Monaca - Patrona del Belgio, di Irlanda, dei bambini, di fabbri, di figli non riconosciuti, dei lavoratori di cereali, di pollai, delle ostetriche, dei viaggiatori, dei naviganti, degli scolari, delle suore, dei lattai, dei poeti, dei guaritori, delle mucche e animali da cortile.
LO SAPEVI CHE...
Si convertì al cristianesimo nel 468, ispirata dalla predicazione di San Patrizio, all’età di soli 6 anni.
Malgrado l’opposizione di suo padre, decise di intraprendere una vita religiosa. Sono numerosi gli episodi che testimoniano la sua fede; aveva un cuore generoso e non rifiutava mai l’elemosina ad un povero che andasse a bussare alla porta di casa. Suo padre si arrabbiava per la sua ardente carità: egli pensava che fosse eccessivamente generosa con i poveri ed i bisognosi quando dava loro latte, burro e farina. Solo quando Brigida donò la spada cerimoniale del padre ad un lebbroso, si rese conto che la figlia era più adatta a diventare monaca.
Monaca domenicana
LO SAPEVI CHE...
Rimase orfana di madre a 5 anni e fu accolta nel monastero benedettino di S. Pietro in Monticelli, la cui badessa era una sua zia. Con tutta la dolcezza della sua indole, ma con la fermezza che le veniva dalla sua vocazione, dovette combattere contro la volontà del padre per realizzare il suo desiderio di farsi monaca.
Fin dall'infanzia si sentiva spinta alla meditazione della Passione e, da adulta, il Signore la premiò donandole frequenti estasi dove ebbe il privilegio di assistere proprio alle scene della Passione.
Come Santa Caterina da Siena, ebbe le “nozze mistiche". Inoltre intrecciò relazioni epistolari anche con San Carlo Borromeo, Santa Maria Maddalena de' Pazzi, la famiglia granducale dei Medici e tante altre persone autoritarie. Dallo scambio epistolare con San Filippo Neri sappiamo che si autodefiniva “una vila femminuccia et una miserabile peccatrice”.
LETTERE Le lettere di Santa Caterina de' Ricci. Per leggere il PDF premere QUI
FOCUS "Questa santa ha vissuto per 40 giorni le sofferenze delle anime del Purgatorio". Per leggere l'articolo premi QUI
Vescovo - Patrono dei pastori, degli agricoltori, dei cardatori, dei fiatisti, dei materassai, dei laringoiatri, di Bronte. Invocato contro le malattie della gola e per protezione contro gli uragani.
LO SAPEVI CHE...
Un giorno capitò da lui una madre disperata perché al figlio, mentre mangiava del pesce, si era conficcata una spina in gola. Biagio accorse immediatamente al capezzale del fanciullo e, lasciate da parte benedizioni e unzioni, gli fece mangiare un pezzo di pane. La mollica portò con sé la lisca e il piccolo riprese a respirare normalmente. Non c’era nulla di miracoloso in quel gesto, tant’è che ancora oggi si usa questo metodo, ma la donna fuori di sé dalla gioia per la salvezza del figlio iniziò a gridare al miracolo.
La notizia giunse alle orecchie di Agricola, prefetto dell’imperatore Diocleziano per l’Armenia. Lo fece chiamare e lo torturò: lo fece scorticare con pettini da cardatori e poi decapitare. Era l'anno 316. Per questo motivo Biagio, divenuto martire e poi santo, fu considerato il protettore dei cardatori e dei materassai (onore dovuto allo strumento che era stato usato per martirizzarlo).
Frate minore cappuccino - Patrono di Leonessa, delle missioni
CITAZIONI
"O croce santissima, trasformaci tutti in te: Le radici profondino nei piedi, i rami nelle braccia, la sommità nel capo. Ed acciocché noi siam tutti croce, inchioda i piedi che stiano fermi in te, lega le mani che altro non operino che te, aprici il lato e feriscici il petto e toccaci il cuore dell’amore tuo. Fa che noi abbiamo sete di te, come in te ebbe sete Cristo di noi"
LO SAPEVI CHE...
Già a 17 anni (1573) pronunciò i voti nel convento di Assisi e a 24 anni venne ordinato sacerdote. Il suo sogno, però, era la missione: nel 1587 ottenne da papa Sisto V il permesso di recarsi a Costantinopoli per assistere i cristiani fatti prigionieri, ma per aver svolto opera di evangelizzazione tra i turchi fu arrestato e torturato.
Tornato in Italia, compì numerose opere di assistenza. Spesso passava la notte intera davanti all'immagine del Signore crocifisso contemplando i misteri della Passione e cercava di riviverli nelle sue penitenze. Se poteva andava ogni ora a fare visita al Santissimo Sacramento e si confessava quasi quotidianamente per cancellare dalla sua anima ogni minima traccia di peccato.
Terziaria dell'Ordine della Santissima Trinità
LO SAPEVI CHE...
Nel 1796, all’età di 21 anni, sposò Cristoforo Mora, un giovane e colto avvocato. Dopo circa un anno di matrimonio, il marito si lasciò sedurre da un’altra donna che divenne la sua amante la quale, con il tempo, lo portò a dilapidare i suoi beni riducendo la famiglia a vivere di stenti. Elisabetta cercava dolcemente di ammonire il marito sul pericolo dell’adulterio per la sua anima e pregava per la donna che lo aveva ammaliato, chiedendone la salvezza eterna.
Nel 1803 iniziò ad avere delle estasi. Nella prima visione le apparve, maestosa, Maria Santissima, che "teneva nelle sue mani una bella e risplendente colomba", sotto le cui ali "vi erano impressi i chiodi che crocifissero il mio Signore, e questi li vedevo di colore sanguigno, ma risplendenti al pari del sole. Questa nobilissima colomba tramandava dardi di fuoco".
LIBRO La mia vita nel cuore della Trinità. Premi QUI
Presbitero - fondatore dell'istituto delle Suore Adoratrici del SS. Sacramento
CITAZIONI
"Vengo da Dio e vado a Dio"
"Gesù Sacramentato sia la vostra luce, il vostro amore, la delizia vostra"
"A chi ti fa del male perdona con gioia. Ricambia con tratti di sincero amore e tenera carità: questa è la vendetta dei Santi!"
"Ecco dove e come trovasi in terra la vera felicità e beatitudine! Nell’amicizia e nella compagnia amorosa di Gesù Sacramentato"
LO SAPEVI CHE...
A causa di una caduta dal letto durante gli anni del ginnasio subì una lesione della colonna vertebrale; fu quindi obbligato all'uso delle stampelle. Un giorno, mentre pregava davanti alla statua della Madonna de La Salette esposta nella parrocchia di Vergo, si sentì spinto a lasciar cadere i suoi sostegni e sotto gli occhi dei presenti ricominciò a camminare. Da allora iniziò a pensare più seriamente a come ringraziare Dio e la Madonna per il dono ricevuto.
Nel 1875 (a 22 anni) divenne sacerdote; lo stesso anno, mentre pregava nella basilica di Santa Maria Maggiore, ebbe una visione che gli fece intuire che avrebbe dovuto fondare una congregazione femminile dedita all’adorazione perpetua dell’Eucaristia. Il progetto iniziò dopo l’incontro con la futura Santa Geltrude Comensoli (ricordata il 18/02) e si concretizzò nel 1882. L'istituto è conosciuto ancora oggi.
Autore del libro "Conversazioni Eucaristiche"
Presbitero, fondatore della congregazione delle Suore di San Giovanni Battista
CITAZIONI
"Vorrei che anche la mia ombra potesse far del bene!"
"Figlie mie, pregate per i popoli che non conoscono Dio e non appartengono alla Chiesa di Gesù Cristo"
LO SAPEVI CHE...
Primogenito di cinque figli, gli fu dato il nome di Sant'Alfonso Maria de’ Liguori perché la sua nascita fu una grazia ricevuta dallo stesso santo.
All’età di 11 anni manifestò ai genitori la sua vocazione di diventare sacerdote e fin dagli anni del seminario, ispirato pare in sogno da Gesù, desiderava fondare sia un convento per le suore sia un orfanotrofio maschile e femminile per accudire i giovani. Grazie all’incontro con la nobildonna Maddalena Caputo, una giovane di Angri che aspirava alla vita religiosa, riuscì nel 1878 a dar vita alla congregazione delle Suore di San Giovanni Battista.
Aveva una devozione particolare verso le anime purganti e sempre invitava a far celebrare Messe in suffragio di esse.
Religiosa, fondatrice della congregazione delle suore Ausiliatrici delle Anime del Purgatorio.
CITAZIONI
"Prega per le povere anime nel purgatorio"
"Mia cara Provvidenza, mi aspetto tutto da Te, iniziando da uno spillo fino al paradiso!"
"Mio Dio, Tu sei la mia Provvidenza. Se potessi essere un giorno io la tua provvidenza. Tu mi dai tutto, io desidero tanto darti qualche cosa!"
LO SAPEVI CHE...
Nel 1853 si convinse della necessità di fondare un ordine religioso che si dedicasse ad alleviare le sofferenze delle anime del purgatorio. Eugenia, infatti, notò che esisteva un ordine per ogni scopo eccetto che per questo e si sentì chiamata a colmare tale lacuna ma, secondo, la sua solita abitudine di "mercanteggiare" con Dio, si disse che solo se si fossero verificati cinque segni avrebbe capito che doveva effettivamente fondare un ordine. I segni richiesti erano: successo degli attuali sforzi (un'associazione di preghiera); approvazione scritta dal papa; approvazione scritta dall'arcivescovo di Cambrai e di molti altri vescovi; cinque persone che si unissero a lei per formare una nuova comunità; l'incontro con un prete a lei sconosciuto che condividesse i suoi scopi.
In merito a questo ultimo punto, Eugenia ricevette l'incoraggiamento del curato d'Ars (San Giovanni Maria Vianney) e così comprese che Dio approvava la fondazione della nuova congregazione che, secondo il santo, si sarebbe rapidamente diffusa in tutta la Chiesa.
LO SAPEVI CHE...
L'8 dicembre 1854 proclamò il dogma dell'Immacolata concezione con la bolla Ineffabilis Deus, tradotta in 400 lingue e dialetti. In suo onore, il pasticcere Ceferino Isla González, originario di Santa Fe (Granada), inventò il dolce "pionono" per festeggiare la proclamazione del dogma dell'Immacolata concezione, di cui era molto devoto. Esiste sia la versione spagnola che argetina.
RICETTA Torta Piononos: premi QUI
BOLLA PAPALE "INEFFABILIS DEUS" Definizione dogmatica dell’immacolato concepimento della B. V. Maria: premi QUI
Religiosa, fondatrice della Congregazione delle Ancelle dell’Amore Misericordioso e dei Figli dell’Amore Misericordioso
CITAZIONI
"Vivere uniti a Maria è la più grande felicità anche sulla terra si può provare e assaporare come anticipo del cielo"
"Tenete presente che spesso il buon Gesù ci manda l'aridità per staccarci dalle creature e anche dallo stesso piacere che incontriamo nella preghiera, affinché poniamo ogni nostra attenzione ad amare soltanto Lui."
"Ditemi perché non ci consegniamo alle più profonde espressioni dell’amore? Perché non siamo persuasi che l’Eucaristia è la dolce e potente calamita di quelli che credono. Infatti lì, nella presenza reale di Gesù, sono riunite la verità, la giustizia e la felicità; tre cose che l’uomo, essere razionale e mortale, non può non amare con tutto se stesso."
LO SAPEVI CHE...
A Collevalenza ebbe un'ispirazione ovvero far costruire un santuario dedicato all’Amore Misericordioso, come segno tangibile della sua più profonda intuizione spirituale: Dio non è, secondo le sue parole, "un giudice severo ma un Padre pieno di amore e di misericordia che non tiene in conto le debolezze dei suoi figli, le dimentica e le perdona". Lì madre Speranza accolse e ricevette più di cento persone al giorno, ascoltandole una alla volta, consolandole e invitandole ad amare il "buon Gesù", come lo chiamava lei.
SCRITTO "Eucaristia": per leggerlo premi QUI. Invece, per una raccolta più completa dei suoi scritti premi QUI
CATECHESI "Maria Mediatrice universale". Per ascoltare premi QUI
Religiosa canossiana (Congregazione delle Figlie della Carità)
CITAZIONI
"Se stessi in ginocchio tutta la mia vita, non dirò mai abbastanza tutta la mia gratitudine al buon Dio."
"Siate buoni, amate il Signore, pregate per quegli infelici che non lo conoscono. Sapeste che grande grazia è conoscere Dio!"
"Quando una persona ama tanto un’altra, desidera ardentemente di andarle vicino: dunque perché avere tanta paura di morire? La morte ci porta a Dio."
"Me ne vado, adagio adagio, verso l’eternità… Me ne vado con due valigie: una, contiene i miei peccati, l’altra, ben più pesante, i meriti infiniti di Gesù Cristo. [...] Quando comparirò davanti al tribunale di Dio, coprirò la mia brutta valigia con i meriti della Madonna, poi aprirò l’altra, presenterò i meriti di Gesù e dirò all’Eterno Padre: “Or giudicate quello che vedete”. [...] Oh! Sono sicura che non sarò rimandata! [...] Allora mi volterò verso S. Pietro e gli dirò: “Chiudi pure la porta, perché resto”!"
LO SAPEVI CHE...
Naque nel Sudan nel 1869, ma venne rapita all'età di sette anni e venduta più volte conoscendo così sia sofferenze fisiche che morali. Furono i suoi rapitori a darle il nome di Bakhita («fortunata»).
Nel 1882 venne comprata dal console Italiano Calisto Legnani e nel 1885 lo seguì a Genova dove venne affidata alla famiglia di Augusto Michieli e diventò la bambinaia della figlia. Quando la famiglia Michieli si spostò sul Mar Rosso, Bakhita restò con la loro bambina presso le Suore Canossiane di Venezia. Qui ebbe la possibilità di conoscere la fede cristiana e nel 1890 chiese il battesimo.
Nel 1893 decise di diventare suora canossiana per servire Dio, il quale le aveva dato tante prove del Suo Amore.
Monaca agostiniana
CITAZIONI / PROFEZIE
«La Messa era breve. Il Vangelo di San Giovanni non veniva letto alla fine» (12 luglio 1820).
N.B. Fino alla riforma liturgica del 1967, la Santa Messa si concludeva con la lettura del Prologo del Vangelo di Giovanni. Le profezie della santa si riferiscono quindi al periodo successivo al 1967). Il prologo e altre preghiere che si possono recitare dopo la Santa Messa sono disponibili QUI.
"Vidi anche il rapporto tra i due papi... Vidi quanto sarebbero state nefaste le conseguenze di questa falsa chiesa. L’ho veduta aumentare di dimensioni; eretici di ogni tipo venivano nella città [di Roma]. Il clero locale diventava tiepido, e vidi una grande oscurità... Allora la visione sembrò estendersi da ogni parte. Intere comunità cattoliche erano oppresse, assediate, confinate e private della loro libertà. Vidi molte chiese che venivano chiuse, dappertutto grandi sofferenze, guerre e spargimento di sangue. Una plebaglia selvaggia e ignorante si dava ad azioni violente. Ma tutto ciò non durò a lungo". (13 maggio 1820)
"Ho avuto un’altra visione della grande tribolazione. Mi sembrava che si pretendesse dal clero una concessione che non poteva essere accordata. Vidi molti sacerdoti anziani, specialmente uno, che piangevano amaramente. Anche alcuni più giovani stavano piangendo. Ma altri, e i tiepidi erano fra questi, facevano senza alcuna obiezione ciò che gli veniva chiesto. Era come se la gente si stesse dividendo in due fazioni". (12 aprile 1820)
"Verranno tempi molto cattivi, nei quali i non cattolici svieranno molte persone. Ne risulterà una grande confusione. Vidi anche la battaglia. I nemici erano molto più numerosi, ma il piccolo esercito di fedeli ne abbatté file intere [di soldati nemici]. Durante la battaglia, la Madonna si trovava in piedi su una collina, e indossava un’armatura. Era una guerra terribile. Alla fine, solo pochi combattenti per la giusta causa erano sopravvissuti, ma la vittoria era la loro". (22 ottobre 1822)
LO SAPEVI CHE...
Tutta la vita della Beata è stata caratterizzata da molti eventi straordinari: la comparsa delle Piaghe della Passione, il ripresentarsi ad ogni venerdì - per diversi anni - dei dolori della Passione vissuti misticamente; le moltissime visioni sulla vita e la Passione di Gesù (dai suoi scritti ha preso spunto il regista Mel Gibson per il film "The Passion"), su persone ed eventi dell’Antico Testamento e anche sul futuro della Chiesa; il rapporto intimo e quotidiano con Gesù, Maria, gli Angeli e con molti Santi.
La devozione eucaristica tanto profonda che aveva la portò, per Volontà Divina, a cibarsi unicamente del Ss. Sacramento per anni.
CATECHESI I fiori Eucaristici. Per ascoltare premi QUI
Monaca benedettina - Patrona delle monache benedettine, puerpere, bambini che soffrono di convulsioni. Invocata contro tempeste, piogge e fulmini
LO SAPEVI CHE...
É la sorella gemella di San Benedetto da Norcia.
Era solita recarsi dal fratello una volta all'anno. Un giorno vi si recò secondo il solito, e suo fratello le andò incontro con alcuni suoi discepoli. Trascorsero tutto il giorno nelle lodi di Dio e in santa conversazione. Sull'imbrunire presero insieme il cibo. Si trattennero ancora a tavola e, col protrarsi dei santi colloqui, si era giunti a un'ora piuttosto avanzata. La sorella perciò lo supplicò, dicendo: «Ti prego, non mi lasciare per questa notte, ma parliamo fino al mattino delle gioie della vita celeste». Egli le rispose: «Che cosa dici mai, sorella? Non posso assolutamente pernottare fuori del monastero». Scolastica, udito il diniego del fratello, pose le mani con le dita intrecciate sulla tavola e piegò la testa sulle mani per pregare il Signore onnipotente.
Quando levò il capo dalla mensa, scoppiò un tale uragano con lampi e tuoni e rovescio di pioggia, che né Benedetto, né i monaci che l'accompagnavano, poterono metter piede fuori dalla soglia dell'abitazione dove stavano seduti. Allora il fratello con molto rammarico cominciò a lamentarsi e a dire: «Dio onnipotente ti perdoni, sorella, che cosa hai fatto?». Ma ella gli rispose: «Ecco, ho pregato te, e tu non hai voluto ascoltarmi; ho pregato il mio Dio e mi ha esaudita. Ora esci pure, se puoi; lasciarmi e torna al monastero». Ed egli che non voleva restare lì spontaneamente, fu costretto a rimanervi per forza.
Presbitero
LO SAPEVI CHE...
Il suo proposito da seminarista era quello di avere il suo cuore sempre rivolto al Cielo ed al tabernacolo. Sacerdote dal 1918, nel 1931 viveva nello Stato di Chihuahua, anno in cui la persecuzione dei cattolici in Messico divenne più aspra. Suo contemporaneo è il martire San Turibio Romo Gonzalez (25/02).
Il 10 febbraio 1937, mercoledì delle Ceneri, padre Pedro celebrò l'Eucaristia, impose le ceneri e si dedicò alle confessioni. Improvvisamente si presentò un gruppo di uomini armati per arrestarlo. Padre Pedro prese una custodia con ostie consacrate e seguì i suoi sequestratori. Quando giunsero alla presidenza municipale, sia i politici che i poliziotti incominciarono ad insultarlo e malmenarlo. Poi un colpo esploso sulla fronte gli fratturò il cranio e gli fece saltare l'occhio sinistro. Il sacerdote bagnato di sangue, cadde perdendo quasi i sensi. La custodia si aprì e ne uscirono le ostie. Uno dei carnefici le prese e, con cinismo, ne dette una al sacerdote dicendogli: "Mangiati questa". Quindi, attraverso le mani del suo carnefice si compì il desiderio di ricevere questo Sacramento prima di morire. Agonizzante fu trasportato in un ospedale pubblico di Chihuahua e, il giorno seguente, anniversario della sua ordinazione sacerdotale, consumò il suo glorioso sacrificio di sacerdote martire.
Monaca agostiniana
LO SAPEVI CHE...
Nel 1450, appena 18enne, decise di cambiare radicalmente vita, abbandonando la famiglia e tutte le sue ricchezze per vestire l'abito delle Agostiniane secolari.
Da quel momento in poi la sua vita divenne un continuo pellegrinaggio: si dedicava totalmente alla preghiera, alle mortificazioni e alle opere di carità, ma appena si accorgeva di essere oggetto di attenzione, lasciava quel luogo in ricerca dell'attenzione per Cristo e non per la sua persona.
Desiderosa di visitare Assisi, Roma e la Terra Santa, giunse a Spoleto in compagnia di un'altra terziaria. Lì soggiornò per un periodo dedicandosi alle cure degli ammalati nell'ospedale cittadino ma morì improvvisamente nel 1458, solo 26enne.
Vescovo - Patrono di Terni e degli epilettici; invocato anche contro i dolori del ventre
LO SAPEVI CHE...
Prima di esclamare che è il patrono degli innamorati, bisogna ricordare che è un martire, morto durante le persecuzioni dei cristiani IV° secolo.
Si deve ai monaci benedettini la diffusione del culto di San Valentino nei monasteri in Francia e in Inghilterra. Da qui ebbe origine il patronato di San Valentino sui fidanzati il quale si fonda su un antico scritto dell’inglese Geoffrey Chaucer. Egli racconta come nel giorno di San Valentino gli uccellini iniziassero le loro danze d’amore. A metà del mese di febbraio, infatti, la natura comincia a risvegliarsi dal letargo invernale, perciò San Valentino si trasformò nel santo che annunciava la primavera imminente; non a caso viene a volte rappresentato con il sole nella mano.
San Cirillo, monaco, e San Metodio, vescovo - Patroni dell'Europa orientale
LO SAPEVI CHE...
Hanno origini slave e sono fratelli. Per loro evangelizzare significava, tra le varie cose, vincere l'ignoranza: per questo tradussero in segni grafici la lingua slava, allora priva di alfabeto. I caratteri si chiamano ancora oggi "cirillici" (la lingua russa, ad esempio, si esprime con questi caratteri). Trascrissero, poi, in quei caratteri la Bibbia, il messale e il rituale liturgico che si tramutarono in elementi importanti di unità linguistica e culturale per il mondo slavo.
Il tema della Sapienza e dell'amore per essa ("filosofia") ritorna frequentemente nella vita di Cirillo. Della sua infanzia sappiamo che uno degli episodi più salienti è un sogno che fece a 7 anni e che determinò l'orientamento di tutta la sua vita: sognò Sofia (filosofia), la Sapienza Divina, palesatasi davanti a lui nelle sembianze di una fanciulla meravigliosa e splendidamente adorna. Il tema di Cristo-Sofia (incarnazione e manifestazione agli uomini di Dio come Bellezza, Bontà e Verità assoluta) era vivo nella cultura del tempo. La "Sofia" è infatti la possibilità di cogliere la presenza misteriosa, ma tangibile, di Dio nella realtà, di percepire in ogni bellezza la Bellezza ultima, in ogni bene il Bene ultimo, in ogni verità la Verità ultima.
Metodio, sebbene di maggiore età, era sempre stato sottomesso al fratello minore ponendosi costantemente al suo servizio. Dopo la morte di Cirillo, voleva ritirarsi ad una vita monastica, ma decise di obbedire alle ultime richieste del fratello ovvero di proseguire il lavoro che avevano iniziato insieme (evangelizzare il popolo slavo) e di assumersi la guida della nuova diocesi a lui affidata. Metodio era abilissimo nel replicare immediatamente e con vivacità le obiezioni che gli opponevano i nemici del cristianesimo, nello smascherare i loro tranelli e nell'individuare i loro punti deboli.
Gesuita
CITAZIONI
"Potrei scrivere un libro sulla misericordia di cui Dio mi ha fatto testimone da quando sono qui"
"Voi [Gesù] le avete offerte [le preghiere] per i vostri nemici; non rifiutatele a me che desidero amarvi"
"Fino a quando vi sentirò dire: - Non è peccato mortale! Non vi sono obbligato-. E Gesù era forse obbligato a morire per voi?"
"Ci rallegriamo dei malanni di quelli che riteniamo nostri persecutori; ci affliggiamo della loro prosperità. Oh che grande debolezza!"
LO SAPEVI CHE...
Vissuto nel XVII° secolo, era il direttore spirituale di Santa Margherita Maria Alacoque e l'aiutò a diffondere la devozione del Sacro Cuore di Gesù. Le suggerì di mettere per iscritto tutto ciò che passava nella sua anima, orientandola e sostenendola nell'adempimento della missione ricevuta: Cristo desiderava il culto del suo Cuore, in particolare chiese l'istituzione di una festa particolare il venerdì dopo l'ottava del Corpus Domini, per onorare il suo Cuore attraverso la Comunione riparatrice.
Vergine e martire - Patrona di partorienti, ammalati
LO SAPEVI CHE...
Nella sua famiglia, d'origine turca, era l'unica cristiana. Suo padre, in particolare, era un seguace zelante delle divinità pagane. Promessa sposa a un pagano, era disposta a sposarlo a patto che si fosse fatto battezzare. Lo sposo, superficiale innamorato, temeva troppo la potenza dell'Imperatore e rifiutò di convertirsi; per di più Giuliana venne denunciata dallo stesso fidanzato come "cristiana praticante". Nonostante la prigionia, lei non rinnegò la propria fede e venne condannata a morte.
Domenicano
LO SAPEVI CHE...
Meglio conosciuto come Beato Angelico, nacque alla fine del Trecento a Vicchio di Mugello e fu battezzato con il nome di Guido.
Assieme al fratello Benedetto, entrò nel convento domenicano di Fiesole. Preghiera, meditazione e studio erano la base per la sua predicazione che si esprimeva attraverso l'arte: dipinse a Firenze, in tutta la Toscana, a San Pietro e nei palazzi vaticani per papa Eugenio IV e Niccolò V. Espresse nelle sue pitture ciò che contemplava nel suo intimo, in modo tale da elevare le menti degli uomini alle realtà celesti.
Religiosa, fondatrice delle suore adoratrici del Santissimo Sacramento e delle Sacramentine
CITAZIONI
"Gesù, amarti e farti amare" (motto della Santa)
"Ogni giorno mettiti dinanzi all'altare e prega Gesù Sacramentato! E se non sai pregare, sta lì alla sua divina presenza. Egli vede il tuo cuore, i tuoi bisogni, i tuoi travagli e quello che gli vuoi dire"
"Era tanta la consolazione ch’io provavo nel leggere le vite dei santi che mi nascondevo per dare libero sfogo alle lacrime ed avrei voluto imitarli specialmente nell’orazione e nelle penitenze"
"Ricevuta la S. Comunione non so esprimere cosa passava tra me e Gesù. Mi diceva: "Vedi figlia, vieni, stringiti al mio cuore, vedi l’amor mio, quant’è grande la mia bontà". Ed io lo vedevo nel mio cuore col lume della fede più che se l’avessi veduto personalmente"
LO SAPEVI CHE...
Da piccola era sovente trasportata da un forte bisogno di raccogliersi nella preghiera e nella meditazione. A chi le chiedeva che cosa facesse, rispondeva: "Penso". Nel 1882 decise di fondare, con San Francesco Spinelli (06/02), l'istituto delle Suore Adoratrici del Santissimo Sacramento, ma nel 1889 un dissesto finanziario causò la separazione dei due Fondatori. Portò avanti autonomamente il cammino delle Suore che divennero poi le Sacramentine di Bergamo.
SCRITTI e PREGHIERE Sono presenti molti testi sul sito a lei dedicato: premi QUI per esplorarlo. In particolare ci sono delle preghiere per accompagnare nell'adorazione del Santissimo: premi QUI.
Terziaria dei servi di Maria
LO SAPEVI CHE...
Fin dalla prima fanciullezza fu educata dalla piissima genitrice nei doveri della professione cristiana e dal padre nella pietà e nelle virtù. Si dedicò tutta a Dio col voto della perfetta castità rifiutando le offerte di cospicui maritaggi.
Il ritiro, la preghiera, le penitenze la condussero in breve tempo ad un alto grado di santità. Disprezzando ogni agio e comodità della sua alta condizione sociale, fuggì a tutti gli spassi e le feste mondane. Elisabetta trovava le sue delizie nel meditare la Passione di Gesù Cristo e specialmente i dolori sofferti dalla Madonna ai piedi della Croce: i suoi luoghi preferiti erano esclusivamente la solitaria sua stanzetta e la Chiesa di S. Barnaba, ufficiata dai Padri Serviti.
Nell'offrire per sè a Dio, unico suo bene, le sue fervorose preghiere, non dimenticava mai di pregare per la conversione dei peccatori, per la perseveranza dei giusti e per il trionfo della Chiesa e del Sommo Pontefice.
Pastorella di Fatima
CITAZIONI
"Quanta compassione sento per i peccatori! Se potessi mostrar loro l’Inferno!" era una delle frasi che diceva meditando sul fatto che molti smetterebbero di peccare se conoscessero quale eternità attende chi, fino all’ultimo istante terreno, rifiuta Dio.
LO SAPEVI CHE...
Fu una dei tre veggenti che assistettero alle apparizioni mariane di Fatima, tra maggio e ottobre 1917. Proveniva da una famiglia povera e all'età di 6 anni iniziò a prendersi cura del gregge dei genitori insieme alla cugina Lucia e al fratello Francesco.
Prima delle apparizioni mariane, tutti e tre i bambini ebbero tre apparizioni dell’Angelo protettore del Portogallo il quale li istruì sulla necessità di offrire atti di adorazione, preghiere e sacrifici, in riparazione ai peccati commessi contro la Santissima Trinità e, in particolare, per l’indifferenza e i sacrilegi con cui è offeso Gesù nell’Eucaristia. Nella terza apparizione l'Arcangelo, con i tre in ginocchio, comunicò Lucia dandole «la sacra Ostia», e divise il Sangue del calice tra Giacinta e Francesco dicendo nello stesso tempo: “Prendete e bevete il Corpo e Sangue di Gesù Cristo, orribilmente oltraggiato dagli uomini ingrati. Riparate i loro crimini e consolate il vostro Dio”.
Giacinta rimase particolarmente colpita quando la Madonna le mostrò l'inferno. Continuava a chiederle: «Non si esce mai di là?», «No». «E dopo tanti e tanti anni?», «No, l'inferno non finisce mai». «E se noi preghiamo molto per i peccatori, Nostro Signore li libererà di lì? Poverini! Dobbiamo fare tanti sacrifici». Ammalatasi durante una violenta epidemia di influenza spagnola, morì a soli 9 anni.
PRATICA DEI PRIMI 5 SABATI DEL MESE PER RIPARARE LE OFFESE AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA Per maggiori informazioni premi QUI
Cardinale - Viene invocato contro il mal di testa e l’emicrania
CITAZIONI
"La migliore penitenza è avere pazienza con le pene che Dio permette"
"Allora, fratello, vuoi imparare la grammatica? Impara a declinare Dio al plurale!"
"Tutti i beni di cui gioisci adesso passeranno, scompariranno, allora cosa ti resterà? Non vorresti piuttosto cercare il Bene che resta e che ti riempirà per sempre?"
LO SAPEVI CHE...
Si racconta che da fanciullo, quando trovava una moneta, anziché tenersela, la dava a un sacerdote affinché celebrasse una Santa Messa per i propri genitori defunti (pregare per i defunti e, in particolare, ricordare le anime del Purgatorio, fu un tema fondamentale nella sua vita).
Era uno studioso instancabile; passava le notti a leggere e scrivere, tanto che le lunghe veglie e lo studio continuo gli avevano procurato fortissimi dolori di testa. Invece, quando l'attrattiva del comodo vivere veniva ad istigarlo andava prontamente a tuffarsi nell'acqua gelata e vi rimaneva finché le membra fossero intirizzite dal freddo.
Ebbe un ruolo importante nella storia della Chiesa: aiutò i sei Papi che si succedettero al soglio pontificio nell'XI° secolo a svolgere un'opera moralizzatrice (è noto per il suo ruolo nella riforma della vita dei religiosi e del clero).
Terziaria francescana della penitenza - Patrona dei penitenti
CITAZIONI
"Troppo tardi, sommo Padre di tutti, io sono venuta a te. Troppo tardi ho cominciato ad amarti. Ah, se ti avessi amato fin dal seno di mia madre!"
"Aiutami, Signore, a non essere stimata dal mondo in proporzione dei tuoi doni, tanto grandi che io non posso tacerli, poiché tu sai che io non voglio le lodi di questo mondo"
LO SAPEVI CHE...
Nata nel 1247 da una ricca famiglia, a 16 anni decise di fuggire di casa per iniziare una convivenza con l'amante Arsenio. La gratificazione affettiva che riceveva, però, lasciava sempre in lei uno spazio di crescente inquietudine e delusione per il desiderato matrimonio. Dopo 9 anni di relazione, da cui nacque anche un figlio, Arsenio morì assassinato e fu Margherita, guidata dal proprio cane, a scoprirne il corpo. Affranta dal dolore e respinta dalla famiglia di Arsenio, cercò di rientrare in famiglia ma il padre, su istigazione della matrigna, si rifiutò di accoglierla.
Margherita si trovò col suo bambino improvvisamente sola. Si recò verso la chiesetta delle sue preghiere di bambina e sedutasi sotto un fico lì vicino esplose in un pianto. Fu questo l'"attimo" della conversione nel quale il suo cuore si distaccò da ogni progetto proprio per consegnarsi interamente a Dio che diventò il Signore assoluto. Margherita capì che solo l'amore di Dio non crolla e, appoggiandosi su di Lui, poté ricominciare un cammino e ricostruire la sua esistenza. Ebbe colloqui mistici con Gesù il quale sovente le ripeteva: "Lodami, e io ti loderò; amami, poiché io ti amo; servimi poiché io ti servo e ti servirò".
Religiosa, fondatrice delle Suore dei Santi Angeli Custodi
CITAZIONI
"Mai stancarsi di fare del bene"
"Consegno tutto nelle vostre mani divine"
"Mi basta sapere che sono tua per essere felice"
"Ciò che l'amore non ottiene, nemmeno il rigore lo otterrà"
"Sempre Signore voglio continuare a lottare contro tutte le difficoltà"
"Sopporterò i disagi senza lamentarmi fino a quando potrò ancora lavorare e combattere"
LO SAPEVI CHE...
Dopo la morte della seconda sorella, decise di intensificare la sua vita spirituale. Lesse "La vita devota" (Filotea) di San Francesco di Sales e ne fu letteralmente folgorata! A partire da quel testo la beata fondò la sua vita puramente apostolica e centrata sulla messa in pratica della Parola del Signore in ogni momento.
La morte dei familiari la spinse a dedicarsi ancora di più ai sofferenti. Tra le varie opere di carità, si ricorda la fondazione dell'ordine delle Religiose degli Angeli Custodi per aiutare giovani abbandonate, vittime dell'arroganza della prosperità economica del tempo (seconda metà del 1800).
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Presbitero, fondatore della Compagnia dell'Apostolato Cattolico del Preziosissimo Sangue di Gesù Cristo e della Congregazione delle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue
CITAZIONI
"Figlia, se vuoi essere perfetta, abbracciati alla Croce"
"Per salvare un’anima sarei disposto a versare tutto il mio sangue"
"Avete commesso un peccato? Non vi fermate a riflettervi, ma a pentirvi e a porvi rimedio"
"Si deve sempre preferire l'ubbidienza alla mortificazione e ad ogni altra virtù; perché in quella si fa la volontà di Dio"
"Quattro cose noi dobbiamo al nostro prossimo: sopportarlo nei difetti, aiutarlo nei bisogni, consolarlo nelle sue pene, edificarlo coi nostri buoni esempi e con la nostra condotta"
"Non accade niente nel mondo che Dio non voglia o non permetta: Dio non può volere o non permettere niente che non abbia per fine il nostro bene; Dio può cavare bene dal male medesimo, e fare che tutto ridondi a nostro bene"
LO SAPEVI CHE...
Rimasto orfano a soli 10 anni, fu lo zio paterno (don Giuseppe) ad occuparsi della sua formazione. Questo rafforzò in lui il desidero di diventare sacerdote, già espresso a soli 8 anni (1839) quando nella città natale ci fu una festa solenne per la canonizzazione di Alfonso Maria de’ Liguori; “Sarò prete anch’io” promise a se stesso e agli altri.
Pochi giorni dopo l'ordinazione aprì in casa sua una scuola privata, mentre in una vecchia confraternita istituì una “cappella serotina” come luogo di meditazione, preghiera ed istruzione religiosa per giovani e uomini di ogni grado e condizione sociale.
Negli anni successivi fondò due congregazioni (una per uomini, l'altra per donne) che secondo lui dovevano riflettere “la più viva immagine di quella divina carità con cui il sangue fu sparso”. Gli profetizzò il suo vescovo: “Hai scelto il titolo del Preziosissimo Sangue? Ebbene preparati a bere un calice amaro”. La profezia si avverò quando due sacerdoti - rivali - costruirono a suo danno un castello di accuse infamanti e vergognose che furono smentite solo dopo anni davanti al tribunale.
Presbitero
CITAZIONI
"Signore, accetteresti il mio sangue che ti offro per la pace della chiesa?"
LO SAPEVI CHE...
Nacque in un'umile famiglia nel 1900. Si scontrò con il dissenso dei genitori quando espresse il desiderio di diventare sacerdote perché il suo contributo nei campi e in famiglia era indispensabile. In suo aiuto venne la sorella maggiore, Maria.
Divenne sacerdote a soli 22 anni e subito si schierò dalla parte dei poveri: questo generò fastidio da parte di molti. In occasione di una Prima Comunione, tenendo l'Ostia Sacra nelle sue mani disse: "Signore, accetteresti il mio sangue che ti offro per la pace della chiesa?". Alle cinque della mattina del sabato 25 febbraio 1928, volle celebrare l'Eucarestia ma, sentendosi molto stanco a causa di un lungo lavoro svolto il giorno precedente, preferì dormire un po' per celebrare meglio. Si era appena addormentato quando un gruppo di contadini e soldati entrò nella stanza per ucciderlo.
Come San Pedro De Jesus Maldonado Lucero (11/02) visse nel periodo delle persecuzioni cristiane in Messico nella prima metà degli anni '90.
Passionista - Patrono dell'Abruzzo, dell'Azione Cattolica Italiana e alcuni comuni italiani
CITAZIONI
"Maria è l’unica scala per salire alla felice eternità"
"La mia vita è una continua gioia. Non cambierei un quarto d’ora di questa vita"
"Voglio fare solo la volontà di Dio, non la mia. Possa essere sempre fatta l'adorabile, amabile, più perfetta volontà di Dio"
LO SAPEVI CHE...
Da fanciullo, durante una malattia, promise di diventare religioso se fosse guarito. Guarì due volte, ma procrastinò questo impegno. Durante la processione dell'icona del duomo di Spoleto, ormai diciottenne, sentì una voce interiore (locuzione mariana) che lo invitava a lasciare la vita borghese per farsi religioso passionista. Il padre gli presentò forti difficoltà, ma il desiderio per la vocazione religiosa prevalse. Scelse la regola dei Padri Passionisti, fondati da San Paolo della Croce, per poter consolare col suo delicatissimo cuore i dolori della passione di Gesù Cristo e della Vergine Addolorata.
La sua testimonianza autobiografica è raccolta in "Lettere confidenziali. Con altri scritti e preghiere".
Abate - Patrono dei malati di mente e di coloro che stanno per annegare
LO SAPEVI CHE...
Nato nel IV° secolo, diventato adulto venne mandato dai genitori nel monastero d'Ainay a Lione per studiare. Lì fu allievo dell'abate Sabino che gli donò "Vita dei Padri del deserto" e le "Istituzioni di Cassiano". Colpito dal contenuto di questi libri, desiderò presto vivere una vita da eremita, per poter realizzare meglio il suo ideale ascetico. All'età di 35 anni si ritirò quindi nelle foreste del Massiccio del Giura, in un luogo chiamato Condat.
Visse da eremita e, dopo qualche anno, lo raggiunse il fratello Lupicino, che era rimasto vedovo. Insieme vissero da eremiti ancora qualche anno fra digiuni e penitenze. Gli inizi furono difficili, soprattutto per il clima freddo e umido del luogo (i "Padri del deserto" che volevano imitare vivevano in un clima caldo e asciutto). Romano e Lupicino, scoraggiati per la fatica, decisero di abbandonare Condat. Dopo un giorno di cammino si fermarono presso un casale e chiesero ospitalità a una donna, ma questa li incoraggiò a tornare indietro, sostenendo che non dovevano lasciare campo libero a Satana che li aveva voluti cacciare via dal loro romitaggio.
Dopo qualche anno, attratti dalla fama di santità che i pochi abitanti dei dintorni avevano propagato, accorsero altri giovani desiderosi di imitarli.