The dare [la sfida / il coraggio]
Gioia e amore sono le ali
per le grandi imprese.
C'è una verità elementare,
la cui ignoranza uccide
innumerevoli idee e splendidi piani:
nel momento in cui uno si impegna a fondo,
anche la provvidenza allora si muove.
Infinite cose accadono per aiutarlo,
cose che altrimenti
mai sarebbero avvenute...
Qualunque cosa tu possa fare,
o sognare di poter fare,
incominciala.
L'audacia ha in sé genio,
potere, magia.
Incomincia adesso.
Le affinità elettive, J. W. von Goethe
Un hub creativo è in preparazione allo scopo di offrire una struttura di oltre duecentocinquanta mq e oltre duemila mq di terreno a creativi di ogni formazione: artisti, maker, visionari, musicisti di ogni provenienza.
A 4 km da Lucca The dare proporrà un nuovo modo di concepire gli spazi creativi e di lavoro condivisi, gli spazi performativi e di aggregazione, i luoghi di apprendimento, di crescita cognitiva ed emozionale.
Ideato da Oreste M. G., il progetto The dare avrà sede in una struttura che accoglieva una casa famiglia nella piana lucchese, nella frazione di Pieve San Paolo, nelle immediate adiacenze di Lucca Est.
I progetti MED (2009) e MES (2014), rimasti alla fase ideativa, e l'intenzione di realizzare applicazioni cognitive si fondono nel nuovo progetto che ne incorporerà, mutatis mutandi, gli obiettivi.
Il sito è in via di riqualificazione secondo criteri che contemperino la tradizione con le forme della contemporaneità, consapevoli degli effetti dell'architettura sulla mente degli utilizzatori degli spazi abitativi.
L'edificio di tre piani e mansarda diverrà luogo operativo, meditativo e ricco di rimandi, nel rispetto della tradizione contadina locale, proponendosi come base operativa di start up, associazione o scuola.
Il brand e l’identità visiva è in corso di sviluppo.
Il logo è in via di definizione e intenderà evocare l’idea di uno spazio allo stesso tempo fisico e metafisico, mixer tra contenitore e contenuto.
The dare intende promuovere progetti ed eventi ispirati a un modello di vita sostenibile, stabilendo collaborazioni con talenti emergenti. I progetti si focalizzeranno sulla sensibilizzazione dei partecipanti a tematiche artistiche e scientifiche, con particolare attenzione a quelle ambientali.
The dare è un progetto di ricerca che ambisce a creare eccellenza nella produzione transdisciplinare artistica e del sapere, eccedendo i modelli classici della formazione.
Intende verificare il ruolo e il potenziale dell’arte e dei saperi senza vincolarsi a risultati immediati, combinando la mutua interdipendenza di epistéme (scienza), pràxis (pratica) e poíesis (produzione), senza i limiti di una prospettiva disciplinare, ma rivolgendo lo sguardo a un sapere trasformativo e generativo, in grado di sovvertire l'idolatria degli esperti e specialisti, o degli standard procedurali.
The dare si allontana dai sistemi di regolazione stabiliti per allargare l'orizzonte della ricerca attraverso ibridazioni tra diversi approcci esperienziali e competenze.
The dare non ricalca la formalizzazione del sapere, ma ne prende le mosse, e affronta un percorso non lineare per esplorare un’epistemologia multiplanare, problematizzando lo status quo invece di perseguire risposte ovvie.
L’obiettivo è superare ovviamente le visioni e di-visioni disciplinari che segmentano il sapere, non solo quello accademico, offrendo la possibilità di una formazione non separata dai contesti reali.
E raggiungere l'eccellenza.
The dare intende affermare nuove gerarchie qualitative, non meramente riproduzione del già esistente, mantenendo il rispetto delle differenze e delle polarità artistiche e scientifiche, formative e di ricerca, per innescare relazioni produttive tra differenti campi di applicazione, capaci di superare la distanza tra sapere formale e informale e raggiungere una conoscenza diffusa.
The dare proporrà laboratori allo scopo di indagare futuri scenari ed esplorare, su scala globale, nuove soluzioni nel campo dei modelli evolutivi personali e dell'apprendimento. Le attività si svilupperanno attraverso eventi, laboratori, conferenze, residenze, mostre, progetti di collaborazione.
Offrirà soggiorni di ricerca a giovani artisti e studiosi di ogni Paese, interessati a elaborare nuove pratiche pedagogiche nella produzione artistica e scientifica, connettendo modelli altamente distributivi di comunicazione con approcci cooperativi.
...
La prima ipotesi operativa del progetto è derivata dal motto di Seneca: Per aspera ad astra [Seneca, Hercules furens, atto II, v. 437].
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Invitiamo a mettervi in contatto con noi per qualsiasi suggerimento o proposta di collaborazione.
Se ritenete che il nostro progetto meriti di essere supportato, inviateci un contributo. Grazie.
Foto e dati del sito e cronaca per i partecipanti.
Chiedete le credenziali per entrare.
Link: Cartografia - Mappa -
Esempi di autonomia - Idee per consumo zero -Estratto dal regolamento urbanistico.
Link su fondi a titolo perduto.
Lettera al Sindaco - Lettera al capo di Gabinetto
[questa pagina costituisce solo una bozza dell'idea, ed è finalizzata a un preliminare confronto con i soggetti interessati]
The dare
Only a person who has himself experienced
the impact of a fertile idea
will understand what passionate activity
is stirred in our minds,
what enthusiasm we feel,
when we glimpse in advance
and in its totality something
which is later to emerge
in greater and greater detail
in the manner suggested
by its early development.
Thus, the reader must surely agree,
having been captured and driven by such an idea, I was bound to be occupied with it, if not exclusively, nevertheless during the rest of my life.
J. W. Goethe (1831), reflection of his 1786-87
visit to a public garden in Palermo, Sicily
None are more hopelessly enslaved
than those who falsely believe they are free.
[Niemand ist mehr Sklave,
als der sich für frei hält, hne es zu sein.]
Elective Affinities, J. W. von Goethe
A creative hub is being prepared in order to provide a structure of more than two hundred and fifty square meters and more than two thousand square meters of land to creatives with every training: artists, makers, visionaries, musicians with different backgrounds.
A 4 km from Lucca The dare will propose a new way of conceiving the creative and shared work spaces, the performance and aggregation spaces, places of learning, cognitive and emotional growth.
Designed by Oreste MG, The dare will be based in a building where was a family house in the plain of Lucca, in the hamlet of Pieve San Paolo, nearby of Lucca East.
The projects MED (2009) and MES (2014), left to the creative phase, and the intention to implement cognitive applications come together in the new project that will incorporate, mutatis mutandis, their goals.
The site is in process of redevelopment in accordance with criteria that balance tradition with contemporary forms, aware of the effects of architecture on the mind of users of the spaces.
The building of three floors and attic will become operational site, meditative and full of references, in tribute to the local tradition, serving as operative base for start up, association or school.
The brand and visual identity are going to be developed.
The logo is being defined and deemed to evoke the idea of a physical and metaphysical space, mixer between container and content.
The dare promotes projects and events inspired by a model of sustainable living, establishing collaborations with emerging talents. The projects will focus on raising awareness of participants in artistic and scientific issues, with particular attention to environmental ones.
The dare is a research project that aims to create excellence in transdisciplinary and artistic production of knowledge, exceeding the classical models of the formation.
Intends to verify the role and potential of art and of knowledge not bound to immediate results, combining the mutual interdependence of epistéme (science),pràxis (practice) and poíesis (production), without limits of a disciplinary perspective, but turning his eyes to a knowledge transformative and generative, can subvert idolatry of experts and specialists, or procedural standards.
The dare is moving away from control systems established to expand the research horizon through hybridization between different experiential approaches and skills.
The dare does not follows the formalization of knowledge, but it starts, and faces a non-linear path to explore epistemology multiplanar, complicating the status quo instead of pursuing obvious answers.
The goal is obviously to overcome the visions and visions that segment-disciplinary knowledge, not only academia, offering the possibility of a no separate training from the real contexts. And reaching the excellence.
The dare intends to give new qualitative hierarchy not merely reproducing existing, maintaining respect for differences and artistic and scientific polarity, training and research, to trigger productive relationships between different fields of application, able to bridge the gap between formal knowledge and informal and reach a common understanding.
The dare will propose workshops in order to investigate future scenarios and explore, on a global scale, new solutions in the field of evolutionary models and personal learning. The activities will be developed through events, workshops, conferences, residencies, exhibitions, collaborative projects.
It will offer research stays for young artists and scholars from each country, interested in developing new pedagogical practices in the artistic and scientific production, connecting distributive models of communication with a cooperative approach.
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The first working hypothesis of the project is derived from Seneca's motto: Per aspera ad astra [Seneca, Hercules furens, atto II, v. 437].
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We invite you to contact us for any suggestion or proposal of collaboration.
If you believe that our project deserves a support, give us a contribution. Thanks
Photos and information of the site and Chronicle for participants. Ask the credentials to enter.
Link: Cartography - Map - Exempla of autonomy -
Ideas for zero consume - Estract by urban rules.
Link of funds outright title.
Letter to the Mayor - Letter to 'Capo di Gabinetto'
[This page is only a draft of the idea, and is aimed to a preliminary exchange of ideas with the subjects interested]