Religioso dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio (Fatebenefratelli)
CITAZIONI
"Padre, come mi accoglierà Iddio?... Io l’ho amato tanto, e tanto lo amo"
"Abbi sempre grandi desideri, cioè desiderio di grande santità - mira sempre più in alto che puoi - per riuscire a colpire giusto. Come i mercanti che domandano di più per riuscire a prendere il giusto prezzo"
"Solo nell'unione continua con Gesù, col Suo Cuore Santissimo, fornace ardente di carità, abisso infinito di ogni virtù, possiamo trovare la grazia di corrispondere il meno indegnamente possibile al Suo Amore"
LO SAPEVI CHE...
Sin da adolescente si rivelò un ragazzo studioso, intelligente, disponibile e devoto. Si confessava tutte le sere.
Durante lo scoppio della prima guerra mondiale fu chiamato alle armi e destinato a Caporetto, in un ospedale da campo come infermiere. Mentre accudiva i feriti parlava sia con loro che con i superiori: parlava a tutti di Cristo e tutti capivano che quando lui parlava di Cristo, parlava dell’esperienza personale che lui stava facendo.
Finita la guerra, continuò gli studi e nel 1921 si laureò in medicina con 110 e lode. All'inizio era medico laico, poi 30enne iniziò il noviziato. Riconosceva non solo che nell’ammalato c’è Cristo, ma che Egli è anche negli avvenimenti, nelle circostanze. La consistenza delle cose non è riducibile solo a quello che si vede, ma a quello che le tiene su, che è Cristo.
Gesuita
CITAZIONI
"Fare quello che Dio vuole e volere quello che Dio fa"
LO SAPEVI CHE...
Fu il padre spirituale di Josefa Menendez (mistica).
Formato alla scuola degli Esercizi Spirituali di Sant'Ignazio di Loyola, con una profonda vita spirituale alimentata soprattutto dall'amore per l'Eucaristia e dalla devozione al Cuore di Gesù, si dedicò a riconciliare i penitenti nel confessionale, alla predicazione del Vangelo in forma semplice e all'attenzione pastorale e sociale nei quartieri più poveri di Madrid.
Una volta, mentre confessava, venne una signora e gli diede le indicazioni per un uomo che doveva confessarsi presto poiché stava morendo. Quella sera padre Rubio andò a trovare il moribondo e, seguendo le indicazioni, dovette salire al terzo piano di un palazzo senza ascensore. Quando arrivò non trovò alcun malato, bensì un uomo in perfetta salute. "Penso che qualcuno ti abbia fatto uno scherzo, come vedi sono in perfetta salute. Coraggio amico! Bevi un drink e rilassati dato che hai fatto così tante scale" disse al sacerdote. Entrando nella stanza, Rubio vide un ritratto sulla parete: era la signora che aveva incontrato nel confessionale. L'uomo rise e disse che era sua madre morta alcuni anni prima, poi aggiunse: "Dato che sei qui, mi confesso perché sono anni che non entro in chiesa così il tuo viaggio non sarà stato vano". L'uomo morì quella stessa notte.
Apostoli
San Filippo è patrono della Diocesi di Frascati, Uruguay, Lussemburgo, Monterotondo
San Giacomo è patrono della Diocesi di Frascati, dell'Uruguay, degli Agonizzanti, Cappellai, Cardatori, Droghieri e Farmacisti
LO SAPEVI CHE...
Giacomo è detto "il minore" per distinguerlo dall'altro discepolo omonimo. Ha un fratello, San Giuda Taddeo, anche lui discepolo di Gesù.
Laica
CITAZIONI
"Una vera amicizia è davvero un tesoro, aiuta a vivere per gli altri, a uscire dal nostro egoismo, e fa capire come sia importante e quale gioia dà aiutarsi a vicenda dividendo le gioie e i dolori"
"Fidanzamento: qualcosa di integrante con la vocazione: ciò che vivo di disponibilità e d’amore nei confronti degli altri è ciò che vivo anche per Guido, sono due cose compenetrate, allo stesso livello, anche se con qualche diversità"
"C’è il tentativo di far correre l’uomo invano, di blandirlo con false libertà, falsi fini in nome del benessere. E l’uomo viene preso da un vortice di cose che si ritorce contro se stesso. Non è la rivoluzione che porta alla verità, ma la verità che porta alla rivoluzione"
Numerosissimi sono nel diario i richiami per la "totalitarietà": "Signore, saprei adesso morire per te?"; "Tu, aiutami ad essere me stessa senza compromessi"; "[...] ma c'è una gran voglia di amare, di gioire, di morire per amare; sento sempre più la necessità di una scelta radicale, ma non so in che senso"
"Non sono io che cerco Dio ma è Dio che cerca me. Non c’è bisogno che io cerchi chissà quali argomentazioni per avvicinarmi a Dio: le parole prima o poi finiscono e ti accorgi allora che non rimane che la contemplazione, l’adorazione, l’aspettare che Lui ti faccia capire ciò che vuole da te. Sento la contemplazione necessaria al mio incontro con Cristo povero"
LO SAPEVI CHE...
Nacque nel 1961 a Riccione ma, dopo soli quattro anni, la famiglia si trasferì a Rimini per andare ad abitare nella parrocchia di San Girolamo, dove era parroco don Giuseppe Bonini, fratello della madre. Questa circostanza permise alla piccola Sandra di partecipare assiduamente alla preghiera coltivando un legame personale con il Signore. Aveva sempre con sé una coroncina del rosario e la nonna ha testimoniato che la sera trovava spesso la nipotina addormentata nel letto con la corona tra le mani.
A 12 anni Sandra comprese la sua vocazione grazie all'incontro con don Oreste Benzi e la Comunità Papa Giovanni XXIII: trasmettere l’amore Divino ai poveri, agli abbandonati e ai tossicodipendenti.
Nel febbraio del 1978 conobbe Guido con cui si fidanzò l’anno successivo. Guido era attratto dalla sua profondità, dalla sua simpatia e dalla sua volontà di fare riferimento a Dio per ogni scelta. Sandra visse il suo essere fidanzata come una realizzazione del piano di Dio che non compromette la sua dedizione al Signore e al prossimo.
Quattro giorni prima dell’incidente (1984) Sandra aveva raccontato alla madre di aver visto in sogno il suo funerale e la sua tomba piena di fiori. Nell’ultima pagina del suo diario, due giorni prima dell’incidente, lasciò il suo testamento spirituale: “Non è mia questa vita che sta evolvendosi ritmata da un regolare respiro che non è mio, allietata da una serena giornata che non è mia. Non c’è nulla a questo mondo che sia tuo. Sandra, renditene conto! È tutto un dono su cui il «Donatore» può intervenire quando e come vuole. Abbi cura del regalo fattoti, rendilo più bello e pieno per quando sarà l’ora”.
Presbitero - Fondatore della congregazione delle Suore della Provvidenza
CITAZIONI
"O questo progetto è secondo la volontà di Dio o no; se è secondo la sua volontà, essendo onnipotente, Egli ha mille mezzi per condurlo a termine; se non è conforme al beneplacito di Dio, ci rinuncio fin da questo momento"
"Non attaccatevi a niente, al denaro meno che a qualsiasi altra cosa. Niente provviste per l'avvenire, ma un perfetto spogliamento, una completa fiducia e un totale abbandono alla Provvidenza... Date il poco che avete ai poveri, e Dio vi nutrirà, vi vestirà, vi alloggerà... Se manchiamo di pane, è perché manchiamo di fede"
LO SAPEVI CHE...
Nel corso delle sue predicazioni, vedendo in quale miseria materiale e spirituale versavano gli abitanti delle campagne, pensò di fondare le Suore della Provvidenza affinché facessero scuola alla gioventù che cresceva analfabeta. Nella direzione spirituale egli insisteva soprattutto sull'abbandono alla Provvidenza, la semplicità, la povertà e la carità.
Nella settimana santa del 1767 ricevette l'interdizione di esercitare il ministero a Dieuze (Francia). Non avendo un posto fisso, approfittò della libertà per predicare un po' ovunque e fondare altre scuole. Nel 1771, tuttavia, si offrì volontario per le Missioni Estere e partì per Macao (costa sud della Cina continentale).
Terziaria dell'Ordine Francescano
CITAZIONI
"Vorrei morire bruciata d'amore per te, Gesù. Se fossi un angelo, prenderei una tromba, farei il giro dell'oceano e griderei a tutti gli esseri umani: amate Gesù, amatelo, il buon Gesù. Ricordate che è morto in croce per salvare noi miseri peccatori"
"Un giorno, la Beata Vergine si avvicinò dicendomi: Oggi 8 settembre, Festa della mia nascita, figlia mia, confidate in me: tutte le grazie passano nelle mie mani. La giornata di oggi è la più odiata dal nemico infernale, perché con la nascita doveva avvenire la salvezza del genere umano. Giorno senza notte è il giorno della mia nascita, ma il mondo poco o niente capisce tali misteri. Tu, assieme a Paola, pregate oggi molto, molto: pregate per tutti quelli che non mi conoscono oppure mi conoscono, ma non mi amano, anzi mi oltraggiano con le più orrende bestemmie"
LO SAPEVI CHE...
Già in tenera età iniziarono le visite celesti: il suo Angelo Custode le fece capire che il Signore la voleva tutta per sé. A soli 5 anni fece voto di castità; era una bambina speciale agli occhi del Signore tanto che, come si legge nel suo diario, spesso un vecchio quadro della Vergine e il Bambinello si animava ed ella poteva giocare con Gesù bambino. Ogni giorno, la madre le faceva seguire la Santa Messa e, al pomeriggio, le insegnava a sostare davanti a Gesù Sacramentato.
Desiderava farsi religiosa, ma dovette restare accanto alla madre molto malata. Da allora trascorse la sua vita domestica in maniera sobria e raccolta, alternando le faccende di casa ai momenti di preghiera. Fu stimata ed apprezzata da molti sacerdoti tra cui San Luigi Orione e San Pio da Pietrelcina.
Il 14 luglio 1911 ricevette le stimmate mentre pregava davanti a un crocifisso ligneo regalatole dal parroco don Carta. Gesù le chiese se voleva soffrire con Lui ed Edvige accettò. Durante la seconda guerra mondiale pregò tanto il Signore perché facesse finire quel flagello: si offrì vittima per il crollo del comunismo ateo in Russia, dove fu spesso trasportata in bilocazione.
ARTICOLO Come rileva il professore Ernesto Madau, il suo maggiore biografo, le anime del Purgatorio furono sempre in cima ai pensieri di Edvige e per esse offriva le sue sofferenze ed i suoi rosari, il suo lavoro domestico, le numerose messe. Nel giorno dei morti vedeva stuoli e stuoli di anime che la ringraziavano e le dicevano di ringraziare le persone che avevano pregato per loro per volare in Paradiso. Per leggere di più premi QUI
Laico - Patrono di operai e invalidi
CITAZIONI
"Mamma Maria, fammi fare la volontà di Dio"
"Siate sempre con il Signore, perché da Lui viene ogni bene. Soffrite per amore di Dio e con allegrezza"
"Gesù ha patito tanto per noi, per darci la vita eterna. Se soffriamo per poco, godremo in Paradiso… Gesù ha sofferto molto per me. Perché io non posso soffrire per Lui? … Vorrei morire per convertire anche un solo peccatore"
LO SAPEVI CHE...
Rimasto orfano a soli 6 anni, venne accolto dalla nonna materna: pregavano insieme, andavano ogni giorno a Messa e adempivano ai lavori di casa. A imitazione dei santi, Nunzio visitava spesso Gesù che trattava come amico da seguire. A soli 9 anni, perse anche la nonna. Passò così sotto la tutela dello zio materno che gli assegnò subito lavori pesanti nella sua bottega di fabbro ma Nunzio non si sentiva solo perché viveva col suo grandissimo Amico, Gesù Crocifisso; con Lui pregava e offriva “in riparazione dei peccati del mondo, per fare la volontà di Dio…e guadagnarsi il Paradiso”.
Iniziò a soffrire dolori alla gamba (presumibilmente era tubercolosi) ma non trovò carità presso lo zio materno. Grazie ad uno zio paterno, però, Nunzio conobbe il Colonnello Felice Wochinger (definito dal popolo “il padre dei poveri”) il quale decise di adottarlo. Era l’estate del 1832 e Nunzio aveva 15 anni. Appena ricoverato, domandò di poter ricevere la Prima Comunione perché al suo paese si usava aspettare fino a quell'età.
I medici non trovarono una cura, ma la malattia non gli impedì di andare a visitare gli altri malati, specie se coetanei. Li preparava a ricevere i Sacramenti, a vivere più intensamente da cristiani, a dare valore al dolore; pregava con loro e portava la speranza. Nel marzo 1836, la sua salute peggiorò e decise di offrire tutto per la Chiesa, per i sacerdoti e per la conversione dei peccatori.
Religiosa - Fondatrice della congregazione delle Suore francescane missionarie del Cuore Immacolato di Maria e loro patrona
CITAZIONI
"Mio caro Gesù, voglio essere Riparatrice per tanti oltraggi che ricevete nel mondo e per tutte le ingratitudini commesse da me e da tante anime a voi consacrate"
"Signore, raddoppia la messe e rendici pronte con sempre rinnovato vigore, perché per la tua gloria e per la salute delle anime che sei venuto a salvare e per le quali hai versato il tuo preziosissimo sangue, fatichiamo instancabilmente"
"O mio amato Gesù, voglio sempre essere la perpetua adoratrice della Vostra Santissima Passione, in quel modo che Voi sapete, ma sempre e poi sempre nascosta agli occhi di tutti, non volendo altro testimonio del mio patire che Voi solo, solo, solo!"
LO SAPEVI CHE...
Sin da giovane si edificò con la lettura delle Vite dei Santi, con un'assidua preghiera e con il leggere pubblicazioni sulle attività missionarie che gradiva particolarmente. A 16 anni, nel 1829, vestì l’abito religioso delle Monache della Carità presso un monastero del Lazio.
Nel tempo affinò la sua spiritualità, coltivando nel suo cuore una nuova chiamata: quella di annunciare il Vangelo a popoli al di là del mare italiano, in particolare ai popoli dell’Africa Settentrionale.
Nel 1858, dopo aver superate tantissime difficoltà, l'istituto riuscì a comprare la Casa Keldani a Il Cairo. Qui Madre Caterina e le sue consorelle si dedicarono soprattutto all'educazione e all'istruzione delle "morette", al riscatto dalla schiavitù, alla cura degli infermi e all'accoglienza degli orfani. Nel 1865 il monastero decise di rinunciare alla missione in Egitto ed a richiamare le consorelle, ma Madre Caterina decise di fondare un proprio ordine per poter continuare la sua opera.
Vescovo - Patrono di Cagli
LO SAPEVI CHE...
Fu vescovo di Cervia e nel 502 partecipò al Concilio Romano indetto da Papa Simmaco contro l'Antipapa Lorenzo (antipapa = una persona eletta papa della Chiesa cattolica secondo procedure non previste dal diritto canonico. In ragione di ciò, la Chiesa cattolica considera l'antipapa un usurpatore dei poteri e delle autorità del legittimo pontefice).
Si dice che durante il viaggio di andata fosse stato vittima di un agguato, ma in quell'occasione fu salvato da alcune oche. Di ritorno da tale concilio, giunto in prossimità di Cagli venne aggredito e decapitato. Leggenda vuole che alla sua morte tutte le oche della città di Cagli cominciassero a starnazzare.
Laico
CITAZIONI
"La Comunione è la fonte della vita!"
"A Lourdes hai la sensazione che lì c’è “Lei”, la Madre di Dio, la più grande, la più potente e più la bella di tutte quelle cime dei Pirenei che circondano Lourdes"
"L'Eucaristia riempie l'anima di una luce più luminosa del giorno, che la trasforma in piacere spirituale, che placa nel sentimento di qualcosa di sconosciuto e di incommensurabile"
LO SAPEVI CHE...
Il suo orientamento religioso iniziò a manifestarsi verso la fine del liceo ginnasio, grazie al suo professore laico cattolico Ljubomir Maraković.
Mostrò un interesse speciale per la liturgia. Come lui stesso affermò, è un luogo di incontro con Dio. Senza alcun pregiudizio o restrizione, accolse la fede della Chiesa nel dogma della reale esistenza di Cristo nell'Eucaristia e scrisse nel suo diario che "la Comunione è la fonte della vita!". Per questo “sacrificio”, “Eucaristia” e “apostolato” sono tre parole che restano ancora incise sulla sua tomba.
Cosciente che sarebbe morto giovane, in punto di morte offrì la propria vita a Dio in sacrificio per la gioventù croata.
PENSIERI di Ivan presenti sul sito a lui dedicato. Premi QUI per approfondire
Presbitero
CITAZIONI
"Quali tesori nascosti ci elargisce Dio nelle prove, dalle quali il mondo pensa solo a fuggire"
"Voglia Dio che l'anima nostra non trovi pace, né cerchi altro alimento in questo mondo se non nelle fatiche per la croce di Cristo"
LO SAPEVI CHE...
Prete, mistico e scrittore, godette di grandissima stima nella Spagna del XVI° secolo; fu amico di Sant'Ignazio di Loyola, consigliere di Santa Teresa d'Avila e di altri santi. Predicò anche per le strade di Granada. Un giorno, il futuro San Giovanni di Dio ascoltò una sua predica e ne rimase folgorato.
Ebbe grande successo nella predicazione dal 1529 al 1538; non mancò una denuncia anonima all'Inquisizione, che lo imprigionò con l'accusa di un insegnamento troppo rigoristico tendente a escludere i ricchi dal Regno dei Cieli. Il periodo in prigione - durante il quale iniziò a scrivere "Audi, filia" - lo aiutò a crescere spiritualmente e ad accendere i cuori sugli infiniti benefici della Redenzione di Cristo e sulla maternità di Maria.
Gesuita - Patrono del Regno delle Due Sicilie, Grottaglie, compatrono di Napoli.
LO SAPEVI CHE...
Una delle sue attività apostoliche fu quella di organizzare esercizi spirituali alle diverse classi sociali: monasteri, conservatori per la gioventù, carcerati e galeotti delle navi. Dappertutto egli portava una parola calda di fede e di amore, infiammato da un'ardente carità specialmente verso Gesù Cristo eucaristico e la sua santissima Madre. Particolare devozione ebbe verso San Ciro, medico e martire: portava con sé nelle missioni una sua reliquia e ad essa attribuiva tutti i prodigi che andava operando durante le sue prediche.
Un giorno venne chiamato dai coniugi Giuseppe Liguori e Anna Maria Caterina Cavalieri, nella loro residenza estiva di Marianella a benedire il primogenito Alfonso. Francesco, prendendolo tra le braccia, esclamò: "Questo bambino, vivrà vecchio vecchio, né morirà prima degli anni novanta: sarà vescovo e santo e farà grandi cose per Gesù Cristo". Una profezia che la madre conservò nel cuore.
Monaca domenicana - Patrona di coloro che si accostano al sacramento della prima comunione
CITAZIONI
"Dimmi, qualcuno può ricevere Gesù nel suo cuore e non morire?"
LO SAPEVI CHE...
Solo a 13 anni Imelda aveva già l'ardente desiderio di ricevere l’Ostia consacrata: desiderio che non poteva essere soddisfatto per la sua giovane età in quanto nel XIV° secolo la prima comunione si faceva da adolescenti.
La vigilia dell’Ascensione, il 12 maggio 1333, stava partecipando con le suore e le altre educande alla celebrazione della Messa. Giunto il momento della comunione, Imelda si inginocchiò e pregò fervidamente, desiderando nel suo intimo di ricevere Gesù. Allora una particola si staccò dalla pisside tenuta in mano dal celebrante e volò verso la bambina. Tutti i presenti poterono vederla e il sacerdote capì che non si poteva rifiutare: così prese l'ostia e comunicò la ragazzina.
Raggiante di gioia e ancora inginocchiata, spirò in un’estasi d’amore.
Presbitero - Fondatore delle Figlie della Croce (suore di sant'Andrea)
LO SAPEVI CHE...
Scrisse sulla prima pagina di uno dei suoi libri: “Questo libro appartiene ad Andrea Uberto, bravo ragazzo che non sarà mai né frate né prete”. Diventato adulto, senza chiedere consiglio a nessuno, si immatricolò nell’esercito: dalla famiglia non fu ben visto e, difatti, trovò accoglienza solo da uno zio prete, su consiglio della madre, in campagna. In questa natura solitaria, André pregò molto e a 22 anni decise di diventare sacerdote.
Era un bravo sacerdote, ma gli piaceva accogliere, con un certo lusso, i suoi confratelli e amici. Un giorno, stava aspettando gente e la sua tavola era riccamente imbandita. Sentendo arrivare delle persone si diresse verso l'ingresso e scoprì essere un mendicante. Andrea gli disse “Non ho soldi…” ma quello rispose "La vostra tavola è coperta di argento…!”. Queste parole sono per André parola di Gesù Cristo.
Nel 1789 scoppiò in Francia la Rivoluzione e venne imposto ai preti il giuramento costituzionale. André rifiutò e fu costretto a fuggire. Trovò asilo in Spagna, dove condusse comunque una vita di nascondimento ma vi incontrò la futura Santa Elisabetta Bichier des Ages. Rientrato in Francia nel 1801, si dedicò alla fondazione delle Figlie della Croce (suore di sant'Andrea).
Religiosa - Fondatrice della congregazione delle Figlie di Maria Ausiliatrice - Patrono dei giovani e varie città italiane
CITAZIONI
"Per stare allegra bisogna andare avanti con semplicità, non cercare soddisfazioni né nelle creature, né nelle cose di questo mondo"
"Pregate sempre. La preghiera sia la vostra arma che dovete tenere in mano, la quale vi difenderà da tutti i vostri nemici e vi aiuterà in tutti i vostri bisogni"
"Ricordati che non basta cominciare, bisogna continuare, combattere sempre, ogni giorno… il Signore vede il cuore, bisogna che queste virtù siano praticate proprio col cuore… Se poi l’obbedienza ti pare un po’ dura, guarda il paradiso e pensa al premio che ti aspetta lassù"
LO SAPEVI CHE...
Nata nel 1837, fin da ragazza aiutò il padre a lavorare i campi perché dotata di una forza fisica non comune. Nel 1860 il suo paese fu colpito da un'epidemia di tifo e il parroco le chiese di assistere i parenti ammalati. Anche Maria si ammalò e rimase debilitata per circa tre mesi; la malattia la indebolì a tal punto che non poté tornare a lavorare nei campi. Decise così di aprire un piccolo laboratorio di sartoria per le ragazze di Mornese e realizzò questo desiderio insieme all'amica Petronilla.
Nell'ottobre 1867 le giovani, consacrate a Maria Immacolata negli anni precedenti, fondarono una loro comunità che nel 1872 si trasferì al collegio di Mornese, destinato loro da San Giovanni Bosco. Qui Maria e 10 sue compagne diedero inizio all'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice, consacrandosi a Dio con i voti.
FOCUS “Ma tu sei morta. Sei forse in Purgatorio?" La visione di Santa Maria Domenica Mazzarello. Per leggere l'articolo premi QUI
Laico
SAPEVI CHE...
Visse nell'XI° secolo. Lavorava da contadino presso un possidente di Madrid. Prima del lavoro pensava all'anima e ogni mattina si recava a Messa: la sua supplica più ricorrente era di essere preservato da ogni peccato. In più, i giorni di festa li impiegava alla gloria di Dio, come prescrive il terzo comandamento, e al bene del prossimo.
Alcuni invidiosi lo accusarono di non far fruttare la terra affidatagli se non in minima parte perché troppo impegnato nelle sue "bigotterie". Isidoro ricevette, di conseguenza, rimproveri e minacce da parte del padrone ma egli, umilmente, gli fece una proposta: se, al tempo della raccolta, i frutti del podere da lui coltivato sarebbero risultati meno abbondanti di quello di contadini del vicinato, il padrone avrebbe avuto il diritto di diminuirgli lo stipendio. Risultato: i frutti superarono ogni aspettativa! Il raccolto di Isidoro fu il più abbondante perché si dice che, mentre era in preghiera, veniva sostituito al lavoro dagli angeli che guidavano l'aratro con i buoi.
Carmelitano - Patrono dell'Ordine Carmelitano
LO SAPEVI CHE...
Il 16 luglio 1251 la preghiera del venerando carmelitano -come quella del profeta Elia- aprì il Cielo e fece scendere la Regina degli Angeli. In quella data la Vergine Santissima gli apparve, vestita dell’abito dell’ordine carmelitano, coronata di stelle scintillanti, e tenendo il suo Divino Figlio in braccio. Aveva in mano lo scapolare che gli consegnò come tesoriere del suo segno di predilezione e di un’eterna alleanza.
Nello stesso giorno, San Simone consegnò a Don Pierre Swayngton, suo segretario e confessore, una lettera diretta a tutti i suoi fratelli d’abito, nella quale registrava la promessa della Madre di Dio di cui era stato depositario: “Ricevi, mio amato figlio, questo scapolare del tuo ordine, come segno distintivo e simbolo del privilegio che Io ho ottenuto per te e per tutti i figli del Carmelo; è un segno di salvezza, una salvaguardia nei pericoli e garanzia di una pace e di una protezione speciale fino alla fine dei secoli. Ecce signum salutis, salus in periculis. Chi morirà rivestito con questo abito sarà preservato dal fuoco eterno”.
DEVOZIONE LEGATA ALLO SCAPOLARE Per maggiori informazioni premi QUI
Vescovo
LO SAPEVI CHE...
Fu tra gli amici intimi di Sant'Agostino d'Ippona, con il quale passò oltre 40 anni della sua vita. Dopo la sua morte scrisse un'opera biografica che narra dell'apostolato dell'amico e intitolata "Vita Sancti Augustini". Nel 397 divenne vescovo di Calama (diocesi della Numidia - Nord Africa) e dovette governare una diocesi travagliata dal donatismo e dal paganesimo persistente.
LIBRO "Vita Sancti Augustini". Per approfondire premi QUI
Frate dell'Ordine dei Frati Minori Alcantarini - Patrono delle opere eucaristiche e dei congressi eucaristici. Patrono dei cuochi, pasticceri perché, secondo la leggenda, sarebbe l'inventore dello zabajone.
Viene invocato dalle donne senza marito che chiedevano al santo un aiuto per maritarsi
CITAZIONI
"Dio è tanto presente nell'Ostia consacrata quanto nella gloria del Cielo"
"Bisogna avere per Dio, un cuore di figlio; per il prossimo, un cuore di madre; per sé stesso, un cuore di giudice"
"O Luce senza macchia, che delizie puoi trovare in un uomo così piccolo come me? Perché sei voluta entrare nel mio petto e fare di esso un tempio della tua maestà?". La sua anima era sempre in adorazione di Dio fatto Ostia
LO SAPEVI CHE...
I genitori lo chiamarono "Pasquale" perché nacque il giorno di solennità dello Spirito Santo del 1540 e in Spagna questo giorno è chiamato "Pasqua di Pentecoste". Cominciò a lavorare a 7 anni per aiutare i genitori contadini facendo il pastore delle loro pecore.
Non avendo l'opportunità di assistere alla Messa durante la settimana, suppliva a questa lacuna dedicando molte ore alla preghiera, o in cappella o davanti al suo bastone da pastore dove aveva fatto incidere una croce e un'immagine di Maria. A Dio piacque premiarlo concedendogli in diverse occasioni che gli Angeli gli portassero l'Ostia splendente perché egli potesse vederla e adorarla.
A 20 anni desiderava entrare nel convento della Madonna di Loreto, creato recentemente da San Pietro di Alcantara. Tuttavia la sua timidezza al momento di parlare con il padre superiore lo bloccò per quattro anni. Quando divenne frate non tardò a trasformarsi in un modello di osservanza religiosa, al punto che la sua presenza era disputata nei diversi conventi dell'Ordine. Era con Gesù Eucaristico che la sua anima si espandeva e trovava nuove forze per affrontare le lotte della vita.
Laico - Protettore di coloro che hanno delle cadute spirituali e materiali
CITAZIONI
"Sì, professo la mia fede e credo di essere nel mio diritto"
LO SAPEVI CHE...
Apparteneva ad una nobile famiglia della classe senatoria romana di Camerino del III° secolo, tempi di corruzione e di persecuzione. Convertitosi al Cristianesimo, andò a vivere presso il suo maestro, il prete Porfirio. Tutto sopportò pur di non offendere il suo Gesù e fu proprio l'amore a Gesù che lo spinse a combattere l'empietà e la stoltezza dei pagani.
Fu martirizzato per decapitazione in quanto si rifiutò di adorare déi pagani come imposto dagli editti dell'imperatore Decio.
Religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini - Patrono dei calzolai
CITAZIONI
"La potenza di Dio ci crea, la sapienza ci governa, la misericordia ci salva. Chi ama Dio con purità di cuore vive felice e poi contento muore"
LO SAPEVI CHE...
Nacque da una famiglia molto povera, per questo iniziò molto presto a lavorare nella bottega dello zio Francesco come ciabattino. Grazie all'interessamento di un padre carmelitano, poté comunque frequentare le scuole pubbliche gestite dai gesuiti.
All'età di 25 anni entrò nell'Ordine dei Cappuccini con il nome di fra' Crispino. Pronunciati i voti, nel 1694 entrò nel convento della Tolfa come cuoco e qui compì il suo primo miracolo: le guarigione improvvisa di una donna colpita da una forma contagiosa d'influenza che aveva già portato alla tomba numerosi tolfetani.
Frate Francescano - Patrono dei predicatori, pubblicitari, lanaioli, tessitori, ammalati ai polmoni, pugili
CITAZIONI
"[Dio] Hatti dato due orecchie et una lingua, perché tu oda più che tu non parli"
"Colui che parla chiaro, ha chiaro l'animo suo: chi parla scuro, significa l'animo suo scuro"
"Certamente Cristo non gli ha negato [a Giuseppe] in cielo quella familiarità, quella riverenza e quell'altissima dignità che gli ha mostrato mentre viveva fra gli uomini, come figlio a suo padre, ma anzi l'ha portata al massimo della perfezione"
LO SAPEVI CHE...
Rimasto orfano a sali 6 anni nel 1386, passò sotto la cura di vari zii e zie ma furono soprattutto le donne della famiglia ad educarlo, come la cugina Tobia terziaria francescana e la zia Bartolomea terziaria domenicana. Ricevette un’ottima educazione cristiana, ma non era propenso alla vita religiosa tanto che alle letture bibliche preferiva la poesia profana.
Aveva 20 anni quando Siena nel 1400 fu colpita dalla peste: si offrì volontario nell’assistenza agli appestati e la sua opera durò per quattro mesi. Trascorsero poi altri quattro mesi tra la vita e la morte essendosi anch’egli contagiato; guarito assistette poi per un anno la zia Bartolomea diventata cieca e sorda. In quel periodo cominciò a pensare seriamente di scegliere per la sua vita un Ordine religioso, colpito anche dall’ispirata parola di San Vincenzo Ferrer, domenicano, incontrato ad Alessandria. Alla fine scelse di entrare nell’Ordine Francescano.
Formò molti discepoli fra i quali San Giacomo della Marca, san Giovanni da Capestrano, i beati Matteo da Agrigento, Michele Cercano, Bernardino da Feltre e Bernardino da l’Aquila.
Tre argomenti trattava con predilezione: la carità, la devozione alla SS. Vergine, ed il SS. Nome di Gesù, di cui fu uno dei primi strenui propagatori e di cui parlava sempre con trasporto. A lui si deve l' "invenzione" del trigramma IHS, scritto in caratteri gotici e inserito su un sole.
APPROFONDIMENTO "Perché San Bernardino ha creato il cristogramma IHS, e cosa significa?". Per leggere l'articolo premi QUI
Vescovo - Fondatore della congregazione degli Oblati di Maria Immacolata
CITAZIONI
"Sii più docile alla voce interiore di Dio"
"Dio solo è degno della vostra anima. Dio solo può soddisfare il vostro cuore"
"Ho un solo modo per avvicinarmi a Te ed è davanti al Santissimo Sacramento"
"Vorrei poter passare la mia vita ai piedi del Santo Tabernacolo ove abita il nostro adorabile Salvatore"
LO SAPEVI CHE...
Nato in Francia, gli eventi collegati allo scoppio della Rivoluzione francese condussero la sua famiglia a fuggire in esilio. Prima Nizza, poi Torino e infine Venezia dove incontrò don Bartolo Zinelli il quale gli insegnò la lingua italiana e latina, la letteratura e la dottrina religiosa che lo condussero ad avvertire la chiamata del Signore al sacerdozio.
Ritornato nella città nativa cominciò a dedicarsi più attivamente alla ricerca di Dio e si prodigò nel servizio parrocchiale e dei poveri. Anche Dio però era alla sua ricerca: il venerdì Santo del 1807 Eugenio visse una straordinaria esperienza dell’amore misericordioso di Dio riversato nel suo cuore alla vista del Crocifisso. Comprese la sua missione: annunciare il Vangelo ai poveri ma soprattutto ai giovani. Dopo aver contratto il tifo in carcere rischiando di morire, comprese che la sua intuizione non poteva essere portata avanti da solo: era necessario formare una comunità regolare di missionari.
Dieci anni dopo, il 17 febbraio 1826, Papa Leone XII° approvò le Costituzioni di questa nuova Congregazione missionaria: i "Missionari di Provenza" che, per ispirazione dello stesso Fondatore, sono divenuti "Oblati di Maria Immacolata", nome che p. de Mazenod definì come "un passaporto per il cielo e un segno di predestinazione".
Monaca agostiniana - Patrona delle famiglie, donne sposate infelicemente - Invocata nei casi disperati e apparentemente impossibili
CITAZIONI
"Il peccato non procede da altro, che amare quello che Dio odia, e odiare quello che Dio ama"
"Adunque ci conviene tollere da noi quella cosa che ci tolle il lume, cioè l’amore proprio, che è una nuvola che non ci lascia cognoscere nè vedere la verità di quello che dobbiamo amare"
"Ponetevi per obietto Cristo crocifisso, nascondetevi nelle piaghe di Cristo crocifisso, annegatevi nel sangue di Cristo crocifisso. E non indugiate, né aspettate il tempo, perché il tempo non aspetta voi"
LO SAPEVI CHE...
Sposata e con due figli, tra il 1406 e il 1407 si ritrovò sola: il marito era stato assassinato e i figli erano morti a causa di qualche malanno (forse peste). Si rifugiò nella preghiera e maturò con forza il desiderio di elevare il suo amore ad un altro livello, ad un altro sposo: Cristo. Superate le molte difficoltà, con l’aiuto della preghiera ai suoi tre protettori Sant’Agostino, San Nicola Da Tolentino e San Giovanni Battista, finalmente coronò il suo desiderio.
Un giorno del 1432, si ritirò per meditare sulla passione di Gesù dopo aver sentito una predica di San Giacomo della Marca. Mentre era assorta in preghiera chiese al Signore di renderla partecipe alle sue sofferenze: in quel momento una spina le si conficcò nella fronte e nell’anima.
Subito dopo la sua morte, venne venerata come protettrice dalla peste, probabilmente per il fatto che in vita si era dedicata alla cura degli appestati senza mai contrarre questa malattia. Da qui deriverebbe l’attribuzione di santa dei casi impossibili.
LE ROSE DI SANTA RITA
Nel 1457 Rita aveva 76 anni ed era allettata perché malata da diverso tempo. Ormai le forze iniziavano a venire meno e chiese di vedere sua cugina per poterle fare una richiesta ovvero quella di portarle due fichi e una rosa dall’orto della casa paterna. Essendo inverno, la cugina l’assecondò solo a parole pensandola nel delirio della malattia e invece, tornata a casa, trovò in mezzo alla neve una rosa e due fichi.
Presbitero - Fondatore della Pia Unione dei Sacerdoti Secolari di Santa Galla
LO SAPEVI CHE...
Venne ordinato sacerdote nel 1721 e poco dopo fondò la Pia Unione dei Sacerdoti Secolari di Santa Galla (dal nome di un ospizio maschile da lui diretto). Ne volle uno anche per donne e lo dedicò a San Luigi Gonzaga (santo a cui era devotissimo).
Celebrava la Santa Messa tutto tremante e col volto infiammato, dopo un’ora di preparazione in ginocchio sul pavimento. Chiese ed ottenne la facoltà di confessare solo a 40 anni ma subito in città (Roma) si diffuse la sua fama di confessore: la gente faceva a gara per averlo come padre spirituale.
Si dedicava particolarmente alla cura dei malati negli ospedali di Santa Galla e di Trinità dei Pellegrini, visitava e assisteva carcerati, giovani nell’istituto di correzione e le donne traviate: parlando loro della misericordia divina riusciva a convertire anche i cuori più induriti.
Frate francescano scalzo di S. Gabriele
LO SAPEVI CHE...
Nato da una nobile famiglia spagnola nel 1563, divenne frate nel 1584. Dopo la sua ordinazione desiderò fortemente servire la Chiesa nelle missioni ai pagani in terra straniera. Dapprima predicò nel suo paese e a prestò servizio in diverse comunità; poi gli venne accordato di essere missionario in Marocco.
Dopo anni di predicazione, insieme a due compagni intraprese il suo ministero presso gli schiavi cristiani. Nonostante le minacce, continuarono a portare i sacramenti ai cristiani e a far riavvicinare coloro che erano caduti nell'apostasia e ciò costò loro il martirio.
Monaca carmelitana
"Il morire a sé e perdersi in Dio è un sicuro impegno per l'eternità"
"E non bisogna andare, ma correre; non bisogna correre, ma volare alla perfezione"
"Quando i sacerdoti vivon male, il sole si eclissa e la luce si trasforma in tenebre, riempiendo ogni cosa di disordine"
"Immaginatevi che tutto ciò che fate sia l'ultimo atto di vostra vita, decisivo in una eternità di bene o in una eternità di male"
"Il maledetto rispetto umano è un lupo affamato, un leone infuriato, il quale si divora e ingoia la maggior parte dell'opere buone"
LO SAPEVI CHE...
A soli 16 anni scelse di entrare come novizia nel Monastero Carmelitano di Santa Maria degli Angeli (Firenze). Dopo aver preso i voti, nel 1584 iniziò ad avere numerose estasi; con il tempo le si manifestarono delle voci che la invitavano a farsi divulgatrice della rinnovazione della Chiesa, le cui basi erano state poste nel Concilio di Trento.
Dal 1585 al 1590 ebbe a soffrire “La fossa dei leoni”. Un tremendo periodo di prova nella quale si sentiva attaccata da tutte le parti e in tutti i modi dai demoni. Combatteva apertamente contro di essi anche menando colpi con quanto capitava in mano: era la “Notte tenebrosa" (di cui parla Santa Teresa d’Avila) durante la quale dovette soffrire angosce, aridità, tentazioni di ogni genere. Da questo periodo ne uscì purificata e operò per il sollievo delle povere anime del Purgatorio, come il Signore stesso le disse.
FOCUS Maria Maddalena de Pazzi e le anime del Purgatorio. Per ascoltare una catechesi premi QUI
Religiosa - Fondatrice della Società del Sacro Cuore di Gesù
CITAZIONI
"L'unica felicità, nel tempo e nell'eternità, è l'unione con Gesù per cui formiamo, per così dire, una cosa sola con Lui"
"Meditiamo spesso, nell'intimo del nostro cuore, le ammirabili relazioni, che Gesù si degna avere con noi e ci permette di avere con Lui"
"L'apostolato a cui siete destinate è una missione grande, nobile e divina! E' grande, perché abbraccia l'universo; è nobile perché con essa eleviamo le anime a Dio; è divina perché emana da Dio stesso"
"Nell'Adorazione Egli ammaestra l'anima semplice e docile, le insegna a distaccarsi da se stessa...per gustare le dolcezze della Sua presenza anche in mezzo alle proprie occupazioni...fa comprendere...quel che attende da lei in ricambio della grazia della sua vocazione"
LO SAPEVI CHE...
Fondò a Parigi nel 1800 la Società del Sacro Cuore con lo scopo dell'educazione e dell'istruzione delle ragazze, specialmente dei ceti superiori; a queste scuole ella sempre annetterà alcune classi per i bambini poveri. La sua spiritualità è legata al Sacro Cuore di Gesù e si ispira alla regola di Sant'Ignazio di Loyola. La stessa santa spiega che "lo spirito della società è fondato essenzialmente sull'orazione e la vita interiore" e che il suo fine è di "glorificare il Sacro Cuore".
Venerava la Vergine Maria, “Mater Admirabilis”, guardando al suo “Cuore Immacolato” che svela i tesori della vita interiore e come “Madre Addolorata”, per restare “fedeli e calme ai piedi della Croce”.
Presbitero - Fondatore della Congregazione dell'Oratorio - Patrono dei giovani
CITAZIONI
"Preferisco il Paradiso!"
"State buoni, se potete"
"Tristezza e malinconia, fuori da casa mia"
"L'uomo che non prega è un animale senza parola"
"Chi cerca consolazione fuori di Cristo non la troverà mai"
"Non è tempo di dormire perché il Paradiso non è fatto per i poltroni"
"La grandezza del nostro amore per Dio deve essere provata dal desiderio che abbiamo di soffrire per il suo amore"
LO SAPEVI CHE...
A 23 anni cominciò a lavorare fra i giovani della città e fondò una confraternita di laici che si incontravano per adorare Dio e per dare aiuto ai pellegrini e ai convalescenti. Filippo passava molto tempo in preghiera, specialmente di notte e nella catacomba di San Sebastiano dove sperimentò un'estasi di amore divino. Solo alla fine dei suoi giorni rivelò qualcosa della straordinaria esperienza mistica: l'effusione di Spirito Santo gli aveva dilatato il cuore – come poté constatare l’autopsia – fino a staccare alcune costole dallo sterno perché il cuore potesse avere spazio.
Nel 1551, a 36 anni, fu ordinato prete e presto si fece "un nome" come confessore: gli fu attribuito il dono di saper leggere nei cuori, ma la sua occupazione principale era ancora il lavoro tra i giovani.
Fu Padre Spirituale di San Carlo Borromeo. Un giorno San Filippo lo condusse presso un piccolo parco davanti ad una fontana piena di pesci. Tirò fuori dalla tasca un po’ di pane e cominciò a buttarlo ai pesciolini i quali si avvicinarono. Nel mentre San Carlo parlava e San Filippo ascoltava fino a che, d'improvviso, con il bastone tirò una bastonata potentissima dentro nell’acqua. San Carlo rimase stupefatto e prese a sgridare il padre. San Filippo rispose: "Carlo, tu fai così con le persone".
Laica
LO SAPEVI CHE...
Nata in provincia di Catanzaro nel 1875, da ragazzina si ammalò a causa di un’infezione contratta bevendo in una “gurna” (pozza). Si comprese poi che fu invasa da uno spirito immondo che le straziò il corpo e l’anima per cinque lunghi anni trasformandola in una energùmena. Fu guarita per intercessione di San Bruno di Colonia, dopo essere stata portata a Serra San Bruno dove si praticavano gli esorcismi.
Due anni dopo, fu colpita da una malattia che la costrinse a stare definitivamente a letto, in posizione supina e con le ginocchia alzate. Veniva accudita dalla madre, dal parroco del suo paese e dalle suore Riparatrici del Sacro Cuore le quali si occuparono anche della sua formazione religiosa; infatti nel 1915 Mariantonia emise i voti religiosi in forma privata e indossò il velo nero della Congregazione.
Accettò la volontà di Dio ed offrì al "bel Gesù" le sofferenze che di giorno in giorno si facevano più terribili e che nella settimana santa diventavano intollerabili; nacque, così, il fulgido esempio di devozione filiale al Cristo Crocifisso che ella, in estasi, contemplava dal suo letto di dolore. Il martirio la portò nella maturità a penetrare e comprendere la volontà del Padre, il quale la ricolmò di doni celestiali che Mariantonia trasfondeva, riconoscente, su tutti coloro che fiduciosi le si rivolgevano: il dono delle guarigioni, della profezia, dell’estasi, dell’introspezione, del profumo, della bilocazione e dell’apparizione.
Laica
CITAZIONI
"Beati coloro che soffrono persecuzioni a causa della giustizia" furono le sue ultime parole
LO SAPEVI CHE...
Cresciuta alla corte d'Inghilterra insieme ai figli di Edoardo IV, all'età di 18 anni venne data in sposa a Sir Reginaldo Pole di Buckinghamshire. Dal matrimonio nacquero 5 figli, uno dei quali (Reginaldo) divenne cardinale. Una volta vedova, Margherita si ritrovò in notevoli difficoltà economiche perché la sua famiglia fu spogliata di tutte le proprietà e i titoli nobiliari.
Si ritiene che debba essere stata un modello di sposa, di madre e di vedova, oltrechè di devozione e pietà, se Enrico VIII, salito al trono nel 1509, la considerò “la donna più santa d’Inghilterra”. Tanta era la stima che lui nutriva per lei da farle restituire tutti i beni confiscati, reintegrarla in tutti i diritti della sua famiglia, nominarla contessa di Salisbury e affidarle l’educazione di sua figlia, la principessa Maria I d'Inghilterra. Anche se la contessa Margherita entrò nelle grazie del re, non gli fu così succube da avvallare il matrimonio che questi celebrò con Anna Bolena, dopo aver divorziato dalla prima moglie Caterina. Lo disapprovò in modo così deciso e pubblico da attirarsi le ire del re.
Iniziò così la sua persecuzione: venne esonerata dall’incarico di governante della principessa Maria e allontanata temporaneamente da corte. Poi arrivarono l'accusa di cospirazione ed estenuanti interrogatori dove però Margherita, con la sua abilità intellettuale, dignità e la levatura morale seppe "tenere testa". Le calunnie ricadettero sul suo nome tanto da imprigionarla in una torre per quasi due anni prima di essere ghigliottinata.
Margherita brillò nella Storia dell’Inghilterra per la sua virtù e la sua fede, anche quando l’odio ingiusto dello scismatico Enrico VIII trovò in lei una vittima e una nemica da distruggere.
ARTICOLO "Beata Margherita Pole – Il prezzo dell’integrità". Per leggere l'articolo premi QUI
Seminarista - Patrono dei ministranti
CITAZIONI
"Io sono di Gesù"
“Non posso lasciare la mia veste: è il segno che io appartengo al Signore”
LO SAPEVI CHE...
A soli 5 anni già serviva la Messa e gli piaceva stare in chiesa a pregare e a cantare le lodi del Signore. Dopo la cresima si sentì ancora più obbligato con il Signore Gesù tanto da definirsi “un soldato di Cristo” e prese forti impegni con Lui: la Messa e Comunione quotidiana, la Confessione settimanale, il Rosario alla Madonna ogni giorno, da solo e in famiglia.
Nel 1942 (a 11 anni) decise di entrare in seminario, ma nel 1944 fu chiuso a causa della guerra. Rolando rientrò in famiglia e continuò a vivere la sua vita con fede ardente e luminosa, intessuta di preghiera e di studio, di amore intenso a Gesù Eucaristico e di pietà mariana.
Il momento storico era difficilissimo per le scorribande di tedeschi, fascisti e partigiani; l’odio alla Chiesa e ai preti era diffuso e rabbioso ma Rolando non temeva né derisione (veniva definito "il pretino") né minacce. A chi gli chiedeva di vestire come gli altri ragazzi rispondeva: “Non posso lasciare la mia veste: è il segno che io appartengo al Signore”.
Il 10 aprile 1945, finì in mano a un gruppo di partigiani comunisti a Monchio (Modena) che lo portarono in un bosco. Dopo averlo percosso e malmenato senza pietà, gli scavarono la fossa… Mentre Rolando, inginocchiatosi, pregava il suo Gesù per sé, per i suoi genitori, forse per gli stessi aguzzini, lo presero a calci e poi, con due colpi di rivoltella al cuore e alla fronte lo uccisero.
A guerra ultimata, il 29 maggio 1945, la salma del giovane martire fu riportata nel suo villaggio, posta in una bara bianca e fra le lacrime di tutta la popolazione, fu tumulata in località Montadella. I suoi genitori scrissero sulla sua tomba: “Tu che dalle tenebre e dall’odio fosti spento, vivi nella luce e nella pace di Cristo”. La ricorrenza liturgica per le diocesi di Reggio Emilia-Guastalla e di Modena-Nonantola è stata fissata al 29 maggio mentre la Chiesa ha fissato la sua memoria il 13 aprile.
Laica - Patrona della Francia
CITAZIONI
“Se sono in grazia d'Iddio Egli mi custodisca, se non ci sono, Iddio voglia collocarmici perché preferirei morire che non essere nell’amore di Dio”
LO SAPEVI CHE...
Nata nel 1412 in una città a nordest della Francia, all'età di 13 anni dichiarò di sentire delle “voci” dal cielo, sentendosi così investita da un grandioso progetto: “Liberare la Francia” e far proclamare Carlo VII re di Francia. A comandarle questa missione furono le voci dell’Arcangelo Michele, di santa Caterina di Alessandria, e Santa Margherita di Antiochia.
Le voci vennero inizialmente "etichettate" come stramberie ma quando Giovanna, all'età di 17 anni, predisse con esattezza una sconfitta della Francia contro gli invasori inglesi tutto cambiò.
Lasciata la propria casa per guidare l'esercito francese, si mise all'opera. Recuperò alla Francia parte del territorio caduto in mano agli inglesi durante la Guerra dei cent'anni, contribuendo a risollevarne le sorti, guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi. Catturata dai Borgognoni davanti a Compiègne, Giovanna fu venduta agli inglesi da Giovanni di Lussemburgo, vassallo del re d'Inghilterra. Questi la sottoposero a processo per eresia, al termine del quale fu condannata al rogo e arsa a soli 19 anni.
Monaca clarissa
CITAZIONI
“Cammina, corri, vola nella via di Dio. I virtuosi camminano, i sapienti corrono, gli innamorati volano. Se puoi correre, non camminare. Se puoi volare, non correre, perché il tempo si è fatto breve"
LO SAPEVI CHE...
Figlia del principe Giulio Cesare da Varano, nacque a Camerino nel 1458. Da bambina fece un voto dopo aver ascoltato una predica del francescano Domenico da Leonessa: versare una lacrima ogni venerdì in ricordo della Passione di Gesù. Ma questo voto mal si conciliava con la vita frivola che conduceva; tale pratica le riuscì facilmente quando iniziò a leggere libri spirituali.
All'età di 23 anni, abbracciò la regola delle Clarisse di Urbino prendendo il nome di suor Battista. Poco dopo fondò a Camerino un monastero di cui diventò abbadessa. La Passione di Cristo continuò ad essere il suo punto di riferimento: i suoi elevati pensieri mistici li raccolse nel libro "I dolori mentali di Gesù nella sua Passione" il quale divenne un punto di riferimento per tutta Camerino.
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