Presbitero - Patrono degli apostoli della preghiera per le vocazioni, fondatore delle congregazioni dei Rogazionisti del Cuore di Gesù e delle Figlie del Divino Zelo
CITAZIONI
"Se camminate con il Signore la provvidenza non vi mancherà mai"
"Quest'arma con cui tutto si vince, questa chiave d'oro che apre i tesori della divina grazia, è la preghiera"
"Che cosa sono questi pochi orfani che si salvano e questi pochi poveri che si evangelizzano dinanzi a milioni che si perdono e sono abbandonati come gregge senza pastore? … Cercavo una via d'uscita e la trovavo ampia, immensa in quelle adorabili parole di nostro Signore Gesù Cristo: Rogate ergo dominum messis (Pregate dunque il padrone della messe). Allora mi pareva di aver trovato il segreto di tutte le opere buone e della salvezza di tutte le anime"
LO SAPEVI CHE...
Sviluppò un grande amore per l'Eucaristia, tanto da ricevere il permesso, eccezionale per quei tempi, di accostarsi quotidianamente alla Santa Comunione. Ancora giovanissimo, davanti al Santissimo Sacramento solennemente esposto capì la necessità della preghiera per le vocazioni, che, in seguito, trovò espressa nel versetto del Vangelo: «La messe è molta ma gli operai sono pochi. Pregate [Rogate] dunque il Padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe» (Mt 9, 38; Lc 10, 2). Queste parole del Vangelo costituirono l'intuizione fondamentale alla quale egli dedicò tutta la sua esistenza: Annibale aveva intuito che il "Rogate" non era una semplice raccomandazione del Signore, ma un comando esplicito e un "rimedio infallibile"
Laico
LO SAPEVI CHE...
Sin da piccolo ebbe difficoltà di apprendimento tanto che, i genitori, disperati, lo mandarono a pascolare il gregge all'età di soli 6 anni. Forse conscio dei suoi limiti, gridava continuamente "Kyrie Eleison" e la madre, pensando che fosse matto, lo cacciò di casa all'età di 12 anni. Pentitasi poi del gesto, convinse i monaci di Sterion a prendersi cura del ragazzo ma in poco tempo si stancarono del suo continuo gridare e lo cacciarono.
Poiché i preti del luogo gli negavano la santa Comunione pensando che fosse un indemoniato, si decise a partire per l'Italia. Per un po' di tempo visse a Otranto, poi girovagò per la Puglia, vivendo di elemosina. Nicola era così sconcertante per una società che nulla sapeva dei ritardati mentali che alla fine l'arcivescovo di Trani chiese di vederlo: alla fine lo giudicò persona devota.
Dopo là morte fiorirono su di lui molte leggende e fu venerato per i miracoli attribuiti alla sua intercessione.
Religioso dell'Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio
LO SAPEVI CHE...
Dopo gli studi umanistici, ancora adolescente imparò l'arte della tessitura a Siviglia. A 17 anni tornò a Carmona, città d'origine, per dedicarsi al commercio di tessuti: è in questo periodo che la sua professione gli provocò una profonda crisi spirituale.
Decise di lasciare la famiglia e si ritirò nell'eremo di Santa Olalla a Marchena dove condusse per un anno una vita eremitica e di preghiera al fine di conoscere la sua vera vocazione. Capì che si doveva dedicare totalmente a Dio e, rinunciando al matrimonio, adottò l'appellativo "Giovanni Peccatore " come soprannome.
A soli 19 anni (nel 1565) si trasferì nella città di Jerez de la Frontera e si guadagnò presto l'ammirazione dei cittadini per la sua generosa vita dedita alla carità. Scoprì che a Granada esisteva un'istituzione con scopi molto simili ai suoi, fondata dal futuro San Giovanni di Dio, e vi si recò nel 1574: lì decise di vestire l'abito della congregazione del "fatebenefratelli".
Presbitero - Fondatore dell'ordine dei Chierici regolari minori e patrono dei cuochi italiani e dei congressi eucaristici
CITAZIONI
“Sangue preziosissimo del mio Gesù, tu sei mio, e per te e con te soltanto spero di salvarmi. O sacerdoti, sforzatevi di celebrare la Messa ogni giorno e di inebriarvi con questo sangue!”
LO SAPEVI CHE...
A 22 anni venne colpito da una malattia (forse la lebbra) che ne sfigurò il volto: promise di abbracciare lo stato ecclesiastico in caso di guarigione. Esaudito, si trasferì a Napoli per adempiere al suo voto.
Divenne sacerdote e si dedicò specialmente alla cura dei poveri e degli infermi e si iscrisse alla compagnia dei Bianchi, una confraternita dedita all'assistenza ai carcerati e ai condannati a morte.
Poiché nella compagnia dei Bianchi operava anche un suo omonimo, gli fu recapitata erroneamente una lettera contenente l'invito a due persone per dare inizio a una nuova congregazione religiosa: lo scambio di persona venne ritenuto un segno della Provvidenza e Francesco venne comunque ammesso nel numero dei futuri fondatori dell'istituto.
Il suo amore per Gesù pane di vita, nacque da bambino, come la sua vocazione sacerdotale. Non minore fu l’amore per la Madonna, onorata indossando fin da bambino l’abitino del Carmine e poi recitando il rosario e digiunando ogni sabato. Da sacerdote, promosse il culto dell’Eucaristia stabilendo che gli allievi dell’Ordine si alternassero nell’Adorazione del Santissimo Sacramento. Morì a soli aveva 44 anni, ma il suo fisico era gravemente provato dai disagi di una vita consumata nell'intensa attività pastorale e nelle lunghe preghiere notturne, prostrato sul pavimento, in adorazione davanti al Santissimo Sacramento: è il Santo che ha istituito la pia pratica dell'Adorazione Perpetua del Santissimo Sacramento.
ARTICOLO "Il Miracolo del cuore inciso con le parole del salmo 69". Per approfondire premi QUI
Vescovo - Patrono della Germania e Turingia
CITAZIONI
"Non temete tutte le armi di questo mondo non possono uccidere la nostra anima"
"La Chiesa è come una grande nave che solca il mare del mondo. Sbattuta com’è dai diversi flutti di avversità, non si deve abbandonare, ma guidare" Lettera 78, in Monumenta Germaniae Historica, Epistolae, 3, 352.
"Stiamo saldi nella giustizia e prepariamo le nostre anime alla tentazione per ottenere l’appoggio di Dio e diciamogli: «Signore, tu sei stato per noi rifugio di generazione in generazione» (Sal 89, 1)"
LO SAPEVI CHE...
Senza l'opera missionaria di San Bonifacio non sarebbe stata possibile l'organizzazione politica e sociale europea di Carlo Magno. Bonifacio professò la regola monastica nell'abbazia di Exeter e di Nurslig, prima di dare inizio all'evangelizzazione delle popolazioni germaniche oltre il Reno. Fece poi un pellegrinaggio a Roma per pregare sulle tombe dei martiri e avere la benedizione del papa: i tre anni successivi li dedicò all'evangelizzazione.
Tra le regioni di Hessen e Turingia, fondò un'abbazia con l'obiettivo di farla divenire il centro propulsore della spiritualità e della cultura religiosa della Germania: nacque così la celebre abbazia di Fulda, paragonabile per attività e prestigio alla benedettina Montecassino.
A San Bonifacio si fa risalire la tradizione dell'Albero di Natale: ebbe l’idea di addobbare un abete appoggiando delle candele accese sui suoi rami. Le candele simboleggiano la discesa dello Spirito Santo sulla terra con la venuta del “bambino Gesù”. San Bonifacio usò questa immagine per spiegare alle popolazioni pagane il senso del Natale.
Presbitero - Fondatore della congregazione dei Fratelli Maristi delle Scuole (o Fratelli Maristi)
CITAZIONI
"Quando si ha Dio con sé, quando si conta soltanto su di lui, nulla è impossibile!"
"Io non posso vedere un ragazzo senza provare il desiderio di fargli conoscere quanto Gesù Cristo l'abbia amato"
"Che tra di voi ci sia un sol cuore ed un'anima sola. Che si possa dire dei Piccoli Fratelli di Maria, come dei primi cristiani: Guardate come si amano!"
LO SAPEVI CHE...
Nacque nell'anno della rivoluzione francese (1789) e aveva solo 14 anni quando un sacerdote gli fece scoprire che Dio lo chiamava al sacerdozio. Studente non brillante, si impegnò comunque nello studio "poiché Dio lo vuole!"; ma quanti gli stavano attorno, coscienti dei suoi limiti, cercavano di dissuaderlo. Passò infatti anni difficili nel seminario di Verrières (1805-1813).
Nel seminario maggiore di Lione, invece, ebbe come compagni Giovanni Maria Vianney, il futuro curato d'Ars, e Giovanni Claudio Colin, che fu il fondatore dei Padri Maristi. Si associò ad un gruppo di seminaristi che nutrivano il progetto di fondare una Congregazione costituita di sacerdoti, religiose e terz'ordine, sotto la protezione della Santissima Vergine, per rievangelizzare la società. Il giorno dopo la loro ordinazione (1816) quei giovani sacerdoti decisero di consacrarsi a Maria e di mettersi sotto la sua protezione nel santuario di Fourvière.
Appassionato per il regno di Dio e devoto della Vergine Maria, cosciente degli immensi bisogni della gioventù, trasformò molti incolti giovani campagnoli in generosi apostoli ed aprì subito delle scuole. "Fare conoscere ed amare Gesù Cristo" era la missione che assegnava ai suoi Fratelli.
Monaca carmelitana scalza
CITAZIONI
"Ma ancora molto più santo è desiderare di essere coperti di offese, essere considerati stolti, amare cordialmente coloro che così si comportano verso di noi, ad imitazione di Gesù Cristo, nostro Signore, il cui silenzio in croce non fu interrotto da nessuna tentazione di vendetta, ma fu esaltato nella voce della preghiera: «Padre, perdona loro: non sanno quello che fanno!». O amore sconfinato del cuore di Cristo! Parlavi senza aprir bocca, e senza emettere una parola compivi la misteriosa opera, in vista della quale dal cielo eri sceso sulla terra: insegnare le strade di una vita virtuosa ai poveri, ai ciechi, agli incolti"
LO SAPEVI CHE...
Fin dall'infanzia pregava la Madonna, San Giuseppe e tutti i santi perché le ottenessero la grazia di essere sempre pura e di non commettere peccati. Verso i 10 anni morirono i suoi genitori ed ella si scelse come madre la Vergine Santissima. Divenuta grande, i fratelli fecero di tutto per farla maritare: Anna non voleva e chiese protezione alla Vergine stessa.
Un giorno, insieme alla cugina Francesca, andò a confessarsi dal parroco del suo villaggio e gli confidò il suo desiderio di farsi monaca; con gioia apprese che ad Avila era stato aperto da poco un monastero ad opera di una certa Teresa di Gesù (futura Santa Teresa d'Avila). L'ostacolo alla vocazione di suora si accentuò: i fratelli non erano d'accordo ed era tormentata fisicamente dal demonio il quale si presentava sotto varie forme per spaventarla. Ricevette la grazia di entrare nel convento delle carmelitane a 21 anni: era il 1570. Nel maggio del 1571 conobbe Santa Teresa di Gesù: da lì si instaurò a poco a poco un rapporto di intima amicizia (si consideri che Santa Teresa morirà tra le sue braccia).
Anna ebbe molte visioni durante la sua vita che dedicò alla preghiera per salvare le anime. Portò l'esempio e le regole di Santa Teresa in molti conventi di Spagna e ne fondò di nuovi in Francia.
Suora di Nostra Signora della Carità del Buon Pastore
CITAZIONI
"Non potrei mai separare la devozione al Cuore di Gesù dalla devozione al Santissimo Sacramento; e non sarò mai in grado di spiegare come e quanto il Sacro Cuore di Gesù si è degnato di favorirmi nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia. Il Santissimo Sacramento è sempre stato un paradiso per me"
LO SAPEVI CHE...
Il 4 giugno 1898 suor Maria colse di sorpresa il suo direttore spirituale, l’abate benedettino Ildefonso Schober, riferendogli che il Signore le aveva dato l’ordine di scrivere al Santo Padre con la richiesta di consacrare l’intero genere umano al Sacro Cuore. Dopo numerosi confronti con lui, nel giugno 1898 dettò una prima missiva a papa Leone XIII e ne scrisse di proprio pugno un’altra nel gennaio 1899. Il papa all'inizio non diede peso alle richieste di Suor Maria; solo dopo esser guarito da un tumore benigno (diagnosticato dopo aver ricevuto le lettere) riprese a leggerle.
Dopo un'attenta analisi, il 25 maggio 1899, fu pubblicata l’enciclica «Annum Sacrum», che, oltre ad annunciare il Giubileo del 1900, fissava l’atto di consacrazione a domenica 11 giugno 1899, a ridosso della solennità del Sacro Cuore, ma purtroppo suor Anna morì tre giorni prima.
La devozione al sacro cuore nacque in lei ad appena 15 anni, quando fu inviata a studiare nel collegio delle Religiose del Sacro Cuore a Riedenburg (Germania).
APPROFONDIMENTO: Il Sacro Cuore di Gesù. Per approfondire premi QUI.
Terziaria dell'Ordine della Santissima Trinità
LO SAPEVI CHE...
Nata nel 1769 a Siena, ebbe una vita umile. Dopo aver ascoltato da sua madre una lettura sul Giudizio Universale ne rimase talmente scossa da prendere la decisione di abbracciare una vita di digiuno e penitenza. Nel 1790, presso la chiesa di San Carlino alle Quattro fontane, fu aggregata al terz'ordine secolare dei trinitari scalzi (ordine per laici).
Tra i suoi carismi spicca quello di vedere un globo luminoso come un sole in miniatura davanti ai suoi occhi che avrebbe brillato per 47 anni, dal 1790 alla morte. In esso, sospeso a una distanza di un metro dal suo viso e sovrastandolo di circa venticinque centimetri avrebbe visto avvenimenti passati e futuri e lo stato delle anime di vivi e defunti. Riferì che le causava dolore soprattutto vedere le anime finire all'inferno, dopo aver assistito al loro giudizio e conoscendo quindi le ragioni della condanna.
I TRE GIORNI DI BUIO
Ad Anna Maria Taigi viene attribuita l'origine della profezia, ripresa in seguito da altri mistici, tra i quali beata Elena Aiello (ricordata il 19/06) e, senza però riferimenti alla durata, da santa Maria Faustina Kowalska.
«Dio manderà due castighi: uno sarà sotto forma di guerre, rivoluzioni e altri mali; avrà origine sulla terra. L'altro sarà mandato dal Cielo. Verrà sopra la terra l'oscurità immensa che durerà tre giorni e tre notti. Nulla sarà visibile e l'aria sarà nociva e pestilenziale e recherà danno, sebbene non esclusivamente ai nemici della Religione. Durante questi tre giorni la luce artificiale sarà impossibile; arderanno soltanto le candele benedette. Durante tali giorni di sgomento, i fedeli dovranno rimanere nelle loro case a recitare il Rosario e a chiedere Misericordia a Dio...Tutti i nemici della chiesa (visibili e sconosciuti) periranno sulla Terra durante questa oscurità universale, eccettuati soltanto quei pochi che si convertiranno...L'aria sarà infestata da demoni che appariranno sotto ogni specie di orribili forme. […] Dopo i tre giorni di buio, San Pietro e San Paolo...designeranno un nuovo papa...Allora il Cristianesimo si diffonderà in tutto il mondo.[…]» (Sandro Mancinelli, op. cit., pp. 83-84.)
Presbitero - Fondatore dell’opera dei catechisti e della Lega della Comunione frequente
CITAZIONI
"I dubbiosi? Sono in balia del mondo!"
"Siamo viaggiatori; ed è follia voler cercare quaggiù dimora e riposo”
"Bisogna arrivare a credere come ha creduto la Madonna per amare come ha amato Lei"
"Siate Santi, siate Santi! I sacerdoti santi santificano le parrocchie. Solo il fuoco suscita l'incendio"
"Che vi sia dato di avere sempre, in ogni comunità, un sacerdote che celebra l'Eucaristia!... Il mondo ha bisogno di non esser privato della presenza dolce e liberatrice di Gesù vivo nell'Eucaristia. Siate voi medesimi testimoni ardenti della presenza di Cristo sui nostri altari. Che l'Eucaristia plasmi la vostra vita, la vita delle famiglie che fonderete! Che orienti tutte le vostre scelte di vita"
LO SAPEVI CHE...
A 22 anni, nel 1912, Edward Poppe entrò in seminario ma a causa della Prima guerra mondiale fu richiamato alle armi. Nel 1915 fu trasferito a Gand e nel 1916 fu ordinato sacerdote. Come vicario organizzò associazioni eucaristiche e un’opera di catechiste che si diffuse anche in altre parrocchie. Vi applicava un metodo completo di educazione eucaristica e mariana: santificare la vita dei fanciulli attraverso l’Eucaristia con l’aiuto di Maria, Mediatrice di tutte le grazie. L’opera dei catechisti si occupa dei piccoli, figli di genitori indifferenti e li prepara alla prima comunione. Istituì anche la «Lega della Comunione frequente».
Costretto a vivere su una poltrona per motivi di salute, scrisse le opere più note: «Direzione spirituale dei fanciulli» (1920), «Salviamo gli operai» (1923), «Apostolato eucaristico» (1923).
Una volta, alla vigilia di Ognissanti, dopo una dura giornata di confessioni, un amico lo trovò vicino al Santissimo: "Edoardo, cosa fa lì?". Rispose: "Oh, non faccio nulla; tengo semplicemente compagnia a Nostro Signore. Sono troppo stanco per parlargli, ma mi riposo accanto a lui".
ARTICOLO "L’apostolo della Crociata Eucaristica". Per approfondire premi QUI (pag.30)
Religiosa - Fondatrice della congregazione delle Suore di Santa Dorotea
CITAZIONI
Il suo motto era: "Volontà di Dio, tu sei il Paradiso mio"
"Non abbiate altra mira che Dio e sarete semplici"
"Fra le croci, che consolazione poter dire: ho salvato un’anima"
"Cerchiamo il regno di Dio, la sua giustizia e la sua gloria; tutto il resto non vale niente"
"Dio vi conservi nel suo santo amore e ve l’aumenti di giorno in giorno, di momento in momento, tanto che possiate mettere fuoco ovunque andiate. Accendete tutti del santo amore, accendete tutti quanti vi avvicinano. Oh! mie care, quanto è poco amato Gesù! Dio vi benedica tutte con la destra e con la sinistra, e vi tenga sempre strette al suo seno"
LO SAPEVI CHE...
A 12 anni rimase orfana di madre e dovette assumersi la cura della casa. Il disbrigo delle faccende domestiche però non le impediva di recarsi tutti i giorni in chiesa per ascoltare la Messa e fare la comunione, e di digiunare tutti i sabati e la vigilia della festa dell’Immacolata.
A 20 anni si affievolì nel fisico: il padre le permise comunque di andare ad aiutare il fratello Giuseppe, che da poco era stato eletto parroco di Quinto a Mare (1830), affinché si rimettesse in salute. Sotto la direzione di lui aprì in canonica una scuoletta per insegnare alle fanciulle il catechismo, un po’ di lettura ed i lavori femminili. Senza accorgersene, su di esse esercitò subito, con la sua bontà, un fascino irresistibile: la domenica le radunava nell’oratorio e poi le conduceva su per i boschi per parlare loro di Dio, per cantare e leggere qualche libro di Sant’Alfonso de' Liguori. Intanto cresceva in lei il desiderio di istituire una congregazione religiosa per l’educazione e l’istruzione della gioventù.
Il segreto dell'appassionato amore che ebbe per la croce va cercato nella sua tenera devozione al Sacro Cuore di Gesù al quale consacrò l'Istituto nel 1872, e davanti al quale tutte le Dorotee e le alunne a turno si prostravano in adorazione i primi venerdì del mese, e in onore del quale digiunavano la vigilia della sua festa.
Monaca carmelitana scalza
CITAZIONI
"Gesù mio, quanto Ti amo! E' un amore immenso che racchiudo nel mio cuore per Te, o Amor Sacramentato...Quanto è grande l'amore di un Dio fatto pane per le anime! Di un Dio fatto prigioniero per me..."
"A me sembrò che quel Corpo adorabilissimo che il sacerdote posava sulle labbra delle mie consorelle fosse come un prezioso sale che poneva in noi per evitare la corruzione, ogni corruzione, e custodirci intatti, anzi impreziosirci!"
"Pensavo con tutta semplicità: "Come potranno dormire le religiose, avendo in casa lo stesso Dio - Gesù, cibo per il domani? Oh stupore. Affacciarsi ad una grata, guardare fra tanto silenzio la piccola custodia e dire: "Gesù è qui". Non ti sembra di morire?"
LO SAPEVI CHE...
Sentì a 15 anni per la prima volta il fortissimo desiderio di essere "tutta di Gesù". Per realizzare in pieno la sua "vocazione per l’Eucaristia" trovò sostegno nella spiritualità carmelitana che conobbe grazie a «Storia di un’anima» di santa Teresa di Gesù Bambino. Era devota anche di Santa Gemma Galgani. La famiglia non si lasciò neanche sfiorare dall’idea che lei potesse farsi suora e questo si trasformò in aperta opposizione quando, morti entrambi i genitori, cadde sotto la responsabilità dei suoi fratelli. Giudicavano eccessivi certi suoi slanci spirituali, le sue preghiere e le sue devozioni e arrivavano a limitare anche la sua partecipazione alle funzioni religiose perché non le permettevano di uscire sola da casa. "Croce ben grande e tormentosa" divenne in quel periodo non poter ricevere la Comunione con la frequenza cui era abituata.
Maria, in silenzio e carità, accettò questa incomprensione familiare e per 20 anni si prese cura della casa. Nel 1911 (a 27 anni), quasi clandestinamente, ricevette il Sacramento della Cresima. Nel 1920 iniziò il noviziato e nel 1924 prese i voti. Dopo solo pochi mesi venne eletta priora con una speciale dispensa: Suor Maria Candida donò un’impronta eucaristica a tutta la vita del convento.
AUDIOLIBRO "Colloqui Eucaristici" e "Nella stanza del mio cuore". Premi QUI
OMELIE sulla figura della beata. Per ascoltare premi QUI.
Frate francescano
CITAZIONI
"Quando la gloria mondana ti innalza è il segno della tua dannazione"
"Il cristiano deve appoggiarsi alla Croce di Cristo come il viandante si appoggia al bastone quando intraprende un lungo viaggio"
"Il culmine della perfezione della beata Vergine Maria fu la carità, per la quale è assisa nel posto più eccelso, è rivestita della gloria più fulgente che non ha né principio né termine"
"La bocca del Signore è nell’orecchio del cuore, nel silenzio di chi è tranquillo: a lui rivela il segreto della sua volontà. Sia tranquillo il tuo cuore, e sarà riempito della conoscenza della volontà divina"
"La predica è efficace, ha una sua eloquenza, quando parlano le opere. Purtroppo siamo ricchi di parole e vuoti di opere, e così siamo maledetti dal Signore, perché Egli maledisse il fico in cui non trovò frutti, ma solo foglie"
LO SAPEVI CHE...
Sant’Antonio nacque in Portogallo, a Lisbona, nel 1195: si chiamava Ferdinando. Divenne frate agostiniano, ma nel 1219 sentì parlare dell'ordine francescano e ne rimase affascinato (San Francesco d'Assisi era ancora vivo in quel periodo).
L'ordine francescano era approdato nelle città limitrofe per predicare nelle moschee; poi si espansero anche in Marocco dove molti frati subirono il martirio e i loro corpi vennero traslati nella chiesa agostiniana di Santa Cruz dove c'era il convento di Ferdinando. Nel 1220 entrò nell'ordine dei francescani e cambiò il suo nome in Antonio in onore dell’eremita egiziano titolare del romitorio di Sant'Antonio de Olivares, presso cui vivevano i francescani. Iniziò quindi le sue predicazioni in Marocco per poi spostarsi in Italia.
UN PRODIGIO SINGOLARE
C’era nella città di Rimini un uomo non credente: il Santo aveva speso innumerevoli esortazioni, moniti e preghiere per la sua conversione senza successo. Lo scoglio più difficile da superare era il mistero della Santissima Eucarestia. Un giorno egli fece questa proposta al Santo: "Per credere a quello che tu mi dici, ho bisogno di un segno. Ebbene, io ti invito a questa prova: terrò il mio giumento (asino) a digiuno per tre giorni, passati i quali lo condurrò nella pubblica piazza, vicino a un mastello di biada. Tu porterai ciò che dici essere il Corpo di Cristo. Se il mio giumento farà riverenza a te, trascurando la biada, anch’io diventerò credente". Il Santo accettò la sfida. Il giorno stabilito fece preparare per la celebrazione. Al termine della Santa Messa uscì con tutto il popolo portando le Specie Eucaristiche. L’asino, appena lasciato libero, si accostò al Santo e s’inginocchiò davanti all’ostia consacrata. Di fronte a questo prodigio, anche il padrone dell’asino cadde in ginocchio.
Laici
LO SAPEVI CHE...
Secondo le fonti, i due santi vissero nel IV secolo d.C. a Soissons, nella Gallia belga, nel periodo a cavallo tra l’impero di Diocleziano e Massimiano. Lavoravano come magazzinieri, con l’incarico specifico di sorvegliare i granai di Braine di proprietà dell’impero: erano di importanza strategica per l’impero romano perché si trovavano a metà strada sul percorso che collegava Roma alla Gran Bretagna.
I due si erano convertiti al cristianesimo ed erano diventati apostoli del Vangelo cercando di convertire le persone che incontravano sul loro cammino, ma questa fede fervente attirò l’attenzione del barbaro Riziovaro, capo di una tribù vicina. Decise di ucciderli ma qualcuno avvisò per tempo Rufino e Valerio i quali decisero di fuggire. Andarono a cercare rifugio in una grotta non troppo lontana, ma vennero comunque scoperti e decapitati.
Laica - Patrona dei pastori, pellicciai e della gioventù "a rischio"
LO SAPEVI CHE...
Nacque nel 1570 in Francia. Condusse una vita di sofferenza: aveva una malformazione congenita che le bloccava un braccio e aveva la scrofolosi che le deturpava il viso con piaghe e gonfiori. Considerata una vergogna dal padre e dalla matrigna (la madre morì pochi giorni dopo il parto), non le permisero di frequentare la scuola e di occuparsi dei lavori domestici: le facevano pascolare il gregge così che potesse stare lontano dalle persone.
A dispetto di ogni apparenza, però, era una bambina intelligente e apprendeva facilmente. Si innamorò di Dio e della Madonna grazie alle poche nozioni che riusciva a rubare quando, abbandonando il gregge, andava in chiesa. Ogni giorno andava a Messa, recitava il Rosario e l'Angelus. Gli abitanti di Pibrac, il villaggio natale, la chiamavano perciò «la bigotta» e la dileggiavano ma Germana sopportava tutto con umiltà nel silenzio.
Monaca benedettina
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Entrò nel convento delle monache benedettine a soli 12 anni, ma non per vocazione: viveva in una famiglia molto povera e non era possibile darle una dote che l’avrebbe condotta al matrimonio. In convento si distinse per la sua ilarità, e per l’inguaribile superficialità e la svogliatezza negli studi. Il cambiamento avvenne improvvisamente! Era giunta nel parlatorio per incontrare i familiari con abbondante anticipo e, mentre era assorta nei suoi pensieri, vide Gesù con il volto trasfigurato dalla passione ed il corpo segnato dalle terribili sofferenze che aveva passato: Egli si rivolse a lei con grande dolcezza spiegando la serietà della fede ed il suo bisogno di trovare conforto nelle preghiere delle spose terrene.
Decisa militante della liberazione delle anime dal Purgatorio, digiunava e pregava costantemente Dio per loro e avrebbe ottenuto guarigioni miracolose per intercessione delle anime del Purgatorio. Fu anche devota dal Sacro Cuore che le concesse apparizioni e incontri commoventi.
UNA VISIONE DI PAPA INNOCENZO III
Santa Lutgarda raccontò che il pontefice, subito dopo la morte, le apparve tutto avvolto nelle fiamme: Papa Innocenzo era in Purgatorio, condannato a starci fino al giorno del giudizio, a meno che non fossero state offerte preghiere in suffragio. La santa raccontò che il Papa disse d'esser stato punito da Dio per tre colpe: la prima era non aver mai voluto chinare il capo durante la recita del Credo niceno in segno d'umiltà, le altre due non vennero riportate. Avrebbe meritato l'Inferno, ma la Vergine Maria, cui era devoto, lo destinò al Purgatorio. Inoltre gli concesse la possibilità di ridurre le sue pene.
Monaca cistercense
LO SAPEVI CHE...
Figlia del re Sancho I in Portogallo, sposò il cugino primo Alfonso IX, re di León, a cui diede tre figli; tuttavia Il matrimonio fu dichiarato nullo in quanto avvenuto tra consanguinei. Teresa allora ritornò in Portogallo e fondò il convento cistercense di Lorvão in cui si ritirò insieme a trecento suore.
Divenne monaca, ma alla morte del padre, nel 1211, ricevette in eredità il castello di Montemoro-Velho unitamente alla città con le relative rendite. Il nuovo re, Alfonso II, rifiutava di consegnarglielo così come rifiutava di consegnare terre e città anche alle altre due sorelle, Sancha e Mafalda (anch'esse monache cistercensi).
Sistemate le questioni politiche, Teresa poté prendere il velo nel convento che aveva fondato, dove trascorse il resto della sua vita. Il 13 dicembre 1705 fu beatificata da Papa Clemente XI, unitamente a sua sorella Sancha. Il 27 giugno 1793 Mafalda fu beatificata dal Papa Pio VI, riunendola così alle sorelle Teresa e Sancha.
Terziaria dell'Ordine della Penitenza di San Domenico
CITAZIONI
"Quale consolazione e quale gioia versa Dio nell'anima, quando Lui l'avvicina a sé, per unirsi a lei. In quei momenti tutte le forze del corpo sono debilitate ed inerti, mentre l'anima scende a magnifiche vedute di visioni, mai viste da occhio umano, e mai udite da orecchio umano. Nella dolcezza di quest'unione, l'anima non viene distratta né da destra né da sinistra, gioisce esclusivamente della visione e dell'eterna maestà divina. Poi il corpo non sente più niente, perché tutte le sue forze vengono legate e quasi risucchiate dalla forza superiore dell'anima. Quale mente potrebbe comprendere, quale lingua descrivere ciò che vede l'anima nell'immagine di una infinita luce della divina maestà!"
“Non si può sempre stare nel più fervente desiderio o nel più alto grado della contemplazione, ma è necessario occuparsi anche delle cose meno nobili che, a causa del peccato originale, rendono faticoso il peso della vita corruttibile. Infatti, mentre siamo rivestiti del corpo mortale, possiamo sentire noia e stanchezza di spirito e, alcune volte, possiamo anche soffrire per non essere assidui nello studio e nella contemplazione. Allora conviene compiere ugualmente bene le necessarie cose terrene e quelle spirituali; aspettare con umile confidenza; sopportare pazientemente questa attesa e le aridità che ne derivano, fino a quando piacerà a Dio liberarci da queste ansietà, così da dimenticare con la quiete interiore ogni fatica. Dio aprirà dinanzi a noi i prati della Scrittura, affinché con cuore sollevato riprendiamo a percorrere serenamente la via dei suoi comandamenti. Egli ci farà sperimentare quanto non siano soddisfacenti le gioie di questa vita, in confronto a quelle della gloria futura che ci sarà rivelata.”
LO SAPEVI CHE...
Nata nel 1449, all'età di 5 anni visse un'esperienza religiosa che le fece capire che «la vita e la morte consistono nell'amare Dio», e decise di sottomettere tutta la sua vita a Dio, facendo giorno per giorno quello che le chiedeva.
Trascorreva lunghe ore in preghiera e penitenza; spesso cadeva in uno stato di estasi che induceva i suoi genitori a pensare che soffrisse di epilessia. Negatole dal padre il permesso di entrare nel Terz'ordine domenicano, le fu comunque permesso di indossare l'abito religioso per un certo tempo, come ringraziamento per essere guarita da una grave malattia. La ragazza però, vestendo l'abito, decise di impegnarsi per tutta la vita. A 18 anni le apparve la Vergine Maria che la fece sposa di Cristo e Gesù stesso le mise al dito un anello che, ella disse, aveva sempre la sensazione di portare, benché fosse invisibile agli altri.
Forse a causa dell'opposizione paterna e delle responsabilità familiari, di cui dovette farsi carico dopo la morte dei genitori, Osanna non fece la professione da terziaria per altri 37 anni.
Tra íl 1476 e il 1484 ebbe una serie di esperienze mistiche nelle quali condivise le sofferenze patite dal Cristo durante la passione; ebbe anche ripetute visioni di Gesù Bambino crocifisso.
Era sgomenta per la corruzione della Chiesa e questo può spiegare la sua riluttanza a un coinvolgimento più manifesto nelle sue istituzioni. Pregò con slancio per la salvezza di ogni uomo e delle nazioni: a quel tempo l'Italia era travagliata da turbolenze politiche e fermenti religiosi, il papato era precipitato nel discredito totale. Sappiamo, attraverso il suo discepolo Girolamo di Monte Oliveto, che aveva letto Il Trionfo della Croce del Savonarola, rubando tempo al sonno, e il suo giudizio sulla Chiesa e la società del tempo non si discostava da quello del frate domenicano.
Anche dopo la sua morte si contarono numerosi miracoli di guarigioni. Ebbe come padre spirituale e biografo il beato Fra Girolamo Scolari.
Religiosa - fondatrice dell'istituto religioso delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo
CITAZIONI
La Vergine Maria ad Elena: "Gli uomini offendono troppo Dio. Se io ti facessi vedere il numero dei peccati che si commettono in un sol giorno, ne moriresti dal dolore"
Una volta, in una visione, Gesù le disse: «Figlia mia, ammira come soffro! Ho versato tutto il mio sangue per il mondo ed ora va tutto in rovina; nessuno si avvede delle scelleraggini di cui è ricoperto. Considera l'acerbità del mio dolore per tante ingiurie e disprezzi che ricevo da tanti malvagi e dissoluti...»
SAPEVI CHE...
Elena aveva manifestato fin da subito una viva intelligenza: a 4 anni (1899) ripeteva già le formule del catechismo; a 6 (1901) venne mandata dalle Suore del Preziosissimo Sangue, per frequentare le scuole elementari e continuare l'istruzione religiosa. Nell'istituto delle Suore, la piccola, dopo la preghiera, esprimeva sempre il desiderio di voler assistere alla S. Messa; ma nell'Istituto non veniva celebrata ogni mattina e allora, quando poteva, Elena scappava nella vicina chiesa per soddisfare il suo vivo desiderio.
La vita adulta fu una continua sofferenza offerta a Gesù per la conversione dei peccatori. In particolare, Elena ricevette le stigmate che le venivano donate ogni Venerdì santo, scomparendo il sabato santo.
I TRE GIORNI DI BUIO
Con riferimento a questa profezia ,la cui origine viene attribuita alla beata Anna Maria Taigi (ricordata 09/06), Elena Aiello scrisse nel suo diario: «Comparirà nel cielo una nube che si ingrandirà e annegherà popoli e nazioni. Una nube rossa come il fuoco attraverserà il cielo [...] Tutto questo durerà tre giorni e tre notti: fitte tenebre avvolgeranno la terra [...] Durante questi tre giorni bisogna rimanere in casa [...] I cadaveri copriranno tutta la Terra [...].» (Messaggi a Elena Aiello, 4 aprile 1958). La profezia venne confermata da santa Maria Faustina Kowalska, senza però riferimento alla durata.
Laica
LO SAPEVI CHE...
Visse nel clima di persecuzione religiosa che fa seguito allo scisma anglicano avviato in Inghilterra da Enrico VIII il quale, con l'“atto di supremazia”, si era dichiarato capo supremo della chiesa d’Inghilterra.
Margherita a 16 anni si sposò con Bartolomeo Ball: erano una coppia affiatata, profondamente religiosa, con una solida posizione economica. Il marito godeva di un prestigio indiscusso che lo portò ad essere anche sindaco di Dublino. La coppia non era allineata con la situazione politico-religiosa dominante: si sentiva e si comportava da vera cattolica, continuando a riconoscere il primato del Papa; nel loro palazzo abitava un cappellano, che celebrava la messa e la loro casa era aperta a incontri di catechesi e momenti di preghiera.
Rimasta vedova, Margherita proseguì nel suo impegno, dando ospitalità in casa sua a sacerdoti e religiosi anche quando ciò diventò estremamente rischioso. Nel frattempo, il figlio Walter stava coltivando l’ambizione di diventare sindaco di Dublino, adattandosi anche, per accedere alla carica, a rinnegare la propria fede e riconoscere la supremazia religiosa della regina d’Inghilterra. Margherita divenne quindi per lui la più acerrima nemica tanto che, una volta diventato sindaco, la fece arrestare con l’accusa di aver dato ospitalità a sacerdoti perseguitati.
Religioso della Compagnia di Gesù - Patrono della gioventù cattolica
CITAZIONI
“Cerco la salvezza, cercatela anche voi!”
"Chi vuole amare Dio non lo ama veramente se non ha un desiderio ardente e costante di soffrire per Lui"
"Per l'assistenza del tuo Angelo Custode, tu gli devi onore, devozione e reverenza, guardandoti dal fare cose che non faresti in presenza di qualunque uomo tuo superiore. Molte sono le virtù che piacciono agli Angeli Santi e che essi desiderano vedere nelle anime nostre: la sobrietà, la castità, la povertà volontaria, le ferventi orazioni; ma soprattutto I'unione, la pace e la fraterna carità"
“Ti confiderò, o illustrissima signora, che meditando le bontà divine, mare senza fondo e senza confini, la mia mente si smarrisce. Non riesco a capacitarmi come il Signore guarda alla mia piccola e breve fatica e mi premi con il riposo eterno e dal cielo mi inviti a quella felicità che io fino ad ora ho cercato con negligenza e offra a me, che assai poche lacrime ho sparso per esso, quel tesoro che è il coronamento di grandi fatiche e pianto”. (Dall’ultima lettera alla madre, 10 giugno 1591)
LO SAPEVI CHE...
La sua fede maturò molto velocemente: a 7 anni già s’inginocchiava più volte al giorno per recitare i salmi penitenziali. Quando compì 9 anni, Don Ferrante lo portò alla corte del Gran Duca di Toscana insieme al fratello Rodolfo. Qui la lettura di un libro sui misteri del Rosario fece sbocciare nella sua anima la devozione a Maria Santissima: tanto gli si infiammò il cuore per la Vergine che volle offrirLe il suo voto di verginità.
Nel 1580, quando aveva 12 anni, conobbe il Cardinale San Carlo Borromeo il quale rimase molto stupito nel vedere come Luigi discorreva su temi religiosi. Dopo due ore di conversazione, decise di dargli per la prima volta la Sacra Eucaristia. A 13 anni decise di farsi religioso ma, siccome era ancora molto giovane, non comunicò nulla a suoi genitori ma raddoppiò le sue restrizioni: abolì l'uso del caminetto nella sua stanza e, anche nei rigidi inverni lombardi, si alzava di primo mattino pregando a lungo in ginocchio. A Roma, conobbe San Roberto Bellarmino che divenne suo padre spirituale.
Nel 1591 era a Roma e infuriava la peste. Luigi, al fianco di San Camilo De Lellis, girava per le strade per curare e soccorrere i malati da cui fu contagiato.
I SALMI PENITENZIALI ricordano le sofferenze e le lamentazioni degli Ebrei durante la dominazione Babilonese. Sono salmi particolarmente efficaci per la “purificazione” della persona. I Salmi Penitenziali sono: 6, 32, 38, 51, 102, 130, 143. Furono raccolti da sant’Agostino sotto il nome di “Sette salmi penitenziali”, che vengono recitati la sera, prima di confessarsi e dopo essersi pentiti di un peccato, o nel periodo di quaresima.
Laico - Patrono degli avvocati, politici cattolici e AISE
CITAZIONI
"Rimango fedele servitore del re, ma prima di Dio“ - Disse subito prima di essere decapitato per ordine del re Enrico VIII
"Gli uomini, se qualcuno gli fa un brutto tiro, lo scrivono nel marmo; ma se qualcuno gli usa un favore, lo scrivono sulla sabbia"
"Nulla accade che Dio non voglia, ed io sono sicuro che qualunque cosa avvenga, per quanto cattiva appaia, sarà in realtà sempre per il meglio"
“E' attraverso la ragione che le anime mortali si elevano fino ad amare ed adorare la maestà di Dio, alla quale siamo debitori non soltanto della nostra esistenza ma di qualsiasi felicità"
LO SAPEVI CHE...
Era amico e suddito fedele del re Enrico VIII di Inghilterra.
Quando il re decise di prendere in (seconda) sposa Anna Bolena non ottenne il permesso dal Papa di divorziare dalla prima moglie. Il re cercò appigli giuridici e appoggi umani nel suo cancelliere - Tommaso Moro - uomo dottissimo, grande umanista, letterato finissimo, eccellente giurista e devotissimo al suo re, ma non trovò il sostegno che cercava (per poter approvare il divorzio, inoltre, bisognava accettare che capo della Chiesa fosse il re e non più il Papa).
Il re, ferito nell'orgoglio e accecato dalla passione, dimenticò stima e amicizia e fece imprigionare Tommaso. Rinchiuso nella Torre di Londra in attesa del processo Tommaso scrisse "Gesù al Getsemani. De Tristitia Christi"
LIBRO "Gesù al Getsemani. De Tristitia Christi" Premi QUI
Presbitero - Patrono dei Carcerati, condannati a morte
CITAZIONI
"Il cielo è pieno di peccatori convertiti di ogni tipo, e c'è spazio per altri"
"Siamo nati per amare, viviamo per amare e moriremo per amare ancora di più"
"Nel giorno del giudizio il Signore mi chiederà se sono stato un buon prete e non un buon deputato"
"Che bella morte morire per amore di Maria! Morire in un giorno dedicato a Maria! Morire in un momento glorioso per Maria! Andare in Paradiso in compagnia di Maria! Avere la felicità di essere vicino a Maria per tutta l'eternità!"
LO SAPEVI CHE...
Voleva essere un uomo di Dio nelle piccole azioni quotidiane facendo “quello che può tornare a maggior gloria di Dio e a vantaggio delle anime”.
San Giuseppe Cafasso educò molti sacerdoti ad essere buoni confessori e direttori spirituali, preoccupati del vero bene spirituale della persona e animati da grande equilibrio nel far sentire sua la misericordia di Dio che un acuto e vivo senso del peccato.
Inoltre dedicava molte delle sue attenzioni agli ultimi, in particolare ai carcerati che nella Torino ottocentesca vivevano in luoghi disumani e disumanizzanti. Anche in questo delicato servizio, svolto per più di vent’anni, egli fu sempre il buon pastore, comprensivo e compassionevole: tale qualità era percepita dai detenuti che finivano per essere conquistati da quell’amore sincero la cui origine era Dio stesso.
TESTO Il Santo accompagnò al patibolo, dopo averli confessati ed aver amministrato loro l’Eucaristia, 57 condannati a morte. Li accompagnò con profondo amore fino all’ultimo respiro della loro esistenza terrena. Per chi ha desiderio di approfondire si propore il testo "Preparation for death". Premi QUI
Religiosa - Fondatrice della congregazione delle ancelle di Santa Margherita Maria e dei Poveri
CITAZIONI
Le parole che la Beata ripeteva frequentemente negli ultimi giorni di vita furono: "Presto me ne andrò! Gesù e Maria mi stanno aspettando… aiutatemi ad arrivare presto… Pregate per me… mettetemi il mio abito... Gesù mio, misericordia… Perdono… Misericordia… Dolce Cuore di Maria, aiutami… Preghiamo, sto andando in cielo".
LO SAPEVI CHE...
Nel 1898, all’età di 20 anni, si iscrisse alla Conferenza della Beata Margherita, filiazione di quella di San Vincenzo de’ Paoli, la quale si dedicava esclusivamente ad opere di carità. Lupita, amabile e servizievole con tutti e fidanzata con Gustavo Arreola, era ormai già promessa sposa ma all’età di 23 anni sentì la chiamata a consacrarsi alla vita religiosa per potersi dedicare soprattutto alla cura degli infermi e dei poveri.
Confidò la sua inquietudine al proprio direttore spirituale il quale le comunicò, a sua volta, di aver avuto l’ispirazione di fondare una Congregazione religiosa per curare gli infermi dell’ospedale e la invitava a dare inizio a questa opera. Fu così che insieme fondarono la Congregazione Religiosa delle «Serve di Santa Margherita Maria e dei Poveri».
Madre Lupita svolse la mansione di infermiera. Si inginocchiava sul pavimento per curare i malati nell’ospedale che all’inizio era carente di strutture sanitarie e di molte suppellettili; tuttavia vi regnò sempre la tenerezza e la compassione, poiché ella cercava soprattutto di curarne la vita spirituale. Nel 1911 in Messico ci fu caduta del governo e la progressiva presa del potere da parte dei rivoluzionari: in questa situazione, che si protrasse fino al 1936, la Chiesa fu pesantemente perseguitata e Lupita mise a rischio la propria vita e di quella delle sue compagne, pur di nascondere nell’ospedale alcuni sacerdoti e l’arcivescovo stesso di Guadalajara. Allo stesso tempo, le suore davano da mangiare ai soldati che le perseguitavano e li curavano quando venivano feriti; questo fu uno dei motivi per cui i soldati accampati presso l’ospedale non solo non infastidivano le suore, ma le difesero e lo stesso fecero con i malati.
Mistica
LO SAPEVI CHE...
Nacque nel 1347 in Prussia. Andò sposa a 16 anni ad Adalberto, un uomo benestante e buon cristiano, ma dal carattere difficile; ebbero nove figli che morirono tutti in giovane età, eccezion fatta per una che vestì l’abito benedettino.
A 31 anni ebbe le prime estasi che, in un primo momento, non raccolsero consensi da parte del marito. Più tardi decisero di fare un pellegrinaggio a Roma per venerare le tombe degli apostoli, ma Adalberto morì. Dorotea, al rientro, decise di trasferirsi a Marienwerder dove incontrò il suo direttore spirituale: era un saggio teologo e, accortosi della grandezza spirituale della penitente, iniziò nel 1392 a trascrivere le sue visioni e il suo insegnamento. Oltre all’Ordine Teutonico, di cui faceva parte il suo direttore spirituale, Dorotea fu vicina alla spiritualità domenicana ed ebbe come modello Santa Brigida (la sua spiritualità è stata paragonata anche a quella di Santa Caterina da Siena).
La dottrina di Dorotea si propone di rinnovare l’uomo attraverso tre percorsi: (1.) rimuovere il peccato che toglie all’uomo la somiglianza a Dio, rendendolo simile alle bestie, purificarsi attraverso l’umiltà e le penitenze che fanno crescere le virtù teologali e morali, partecipazione alla Passione di Cristo, dedizione ai poveri, desiderio dell’Eucaristia. (2.) Attraverso un lungo percorso di rinnegamento di sé l’anima è successivamente, in modo graduale, trasformata dallo Spirito Santo. (3.) Lo stadio ultimo è quello “unitivo”, che inizia col rinnovamento del cuore.
Nell'iconografia è rappresentata è raffigurata con il libro delle sue rivelazioni, la corona del rosario e cinque frecce che alludono alle sue stigmate invisibili al mondo.
Presbitero - fondatore dell'Opus Dei
CITAZIONI
“Se non hai un piano di vita, non avrai mai ordine”
"Un santo senza orazione? Non credo a questa santità"
" -La messa è lunga- tu dici. E io rispondo: -Perché il tuo amore è poco-"
“Uno sguardo al passato. E... lamentarti? No: è sterile. Imparare: questo è fecondo.”
“Se non ci sono difficoltà, le nostre occupazioni non hanno attrattiva umana… né soprannaturale. Se, nel piantare un chiodo nel muro, non trovi resistenza, che cosa ci potrai mai appendere?”
"Non dire: - Quella persona mi infastidisce -. Pensa: - Quella persona mi santifica -. Non dire - Sono fatto così...sono cose del mio carattere - . Sono cose della tua mancanza di carattere: sii uomo."
LO SAPEVI CHE...
Era il 1918: una mattina d'inverno guardava assorto la neve e il suo sguardo cadde sulle orme che avevano lasciato due piedi scalzi...capì che erano le impronte di uno dei frati carmelitani da poco giunti in città e pensò: "Altri fanno tanti sacrifici per Dio e per il prossimo, e io non sarò capace di offrirgli nulla?"; maturò così, a 16 anni, la decisione di diventare sacerdote.
Ricevuto l'ordinazione nel 1925, dopo soli tre anni fondò la Prelatura della Santa Croce e Opus Dei. L'obiettivo era quello di diffondere il messaggio che il lavoro e le circostanze ordinarie sono occasione di incontro con Dio e di servizio nei confronti degli altri, per il miglioramento della società. Per conoscere meglio la congregazione premi QUI
Terziaria francescana
CITAZIONI
"Otterrò qualcos'altro, se non ricevo ciò che chiedo"
"Gesù ha sofferto per me e se vuole ciò che succede è per farmi espiare i miei peccati"
"Bisogna pensare che Dio è presente ovunque; bisogna pensare a Dio durante la giornata"
"Bisogna consolare Nostra Signora per le sue sofferenze durante la passione di Suo Figlio Gesù. Amate e onorate Nostra Signora dei Sette Dolori. Mai potreste capire quello che ha sofferto per noi"
LO SAPEVI CHE...
Sin dall’infanzia si sentì portata per la preghiera e per una vita raccolta, ma non volle mai entrare in nessuna congregazione religiosa: preferì servire i suoi familiari e gli abitanti del villaggio mantenendosi con il lavoro di sarta.
Sia nella propria casa, sia in quelle dove si recava per lavoro, invitava i presenti a recitare con lei una o due poste di Rosario. Le piaceva fare a piedi lunghi e faticosi pellegrinaggi ai santuari mariani, sia sola che con amici. Viveva costantemente alla presenza di Dio e alimentava questo sentimento con una costante preghiera.
A 35 anni (1850) le fu diagnosticato un cancro all’intestino ma pregò la Madonna di farla guarire pur di non essere sottoposta a cure che avrebbero messo a rischio la sua intimità. L’8 dicembre 1854, lo stesso giorno in cui il Beato Papa Pio IX proclamò il dogma dell’Immacolata Concezione, Margherita fu sanata. Da allora, però, ebbe altri dolori collegati alla Passione di Gesù che riviveva ogni venerdì e durante la Settimana Santa.
Religiosa - cofondatrice dell'Istituto delle suore della carità, dette di Maria Bambina
CITAZIONI
"Chi sa il Crocifisso sa tutto"
"Amatevi scambievolmente e avrete la benedizione di Dio"
LO SAPEVI CHE...
Cresciuta in un contesto profondamente cristiano, coltivò con entusiasmo la sua vita di fede, rivelando una grande passione per il Crocifisso da cui attingeva forza e serenità per affrontare le contraddizioni e le prove familiari. Era ormai sulla quarantina quando nella sua vita irruppe la giovane Santa Bartolomea Capitanio, appena uscita dall'educandato delle clarisse, fresca di studi e con audaci programmi di carità cristiana. Frequentava l'oratorio che Caterina aveva avviato nella sua casa e con lei si occupava dei malati dell'ospedale, aperto in un edificio donato dagli stessi Gerosa.
In Caterina, pur così diversa per età e per indole, Bartolomea vide la compagna ideale per realizzare il progetto di un istituto tutto fondato sulla carità, che soccorreva i tanti bisogni del tempo e di ogni tempo. La proposta sembrava troppo ardita a Caterina ma poi il consiglio dei sacerdoti di Lovere la portò ad accettare la proposta, che lei accolse umilmente come misterioso disegno di Dio nella sua vita. Così, nel 1832 nacque a Lovere l’Istituto delle Suore di carità; dopo breve tempo Bartolomea si ammalò e nel giro di pochi mesi morì, stroncata dalla tisi, a 26 anni di vita.
Nel 1836 a Lovere scoppiò il colera e Caterina – ormai suor Vincenza – lesse in quell’emergenza il bisogno maggiore; spostò i malati cronici in un’altra casa e nell’ospedale accolse i colerosi; alle sue figlie (le suore che entrarono a far parte dell'Istituto) non impose l'obbligo di aiutarla ad assisterli, fu lei a mettersi in prima linea. La storia ci racconta che tutte le corsero dietro.
Apostoli
La solennità dei santi Pietro e Paolo è una festa liturgica in onore del martirio a Roma dei due apostoli, che si osserva il 29 giugno. La celebrazione è di antica origine cristiana, la data selezionata è l'anniversario della loro morte o la traslazione delle loro reliquie
Pietro è stato uno dei dodici apostoli di Gesù; la Chiesa cattolica lo considera il primo papa. Nato in Galilea, fu un pescatore ebreo di Cafarnao. Divenuto apostolo di Gesù dopo essere stato chiamato presso il lago di Galilea, fece parte della cerchia ristretta (insieme a Giovanni e Giacomo) dei tre che assistettero alla resurrezione della figlia di Giairo, alla trasfigurazione sul monte Tabor e all'agonia di Gesù nell'orto degli ulivi. Secondo la tradizione, divenne primo vescovo di Antiochia di Siria per circa 30 anni, dal 34 al 64 d.C., continuò la sua predicazione fino a Roma dove morì fra il 64 e il 67 d.C., durante le persecuzioni anticristiane ordinate dall'imperatore romano Nerone. A Roma, Pietro e Paolo sono venerati insieme come colonne fondanti della Chiesa.
Paolo, secondo i testi biblici, era un ebreo ellenizzato, che godeva della cittadinanza romana. Non conobbe direttamente Gesù, e, come tanti connazionali, avversava la neo-istituita Chiesa cristiana, arrivando a perseguitarla direttamente. Si convertì successivamente al cristianesimo mentre, recandosi da Gerusalemme a Damasco per organizzare la repressione dei cristiani della città, fu improvvisamente avvolto da una luce fortissima e udì la voce di Gesù che gli diceva: "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?" (At 9). Reso cieco da quella luce divina, vagò per tre giorni a Damasco, dove fu poi guarito dal capo della piccola comunità cristiana di quella città, Anania. L'episodio, noto come "conversione di Paolo", diede l'inizio all'opera di evangelizzazione di Paolo.
PERCHE' VENGONO FESTEGGIATI INSIEME?
Perché la loro fedeltà a Cristo, tanto ardua da non temere il martirio, li ha resi per le comunità cristiane le due principali radici della Chiesa. Nell'iconografia sono spesso raffigurati insieme: San Pietro ha in mano delle chiave mentre San Paolo una spada.
Presbitero appartenente alla congregazione del Santissimo Redentore
LO SAPEVI CHE...
Nacque a Napoli nel 1702 e già nel 1722 si laureò in diritto canonico e civile. Esercitò l'avvocatura fino al 1728 (in questi anni conobbe un altro avvocato ovvero Alfonso Maria de' Liguori) per intraprendere la strada del sacerdozio.
Nel 1732 divenne sacerdote, lo stesso anno in cui Alfonso fondò la nuova Congregazione del Santissimo Redentore (Redentoristi). Gennaro aderì l'anno dopo ed insieme intrapresero una serie di missioni in tutta la Costiera Amalfitana e nei paesi dell'entroterra. Nel 1736 rientrò a Napoli dove si dedicò all'evangelizzazione tra le prostitute. Si adoperò, inoltre, per l'assistenza religiosa e materiale ai «facchinelli» (minori sfruttati per il lavoro). Si distinse per fervore religioso e per l’assistenza assidua ai poveri degli ospedali napoletani, specie in quello denominato degli “Incurabili”.
Sant’Alfonso Maria de' Liguori aveva una devozione speciale per San Giuseppe, devozione nata grazie anche al contributo del Beato il quale cercò di diffondere tra il popolo la pia pratica de "I sette dolori e le sette allegrezze di san Giuseppe".
PREGHIERE E DEVOZIONI PER CHIEDERE GRAZIE A SAN GIUSEPPE Premi QUI per avere una raccolta di preghiere e devozioni