Badessa benedettina
CITAZIONI
"La più grande pena per me sarebbe quella di non avere nessuna pena"
"Senza fede tutto è vano, la fede è il rimedio a ogni male e tentazione, con la fede possiamo superare ogni difficoltà e senza fede niente può riuscire"
"Vivo come se stessi morendo, ma sono felice. Rassegnarmi alla Volontà Divina mi dona pace; lascio che tutto scorra sopra di me come l'acqua scorre verso il mare" (per un periodo della sua vita la Santa Comunione Sacramentale le era concessa solo due volte all'anno)
LO SAPEVI CHE...
A 12 anni scoprì la vocazione religiosa; il padre, inizialmente contrario, cambiò idea quando gli capitò di passare davanti ad una chiesa dove un frate cappuccino stava predicando un rimprovero pubblico rivolto a quei genitori che impedivano ai figli di seguire la vita monastica.
A 16 anni, durante la professione perpetua, la ragazza si interruppe bruscamente mentre leggeva la regola; avrebbe poi raccontato di essere entrata in estasi e di aver ricevuto l'apparizione di Gesù, in compagnia di Maria, di San Benedetto e di molti altri santi e angeli.
A tutto ciò seguì una fase di grande consolazione spirituale e poi, dall'anno successivo, di bruciante aridità. Circa 8 anni dopo, cioè all'inizio del 1631 iniziò a rivivere la passione di Cristo, spesso entrando in estasi dal giovedì fino al venerdì o anche al sabato. Si dice che abbia ricevuto anche le stimmate e la grazia del matrimonio mistico. Fin quando le fu possibile, mantenne segrete le sue estasi, ma siccome queste si fecero sempre più frequenti e improvvise, tutti ne vennero a conoscenza tanto da diventare causa di divisione sia all'interno che all'esterno della comunità. La giovane suora pregò perché i doni straordinari le fossero tolti e le estasi controllabili: le preghiere furono esaudite.
Monaca - fondatrice della congregazione delle Sorelle della Compagnia della Croce.
CITAZIONI
"Farsi povero con il povero per portarlo a Cristo" (si dice essere stato il suo motto)
"Nell'amore della Croce c'è la felicità in questo mondo e in un altro"
"Cercate la santità nel presente, perché non possiamo contare sul domani"
"Mia dolce Madre! Ottienimi un amore ardente per Dio e per il mio prossimo"
"Non c'è nessuno che viva senza croce e chi fugge da una ne troverà una più grande"
LO SAPEVI CHE...
Viveva in una famiglia povera: per questo da piccola dovette abbandonare la scuola per andare a lavorare: sua madre le trovò un posto presso un calzolaio che lavorava scarpe costose per le donne dell'alta società e per il clero di Siviglia.
Passava molto tempo in preghiera e il 22 marzo 1873 (a 27 anni), durante le orazioni, ebbe una visione del Calvario con due croci, una di fronte all'altra e molto vicine: in uno c'era crocifisso Gesù e si sentì chiamata da Lui a raggiungere la croce vuota (non aveva dubbi che fosse Dio a invitarla a salire sulla croce). Ricevette dunque l'ispirazione di immolarsi insieme a Lui per la salvezza delle anime. Con l'aiuto del suo padre spirituale, Padre José Torres Padilla, fondò l'Istituto Religioso delle Suore della Compagnia della Croce.
Frate minore cappuccino
CITAZIONI
"La maggior necessità che noi abbiamo è il tacere davanti a questo nostro gran Dio, così con l'appetito come con la lingua, la cui loquela -quella che egli ascolta più volentieri - è loquela taciturna d'amore"
"Gesù è da tutti offeso nel mondo: tocca a me non lasciarlo solo nell'afflizione. L'amore di Dio non consiste in grandi sentimenti, ma in una grande nudità e pazienza per l'amato Dio. Non c'è altro mezzo migliore per custodire lo spirito che patire, fare e tacere. Avrò gran desiderio d'esser soggetto a tutti e in orrore l'essere preferito al minimo. Son trattato anche troppo bene: meriterei di peggio io, che ho così tanti debiti con il Signore"
LO SAPEVI CHE...
Ordinato sacerdote a 23 anni (1867), l’innata timidezza gli faceva desiderare una vita di nascondimento e solitudine, ma era insuperabile quando si trattava di aiutare un povero, di restare in adorazione davanti al tabernacolo, di leggere e studiare. Infatti la mamma, Francesca Poli, conoscendolo bene, doveva stare attenta perché da un momento all'altro Innocenzo poteva scomparire da casa: bastava arrivasse un povero e ogni cosa utile andava a finire in quelle mani. Se non era in chiesa a confessare o a svolgere direzione spirituale o altri ministeri, inappuntabilmente era in preghiera silenziosa vicino all'altare. Il suo punto d'attrazione era il tabernacolo: davanti all'Eucarestia trovava ogni suo bene.
Laica - Fondatrice delle “Opere della Croce”: “L’Apostolato della Croce” (1894), “Le Religiose della Croce del S. Cuore di Gesù” (1897), “L’Alleanza d’Amore con il S.Cuore di Gesù” (1909), “La Fraternità Sacerdotale” (1912). Nel 1914 cooperò con il Venerabile P. Félix de Jesùs Rouger alla fondazione dei Missionari dello Spirito Santo.
CITAZIONI
"Compresi che al Signore piace far brillare la sua bontà su una povera sposa... Io non voglio pensarci, chiudo gli occhi e cammino abbracciata alla croce e solo per ubbidienza..."
"Mi sento come trasportata in un'altra atmosfera... Non posso né pensare né muovermi se non in Dio. In me, Dio è tutto dentro di me ed io sono tutta in Lui, in una sfera di luce e di cose divine"
"Voglio essere una santa. Questa aspirazione senza limite non mi lascia, nonostante il peso della mia miseria... Voglio una santità oscura, simile alle tenebre della notte, che solo Dio possa vedere"
LO SAPEVI CHE...
Visse la prima esperienza mistica a 27 anni, quando Gesù, attraverso una chiarissima locuzione interiore, le disse: "La tua missione è di salvare le anime". Per compiere la sua trasformazione e indirizzarla verso i beni eterni, Gesù le insegnò a raccogliersi "nel santuario tutto interiore della tua anima, perché è lì che risiede lo Spirito Santo. Lì sono le tue delizie, le tue consolazioni, il tuo riposo. Non cercarlo altrove, non lo troverai!".
Il Signore le chiese inoltre di offrire le sue sofferenze a imitazione della Beata Vergine: "Ogni volta, quando la mia santissima Madre Maria provava il dolore della separazione da Me - veramente era continuo - lo presentava subito al Padre per il bene del mondo e per la Chiesa fiorente. Questo apostolato della sofferenza, l’apostolato della croce, della solitudine, era la tappa più feconda della Sua vita e indusse il cielo a versare fiumi di grazie".
Gesù le chiese di "morire a se stessa" e di aiutarlo a santificare i sacerdoti, da Lui chiamati 'altri Gesù', confidandole che "attraverso di te, molti sacerdoti si infiammeranno dell'amore e del dolore".
Principe - Patrono della Polonia, Lituania, Russia. Patrono dei Giovani
CITAZIONI
"Omni die dic Mariæ, mea laudes anima" ("Ogni giorno anima mia canta le lodi di Maria" - Inno mariano preferito messo anche sulla bara).
LO SAPEVI CHE...
Figlio del re di Polonia del XV° secolo, rifiutò di ereditare la corona. Vestì sempre dimessamente ed ebbe quasi orrore per il lusso: era chiamato da tutti “uomo di pace”. Inoltre donò tutti i suoi beni ai bisognosi, si prese cura degli orfani, e visse accanto ai suoi sudditi per aiutarli e difenderli. La notte era il tempo dell'orazione e il breve riposo che concedeva al suo corpo era sovente sul pavimento.
Indossava un rozzo cilicio che gli martoriava le membra e la sua mente era continuamente fissa nel mistero della passione di Gesù Cristo. Il santo Sacrificio della Messa a cui assisteva ogni giorno e la devozione a Maria furono la sua delizia. Innamorato del canto gregoriano "Omni die dic Mariae", alla sua morte venne inserita nella sua bara una pergamena contenente questo brano.
CANTO GREGORIANO Per ascoltare il canto premi QUI
Frate minore alcantarino - Patrono del Regno delle Due Sicilie, Diocesi d'Ischia, Napoli, comune di Ischia
CITAZIONI
"Tutto quello che Dio permette, lo permette per il nostro bene"
"Anche se non vi fosse né Inferno, né Paradiso, io vorrei sempre amare Dio perché lo merita"
LO SAPEVI CHE...
Visse a cavallo del XVII° e XVIII° secolo. Chiamato a fondare un nuovo monastero a Piedimonte, fece costruire anche un piccolo eremo, ancora oggi meta di pellegrinaggi, soprannominato “La Solitudine" per favorire il raccoglimento durante la preghiera. Dedito ad una estrema povertà, era soprannominato dai suoi contemporanei "Frate cento pezze" per l'abito logoro che soleva portare (per tutta la vita ebbe un solo saio).
Fu direttore spirituale di Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe, ma anche di Sant'Alfonso Maria de’ Liguori e San Francesco de Geronimo i quali vennero canonizzati insieme a lui nel 1839 .
Terziaria francescana - Patrona di Viterbo, Diocesi di Viterbo (Compatrona), Gioventù Francescana, fiorai, ragazze.
CITAZIONI
"O uomini, fate penitenza, ritornate a Dio"
LO SAPEVI CHE...
Nel XIII° secolo la Chiesa era travagliata da funestissime eresie e da frequenti guerre e turbolenze, in particolare tra Guelfi e Ghibellini. In questo contesto spicca Santa Rosa la quale da giovanetta cadde gravemente inferma. Ebbe la grazia di essere visitata dalla Madonna che le ridonò la salute.
Disputando cogli eretici, spesso operò miracoli a prova della verità che lo Spirito Santo le metteva sulle labbra. Era in quei tempi in uso il giudizio di Dio, e Rosa, sfidata dagli eretici, davanti a tutto il popolo, passò tra le fiamme e ne uscì illesa: prova manifesta che il Signore era con lei.
A Viterbo (RM), la sera del 3 settembre di ogni anno (vigilia della festa della traslazione del corpo), viene trasportata in processione sulle spalle dei Facchini la Macchina di Santa Rosa (un campanile artistico illuminato).
Monaca Carmelitana Scalza
CITAZIONI
"Dio è Amore” esclamava costantemente
"L'amore non vuole un cuore diviso, vuole tutto o niente"
"Chiunque non crede e non osa avvicinarsi a Dio, provi quanto è buono e generoso il nostro amorosissimo Dio"
"Mio Dio… ora e per sempre io intendo rinchiudermi nel vostro amabilissimo cuore, come in un deserto, per condurvi con Te, per Te, in Te, una vita nascosta di amore e di sacrificio"
LO SAPEVI CHE...
Sentì la chiamata alla vita religiosa e progettava di entrare nel convento delle suore benedettine, ma dopo una conversazione fortuita con un’amica che stava entrando al Carmelo, avvertì la vocazione carmelitana che prima non apprezzava. Entrò in convento nel 1764, quando aveva appena 17 anni: era molto devota al Sacro Cuore di Gesù (devozione ancora poco diffusa ai tempi) e definiva le sue consorelle "angeli".
Il periodo del suo postulandato fu privo di problemi salvo un'infezione al ginocchio. Nonostante il grande dolore, Anna Maria continuò a genuflettersi per la preghiera e ad eseguire tutti i propri compiti, finché le fu possibile. Ebbe sempre in mente Cristo Crocifisso, “capitano dell’amore” che tiene alto lo “stendardo della Croce”.
La seconda grande ispirazione della sua vita fu il passo della prima lettera di Giovanni "Dio è amore" (1 GV 4,16) e cercò di vivere improntata a questo concetto. Si dedicò quindi alla preghiera e all'assistenza delle consorelle anziane fino a che, molto giovane (neppure 23 anni), morì a causa di una peritonite.
Religioso - Patrono di Infermieri, Medici, Ospedali, Cardiopatici, Librai, Stampatori - Fondatore dell'Ordine Ospedaliero detto dei "Fatebenefratelli"
CITAZIONI
"Fate bene fratelli" (ai propri fratelli e quindi anche a se stessi)
"Tutti andiamo verso lo stesso scopo, benché ognuno cammini per la strada che Dio gli ha tracciata. È ragionevole dunque che ci aiutiamo gli uni e gli altri".
"Maledetto l'uomo che confida negli uomini e non confida in Cristo. Volente o nolente gli uomini ti lasceranno. Cristo invece è fedele e immutabile. Cristo veramente provvede a tutto. A Lui rendiamo sempre grazie. Amen."
LO SAPEVI CHE...
Nacque in Portogallo nel 1495. Dopo anni di carriera militare, bramando cose migliori, si consacrò tutto al servizio dei malati. Era innamorato dei libri e li considerava anche un sussidio per la preghiera e per la fede, soprattutto quelli con le immagini sacre, ma significativo fu l'incontro con il mistico Giovanni d’Avila, tanto che rimase folgorato dall'ascolto di una sua predica.
Praticò forme di penitenza piuttosto clamorose che lo fecero arrestare e finire in manicomio. Qui Giovanni scoprì quei malati che vivevano nel nascondimento (i cosiddetti "pazzi"). Conclusa la sua esperienza in manicomio, si recò dal vescovo e davanti a lui s’impegnò a vivere per chi soffre e ad accogliere quanti altri avrebbero voluto fare come lui. Pur non avendo nozioni di medicina, era convinto che si doveva curare i malati in modo nuovo, cioè ascoltandoli e colmando i loro bisogni a vari livelli. Riuscì a fondare vari ospedali chiamati "fatebenefratelli"; i crescenti debiti non fermarono le sue opere di carità: confidava nella Provvidenza.
Laico - Patrono dei Pueri cantores (cori di voce bianca), ministranti, gestanti, bambini, adolescenti
CITAZIONI
"Don Bosco, mi aiuti a farmi santo!"
"Chiedi a Gesù di farti santo. Dopo tutto, solo Lui può farlo. Vai regolarmente a confessarti e alla Comunione tutte le volte che puoi"
LO SAPEVI CHE...
La mamma lo portava alla Messa tutte le domeniche. Mentre i bambini aspettavano il prete, facendo schiamazzi, Domenico si inginocchiava per terra e pregava. Quando a casa veniva un ospite e si metteva a mangiare senza neppure fare il segno di Croce, si rifiuta di venire a tavola, perché diceva “non posso mangiare con uno che divora tutto come le bestie”.
A 7 anni fu ammesso alla prima Comunione, cosa rarissima a quei tempi. Con il cuore in festa, fissò quattro propositi:
“Mi confesserò e comunicherò sovente;
voglio santificare le feste;
i miei amici saranno Gesù e Maria;
la morte ma non peccati”.
Tramite il suo professore (don Cagliero), parroco di Mondonio, a 12 anni incontrò don Bosco. Dopo un breve dialogo, mostrò l'intenzione di diventare sacerdote se avesse avuto la possibilità di studiare: don Bosco decise di farne un suo allievo nell'oratorio di Valdocco, a Torino.
Incitava i suoi compagni alla pietà, alla buona condotta, alla frequenza dei Sacramenti, alla recita del Santo Rosario, alla fuga del male e delle tentazioni. Si distinse per l'assiduità ai sacramenti della Penitenza e dell'Eucaristia e per la devozione all'Immacolata Concezione (il cui dogma fu proclamato da papa Pio IX nel 1854. San Domenico nacque nel 1842 e morì nel 1857).
Mistica - Patrona di Roma, Autisti, Automobilisti romani, Oblati Benedettini, Motoristi, Vedove. Invocata per la liberazione delle anime del Purgatorio e Contro la peste - fondatrice della comunità delle Oblate di Tor de' Specchi
CITAZIONI
"Una donna sposata, quando le viene richiesto, deve abbandonare la sua devozione a Dio sull’altare per trovarlo nelle sue faccende domestiche"
SAPEVI CHE...
Sin da piccola si dimostrò incline alla meditazione ed alla preghiera. A 11 anni spiegò al padre il suo desiderio di diventare monaca, ma non fu possibile realizzarlo: l'anno dopo fu obbligata a sposare Rienzo de Ponziani. Il suo direttore spirituale ascoltò pazientemente le sue lamentele, poi replicò calmo: “Piangi perché vuoi fare la volontà di Dio o perché vuoi che Lui faccia la tua?”
Il suo consenso iniziale alla volontà di Dio venne però messo fortemente alla prova. Francesca ebbe una crisi che la condusse alle soglie della disperazione: smise di mangiare fino a rimanere sospesa tra la vita e la morte per quasi un anno. Poi ebbe un sogno misterioso: le comparì Sant'Alessio che la scosse dal torpore fisico e psicologico: “Tu devi vivere. Il Signore vuole che tu viva per glorificare il Suo Nome”. La vita di Francesca cambiò radicalmente: si ristabilì prontamente e, assieme alla cognata Vannozza, iniziò un'intensa attività a favore dei poveri e degli ammalati.
FOCUS "Santa Francesca Romana ha ricostruito il Purgatorio: è diviso in due zone". Per leggere l'articolo premi QUI
VIDEO La storia di San Francesca Romana raccontata da Giovanni Scifoni (minuto 5:55-11:50 + 31:33-38:00 + 1:25:18-1:29:05). Premi QUI
Monaca Clarissa
CITAZIONI
"L'amore di Dio non è soltanto un dono, un regalo di preferenza, ma soprattutto una faticosa conquista, una scalata ardita"
"Bisogna avere familiarità con la Santa Scrittura, portandola sempre nel cuore perché orienti tutti i pensieri e tutte le azioni"
LO SAPEVI CHE...
Fin da fanciulla si notò chiaramente il suo spirito costantemente rivolto alle cose del Cielo. Nel 1427, a soli 14 anni, anche in seguito ad alcuni eventi familiari, decise di lasciare la corte per unirsi a un gruppo di giovani donne provenienti da famiglie gentilizie che facevano vita comune, consacrandosi a Dio. La madre, con fede, acconsentì, benché avesse altri progetti su di lei.
Notevoli furono i suoi progressi spirituali in questa nuova fase della vita, ma grandi e terribili furono pure le prove, le sofferenze interiori, soprattutto le tentazioni del demonio. Attraversò una profonda crisi spirituale fino alle soglie della disperazione. Visse nella notte dello spirito, percossa pure dalla tentazione dell’incredulità verso l’Eucaristia come descrive lei stessa in "Le sette Armi Spirituali".
Durante la sua vita ebbe diverse visioni mistiche; tra queste quella di tenere in braccio il neonato Gesù Bambino (messo in braccio direttamente dalla Vergine) e quella di sentire il coro degli angeli cantare durante la consacrazione della Messa. La sua salma è contenuta in un'urna di vetro e presenta la particolarità di essere seduta. Per leggere di più clicca QUI
La devozione delle "1000 Ave Maria" è riconducibile a questa Santa la quale era solita recitarle la notte del Natale.
LIBRO Le sette armi spirituali. Premi QUI
Vescovo
CITAZIONI
"Guai all'anima che non ha in sé il vero timoniere, Cristo!"
"Osserva il cielo e la terra, il sole e la luna: quanto sono grandi! Eppure il Signore non si è compiaciuto di riposare in essi, ma soltanto nel cuore"
"Una casa, non più abitata dal padrone, rimane chiusa e oscura, cadendo in abbandono; di conseguenza si riempie di polvere e di sporcizia. Nella stessa condizione è l'anima che rimane priva del suo Signore"
LO SAPEVI CHE...
Sant'Atanasio, in una delle sue orazioni contro l'arianesimo, si riferisce a Macario come esempio di "stile semplice e onesto degli uomini apostolici".
Nell'anno 326, l'Imperatrice sant'Elena, madre di Costantino I, si recò a Gerusalemme per trovare la Vera Croce. Qui venne a sapere che il rabbino Giuda conosceva il luogo in cui era stata seppellita la Croce su cui era stato crocifisso Cristo. Giuda non voleva rivelare le informazioni in suo possesso, ma dopo sei giorni all'interno di una cisterna vuota, senza cibo né acqua, cedette e informò l'Imperatrice di quanto in sua conoscenza. Al rinvenimento della Croce, il 3 maggio 326, Giuda si convertì al cristianesimo; fu battezzato da Macario, vescovo di Gerusalemme, alla presenza di Elena, e assunse il nome di Ciriaco (dal greco "dedicato al Signore" - ora santo e ricordato il 04/05).
Frate francescano
LO SAPEVI CHE...
Nato a Fabriano intorno al 1470, visse la spiritualità cristiana già in famiglia (di origini nobili) e leggendo la vita di San Francesco d'Assisi, decise di diventare francescano.
Visse nel convento di Forano e poi, per raggiungere maggior perfezione, si spostò in una grotta detta “La Romita” a Massaccio anche se non fu la sua dimora fissa; difatti, non mancarono le attività di apostolato. Parlava con tanto zelo e persuasione che molti si convertirono a Dio: riconciliati e confessati, fecero penitenza per i loro peccati. La sua fama si diffuse in tutta la Marca di Ancona.
Nella chiesa del convento c'era una venerabile immagine di Gesù Crocifisso, appartenuta a San Giacomo de la Marca: il suo amore per Gesù crocifisso, lo portò alla pratica delle austerità e delle penitenze tipiche degli antichi anacoreti, di cui leggeva con piacere gli scritti, in particolare quelli di san Giovanni Climaco (ricordato il 30/03).
Presbitero - fondatore della Piccola opera della Divina Provvidenza
CITAZIONI
“Chi vuole essere Figlio della Divina Provvidenza deve essere in modo particolare devoto alla Santissima Eucaristia”
"Che il mio segreto martirio per la salvezza delle anime, sia il mio paradiso e la suprema mia beatitudine. Amore delle anime, anime, anime!"
"Quando la Chiesa ci invita a pregare, essa intende che si preghi per le Anime del Purgatorio, affinché noi con le nostre preghiere, affrettiamo la liberazione di esse Anime, che sono prigioniere, e perché possiamo affrettare la loro gloria"
“Davanti a Gesù cadono infranti gli idoli del nostro amor proprio, le nostre volontà ed ogni nostra passione. Davanti a Gesù fioriscono nella nostra anima anche le pietre e nascono le virtù cristiane. È ai piedi di Gesù che si fortificarono tutte le anime che vollero seguirlo più da vicino”
LO SAPEVI CHE...
É don Orione stesso a testimoniare che la sua devozione eucaristica nacque grazia alla sua famiglia. Sua madre, vedendo la poca pietà eucaristica di uno dei sacerdoti del paese (Pontecurone, AL), “un giorno andò in sacrestia e gli disse: ‘Ci crede o non ci crede che quello che lei tocca è il Signore? Il Signore non si tratta così…”. E quando, ragazzo, Luigi tornava da Messa, la Mamma gli chiedeva chi avesse celebrato. Se la risposta era che la celebrazione era stata tenuta da quel sacerdote poco fervoroso, lo rispediva in Chiesa ad ascoltare un’altra Messa.
Dall'ottobre 1886 all'agosto 1889 fu allievo dell'Oratorio di Valdocco in Torino, dove la pietà eucaristica era coltivata in sommo grado. San Giovanni Bosco ne notò le qualità e lo annoverò tra i suoi prediletti assicurandogli che sarebbero stati amici per sempre.
All’interno della sua Famiglia religiosa, Don Orione, nel 1927, fondò il singolare ramo delle Sacramentine adoratrici non vedenti: sono tutte e solo cieche, interamente dedite a “far compagnia a Gesù”, come indicò loro il Fondatore.
CATECHESI "San Luigi Orione e l’Eucarestia". Per approfondire premi QUI
Giovanni Paolo II ha invitato a “guardare a don Orione ed al suo esempio di incessante unione a Gesù, adorato nell’Eucaristia, amato nel mistero della sua Croce e servito con infaticabile dedizione nei poveri più poveri?” (L’Osservatore Romano, 16.5.1999, p. 5). Nell’additare San Luigi Orione quale modello di vita eucaristica, il Santo Padre ha sottolineato anche la peculiarità della sua devozione che unisce strettamente intimità con Cristo e martirio della carità.
Presbitero
LO SAPEVI CHE...
Visse nel IX° secolo e fu prete a Cordova (sud della Spagna), un territorio allora sotto il dominio arabo. Aveva due fratelli, uno dei quali si convertì all'islam. La convivenza, perciò, non era facile: i due fratelli erano sempre in contrasto e Rodrigo cercava di ristabilire la pace. Un giorno venne percosso da entrambi i fratelli, accecati dall'ira, fino a fargli perdere i sensi.
Il fratello musulmano portò Rodrigo così ridotto per le vie del paese, dicendo che, sentendosi in fin di vita, aveva abbandonato il cristianesimo per seguire la dottrina islamica. Rimessosi in forze, Rodrigo riprese a esercitare il sacerdozio. Venne denunciato alle autorità locali asserendo che aveva abbondonato la religione Islamica e che si fosse convertito al cristianesimo. Il giudice arabo gli chiese di rinunciare alla fede cristiana ma egli rifiutò. Venne condannato al carcere, dove incontrò il fratello cristiano: insieme decisero di prepararsi al martirio con la preghiera e la penitenza.
Presbitero - Fondatore dell'Opera del Boccone del Povero
CITAZIONI
"Signore colpite il pastore e risparmiate il gregge" ripeteva quando si diffuse il colera per Palermo
"Sentii nell'anima mia il desiderio di consacrarmi ai poverelli, per fare mie le loro miserie, per sollevarli dalle terribili sofferenze e avvicinarli a Dio"
"Voi guarderete e considererete Dio nel povero; Dio nel bambino; Dio nell'ammalato e nel perseguitato. Nell'aiutare e servire questi indigenti in ogni necessità, aiuterete e servirete Dio medesimo"
LO SAPEVI CHE...
I tempi in cui visse erano critici perché lontani da Dio: si proclamava la libertà, ma si dimenticava che questa, senza Dio, diventa libertinaggio. Dimenticando Dio nella vita di ogni giorno, infatti, tutto diviene corruzione.
Divenne sacerdote nel 1860 e dopo aver aperto una prima “Casa dei poveri” diede inizio ad una più vasta opera di promozione sociale, istituendo l’“Associazione del boccone del povero”. Facendosi povero coi poveri, non disdegnò di mendicare per le vie di Palermo, sollecitando la carità di tutti e raccogliendo viveri che poi distribuiva agli innumerevoli poveri che gli si stringevano intorno. L’idea centrale della sua vita era questa: “Vivere alla presenza di Dio e in unione con Dio; ricevere tutto dalle mani di Dio; far tutto per puro amore e gloria di Dio”.
Religiosa - Patrona di chi compie opere sociali - Fondatrice delle Figlie della Carità di San Vincenzo de' Paoli;
CITAZIONI
"Non abbiate occhi e cuore che per i poveri"
"Pensiamo solo a piacere a Dio con la pratica esatta dei suoi santi comandamenti e dei consigli evangelici, ma facciamolo con gioia e dolcezza"
"Nostro Signore, nascendo nella povertà e nell’abbandono delle creature, mi insegna la purezza del suo amore…Allo stesso modo debbo imparare a tenermi nascosta in Dio, nel desiderio di servirlo senza ricercare il plauso delle creature e la soddisfazione del loro apprezzamento"
"Il figlio di Dio non si è accontentato di prendere un corpo umano e di vivere con i bambini degli uomini, ma volendo un'unione inseparabile dalla natura divina e di quella umana, dopo l’incarnazione l’ha compiuta tramite il sacramento dell’altare, dove si trova completamente la sua presenza Divina nella seconda persona della Trinità"
LO SAPEVI CHE...
Quando avvertì la chiamata vocazionale, chiese di poter abbracciare la vita monastica ma venne respinta poiché cagionevole di salute. Il giorno di Pentecoste del 1623, mentre era raccolta in preghiera, ebbe un'illuminazione: “Compresi – scrive – che sarebbe venuto un tempo in cui sarei stata nella condizione di fare i tre voti di povertà, castità e obbedienza. Compresi che doveva essere in un luogo per soccorrere il prossimo”.
L’anno successivo incontrò chi le permise di mettere in pratica quello spirito di carità ardente: San Vincenzo de’ Paoli. Da quel momento in poi rimasero indissolubilmente legati in nome dell’apostolato e del servizio agli ultimi, agli esclusi, agli emarginati.
Gesuita
CITAZIONI
"Come sono addolorato, o Dio, che tu non sia conosciuto, che presso questi popoli barbari tanto pochi siano quelli che hanno abbracciato la tua fede e che il peccato non sia ancora scomparso"
"E perciò, o mio amabile Gesù, io ti offro fin da questo momento, con i sentimenti di gioia che provo, il mio sangue, il mio corpo e la mia vita, perché io non muoia che per Te, se mi farai questa grazia, poiché tu ti sei degnato di morire per me" - Dalle «Note spirituali»
LO SAPEVI CHE...
A 29 anni esatti venne ordinato sacerdote e tre anni dopo si imbarcò per raggiungere il Canada ed evangelizzare le popolazioni indigene. Raggiunse il territorio dove vivevano gli "Uroni" e risedette per tre anni in completa solitudine (erano difficili gli approcci con il popolo e a stento riuscì a battezzare qualche bimbo in fin di vita). Sfruttò questo tempo per studiare i loro usi e costumi e per scrivere nella loro lingua un catechismo.
A causa della guerra anglo-francese che durò dal 1627 al 1629, fu costretto ad abbandonare la tribù; finita la guerra ritornò da loro. Ora i suoi tenaci tentativi cominciavano a dare dei frutti significativi però per via degli "Irochesi", una tribù molto più violenta e armata dagli olandesi, iniziarono una serie di attacchi. In una spedizione del 1649, dopo aver compiuto una strage, presero un gran numero di prigionieri tra i quali padre Brébeuf e i suoi compagni (commemorati il 19 ottobre).
Vescovo - Patrono dell'Irlanda, Nigeria, Montserrat, New York, Boston e degli ingegneri
CITAZIONI
"Renderò grazie al mio Dio senza mai stancarmi, perché mi ha conservato fedele nel giorno della prova, sicché oggi posso offrire in sacrificio come ostia vivente la mia vita a Cristo, mio Dio, che mi ha salvato da tutti i miei affanni. Gli dirò: Chi sono io, o Signore, o a quale vocazione mi hai tu chiamato per ricoprirmi di tanti favori?"
"Da dove è venuta in me questa sapienza, che prima non avevo? Io non sapevo neppure contare i giorni, né ero capace di gustare Dio. Come mai dunque mi è stato dato un dono così grande, così salutare, come è quello di conoscere Dio e di amarlo? Chi mi ha dato la forza di abbandonare la patria e i genitori, di rifiutare gli onori che mi venivano offerti e di venire tra le gemi di Irlanda a predicare il Vangelo, sopportando gli oltraggi degli increduli e l'infamia dell'esilio, senza contare le numerose persecuzioni fino alle catene e al carcere? Così ho sacrificato la mia libertà per la salvezza degli altri!"
LO SAPEVI CHE...
Il trifoglio irlandese, anche noto come "shamrock", è stato utilizzato da San Patrizio (V° secolo) per spiegare il concetto della Trinità: ossia Padre, Figlio e Spirito Santo (un unico stelo - l'unità di Dio - che sostiene tre foglie - la Trinità di Dio -).
Grazie alla sua predicazione, convertì la futura Santa Brigida d'Irlanda
Religiosa - Fondatrice delle Figlie Povere di San Giuseppe Calasanzio
CITAZIONI
"Cristo c’è morto sui chiodi, noi ci viviamo"
"Essendo Gesù la misericordia per essenza, ha bisogno dei miseri su cui riversarla. Confortante pensiero! Il Signore ha bisogno di noi!"
LO SAPEVI CHE...
Sin da bambina aveva il desiderio di stare con Gesù, ma suo padre Francesco le era molto affezionato e la voleva vicina a lui; Marianna, questo era il suo nome da laica, per non farlo soffrire si rassegnò a vivere di voti privati a Dio entro i confini della casa dei suoi genitori.
Si struggeva però per il desiderio di consacrarsi a Gesù, ma non sapeva in quale ordine religioso avrebbe potuto incontrare corrispondenza alle sue aspirazioni. Nel mentre era accompagnata da un padre spirituale. Nel maturarsi del tempo, ormai vicina a compiere 40 anni, avvertì la forza di prendere una decisione e di parlarne a suo padre Francesco. Quindi, di ritorno dalla chiesa, ispirata, si rivolse a lui: “Babbo, sono ormai diciannove anni che attendo di farmi religiosa: ora è assai troppo! Io me ne vo al mio destino; e chi mi vuol bene mi segua”. Le rispose calmo e risoluto: "Ed io ti vengo dietro!".
Aveva una grande devozione a Gesù Crocifisso (tanto che scrisse un libro di meditazione sulla Passione) ed era un'ardente apostola dell'Adorazione Eucaristica. Basando la sua spiritualità su quella di san Giuseppe Calasanzio, si dedicò totalmente ai piccoli di Dio e insegnò alle suore ad essere madri spirituali di tutti i bambini orfani di famiglia.
Padre putativo di Gesù Cristo e vero sposo di Maria Vergine - Patrono degli agonizzanti, Artigiani, Carpentieri, Ebanisti, Economi, Esiliati, Falegnami, Lavoratori, Moribondi, Operai, Padri di famiglia, Pionieri, Procuratori legali, Senzatetto e di molte città in tutto il mondo
LO SAPEVI CHE...
Tanti sono i titoli assegnati a San Giuseppe; tra questi si vuole mettere subito in evidenza il titolo di "Patrono della Santa Morte". Il catechismo della Chiesa Cattolica, al punto 1014, ci insegna che:
"La Chiesa ci incoraggia a prepararci all`ora della nostra morte («Dalla morte improvvisa, liberaci, Signore»: antiche Litanie dei santi), a chiedere alla Madre di Dio di intercedere per noi «nell`ora della nostra morte» («Ave Maria») e ad affidarci a San Giuseppe, patrono della buona morte"
Viene invocato anche come custode delle famiglie e protettore dei lavoratori, ma il primo patrocinio riconosciuto è proprio quello di ‘Patrone morientum’. Nessun documento pontificio lo ha decretato: è il sensus fidei dei fedeli. Basti pensare alla breve preghiera "O S. Giuseppe, Padre putativo di Gesù Cristo e vero sposo di Maria Vergine, pregate per noi e per gli agonizzanti, di questo giorno e di questa notte".
Solo papa Benedetto XV, nella sua Bonum Sane (1920), scrisse: “Egli è meritamente ritenuto come il più efficace protettore dei moribondi, essendo spirato con l’assistenza di Gesù e di Maria, sarà cura dei sacri Pastori di inculcare e favorire con tutto il prestigio della loro autorità quei pii sodalizi che sono stati istituiti per supplicare Giuseppe a favore dei moribondi”. Inoltre la Chiesa ci permette di venerare la figura della mistica María di Ágreda la quale, tra le varie visioni raccolte in "La Mistica Città di Dio", riporta la visione della morte di San Giuseppe (punto 877).
PREGHIERE E DEVOZIONI PER CHIEDERE GRAZIE Premi QUI per avere una raccolta di preghiere e devozioni a San Giuseppe
Presbitero - Patrono della Boemia, della Slovacchia, dei confessori. Invocato contro le alluvioni e gli annegamenti
LO SAPEVI CHE...
Nacque nel 1330 a Nepomuk, in Boemia. Consacrato sacerdote a Praga, divenne predicatore di corte del re Venceslao.
La moglie del re, Giovanna di Baviera, lo scelse come confessore ma il re venne corrotto e iniziò a sospettare che Giovanna gli fosse infedele. Per questo motivo la tormentava spesso per confermare ciò che in realtà esisteva solo nella sua mente. Si rivolse così a Giovanni per conoscere le confessioni della donna, ma il santo si rifiutò di rispondere: si mostrò inflessibile nonostante le minacce.
Tale fermezza gli costò atroci torture e la condanna ad essere gettato nel fiume Moldava, dal ponte della città tra il sesto e il settimo pilastro: correva l'anno 1383. Il corpo venne ritrovato il mattino seguente mentre galleggiava sulle acque del fiume e si racconta che fosse illuminato da una luce misteriosa.
Religiosa - fondatrice della congregazione delle Serve di Gesù della Carità
CITAZIONI
“Nel Cuore divino di Gesù vi è il centro di comunicazione con Lui e possiamo farlo tutte le volte che lo desiderano senza timore di disturbare nessuno, solo con Gesù nella massima intimità”
“Non pensate, sorelle, che la cura del paziente è solo nel dare cibo e medicine ai malati, c’è un altro tipo di assistenza che non si dovrebbe mai dimenticare, ed è il cuore che si adatta alla persona che soffre per andare incontro alle sue esigenze “
“La carità e l’amore reciproco, anche in questa vita sono il paradiso della comunità. Senza la croce non possiamo esistere, ovunque andiamo, la vita religiosa è una vita di sacrificio e di abnegazione. Alla base della perfezione vi è la carità fraterna “
LO SAPEVI CHE...
Fin dalla fanciullezza dimostrò un profondo spirito di preghiera, una grande devozione all’Eucaristia e alla Vergine oltre che una grande pietà verso gli ammalati e ai bisognosi.
Appena 15enne venne inviata a Madrid presso alcuni parenti per ricevere un'educazione e una formazione più completa, era il 1857. Tornata a Vitoria verso i 18 anni, manifestò alla madre il desiderio di entrare in un monastero ma non aveva chiaro in quale istituto entrare. Dopo varie esperienze, decise si entrare nell'Istituto delle Serve di Maria (di recente fondato a Madrid da Santa Soledad Torres Acosta) ma con l'avvicinarsi del tempo della professione, fu assalita da gravi dubbi ed incertezze sulla sua effettiva chiamata in quell'Istituto. Aprì il suo animo a diversi confessori e si sentì dire che aveva sbagliato vocazione.
I contatti col Santo Arcivescovo Claret e i colloqui sereni con la stessa Santa Soledad Torres Acosta, maturarono gradualmente la decisione di uscire dall'Istituto delle Serve di Maria per dar vita a una nuova famiglia religiosa, che avesse per scopo esclusivo l'assistenza ai malati negli ospedali e a domicilio. Condividevano questo ideale altre quattro Serve di Maria, che, con licenza del Cardinale Arcivescovo di Toledo, uscirono insieme con lei allo stesso scopo.
Religiosa - Fondatrice della Congregazione delle Suore di Nostra Signora della Provvidenza
CITAZIONI
"Bisogna fare tutto per amore di Dio e per piacere a lui"
LO SAPEVI CHE...
Verso i 20 anni ebbe una forte esperienza interiore che fece crescere in lei l'amore alla preghiera e alla penitenza oltre al desiderio di abbandonare tutto per consacrarsi interamente a Dio. Ciò nonostante, si sposò nel 1816 (a 25 anni) ma dopo soli due anni di matrimonio ebbe la gioia di realizzare l'aspetto profondo e sublime della verginità spirituale in pieno accordo con lo sposo il quale fu attratto dalla sua santità. Benedetta e Giovanni (lo sposo) sperimentarono, perciò, una maternità e una paternità spirituali e soprannaturali, nella fedeltà all'amore coniugale sublimato.
Quando sorgevano difficoltà di carattere economico, lei recitava il rosario in cappella con le altre ragazze consacrate e poi faceva con loro una processione nel cortile cantando le litanie lauretane. La Provvidenza arrivava sempre puntuale. Durante la sua vita fondò l'Istituto delle “Suore Benedettine della Provvidenza” ed ebbe numerose esperienze mistiche che si ripetevano, in particolar modo, nelle feste liturgiche.
Gesuita - Patrono dei costruttori
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Figlio di un carpentiere, che gli trasmise una grande abilità professionale, e piccolo di statura, rimase zoppo dopo essere stato investito da un cavallo da soma.
Nel 1597 divenne converso della Compagnia di Gesù e durante il periodo delle persecuzioni anticattoliche costruì rifugi per nascondervi i sacerdoti: salvò centinaia di vite, ma divenne egli stesso un perseguitato.
Organizzò la costruzione di rifugi geniali i cui punti di ingresso erano così ben nascosti da non venire scoperti nemmeno dopo ricerche accuratissime. Prima di iniziare la costruzione di un nuovo luogo segreto, Owen faceva la Santa Comunione e durante il lavoro pregava incessantemente. Come misura di precauzione non parlava mai dei nascondigli così che nessuno potesse divulgare informazioni spontaneamente o sotto tortura.
Sotto re Giacomo I fu imprigionato e sottoposto a crudeli torture durante le quali ripeteva solamente le parole "Gesù" e "Maria".
Monaca maronite (L'unico monastero femminile maronita è quello di Herache, nel governatorato del Monte Libano)
CITAZONI
"In unione con la Passione di Cristo"
"ll mio capo non è coronato di spine, non vi sono chiodi nelle mie mani o nei miei piedi. Devo espiare delle colpe. Egli, nel Suo amore per noi, ha sopportato infiniti obbrobri e sofferenze, e noi non lo ricordiamo mai"
LO SAPEVI CHE...
La prima domenica d'ottobre del 1885 (a 53 anni), nella chiesa del monastero, mentre era in preghiera domandò al Signore di farla partecipare alla sua Passione redentrice. La sua preghiera fu esaudita la sera stessa: essa cominciò a provare fortissimi dolori alla testa e ben presto anche gli occhi. Fu affidata a un medico americano che, dopo averla visitata, decise di operarla ma durante l'operazione le estrasse per errore l'occhio destro.
A Beyrouth (in Libano) fu ospitata nel convento delle Figlie della Carità e i medici che la visitarono riuscirono ad arrestare l'emorragia provocata dall'operazione. Il male colpì ben presto anche l'occhio sinistro: qualunque cura sarebbe stata inutile. Rafqa tornò nel suo monastero dove il dolore agli occhi la accompagnò per 12 anni. Sopportò con pazienza, in silenzio, nella preghiera e nella gioia, ripetendo continuamente: "In unione con la Passione di Cristo".
Arcivescovo
CITAZIONI
"Un vescovo potrà morire, ma la Chiesa di Dio, che è il popolo, non perirà mai"
"Fratelli, custodite questo tesoro. Non è la mia povera parola a seminare speranza e fede; è che io non sono altro che l’umile risuonare di Dio in questo popolo"
"Pongo sotto la provvidenza amorosa di Dio tutta la mia vita e accetto con fede in Lui la mia morte, per quanto difficile sia. Né voglio darle una intenzione, come pur desidererei, per la pace del mio paese e per la fioritura della nostra Chiesa […] perché il Cuore di Cristo saprà darle il fine che vuole. Mi basta per essere felice e fiducioso il sapere con sicurezza che in lui sono la mia vita e la mia morte, che malgrado i miei peccati in lui ho posto la mia fiducia e non rimarrò confuso, e altri proseguiranno con maggiore saggezza e santità i lavori della Chiesa e della Patria"
LO SAPEVI CHE...
"Possa questo sacrificio di Cristo darci il coraggio di offrire corpo e sangue per la giustizia e la pace del nostro popolo…” furono le ultime parole di mons. Oscar Arnulfo Romero, all’offertorio mentre diceva messa, prima che echeggiasse nella cappella dell’ospedaletto oncologico lo sparo di un franco tiratore appostato su un’auto all’esterno che lo colpì al cuore. Papa Woytjla, nel suo primo viaggio a San Salvador nel 1983, volle recarsi a tutti i costi sulla sua tomba rivendicando che “Oscar Romero è un martire della Chiesa”.
Religiosa - fondatrice delle Suore del Rosario
CITAZIONI
“La cara Madre di Dio sarebbe molto lieta, se noi, nel convento, pregassimo il rosario perpetuo”
LO SAPEVI CHE...
Soultaneh Mariam nacque a Gerusalemme nel 1843. A 14 anni, seguendo la chiamata di Gesù, entrò presso le Suore di San Giuseppe e nel 1860, durante la vestizione nella Chiesa del Santo Sepolcro sul Calvario, assunse il nome di suor Alfonsina.
Dopo alcuni ricchi anni di insegnamento, come maestra ed educatrice, fu mandata a Betlemme. Ebbero inizio lì inaspettati e meravigliosi eventi. Il 6 gennaio 1874, durante la preghiera del Santo Rosario ebbe la prima apparizione della Madonna e. esattamente un anno dopo, mentre pregava nella grotta della natività di Gesù a Betlemme, la Vergine Maria le apparve di nuovo.
In altre visioni durante l’anno, suor Alfonsina vide il futuro convento della Congregazione delle Suore del Rosario con le religiose che lo avrebbero abitato, come anche il corso delle loro giornate e le regole che la Madonna le spiegò dettagliatamente. Non era davvero facile dare l’avvio ad una nuova Congregazione, ma la provvidenza le procurò quanto necessario per poter compiere tale opera.
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Religiosa salesiana
CITAZIONI
"Pensate come avrebbe pensato Gesù. Pregate come avrebbe pregato Gesù. Agite come avrebbe agito Gesù"
"La santità non si acquista in pochi giorni; basta volerla, basta domandarla continuamente a Dio, basta incominciare subito"
"Fare tutto per la gloria di Dio! InvocarLo prima di decidere una cosa… in mezzo alla varietà delle cose da dire e da fare cercare sempre la parte di Dio"
LO SAPEVI CHE...
Nel 1877 Maddalena confessò alla madre il desiderio di farsi suora ma, avendo compiuto trent'anni, fu respinta sia dalle Figlie della Carità sia dalle Domenicane. L'anno successivo don Bosco l'accettò nella sua Congregazione e il 4 settembre 1879 fece la professione religiosa nelle Figlie di Maria Ausiliatrice.
Presbitero - Patrono degli Ingegneri dell'Esercito Italiano, fondatore delle suore Minime di Nostra Signora del Suffragio
CITAZIONI
"Considerate il vostro cuore come un tabernacolo di Gesù, dove lo accoglierete spesso nel SS. Sacramento, e dove starà notte e giorno colla sua divina presenza mediante la sua grazia." (Libro: Tutta di Gesù)
"Come gli antichi fedeli versavano nelle mani dei Sacerdoti le loro offerte a pro dell’intera comunità, noi dobbiamo versare almeno nel tesoro della Chiesa tutti i beni spirituali di cui siamo capaci" (Libro: Considerazioni)
"Il Signore, non solo è intero nell’Ostia, ma in ciascuna minima particella di essa. Come è consolante questo dogma, poiché senza di esso tutto sarebbe stato distrutto. Se fosse stato intero in tutta l’Ostia e non nelle singole parti, allora le minime parti del più piccolo frammento avrebbe alterato l’ostia e conseguentemente l’esistenza del Corpo di Gesù e la sua continua presenza sulla terra si sarebbe resa per noi impossibile" (Quadernetto sull'Eucaristia)
LO SAPEVI CHE...
Prima di diventare sacerdote, fu ufficiale dell'esercito sabaudo, professore all'Università di Torino, architetto, matematico e consigliere della Casa Reale di Savoia. Nel periodo in cui era militare scrisse anche un "manuale del soldato cristiano."
Diede vita all'opera "Santa Zita" per le donne di servizio e diede una casa per le ragazze madri. Inoltre ebbe anche la grazia di avere Don Bosco come amico.
Il 22 ottobre 1876 venne ordinato sacerdote a Roma: desiderava questa ordinazione anche per seguire meglio la congregazione di suore che fondò anni prima. Concluse la sua esistenza terrena a Torino, dopo soli cinque giorni di malattia, il 27 marzo 1888 pochi mesi dopo Don Bosco (31 gennaio).
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Abate - Fondatore dell'ordine cistercense
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Contribuì alla fondazione dell'ordine cistercense con l'obiettivo di permettere ai monaci di vivere una vita più austera e di ritornare alla stretta osservanza della regola di San Benedetto unitamente al lavoro manuale.
Scrisse la "Carta caritatis", un testo legislativo con la finalità di regolare il rapporto tra i monasteri dell'Ordine e il governo dell'intero gruppo di abbazie e fu proprio Stefano ad accogliere nell'abbazia San Bernardo da Chiaravalle, colui che contribuì col suo carisma alla fioritura del nuovo ordine monastico.
L'ordine cistercense ebbe origine dall'abbazia di Cîteaux (in latino Cistercium), in Borgogna. I tre fondatori sono: Santo Stefano Harding, San Roberto di Molesme e Sant'Alberico.
Carmelitano - uno dei fondatori dell'ordine del Carmelo
LO SAPEVI CHE...
Nacque in Lombardia nel 1100 c.a. da una nobile famiglia. Studiò all’università di Parigi e si laureò in Teologia.
Decise di partire per la Palestina con l’esercito crociato per difendere Antiochia dagli assalti saraceni. Durante l’attacco fece il voto di diventare religioso se l’esercito si fosse liberato dall’assedio. Così accadde.
Nel 1154 si recò sul Monte Carmelo e, assieme ad altri dieci compagni, costruirono una cappella dedicata alla Beata Vergine del Monte Carmelo. Condussero una vita da eremita in celle costruite intorno alla cappella. Si dedicarono all’orazione e alla meditazione della Parola di Dio. Essi, ancor prima di strutturarsi in comunità – come avverrà con la Regola – erano eremiti indipendenti, alla ricerca della perfezione attraverso la solitudine e la lotta con il diavolo – caratteristica propria della spiritualità dei padri del deserto – e contro tutti i nemici dell’uomo, tra cui le passioni.
Monaco del VI° secolo
CITAZIONI
"Se invocherai Dio di poter fare soltanto la Sua volontà, otterrai di averlo come pilota del tuo cuore"
"Chi è ancora immerso tra le passioni non può lanciarsi nel dialogo con Dio, ché correrebbe il rischio di chi si lanciasse a nuoto avvolto nelle sue vesti"
"In quanto eternamente schiavi delle empie passioni e venuti a patti con loro, noi conosciamo in qualche modo come per esse siamo ingannati, i comportamenti che tengono, la dura tirannia, le malvagie astuzie e la violenza che esercitano gli spiriti del male sulla povera anima nostra"
LO SAPEVI CHE...
Nel suo libro, "La scala del Paradiso", consiglia di scrivere i propri peccati su un foglietto in modo tale da non poterseli dimenticare: "[...] si raccomanda di annotare i pensieri a mano a mano che si presentano, precisando anche il momento e le circostanze della loro comparsa, per poterli poi riferire con tutta la precisione necessaria. Questa pratica suppone evidentemente attenzione e vigilanza continua sugli stati e sui moti della propria anima [...] Così per poterli riferire con tutta la precisione necessaria. Questo modo di fare produce due realtà: l’attenzione e la vigilanza [...] precisando momento e circostanza così da riferirli. Ciò che soprattutto poi importa è applicare la regola della non omissione cioè non nascondere nulla, sforzarsi di non dimenticare niente, non eludere, non deformare o mascherare, ma parlare con tutta libertà senza vergogna o timore".
LIBRO Stralcio dello scritto "La scala del Paradiso"
Presbitero, servo di Maria
LO SAPEVI CHE...
Condusse una vita penitente e, nonostante amasse la solitudine, riconobbe di avere il dono dell'orazione che mise a frutto. Venezia, Perugia, Firenze, Bologna... queste sono solo alcune delle città in cui predicò.
Nella predicazione mostrò grande coraggio e sapienza; insisteva soprattutto sul tema della penitenza. Morì mentre predicava la quaresima nel convento di Santa Maria delle Grazie a Udine il 31 marzo (giovedì santo) del 1491.