Sant'Alfonso Maria de' Liguori
CITAZIONI
Io ho dato alla luce diverse operette spirituali, ma stimo di non aver fatta opera più utile di questo libretto, in cui parlo della preghiera, per essere ella un mezzo necessario e sicuro, al fine di ottenere la salute, e tutte le grazie che per quella ci bisognano.
Chi prega, certamente si salva; chi non prega certamente si danna. Tutti i beati, eccettuati i bambini, si sono salvati col pregare. Tutti i dannati si sono perduti per non pregare; se pregavano non si sarebbero perduti. E questa è, e sarà la loro maggiore disperazione nell’inferno, l’aversi potuto salvare con tanta facilità, quant’era il domandare a Dio le di lui grazie, ed ora non essere i miseri più a tempo di domandarle.
Se è lecito dunque raccomandarsi ai vivi, perché non ha da esser lecito l’invocare i Santi, che in cielo più da vicino godono Dio? Ciò non è derogare all’onore che a Dio si deve, ma duplicarlo, com’è l’onorare il re non solo nella sua persona, ma ancora nei suoi servi. Che perciò dice S. Tommaso, essere bene che si ricorra a molti Santi, perché con le orazioni di molti alle volte si ottiene ciò che non si consegue per l’orazione di un solo
CITAZIONI
La santa fede insegna, e noi siam obbligati a crederlo, che nell'ostia consacrata vi sta realmente Gesù Cristo sotto le specie di pane. Ma bisogna che intendiamo insieme ch'egli sta ivi su i nostri altari, ma come in trono d'amore e di misericordia per dispensare grazie e per dimostrare l'amore che ci porta, col voler dimorare di giorno e di notte così nascosto fra noi.
Essendoché in ogni Visita delle seguenti al SS. Sacramento s'insinua la Comunione spirituale, è di bene spiegare che cosa ella sia e di quanto frutto. La Comunione spirituale consiste, secondo S. Tommaso, in un desiderio ardente di ricevere Gesù sacramentato ed in un abbraccio amoroso come già fosse ricevuto.
A pagina 5 è possibile leggere la Preghiera a Gesù da recitare in principio d'ogni visita e la Preghiera a maria SS da recitare ogni giorno in fine della visita
Sintesi:
Il libro è diviso in due parti: la prima parte è un commento in dieci capitoli alla Salve Regina, la seconda contiene: Discorsi sulle sette feste della Madonna; Riflessioni sui sette dolori; Delle virtù di Maria Santissima; Ossequi e Devozioni. Ogni capitolo si chiude con una preghiera.
CITAZIONI
Poiché la Vergine Maria fu esaltata ad essere madre del Re dei re, ben a ragione la santa Chiesa l'onora e vuole che da tutti sia onorata con il titolo glorioso di regina. «Se il figlio è re, dice sant'Atanasio, giustamente la madre deve essere considerata e chiamata regina».
I veri amici e i veri parenti non si conoscono nel tempo della prosperità, ma nei giorni di angustie e di miserie. Gli amici secondo il mondo restano fedeli all'amico finché è nella prosperità, ma le disgrazie, e soprattutto la morte, li fanno fuggire. Maria invece non fa così con i suoi devoti. Nelle loro angustie e specialmente in quelle della morte, le maggiori che si possano avere sulla terra, la buona Madre non abbandona i suoi servi fedeli.
Felici sono i devoti di questa Madre così pietosa, poiché non solo sono da lei soccorsi su questa terra, ma anche nel purgatorio sono assistiti e consolati dalla sua protezione. Anzi, dato che le anime del purgatorio sono le più bisognose di sollievo perché sono le più tormentate e non possono aiutarsi da sé, la nostra Madre di misericordia si prodiga per portare soprattutto ad esse il suo soccorso
CITAZIONI
Considera che sei terra, ed in terra hai da ritornare. Ha da venire un giorno che hai da morire e da trovarti a marcire in una fossa, dove sarai coperto dai vermi. "I vermi saranno la tua coperta" (Is.14,11). A tutti ha da toccare la stessa sorte, a nobili ed a plebei, a principi ed a vassalli.
Molti saranno i rimorsi con cui la coscienza roderà il cuore dei reprobi, ma tre saranno i rimorsi più tormentosi: il pensare al poco per cui si son dannati: al poco che dovevano fare per salvarsi: e finalmente al gran bene che han perduto
Tutta la nostra salute, e tutta la perfezione consiste nell'amare Dio. "Qui non diligit manet in morte" (1Gv.3,14). "Caritas est vinculum perfectionis" (Colos 3). Ma la perfezione dell'amore consiste poi nell'uniformare la nostra alla divina volontà; poiché questo è l'effetto principale dell'amore, come dice l'Areopagita, unire le volontà degli amanti, sicché non abbiano che un solo cuore ed un solo volere.
CITAZIONI
Così chiamava S. Agostino il pensiero dell'eternità: Il gran pensiero. Questo è quel pensiero, che ha mandati tanti solitari a vivere nei deserti, tanti religiosi (anche Re e Regine) a rinserrarsi nei chiostri, e tanti Martiri a finir la vita nei tormenti, affine di acquistare l'eternità beata del paradiso, e di evitare, l'eternità infelice dell'inferno. Il ven. Giovanni d'Avila convertì una certa Dama con queste due parole: Signora, le disse, pensate a queste due parole: Sempre e Mai. Un certo Monaco si chiuse in una fossa per pensare continuamente all'eternità, ed ivi non faceva altro che esclamar: O eternità! O eternità! - Ah mio Dio! quante volte io ho meritata l'eternità dell'inferno! Oh non vi avessi mai offeso! Datemi dolore dei peccati miei, abbiate pietà di me
Così il profeta Isaia chiamò il nostro Redentore: Virum dolorum (53, 3): uomo de' dolori: sì, perché tutta la vita di Gesù Cristo, fu vita di dolori. Egli si era addossato tutti i nostri debiti. È vero che essendo Uomo e Dio, bastava una semplice sua preghiera a pagare per tutti i debiti del mondo, ma il nostro Salvatore volle rigorosamente soddisfarla la divina giustizia, e perciò si elesse una vita piena di disprezzi e di dolori, contentandosi, per amore degli uomini, di essere trattato come l'ultimo ed il più vile tra gli uomini, come anche già lo previde Isaia: Gesù mio disprezzato, voi coi vostri disprezzi avete pagati i disprezzi da me fatti a voi stesso. Oh fossi morto prima, e non vi avessi mai offeso!
Appena giunto il Redentore al Calvario tutto addolorato e stanco, gli tolgono le vesti attaccate già alle sue lacere carni, e poi lo gettano sulla croce. Stende Gesù le sacre mani, e nello stesso tempo offre all'eterno Padre il sacrifizio della sua vita, e lo prega ad accettarlo per la salute degli uomini. Quindi prendono i carnefici con furia i chiodi ed i martelli, ed inchiodando le sue mani e i suoi piedi l'affiggono alla croce. O mani sacrosante, che col solo tatto sanaste tanti infermi, perché ora v'inchiodano a questa croce? O santi piedi, che tanto vi affaticaste per cercare noi, pecorelle perdute, perché ora vi trafiggono con tanto dolore? Quando vien ferito un nervo nel corpo umano, è sì acuto il dolore, che cagiona spasimi e svenimenti; or quale sarà stato il dolore di Gesù cui furono traforati coi chiodi le mani ed i piedi, membra piene di nervi e muscoli? - Oh dolce Salvatore, tanto vi costò il desiderio di vedermi salvo, e di acquistarvi il mio amore; ed io ingrato tante volte ho disprezzato l'amor vostro per niente; ma ora lo stimo più di ogni bene.
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