Religioso
CITAZIONI
"Dio si serve dei venti contrari per condurci in porto"
"Adorare l’Ostia Santa, dovrebbe essere il centro della vita di ogni uomo"
"Non appena ho creduto che Dio esisteva, ho capito che non potevo vivere se non per Lui"
"Il prete è un ostensorio, suo compito è di mostrare Gesù. Egli deve sparire e lasciare che si veda solo Gesù…"
LO SAPEVI CHE...
Da giovane si lasciò vincere dallo scetticismo religioso e dal positivismo che segnavano la sua epoca (XIX° secolo). Ciò lo portò a perdere la fede e ad immergersi in una vita mondana la quale lo lasciava comunque insoddisfatto. Militare, a 20 anni venne mandato in Algeria dove maturò l'idea di abbandonare la carriera ed intraprendere un viaggio a carattere scientifico in Marocco.
Sorpreso dal modo di pregare dei musulmani, la ricerca interiore della verità e l’amicizia discreta della cugina Marie de Bondy, lo condussero a riconoscere che la religione cattolica poteva contribuire all’elevazione spirituale che stava cercando. Cominciò dunque ad andare in chiesa, trascorrendo ore intere a ripetere: "Mio Dio, se esisti, fa’ che Ti conosca". Con l'aiuto dell’abbé Huvelin si convertì definitivamente.
Dopo una lunga esperienza in Terra Santa, nel 1905 andò ad abitare nel cuore del Sahara per fedeltà alla sua vocazione di imitare la vita nascosta di Gesù a Nazareth che si era fatto piccolo per dare un volto umano a Dio.
Profeta
LO SAPEVI CHE...
Il Libro di Abacuc (profeta) è composto da 3 capitoli e contiene vari oracoli, in particolare l'esortazione alla fedeltà a Dio nonostante le avversità. Il primo capitolo è una discussione tra il Signore e il profeta che è turbato dal veder apparentemente prosperare i cattivi. Nel secondo capitolo il Signore gli raccomanda di essere paziente; infatti i giusti devono imparare a vivere conformemente alla fede. Il capitolo terzo contiene la preghiera di Abacuc nella quale egli riconosce la giustizia di Dio.
Abacuc 3
18 Ma io gioirò nel Signore,
esulterò in Dio mio salvatore.
19 Il Signore Dio è la mia forza,
egli rende i miei piedi come quelli delle cerve
e sulle alture mi fa camminare.
Gesuita - Patrono dei missioni, missionari, marinai. Invocato nelle cause di difficile risoluzione
CITAZIONI
"Guai a me se non predicherò il Vangelo"
"Ti amo, non perché puoi donarmi il paradiso o l'inferno, ma semplicemente perché sei quello che sei - mio re e mio Dio"
"[...] I fanciulli poi non mi lasciano né dire l’Ufficio divino, né prendere cibo, né riposare fino a che non ho loro insegnato qualche preghiera; allora ho cominciato a capire che a loro appartiene il regno dei cieli"
MOMENTI DECISIVI
"Saverio, che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua anima?" (Mt 16,26)
Questo avvertimento di Gesù fu rivolto a Francesco da Ignazio di Loyola che lo commentò così: «Pensaci bene, il mondo è un padrone che promette e che non mantiene la parola. E anche se mantenesse le sue promesse nei tuoi confronti, non potrà mai appagare il tuo cuore. Ma supponiamo che lo appagasse, quanto tempo durerà la tua felicità? In ogni caso, potrà forse durare più della tua vita? E alla morte, che cosa porterai con te nell'eternità? Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la sua anima?» Poco per volta, questa massima entrò nel cuore di Francesco Saverio e si impresse profondamente.
LO SAPEVI CHE...
Quando Francesco raggiunse la maggiore età, la sua famiglia si ritrovò rovinata economicamente a seguito della guerra contro la corona di Castiglia avvenuta negli anni precedenti. Non attirato dalla vita militare, a 19 anni (1525) lasciò la famiglia e si recò all'Università di Parigi. Nell'alloggio, dove c'erano alcuni compagni dediti ad una vita poco edificante, incontrò San Pietro Favre e Sant'Ignazio di Loyola. Inizialmente affascinato dalla vita mondana, solo con l'aiuto di Sant'Ignazio fu toccato dalla grazia di Dio: partecipando ai suoi Esercizi Spirituali chiese "la conoscenza intima del Signore che per me si è fatto uomo, per amarlo con maggiore ardore e seguirlo con più fedeltà" (Es. Sp. 104).
La vocazione missionaria arrivò con il tempo: tutto iniziò con l'impossibilità di fare un viaggio in Terra Santa dopo esser entrato a far parte della Compagnia dei Gesuiti, poi il pellegrinaggio a Roma, le missioni a Bologna e infine l'evangelizzazione delle Indie (richiesta dal re del Portogallo nel 1538). Francesco portò il Vangelo a contatto con le grandi culture orientali, adattandolo con sapiente senso apostolico all'indole delle varie popolazioni. Nei suoi viaggi toccò l'India e il Giappone; morì mentre si accingeva a diffondere il messaggio di Cristo in Cina aprendo la strada ad un altro missionario gesuita: Matteo Ricci.
Sacerdote - Patrono di pittori, menomati e farmacisti
CITAZIONI
"La preghiera è il respiro dell’anima"
"La fede è come una luce che illumina il cammino dell’anima verso Dio"
"La verità è come un raggio di luce che penetra nelle profondità dell’anima"
LO SAPEVI CHE...
Ai suoi tempi (VII° secolo) l'imperatore Leone Isaurico aveva mosso guerra spietata al culto delle sacri immagini, e Giovanni, dietro esortazione del Pontefice Gregorio III, ne prese le difese scrivendo delle opere. L'imperatore lo accusò di tradimento e gli venne recisa la mano destra al fine di impedirgli di continuare a scrivere opere. La Vergine Maria, di cui era devotissimo, volle manifestare l'innocenza del suo fedele servo facendolo trionfare e gli restituì la mano non lasciando il minimo segno nel luogo del taglio.
Giovanni combatté tutti gli eretici del suo tempo: le sue tesi prevalgono, insieme a quelle di san Germano di Costantinopoli, nel Secondo concilio di Nicea (787, dopo la sua morte).
Carmelitano
LO SAPEVI CHE...
La vita del beato, che va dal 1443 al 1480, coincide col periodo di massima vitalità ed espansione della Congregazione carmelitana mantovana; anzi, egli ne fu, seppure in forma nascosta, uno dei più validi promotori.
Nato nel 1443, s'unì all'ordine all'età di 17 anni e dopo l'ordinazione sacerdotale divenne un efficace predicatore. Aveva tanta fede nella presenza di Dio nell'Ostia consacrata che si sentiva di ungere con l'olio della lampada del Santissimo gli ammalati che ricorrevano a lui. Si ebbero parecchi casi di guarigioni giudicate miracolose dai testimoni.
Umile e mansueto, fu per tutti un esempio di preghiera, generosità e fedeltà nel servizio del Signore. La sua vita spirituale si imperniò sulla contemplazione della Passione, sull’Eucaristia e sulla devozione alla Beata Vergine.
Vescovo - Patrono di Bari - Patrono di marinai, pescatori, farmacisti, profumieri, bottai, arcieri, bambini, ragazze da marito, scolari, avvocati, prostitute, prigionieri, vittime di errori giudiziari, mercanti e commercianti.
LO SAPEVI CHE...
Nacque intorno all’anno 260 dopo Cristo a Patara, importante città marittima della Licia, penisola della costa meridionale dell’Asia Minore (oggi Turchia). Nel porto di questa città aveva fatto scalo anche S. Paolo in uno dei suoi viaggi.
Nell'iconografia è spesso raffigurato con in mano o ai piedi tre palle d’oro le quali sono una rappresentazione artistica dei sacchetti pieni di monete d’oro che donò ad una povera famiglia (sin da piccolo aveva la virtù della carità). La vicenda è la seguente: c'era un signore della sua città che, essendo caduto in grave miseria, non poteva offrire un decoroso matrimonio alle tre figlie ed era stato costretto ad insinuare in loro l’idea di prostituirsi per raccogliere il denaro sufficiente per sposarsi. Nicola decise di intervenire: operando nel nascondimento, per tre notti raggiunse la dimora e, avvicinandosi alla finestra, lasciò cadere un sacchetto attraverso l’inferriata.
Eletto Vescovo, si impegnò nella diffusione della verità evangelica, andava incontro alle necessità dei poveri e dei bisognosi e sosteneva il popolo durante la prigionia a causa delle persecuzioni del IV° secolo: li sosteneva ed incoraggiava a resistere nella fede e a non incensare gli dèi.
Lungo la storia molte famiglie si sono affidate al santo per chiedere la grazia di un figlio; tra questi ricordiamo i genitori di San Nicola da Tolentino.
Vescovo - Patrono di Milano
CITAZIONI
"Voi pensate: i tempi sono cattivi, i tempi sono pesanti, i tempi sono difficili. Vivete bene e muterete i tempi"
"Quando domandi perdono per te, allora è proprio quello il momento di ricordarti che devi concederlo agli altri"
"La preghiera troppo prolissa spesso diventa meccanica e d'altra parte l'eccessivo distanziamento porta alla negligenza"
"Prima si deve morire al peccato e solamente dopo si può stabilire in questo corpo la varietà delle diverse opere di virtù con le quali rendere al Signore l’omaggio della nostra devozione"
"Non incoraggiate ingenue fantasie di grandezza nei vostri figli, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande, non siate voi la zavorra che impedisce di volare. Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna, e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire"
LO SAPEVI CHE...
Nacque nel IV° secolo in Germania da una nobile famiglia romana la quale, dopo la morte del padre, si trasferì a Roma. Nel 370 l’imperatore Valentiniano lo nominò governatore con residenza a Milano. Era un uomo al di sopra delle parti e dei partiti, aveva costantemente l’occhio rivolto al bene di tutta la popolazione, non escludendo nessuno specialmente i poveri. Ricoprì l'incarico per soli quattro anni in quanto il popolo decise di nominarlo vescovo.
Ricevuta la nomina (inizialmente rifiutata), Ambrogio decise di rompere ogni legame con la vita precedente: donò le sue ricchezze ai poveri, le sue terre e altre proprietà alla Chiesa (ad eccezione di una piccola parte destinata alla sorella Marcellina che anni prima si era consacrata).
Studiava giornalmente, poi faceva sostanza di quanto appreso nella preghiera, scriveva e infine predicava. Questo era il suo modo di porgere la Parola di Dio al popolo. Lo stesso Agostino d’Ippona ne rimase affascinato tanto da sceglierlo come maestro nella fede, proprio perché con il suo modo di fare e di predicare aveva contribuito alla sua conversione. Altro grande riconoscimento al vescovo fu quello di difendere la Chiesa dalle eresie dell'arianesimo.
Presbitero - fondatore delle Canonichesse della Congregazione di Nostra Signora
LO SAPEVI CHE...
Eletto parroco di Mattaincourt, conobbe la beata Maria Teresa di Gesù Le Clerc che divenne sua figlia spirituale e con la quale diede vita alle Canonichesse di Sant'Agostino della Congregazione di Nostra Signora, un istituto dedito all'istruzione della gioventù che conobbe una rapida diffusione anche fuori dalla Lorena.
La nascita della congregazione risale alle notte di Natale del 1597 quando Pietro raccolse il voto di cinque ragazze (tra cui Le Clerc) di fare apostolato offrendo la possibilità di frequentare una scuola a fanciulle povere.
Nel 1598 poté aprire la prima scuola a Poussay, mentre il vescovo di Toul approvava una prima stesura della Regola della nuova congregazione.
Monaca carmelitana
CITAZIONI
"Questa vita passa come un volo, e l'unica cosa che vale è ciò che facciamo per l'altra"
"In conseguenza di ciò non ho altro desiderio che quello di unire del tutto la mia volontà con quella di Dio, né maggior pena che quella di averlo offeso e di aver perso così il tempo che egli mi ha dato per amarlo e servirlo"
LO SAPEVI CHE...
Fin dall'infanzia desiderò consacrarsi a Dio e dedicò la sua gioventù all'aiuto dei bisognosi. Attratta dalla spiritualità di Santa Teresa di Gesù e di San Giovanni della Croce (ricorrenza 14/12) e mossa dal suo amore per la Vergine Maria, entrò nel Carmelo dell'Escorial nel 1919.
ESTRATTO DI UNA LETTERA SCRITTA NELL'ANNO 1931-1932 A PADRE ALFONSO TORRES:
“Mi trovo così un niente, così incapace per ogni virtù! Ma ho la sensazione come se il Signore volesse che lasciassi perdere tutto questo nulla in Lui, ed essere Lui che vive in me. E da tempo che sento come un’attrattiva di starmene ad amare e adorare il Signore, lo sento forte, anche se così in oscurità e così di nascosto nel più intimo dell’anima. E’ una cosa che sembra manifesta per se stessa . E’ questa la differenza delle mansioni dell’anima di cui parla la Nostra Madre. Padre, sarà vero ciò che chiede il Signore da me, ciò questo restar così, amando e adorando con maggiore e minore vuoto, nel dolore e nel godimento, non soffermandosi in altro che in ciò che Lui può fare in questo tempio dell’anima mia quanto vuole, lasciandolo operare ? ”…
Frate minore
LO SAPEVI CHE...
Aveva solo 14 anni quando, nel 1251, fu accolto nell'Ordine francescano. Aspirando a una vita di povertà, penitenza e preghiera, secondo la Regola di San Francesco d'Assisi, sebbene fosse dotato di particolari doti intellettuali e avesse già dato buona prova di sé, preferì per umiltà interrompere gli studi teologici, iniziati nel convento di Assisi per servire i suoi confratelli nei più umili compiti, quali cuciniere, questuante e portinaio.
Nel 1287 fu chiamato al convento di Forano (Appignano di Macerata) dove conobbe e strinse una fraterna amicizia con il Beato Pietro da Treia con il quale si confidava di ogni spirituale consolazione ricevuta in dono. Qui, nel 1289, avvenne l’apparizione della Vergine col Bambino.
100 PADRE-NOSTRO
Nella primavera del 1294 soggiornò in Offida nel Convento di S. Marco dove convertì un giovane frate dissoluto e disordinato che morto poco tempo dopo, gli apparve in visione supplicandolo di alleviargli le pene del purgatorio. Il Beato pregando sull’altare maggiore della stessa chiesa, con la recita di cento padre nostro lo liberò da tali pene. Da qui la tradizione, mantenuta tutt’oggi dalle Monache Benedettine succedute ai Francescani nel Monastero di San Marco, di recitare 100 padre-nostro in suffragio dei defunti.
Laica - Patrona dei ciechi, oculisti, elettricisti. Invocata contro le malattie degli occhi e le carestie
CITAZIONI
"Sono la serva del Dio eterno, il quale ha detto: quando sarete trascinati dai giudici, non preoccupatevi di cosa dire, perché non sarete voi a parlare, ma parlerà in voi lo Spirito Santo”
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Siracusa verso la fine del III° secolo da una nobile famiglia cristiana. Un giorno propose alla madre di andare insieme in pellegrinaggio nella vicina città di Catania, presso il sepolcro di Sant’Agata martire, per domandare a Dio la grazia della guarigione della madre. Sant’Agata apparve in visione a Lucia dicendole: “Sorella mia Lucia, vergine consacrata a Dio, perché chiedi a me ciò che tu stessa puoi ottenere per tua madre? Ecco che, per la tua fede, ella è già guarita! E come per me è beneficata la città di Catania, così per te sarà onorata la città di Siracusa”. E la madre guarì.
Dopo l'evento miracoloso Lucia rese pubblica la sua consacrazione totale a Dio fatta da fanciulla, ma colui che l’aveva pretesa come sposa si vendicò del rifiuto denunciandola al locale tribunale - era ancora il periodo delle persecuzioni cristiane. Arrestata, rifiutò con coraggiosa fermezza di sacrificarsi agli déi pagani; venne quindi processata.
Monaco carmelitano - Patrono di mistici e poeti
CITAZIONI
"L’anima innamorata di Dio è un’anima gentile, umile e paziente"
"L'uomo non sa né godere né soffrire bene, non comprendendo la differenza fra il bene e il male"
"La contemplazione non è altro che un'infusione segreta, pacifica e amorevole di Dio che, se ammessa, incendia l'anima con lo Spirito d'Amore"
"Dio stima di più in te l'inclinazione all'aridità e alla sofferenza per amor suo, che tutte le meditazioni, le visioni e le consolazioni spirituali che tu possa avere"
"Colui che vuole restare solo senza il sostegno di un maestro e di una guida, è come un albero solo e senza padrone in un campo, i cui frutti, per quanto abbondanti, verranno colti dai passanti e non giungeranno quindi alla maturità"
LO SAPEVI CHE...
Entrò nell'Ordine dei fratelli carmelitani “calzi” a 21 anni e a 26 incontrò Santa Teresa d'Avila (che ne aveva già 53) mentre celebrava la sua prima messa. Invece di passare all’Ordine certosino per vivere una vita di penitenza più austera e di contemplazione come aveva in mente, condivise con Teresa il sogno - poi realizzato - di riformare l’Ordine del Carmelo tra i religiosi uomini, proprio come lei aveva già iniziato a fare fra le donne.
Fu Teresa stessa a cucire per lui un umile abito di lana grezza, e ad aiutarlo nella prima organizzazione di un poverissimo conventino a Durvelo, sperduto nella campagna spagnola. Poi Teresa lo volle con sé ad Avila per farsi aiutare nella formazione delle monache di cui era priora, ma l’attività dei due santi riformatori non era ben vista dall’Ordine tanto da essere oggetto entrambi di calunnie (come l’accusa di ribellione e di disobbedienza ai Superiori dell’Ordine). Furono questi i motivi per cui San Giovanni della Croce fu “incarcerato” nel grande convento di Toledo e fu in questa occasione, in questa “notte oscura”, che nacque una delle opere più belle e profonde dell’intera “letteratura teologica cattolica”.
LIBRI (1) Notte oscura. Premi QUI - (2) Cantico spirituale. Premi QUI
Religiosa - fondatrice della congregazione religiosa delle Suore di Nostra Signora del Rifugio in Monte Calvario (Brignoline), con sede a Genova, e di quella delle Figlie di Nostra Signora al Monte Calvario, con sede a Roma.
LO SAPEVI CHE...
La madre morì presto e il padre, secondo l'usanza del tempo, la promise in sposa. La giovane divenne vedova a soli 20 anni.
Il padre stava già progettando un nuovo matrimonio per la figlia spinto anche dalla volontà di diventare doge, ma Virginia rifiutò facendo voto di castità. Dall'inverno del 1630 accolse fanciulle orfane e ragazze di strada, dapprima nel suo palazzo e successivamente, dato l’incremento del numero, in un ex convento francescano chiamato “Monte Calvario”. Nacque, così, il primo nucleo delle “sorelle”, che assunse una forma di vita associata femminile nuova per quei tempi e che, sull’esempio della “Madre”, si dedicò ad alleviare le necessità materiali e spirituali del prossimo.
Laica
CITAZIONI
"È dovere dei ricchi usare misericordia verso i poveri"
LO SAPEVI CHE...
Imperatrice di alcuni regni di Francia, sin da giovane si dimostrò una donna di elevate doti intellettuali e non mancò di prendere parte attivamente agli affari di stato. Rimasta vedova a 19 anni, si risposò con il re tedesco Ottone I il grande: dal matrimonio nacquero cinque figli tra cui il successore del regno. Quando quest'ultimo salì al trono, Adelaide dovette affrontare un difficile conflitto con il figlio, testardo e contrario alle idee della madre. Adelaide cercò aiuto presso San Maiolo, abate di Cluny, il quale riuscì a ristabilire la pace familiare. Era il 973.
Dieci anni più tardi, a seguito della morte del figlio Ottone II, si riaccesero i conflitti ma Adelaide riuscì, ancora una volta, a spegnerli con i consigli sapienti di alcuni santi a cui chiedeva aiuto. Nutrì sempre un gran desiderio di pace, difatti aveva una grande capacità di perdonare i nemici. Fu piena di carità verso gli indigenti, ai cui bisogni era solita venire incontro con larghe sovvenzioni. Fondò e restaurò parecchi monasteri maschili e femminili presso uno dei quali si ritirò negli ultimi anni di vita.
LO SAPEVI CHE...
San Malachia è l’ultimo dei profeti minori della Bibbia, che gli ebrei chiamano per questo “Sigillo dei profeti”. Poco o nulla si sa della sua vita, era della tribù di Zabulon e nacque a Sofa; visse certamente dopo l’esilio babilonese (538 a.C.), durante la dominazione persiana.
Il libro di Malachia tratta dei problemi morali relativi alla comunità ebraica, reduce dalla prigionia babilonese e a cui rimprovera le lamentele contro la Provvidenza di Dio, stimolandola a pentirsi. Egli mette in evidenza “l’elezione” d’Israele, che non è solo un privilegio onorifico di Dio, ma comporta degli obblighi, come ogni dono divino; rimprovera i sacerdoti che trascurano e offendono la dignità di Iahweh e del culto a Lui dovuto.
I Padri sono concordi nel vedere in Malachia il preannunzio profetico del sacrificio della Messa, con Gerusalemme che perde il titolo di “luogo dove bisogna adorare”, e Gesù che istituisce il rito eucaristico per tutta l’umanità.
Papa
CITAZIONI
"Come chi vuoi vedere la luce del sole dee nettarsi l'occhio, così chi vuol come prendere il senso de' sapienti di Dio dee purificar l'anima"
"Era davvero necessario che Cristo soffrisse, e non poteva non farlo, come egli stesso affermò. [...] Egli venne per la salvezza del suo popolo. Per lui si privò, in un certo senso, di quella gloria che possedeva presso il Padre prima che il mondo fosse"
LO SAPEVI CHE...
La sua opera viene ricordata soprattutto per la condanna degli scritti del teologo Alessandrino Origene Adamantio, poco dopo la loro traduzione in latino. Da questo teologo nacque l'Origenismo, un movimento di pensiero che venne definitivamente condannato Concilio di Costantinopoli II del 553.
Combatté anche il donatismo nelle provincie settentrionali dell'Africa, ratificando le decisioni del Concilio di Toledo del 400.
Tra i suoi amici ci furono sant'Agostino d'Ippona, san Girolamo e san Paolino di Nola. Girolamo ne parlava come di un uomo di grande santità, che era ricco nella sua povertà.
Presbitero - Patrono del Clero di Napoli e malati di tumore alla gola
CITAZIONI
“Dobbiamo fare bene il bene” (Il suo motto)
“Signore, niente io posso, niente io sono, niente io so, la Cura è vostra, nella vostra parola, come San Pietro, io mi getto in questo mare… O Gesù, io sono l’asinello sotto di voi, voi guidatemi, voi tiratemi, voi regolatemi”
LO SAPEVI CHE...
Entrato in seminario a 14 anni, divenne sacerdote dieci anni più tardi, nel 1775. Era pieno di buona volontà e ricco di virtù; ebbe anche la grazia di avvalersi degli insegnamenti di sant'Alfonso Maria de' Liguori.
Nei giorni feriali dava lezioni ai ragazzi del popolo nella propria casa, mentre nei giorni festivi si recava nelle campagne per celebrare la messa e catechizzare la popolazione rurale. Sacrificava spesso il riposo per dedicarsi allo studio: preparava di notte le edificati prediche. Attento alla realtà sociale del suo tempo, dedicò cure speciali ai pescatori di corallo (attività tipica del suo paese in provincia di Napoli).
Quando i pescatori partivano, stando via anche per mesi, don Vincenzo si preoccupava per le loro famiglie provvedendo come un padre. Nel giugno 1794 la cittadina venne travolta e distrutta dalla lava, fuoriuscita dal cratere del Vesuvio. Tutte le case, con la chiesa parrocchiale, vennero distrutte ma la città seppe riprendersi grazie anche alla tenacia del suo parroco.
Gesuita - Patrono della Germania
CITAZIONI
"Desidero risvegliare negli altri e in me stesso un fervore più grande affinché il deposito cattolico della fede, che l'Apostolo non ci ha affidato senza motivo e che è preferibile a tutti i tesori di questo mondo, venga custodito preziosamente intatto e autentico, poiché da esso dipendono la saggezza cristiana, la pace generale e la santità dell'uomo"
LO SAPEVI CHE...
Nacque nell'attuale Olanda nel 1521, da una famiglia tenacemente fedele alla Chiesa di Roma. Attese agli studi sacri nell’università di Colonia (Germania) dove subì l'influenza del compagno Ignazio di Loyola e Pierre Favre. Nel 1543 seguì un corso di esercizi spirituali e prese la decisione di entrare a far parte della Compagnia di Gesù, approvata appena tre anni prima: diventò così il primo gesuita tedesco. Nel 1546 fu ordinato sacerdote e venne chiamato a combattere l'eresia che in quegli anni imperversava in Germania.
Religiosa - fondatrice della congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore di Gesù. Patrona degli emigranti
CITAZIONI
"Oggi è tempo che l'amore non sia nascosto, ma diventi operoso, vivo e vero"
"In Cina non vi sono dolci", pensava nella sua mente di bambina "e io che tanto desidero di andare là a far conoscere e amare Gesù, dovrei farne senza: cominciamo dunque"
"La fiducia in Gesù è la nostra vita; e perciò bisogna sperare in Gesù e nella bontà del suo Cuore contro ogni nostra speranza. Parrà che Egli dorma tante volte sopra i mali che soffriamo, ma no, Egli è desto, e vigila su di noi. Dio che veste di gigli le valli e di fiori i campi, tanto più si prende pensiero di noi che siamo la porzione eletta del suo Divin Cuore"
LO SAPEVI CHE...
Nata nel 1850 a Sant'Angelo Lodigiano, dopo che rimase orfana di padre e di madre avrebbe voluto chiudersi in convento, ma non fu accettata a causa della sua malferma salute. Prese allora l'incarico di accudire i bambini in un orfanotrofio, affidatole dal parroco di Codogno.
Una volta ottenuto il diploma di maestra invogliò alcune compagne a unirsi a lei, costituendo il primo nucleo delle Suore missionarie del Sacro Cuore, poste sotto la protezione di un intrepido missionario, san Francesco Saverio (ricordato il 3/12), di cui ella stessa, pronunciando i voti religiosi, assunse il nome.
Proprio ispirandosi al grande San Francesco Saverio, sognava di salpare per la Cina, ma il Papa le indicò quale luogo di missione l’America, dove migliaia e migliaia di emigranti italiani vivevano in drammatiche e disumane condizioni. Con straordinario coraggio affrontò la metropoli di New York, badando agli orfani e agli ammalati, costruendo case, scuole e un grande ospedale. Passò poi a Chicago, quindi in California, onde allargare ancora la sua opera in tutta l'America, sino all'Argentina.
ARTICOLO "L’affetto di santa Francesca Cabrini per le anime del Purgatorio". Premi QUI
Presbitero - Patrono della Lituania, della Polonia, degli studenti
LO SAPEVI CHE...
Inizialmente studioso e docente, a 34 anni venne ordinato sacerdote. Dopo aver compiuto una breve esperienza parrocchiale in provincia, tornò a stabilirsi nuovamente in Cracovia dove riprese l'attività di docente universitario.
Il santo dedicava anche del tempo ai poveri della strada: i poveri di Cracovia lo incontravano spesso perché lo vedono entrare nei loro miseri rifugi, portando loro quello che spesso è necessario a lui. Portava loro del cibo che acquistava con la sua paga di insegnante e con i suoi digiuni.
Lo commoveva il ricordo della passione di Nostro Signore e talvolta passava la notte nella contemplazione di questo mistero. Per scolpirla maggiormente nel suo cuore, intraprese un pellegrinaggio in Terra Santa.
Apostolo - Patrono di diaconi, muratori, scalpellini, selciatori, tagliapietre
CITAZIONI
"Signore Gesù, accogli il mio spirito" (At 7, 59)
"Signore, non imputar loro questo peccato" (At 7, 60)
"Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio" (At 7, 56)
DAGLI ATTI DEGLI APOSTOLI (At 6,8-12;7,54-60)
Stefano intanto, pieno di grazia e di fortezza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo. Sorsero allora alcuni della sinagoga detta dei «liberti» comprendente anche i Cirenei, gli Alessandrini e altri della Cilicia e dell'Asia, a disputare con Stefano, ma non riuscivano a resistere alla sapienza ispirata con cui egli parlava. Perciò sobillarono alcuni che dissero: «Lo abbiamo udito pronunziare espressioni blasfeme contro Mosè e contro Dio». E così sollevarono il popolo, gli anziani e gli scribi, gli piombarono addosso, lo catturarono e lo trascinarono davanti al sinedrio [...]. All'udire queste cose, fremevano in cuor loro e digrignavano i denti contro di lui. Ma Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla sua destra e disse: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio». Proruppero allora in grida altissime turandosi gli orecchi; poi si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero il loro mantello ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E così lapidavano Stefano mentre pregava e diceva: «Signore Gesù, accogli il mio spirito». Poi piegò le ginocchia e gridò forte: «Signore, non imputar loro questo peccato». Detto questo, morì.
Giovanni, apostolo ed evangelista, con amore verginale ha seguito Cristo, che lo ha scelto e prediletto. (Antifona Lodi)
Patrono degli Artisti, Buone amicizie, Cartolai, Fabbricanti di armi, Fabbricanti di candele, Fabbricanti di carta, Incisori in rame, Librai, Mulini ad olio, Rilegatori di libri, Scrittori cattolici, Teologi, Tipografi, Vedove.
Invocato contro le scottature e il veleno.
LO SAPEVI CHE...
Autore del quarto Vangelo e dell'Apocalisse, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo maggiore, è conosciuto anche come «il discepolo che Gesù amava».
Nei secoli è stato raffigurato con il simbolo dell'aquila proprio perché egli, che nell'Ultima Cena aveva posato il capo sul petto del Signore per consolarlo e sapere chi lo avrebbe tradito, contemplò l'immensità del Verbo divino e la tratteggiò nei suoi scritti come nessun altro prima.
Si noti inoltre che l'aquila è l’unico animale che può guardare il sole in faccia senza che i suoi occhi ne vengano accecati e il suo volo ad altezze insondabili sembra sconfinare al di là del cielo.
Religiosa - fondatrice della congregazione delle Ancelle del Sacro Cuore di Santa Caterina Volpicelli
CITAZIONI
“Essere di Cristo, per portare a Cristo”
LO SAPEVI CHE...
Nel 1864, beato Bartolo Longo era andato a trovare un amico, il marchese Francesco Imperiali, quando s’imbatté in una giovane donna dal portamento nobile ma vestita in maniera dimessa, ovvero non secondo la moda del tempo. Era Caterina Volpicelli, che da tempo aveva iniziato a ospitare in casa propria riunioni ben diverse da quelle alle quali lui era abituato: avevano, infatti, lo scopo di diffondere la devozione al Sacro Cuore di Gesù e di formare i laici attraverso letture e conferenze spirituali. Informata dal marchese (suo cognato), Caterina decise di pregare e far pregare i suoi amici per la conversione del giovane che a quei tempi partecipava a sedute spiritiche.
Caterina organizzava e guidava cenacoli di preghiera e fondò le Ancelle del Sacro Cuore che propongono di incarnare Cristo amore con le specifiche caratteristiche della spiritualità del Sacro Cuore: immolazione, riparazione e sacrificio.
Religioso - fondatore della congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue
CITAZIONI
“Oh monte santo di Redenzione e di pace! Oh terra imporporata del Sangue del mio Signore, deh che io ascenda questo monte con venerazione"
“Gesù mio Redentore, Padre, e Consolatore nostro, deh ricordatevi che le Anime costano il prezzo inestimabile del Vostro Preziosissimo Sangue”
"Il sangue di Cristo è un formidabile scudo che ci libera dagli assalti del nemico, dalle tentazioni, dai rimorsi, dalle colpe, dal peccato, dal mondo, dalla morte, dall’inferno"
LO SAPEVI CHE...
Fin dai primi anni si fece notare per una vita dedita alla preghiera e alla penitenza. Scelse la vita consacrata e nel 1808 divenne sacerdote; aveva 22 anni.
Per la Chiesa, intanto, correvano tempi duri: nel 1809 Papa Pio VII fu fatto prigioniero e deportato. L'anno successivo Gaspare rifiutò il giuramento di fedeltà a Napoleone e venne condannato all'esilio e poi al carcere che durò per quattro anni. Tornato a Roma nei primi mesi del 1814, dopo la caduta di Napoleone, si mise al servizio del papa il quale gli diede l'ordine di dedicarsi alle missioni popolari per la restaurazione religiosa e morale: scelse la devozione al Sangue Preziosissimo di Gesù e ne divenne ardentissimo apostolo.
Affermava che la devozione al Divin Sangue avrebbe salvato gli uomini dagli imminenti castighi di Dio, meritati per i peccati commessi. Il Divin Sangue è il prezzo della nostra salvezza! Spesso diceva che tale devozione è l’arma più potente per vincere le tentazioni del diavolo.
Per diffonderla, fondò nel 1815 la Congregazione dei Missionari del Preziosissimo Sangue e, nel 1834, coadiuvato da Santa Maria De Mattias, fondò l’Istituto delle Suore Adoratrici del Preziosissimo Sangue.
Arcivescovo - Patrono dei bottai, fabbricanti di spazzole
CITAZIONI
Morendo disse: "Accetto la morte in nome di Gesù e della Chiesa"
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Londra nel 1118. Fu cancelliere e amico del Re d’Inghilterra, Enrico II, e quando nel 1611 morì l’Arcivescovo di Canterbury, il re elesse Tommaso perché tra loro c’era una grande intesa. Però Tommaso prese seriamente il suo ruolo e antepose gli interessi spirituali dei fedeli a quelli del re. Quest'ultimo, non contento del modo di agire dell'amico, cercò di farlo imprigionare. Tommaso scappò in Francia ma, una volta tornato in patria, venne ucciso da quattro cavalieri proprio nella sua Cattedrale, davanti all’altare.
VIDEO "Becket e il suo re - La morte di Thomas Becket". Per vedere il video premi QUI
Religiosa della Compagnia delle Figlie della Carità
LO SAPEVI CHE...
Giunta all'adolescenza, San Vincenzo de' Paoli le sarebbe apparso in sogno per invitarla a entrare nella comunità delle sue suore, cosicché ella chiese di entrare in una casa delle Figlie della Carità. Caterina, però, trovò opposizione nel padre, che aveva già dato una figlia a tale Istituto e non voleva privarsi dell'aiuto di Caterina. La mandò in casa di un altro figlio a Parigi ma la moglie di costui, diventata avvocato, le permise di seguire la sua vocazione.
Durante il noviziato avrebbe avuto delle apparizioni, come quelle di Gesù Eucaristico e di Cristo Re (giugno 1830), ma quelle che hanno avuto nel corso del tempo la maggiore risonanza sono state quelle dell'Immacolata della "Medaglia miracolosa". La medaglia è un richiamo alla coscienza di ciascuno perché scelga, come Cristo e Maria, la via dell’amore, fino al dono totale di sé.
LA MEDAGLIA MIRACOLOSA Per approfondire che cosa accadde il 18 luglio 1830 e il 27 novembre 1830 premi QUI.
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ATTENZIONE a non indossare la medaglia falsa. Per saperne di più premi QUI.
Gesuita
LO SAPEVI CHE...
Nacque in Francia nel 1597 da una famiglia cattolica. Ancora adolescente, si sentiva portato per la vita religiosa e per lo studio; così nel 1616 entrò nel Collegio dei Gesuiti di Bezieres.
Nel 1630, dopo aver ricevuto l’ordinazione sacerdotale, si dedicò alla predicazione e, scoppiata un’epidemia di peste, all’assistenza dei colpiti dal morbo. Terminata l’epidemia, iniziò le missioni fra i poveri delle campagne andando incontro ai loro bisogni: povertà, ignoranza religiosa e miseria endemica. Trascorse giornate intere in confessionale, dimenticandosi perfino di mangiare! Grazie alla sua mansuetudine riuscì anche a convertire molti eretici ed a sottrarre dalla disonestà molte persone.
Nel corso della sua vita nutrì una grande devozione nei confronti degli Angeli e, soprattutto, del suo Angelo custode al quale affidò tutte le sue buone opere perché le presentasse a Dio. Quando passava davanti a una chiesa invocava l’Angelo custode della chiesa stessa o della parrocchia e gli angeli dei suoi abitanti. Anche quando passava davanti a un cimitero, chiedeva l’aiuto a tutti i morti lì sepolti e pregava per loro, benedicendo il luogo.