazione vicendevole, la pratica delle virtù e il ricordo quotidiano dei Novissimi.
Monaca domenicana
CITAZIONI
"Molte persone sperano in una lunga vita e rimandano le buone opere, perché pensano che avranno tutto il tempo prima di morire. Quanto a me, preferisco essere tra coloro che ritengono di non avere tempo da perdere se vogliono dare a Dio tutta la gloria possibile prima di morire"
LO SAPEVI CHE...
I genitori, dopo aver ottenuto la grazia di vedere ritirarsi l’invasione dei Tartari di Ungheria, decisero di affidare la piccola Margherita alle domenicane di Santa Caterina di Veszprèm perché la formassero alla vita monacale come ringraziamento al Signore per aver esaudito le loro preghiere.
A sette anni il padre, già dimentico delle promesse fatte, propose a Margherita di prendere in sposo Boleslao VI ma la piccina gli rispose risoluta: “Io voglio servire il Signore Gesù. Piuttosto di sposarmi, mi mozzerò il naso”.
Da consacrata, Margherita curava con pazienza e abnegazione le sorelle inferme senza mai dimostrare risentimento o disgusto per gli umili servizi che doveva prestare. Se la superiora o il confessore le raccomandavano di non affaticarsi tanto per non contristare i genitori, ella, mossa da interna ispirazione, si limitava a supplicarli: “Permettetemi di fare questo nel nome di Gesù”. La stessa frase ripeteva quando la Priora la rimproverava perché si fasciava la testa con la grossolana benda riservata alle persone di servizio e non con quella propria di una religiosa professa e velata come lei.
Se qualche caritatevole consorella si offriva a liberarle le tuniche dai noiosissimi insetti, la santa rispondeva: “Cara sorella, lascia stare e non curartene. Io voglio che i vermi castighino il mio corpo”.
Vescovo - Patrono della diocesi di Lodi
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Siracusa da famiglia pagana. Il padre era governatore della stessa città e lo volle mandare a Roma per fargli ereditare la propria carica ma Bassiano, quando si trovò nella città santa, piuttosto che seguire il volere del padre si convertì al cristianesimo.
Appena battezzato, il padre divenne furibondo e mandò alcuni suoi emissari per ricondurlo forzatamente a casa; Bassiano riuscì a fuggire e si nascose a Ravenna dove in segreto divenne sacerdote.
Sempre in totale anonimato iniziò un'esemplare vita di umiltà e carità verso le persone più bisognose. La sua fama raggiunse il lodigiano, la cui popolazione lo volle come vescovo. Da quando varcò la porta della città, accaddero numerosi fatti miracolosi: ad esempio guarì istantaneamente tutte le persone affette dalla lebbra, assicurando alla folla che mai nessuno si sarebbe più ammalato. E così accadde. In seguito, infatti, i vescovi di Lodi avevano perennemente una gamba colpita dalla lebbra. La cosa incredibile è che il male si limitava solo a questo arto e la stessa gamba malata aveva l'effetto di un vaccino per tutti gli abitanti dei dintorni che mai si ammalavano, fino al punto che Lodi stessa venne considerata una "città miracolosa".
Laici - San Sebastiano: Patrono della polizia locale, arcieri, tappezzieri, sofferenti, militari, uomini d’onore e di molte città italiane; invocato contro la peste
LO SAPEVI CHE...
San Sebastiano, alto ufficiale dell'esercito imperiale, portava conforto ai cristiani che erano destinati al supplizio, si occupava della sepoltura dei martiri, diffondeva il cristianesimo fra funzionari e militari di corte. A sua volta fu denunciato come cristiano e condannato al supplizio delle frecce per aver tradito la fiducia dell’imperatore Diocleziano. Ne uscì vivo ma non illeso: dopo le cure, si ripresentò a Diocleziano per rimproverarlo aspramente di quanto aveva commesso contro i cristiani. A quel punto, fu nuovamente condannato e frustato a morte.
San Fabiano venne eletto vescovo in quanto i cristiani riuniti a Roma per eleggere il nuovo vescovo, mentre esaminavano i nomi di molti personaggi nobili ed illustri, videro una colomba posarsi sulla sua testa. Questo ricordò la scena Evangelica della discesa dello Spirito Santo su Gesù nel Giordano e così, divinamente ispirati, scelsero all’unanimità Fabiano. Diventò un martire della fede per non aver proclamato solennemente e pubblicamente, attraverso un sacrificio, la sua devozione alle divinità pagane imposte dal nuovo imperatore Decio.
Laica - Patrona delle vergini, fidanzate, medici tricologi, soggetti affetti da calvizie, giardinieri
CITAZIONI
"É fare ingiuria allo sposo desiderare di piacere agli altri. Mi avrà chi per primo mi ha scelta"
LO SAPEVI CHE...
Dal Trattato «Sulle vergini» di sant'Ambrogio, vescovo:
E' il giorno natalizio di sant'Agnese! Si dice che subì il martirio a dodici anni. Quanto è detestabile questa barbarie, che non ha saputo risparmiare neppure un'età così tenera! Ma certo assai più grande fu la forza della fede, che ha trovato testimonianza in una vita ancora all'inizio. Un corpo così minuscolo poteva forse offrire spazio ai colpi della spada? Eppure colei che sembrava inaccessibile al ferro, ebbe tanta forza da vincere il ferro. Le fanciulle, sue coetanee, tremano anche allo sguardo severo dei genitori ed escono in pianti e urla per piccole punture, come se avessero ricevuto chissà quali ferite. Agnese invece rimane impavida fra le mani dei carnefici, tinte del suo sangue. Se ne sta salda sotto il peso delle catene e offre poi tutta la sua persona alla spada del carnefice, ignara di che cosa sia il morire, ma pur già pronta alla morte.
Laica - Patrona di chi è vittima di incesti e abusi sessuali
CITAZIONI
"Signore, che io soffra tutto ciò che ritieni convenga, ma che mia madre si converta e si salvi "
"O mio Dio, voglio amarti e servirti per tutta la vita; perciò ti dono la mia anima, il mio cuore, tutto il mio essere. Voglio morire piuttosto che offenderti col peccato; perciò intendo mortificarmi in tutto ciò che mi allontanerebbe da te. Propongo di fare quanto so e posso perché tu sia conosciuto e amato, e per riparare le offese che ricevi ogni giorno dagli uomini, specialmente dalle persone della mia famiglia. Mio Dio, dammi una vita di amore, di mortificazione, di sacrificio"
LO SAPEVI CHE...
Il 22 gennaio 1904 ricevette il Viatico. Non aveva ancora compiuto 13 anni di vita eppure era pronta ad offrirsi a Dio per vedere realizzato il suo desiderio ovvero la conversione della madre.
Quella sera glielo confidò: “Mamma, io muoio! Io stessa l’ho chiesto a Gesù. Sono quasi due anni che gli ho offerto la vita per te, per ottenere la grazia del tuo ritorno alla fede. Mamma, prima della morte non avrò la gioia di vederti pentita?”. Questa le promise allora di cambiare completamente vita. Laura poté allora spirare serenamente dopo aver pronunciato queste ultime gioiose parole: “Grazie, Gesù! Grazie, Maria! Ora muoio contenta!”. In occasione del funerale la mamma tornò ad accostarsi ai sacramenti della Riconciliazione e dell’Eucaristia.
Arcivescovo - Patrono di Toledo, Herreruela de Oropesa
LO SAPEVI CHE...
É noto per aver prodotto diversi scritti, tra i quali quello sulla verginità perpetua di Maria, e per il miracolo dell’incontro con la Vergine stessa avvenuto la notte del 18 dicembre 665. Sant'Ildefonso, insieme con i suoi chierici e alcuni altri, si stava recando in chiesa per cantare inni in onore alla Vergine Maria: qui trovarono la cappella che brillava di una luce tanto abbagliante che provarono timore.
Tutti fuggirono tranne Ildefonso e due suoi diaconi che decisero di entrare, avvicinandosi all'altare. Davanti a loro videro la Vergine Maria seduta sulla cattedra del vescovo e circondata da una compagnia di vergini che intonavano canti celestiali. La Madonna fece loro un cenno con il capo perché si avvicinassero e dopo che ebbero obbedito, fissò i suoi occhi sul santo dicendogli: "Tu sei il mio cappellano e notaio fedele. Ricevi questa casula che mio Figlio ti manda dalla sua tesoreria". Detto questo lo vestì dandogli istruzioni di usarla solamente nei giorni festivi in suo onore.
Laica
CITAZIONI
"Nel mio calvario non sono disperata"
"[L'eucaristia è] dolcezza infinita... il sostegno sovrano della nostra debolezza"
"La pace viene quando non si miete più per il nostro granaio ma per quello di Dio"
"Io penso che cosa meravigliosa è la vita anche nei suoi aspetti più terribili; e la mia anima è piena di gratitudine e di amore verso Dio per questo"
"Il mio compito è amare la sofferenza di tutti quelli che vivono o vengono attorno al mio letto e mi danno o mi domandano l’aiuto di una preghiera"
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Dovadola, in provincia di Forlì nel 1936. A tre mesi si ammalò di poliomielite: guarì, ma rimase con una gamba più corta dell’altra. A dispetto delle condizioni di salute, si iscrisse alla facoltà di Fisica dell’Università degli Studi di Milano, ma dopo un mese passò a quella di Medicina. Proprio questi suoi studi le permisero, nel 1957, di riconoscere da sola la natura della malattia che l’aveva intanto resa cieca e progressivamente sorda: neurofibromatosi diffusa o morbo di Recklinghausen
La vicinanza degli amici le permise di uscire a poco a poco dal dolore. Due volte pellegrina a Lourdes, scoprì in quel luogo quale fosse la propria autentica vocazione: lottare e vivere in maniera serena la malattia. Attorno a lei si radunavano amici e sconosciuti, mentre con le sue lettere raggiunse molti cuori.Morì a soli 27 anni, con un «Grazie» come ultima parola.
Vescovo - Patrono della stampa cattolica, giornalisti, scrittori, autori, Piemonte, comunità sorda, salesiani, Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote
CITAZIONI
"Un grammo di buon esempio vale più di un quintale di parole"
"Abbi pazienza in tutte le cose, ma principalmente abbi pazienza con te stesso"
"Non parlare di Dio a chi non te lo chiede. Ma vivi in modo tale che gli venga il desiderio di chiedertelo"
"Dire il Rosario è un modo molto utile di pregare, purché tu sappia dirlo: per questo devi avere qualche libretto che te lo insegni"
"Tu impari a parlare parlando, a studiare studiando, a correre correndo, a lavorare lavorando; e allo stesso modo, impari ad amare amando. Tutti quelli che pensano di imparare in qualsiasi altro modo stanno ingannando sé stessi"
LO SAPEVI CHE...
A 18 anni visse una forte crisi, non dei sensi e degli istinti, ma dell’anima: «Come farò a salvarmi della perdizione eterna? Forse esiste davvero una predestinazione fatale? O l’uomo è libero?». Il giovane Francesco trovò la luce nell’amore di Dio che vuole la salvezza di tutti, ma è consapevole che chiede la corrispondenza di ogni uomo a Lui. Come Giovanni, il prediletto degli Apostoli di Gesù, anche lui fu l’apostolo dell’amore; eppure impiegò vent’anni per riuscire ad acquisire la "dolcezza cristiana", perché era un uomo irascibile: gli servì molto tempo per riuscire a cambiare, dominare ed addolcire il suo carattere.
Compiuti gli studi a Parigi, fu mandato dal padre a Padova per studiare legge. Francesco, però, si immerse nello studio di san Tommaso d’Aquino (la cui ricorrenza è il 28/01) e di sant’Agostino, confermando così la sua vocazione al sacerdozio. Celebrò la sua prima messa nel 1593, a 26 anni.
Si schierò in prima linea per combattere contro le ideologie calviniste e protestanti e nel 1610 fondò l'ordine delle Suore della Visitazione, coadiuvato da Santa Giovanna Francesca Frémiot de Chantal.
LIBRI
FILOTEA (o "La Vita devota") - Premi QUI per approfondire - Il santo vuole formare anime forti in tutti i ceti sociali, tra i preti, i religiosi, gli sposi, a cominciare dalla donna, che ritiene per natura un’innamorata di Dio, una “Filotea”
IL TRATTATO DELL'AMORE DIVINO - Premi QUI per approfondire - Per chi è chiamato a una forma più alta di santità, scrive una guida per i mistici e, allo stesso tempo, afferma e spiega che la santità è per tutti: va tradotta e declinata nella vita quotidiana della suora come della madre di famiglia, del prete come del soldato e del commerciante, del contadino come del giurista
Domenicano
CITAZIONI
"Signore, fai di me, povera creatura, ciò che ti vale a lode; io vorrò esaltarti finché avrò respiro in gola e comunque vadano le cose"
"Oh Signore diletto, come mi affligge il cuore e l'anima che tu sia sì amorevole e che tu rimanga invece tanto negletto nei molti cuori cui ti sei offerto"
"Signore, ora vedo che le sofferenze non provengono dalla tua severità, ma dalla tua amorevole dolcezza [...]. Signore, giustamente coloro a cui vuoi risparmiare lassù la pena eterna e cui vuoi dare la gioia sempiterna, non avranno qui un soggiorno tranquillo, né gioia, né quiete"
LO SAPEVI CHE...
Nato a Costanza (Germania) nel 1295, entrò a 13 anni novizio nel locale convento domenicano di S. Nicola. Dopo i primi cinque anni, dove la sua osservanza fu piuttosto discontinua e tiepida, avvertì il bisogno di tendere alla perfezione e per un maggiore controllo delle passioni cominciò ad infliggersi diverse penitenze corporali. Verso i 40 anni però il Signore lo convinse che era più importante sapere accettare le avversità della vita che non fare dure penitenze.
Da giovane studiò a Costanza, Strasburgo e Colonia, dove ebbe come docente il maestro Eckhart, uno dei più grandi mistici del Medioevo. Tuttavia ebbe anche molti nemici e più volte dovette difendersi, oltre che cambiare monastero.
Ebbe anche dei colloqui con le anime del Purgatorio. Fra le altre, gli apparve anche il maestro Eckhart; il beato gli chiese quale fosse l’esercizio più utile all’uomo per raggiungere quell’altissima Unione con Dio ed ebbe questa risposta: “Egli deve secondo il proprio essere, sprofondarsi e immergersi nel più profondo abbandono e prendere tutte le cose come provenienti direttamente da Dio e niente dalle creature e avere la massima pazienza verso tutti gli uomini lupo”.
LIBRI "Il libro della saggezza eterna" che si può approfondire QUI e "Libretto della vita perfetta" che si può approfondire QUI.
Monaco - Fondatore dell'ordine cistercense
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Abate francese, è stato uno dei fondatori dell'Ordine cistercense (I tre fondatori dell'Abbazia di Cîteaux sono: Santo Stefano Harding, San Roberto di Molesme e Sant'Alberico)
Inizialmente fu eremita a Colán, poi seguì San Roberto a Molesmes (1057), dove era priore. Questa comunità si proponeva di essere esemplare per il suo spirito devoto e obbediente, per la sua austerità e disciplina. Purtroppo le buone intenzioni non furono mai applicate; San Roberto tentò invano di porvi rimedio, ricorrendo al rigore. Scoraggiato, lasciò il monastero e si ritirò in solitudine.
Alberico invece usò il metodo della dolcezza, ma non ebbe buoni risultati. I monaci si ribellarono, accusandolo e insultandolo, e anche maltrattandolo, picchiandolo e persino rinchiudendolo nel monastero. Più tardi i monaci ribelli chiesero perdono, con l'intenzione di cambiare la loro vita, ma le loro buone intenzioni non durarono a lungo. E per questo motivo, Roberto, Alberico e un altro gruppo di monaci, lasciarono Molesmes, per dare vita all'Ordine Cistercense, a Cîteaux nel 1098.
Così Alberico fu fondatore con Roberto de Molesmes e Santo Stefano Harding della riforma dei Cistercensi (1109).
Religiosa - fondatrice della Compagnia delle dimesse di sant'Orsola
CITAZIONI
"Non vi scoraggiate, anche se doveste scoprire che non avete le qualità necessarie per l’opera a cui siete chiamati. Colui che vi ha chiamati non vi abbandonerà, ma nel momento in cui siete nel bisogno vi tenderà la sua mano salvifica"
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Crescendo in età, crebbe anche il suo desiderio di purificazione e di conversione: questo si concretizzava anche nel fare frequenti pellegrinaggi. Tra questi, indimenticabile è quello in Terrasanta per poter vedere con i propri stessi occhi la terra di Gesù. Lungo il viaggio improvvisamente diventò cieca, ma non si lasciò fermare. Solo più tardi affermò: “Non riuscite a capire che questa cecità mi è stata mandata proprio per il bene della mia anima?”.
Ritornata in patria, il suo confessore insistette perchè Angela fondasse una “Compagnia di vergini” di cui ha avuto intuizione fin dalla giovinezza grazie ad una visione; un giorno, infatti, le parve che si schiudesse il cielo e ne scendesse una processione meravigliosa di angeli e di vergini, alternati a due a due: gli angeli suonavano diversi strumenti musicali mentre le vergini cantavano
Convocate alcune donne a lei molto legate, Angela espose loro l’ideale della nuova Compagnia di sant’Orsola, che iniziò ufficialmente il 25 novembre 1535. Il suo intento è di “seminare piante di verginità tra le spine del mondo”. Moltissime in quell’epoca erano le donne che non potevano essere né spose né monache (unica forma di vita religiosa femminile allora ammessa). Il loro destino era drammaticamente segnato dall’emarginazione e dall’abbandono fino alla mendicità. Proprio per loro Angela ripropose, attingendo direttamente dalla Sacra Scrittura, la condizione sociale di “vergini consacrate nel mondo”. Non una soluzione di ripiego, ma una libera scelta di vita che risale alle origini della Chiesa.
Domenicano - Patrono di Teologi, di accademici, dei librai, degli scolari, degli studenti, dei fabbricanti di matite
CITAZIONI
"Se qualcuno non ama la verità, non è un uomo"
"In questa vita, è meglio amare Dio che conoscerlo"
"A chi ha fede, nessuna spiegazione è necessaria. Per uno senza fede, nessuna spiegazione è possibile"
"Se l'obiettivo più alto di un capitano fosse quello di preservare la sua nave, l'avrebbe tenuta per sempre nel porto"
"L’Eucaristia è la più grande di tutte le meraviglie operate da Cristo, è il documento del suo amore immenso per gli uomini"
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Nato nel 1224 a Roccasecca (Frosinone) e divenuto domenicano nel 1244, studiò a Montecassino, Napoli, Colonia, Parigi dove cominciò anche l'impegno dell'insegnamento. Poco più che ventenne, fu ordinato sacerdote; anima eucaristica, fu lui a scrivere la Messa e l’Ufficio divino del Corpus Domini, quando papa Urbano IV, nel 1264, con la bolla Transiturus estese la festa a tutta la Chiesa.
Per Tommaso la professione del teologo è quella di ricercare Dio che, della “sacra dottrina”, è la sostanza e la passione; fare teologia è riferire tutto a Lui, come principio e come fine. E la sua fu una ricerca ininterrotta di Dio, non con la pretesa di possederlo attraverso la filosofia, ma con l’intento di scorgere le sue tracce nelle realtà create e di avvicinarsi a lui umilmente e audacemente con l’intelletto e soprattutto con l’amore. La sua dottrina, difatti, si resse sul primato dell’intelletto, che è la condizione stessa dell’amore. Solo un essere intelligente è capace di amore. "Quello che vi è di più perfetto nell’uomo è l’operazione dell’intelligenza – dice Tommaso nel primo trattato della sua Summa Theologiae – per cui la beatitudine di un essere dotato di intelligenza consiste nell’intelligenza stessa, nel conoscere".
Egli ritiene che Dio stia sempre oltre, è inarrivabile, e dev’essere adorato col silenzio, non però nel senso che non si deve dire o ricercare nulla di Lui, ma nell’essere convinti che Egli sfugge alla nostra intelligenza.
LIBRO "Somma Teologica" per approfondire premi QUI
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CITAZIONI
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LO SAPEVI CHE...
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Terziaria francescana
CITAZIONI
“O Dio, ti supplico, dai un senso alla mia vita, dammi la speranza, dammi la salvezza!”
LO SAPEVI CHE...
Membro di una famiglia assai potente ed illustre Clarice (così si chiamava prima si assumere il nome di Suor Giacinta) conduceva una vita assai agiata assieme alla sorella Ortensia. Clarice sognava un buon matrimonio e quando incontrò Paolo Capizucchi se ne innamorò ma, il giovane, chiese la mano della sorella Ortensia.
La delusione di Clarice fu molto forte e non mancò di farlo notare al padre il quale, in risposta ai suoi capricci, la mandò a Viterbo nel monastero di San Bernardino dove si trovava l’altra sorella, Ginevra, che aveva scelto di diventare suora. Anche Clarice decise di diventare suora ma fu una vocazione soltanto esteriore: si sottomise alla vita di preghiera della comunità, abbracciò il voto di castità, ma si fece Terziaria francescana per non sottostare alla clausura. Continuò a vestirsi con abiti raffinati, ad abitare in un appartamento ben arredato dove molti amici venivano a farle visita e a farsi servire da due novizie.
Nonostante lo scandalo che dava, Giacinta visse così per 15 anni. Poi si ammalò gravemente e nella sofferenza della malattia nacque la sua conversione. Dedicò il resto della sua vita ad aiutare il prossimo (assieme a Francesco Pacini fondò una confraternita laicale, detta dei Sacconi, col fine di raccogliere elemosine e soccorsi per i poveri) e contrastò il giansenismo nelle sue terre, con incisivi stimoli all’amore e all’adorazione per il sacramento eucaristico.
Presbitero dell'ordine dei Chierici Regolari di San Paolo
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Nato ad Arpino nel 1743, venne educato nel locale "Collegio dei Santi Carlo e Filippo" dei padri Barnabiti. Intraprese gli studi giuridici a Napoli ma, vinta la resistenza dei genitori, volle farsi sacerdote e nel 1762 entrò nell'Ordine dei Barnabiti. L'intensa attività nell'ambito culturale non gli impedì però di vivere in sintonia con la sua vocazione religiosa. Continuò sempre a svolgere importanti incarichi nella sua Congregazione e a farsi promotore di opere di carità, tanto da essere molto stimato nella capitale partenopea.
Con il trascorrere degli anni la sua vocazione si orientò verso il misticismo. I suoi biografi fanno iniziare questo periodo a partire dalla Pentecoste del 1800, quando si trovò in estasi davanti al Santissimo Sacramento. La sua fama di santità crebbe anche per la coraggiosa sopportazione di un male misterioso alle gambe che lo costrinse su una poltrona negli ultimi tredici anni di vita.
Ebbe un'amicizia spirituale fortissima con Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe.
Presbitero - fondatore delle congregazioni dei Salesiani e delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Patrono degli Educatori, Scolari, Giovani, Studenti, Editori
CITAZIONI
"Il demonio ha paura della gente allegra"
"Dite ai giovani che li aspetto tutti in Paradiso"
"Nessuna predica è più edificante del buon esempio"
"Camminate coi piedi per terra e col cuore abitate in cielo"
"Chi vuol godere con Gesù Cristo, deve essere crocifisso con lui"
"Sii con Dio come l’uccello che sente tremare il ramo e continua a cantare, sapendo di avere le ali"
"Fare il bene senza comparire. La violetta sta nascosta ma si conosce e si trova grazie al suo profumo"
"Tenete a memoria che la solita parola che usa il demonio quando vuole spingerci al male è: Oh! Non è niente!"
"Guai a chi lavora aspettando le lodi del mondo: il mondo è un cattivo pagatore e paga sempre con l'ingratitudine"
LO SAPEVI CHE...
Nacque nel 1815 in Piemonte da una povera famiglia di agricoltori. Fin da fanciullo ebbe il dono di attirare a sè le anime dei fanciulli con i suoi giochi di prestigio e con la sua pietà, che gli cattivava l'animo di tutti. All’età di 9 anni fece un sogno che lo influenzò per tutta la sua vita; sognò la sua vocazione: radunare giovani per istruirli sulla bruttezza dei peccati e sulla preziosità della virtù.
Nel 1841 fu ordinato sacerdote cominciando la sua missione di educare i giovani. Dopo molte difficoltà e persecuzioni, riuscì a comprare un pezzo di terreno con una casa a cui aggiunse una cappella per poter radunare i tanti giovanetti che incontrava lungo la strada. Incontro memorabile fu quello con il futuro San Domenico Savio: Don Bosco colse la sua intelligenza, le sue doti e decise di portalo al suo oratorio di Torino dove San Domenico "bruciò d'amore" per essere simile a Gesù Crocifisso.
In pochissimo tempo i poveri giovani diventarono numerosi e Don Bosco decise di fondare una nuova congregazione religiosa: la Pia Società di S. Francesco di Sales, detta comunemente "Salesiani", composta di sacerdoti e laici. Per le fanciulle delle stesse condizioni, istituì le Suore di Maria Ausiliatrice, le quali affiancano l'opera dei sacerdoti.
I SOGNI DI DON BOSCO Numerosi sono i sogni di San Giovanni Bosco che ancora sanno affascinare. Premi QUI per saperne di più.