04/01/2024
Caro diario,
da poco tempo è iniziato un nuovo anno, sono state aperte le porte per una nuova strada, per un percorso da scoprire, che sicuramente sarà pieno zeppo di ostacoli, ma anche di tante soddisfazioni.
Oggi, sto imbrattando la tua candida pelle, ammirando uno splendido tramonto, osservando i colori del cielo che si fondono e si abbracciano, come se avessero paura di essere divisi per sempre da qualcuno o da qualcosa. Il sole si nasconde alle spalle delle montagne e le sue braccia diventano sempre più corte, si ritraggono sempre di più, dando spazio al crepuscolo, alle tenebre, ai figli della notte che mangiano i nostri corpi, avvolgono parte della Terra e accarezzano le stelle, piccoli puntini, accostati l’un l’altro senza un filo logico, poiché non devono averlo per forza avere un senso, o sbaglio?
Come ben sai, un diario è fatto per scrivere le proprie paure, le difficoltà, i dolori, ma anche le gioie, gli obiettivi raggiunti e non raggiunti, i propri pensieri o anche semplici riflessioni, non per forza i propri segreti. Oggi, mentre riposavo, ho notato due uccellini sulla veranda aldilà della finestra, che collega la mia cameretta col mondo esterno.
Questi due animaletti erano veramente minuscoli: zampettavano sul pavimento e svolazzavano tra le varie piante, sfiorandosi delicatamente con le piume e beccandosi di tanto in tanto, insomma giocherellavano tra loro come due bambini. Ai miei occhi, parevano innamorati. Tra di loro c’era un amore nascosto, un amore pieno di paura, ma contemporaneamente ardente di desiderio, cioè la speranza di poter vivere quell’istante per l’eternità, ma ostacolato dal timore che qualsiasi elemento esterno potesse mettere fine a quella che sembrava una fiaba. L’amore…che sentimento complicato!
Credo che l’amore sia come una moneta: il suo valore è essenziale per la sopravvivenza, ma anche letale per il proprio benessere, per la mente, ma specialmente per il cuore.
L’amore è quel sentimento che manda in tilt il cervello, offusca la razionalità e ci rende vulnerabili di fronte ai nostri coetanei, perché l’amore sfoglia un individuo da quella corazza che si è costruito, progettata magari anche per anni, ma che è andata in rovina. L’amore è come una droga: più non si possiede, più la si desidera, perché in fondo tutti vogliamo essere amati, anche se cerchiamo di negarlo oppure di renderlo meno evidente agli occhi altrui.
L’amore è la condanna di coloro che vivono in solitudine perché, nel profondo, tutti proviamo un po’ di invidia nei confronti delle persone che trovano il proprio partner oppure la spalla sulla quale poggiarsi.
L’amore è prendersi cura dell’altro, con la consapevolezza di doverci essere nel momento del bisogno, nella situazione in cui uno dei due sta affondando nell’abisso e l’altro deve essere pronto a salvarlo, porgendo la propria mano e, se è necessario, anche tutto il braccio. Siffatto sentimento può essere tante cose: una clessidra che ha i giorni contati, un liquido che scorre all’interno di un imbuto, che può essere grande o piccolo, oppure la carrozza di Cenerentola, che allo scoccare della mezzanotte si ritrasforma in una zucca, ritornando alle sembianze iniziali, diventando quasi niente. L’amore è un velo che offusca la vista e ci rende quasi ciechi, costruendo un muro di fronte a noi, che spesso ci impedisce di osservare la realtà che ci circonda.
Riflettendoci, noi fin da bambini riceviamo le prime gocce d’amore, ovvero quelle dei nostri genitori, ma non sempre ce ne accorgiamo, perché pensiamo che sia un sentimento scontato, eterno, poiché abbiamo la sicurezza che la fiala che contiene quella medicina, non si consumerà mai.
Anche se non è sempre così, perché tutte le cose belle hanno un inizio e una fine oppure quelle gocce col tempo potrebbero scadere, non provocando in noi più nessuna reazione. Dunque, siamo noi gli unici a giudicare l’amore come una cura o un veleno per noi stessi.
Sai diario, io ho una paura matta dell’amore, perché è un sentimento impossibile da nascondere, dato che in qualche modo viene sempre a galla! Egli scatena reazioni chimiche al nostro interno, che ci rende incapaci di avere il controllo di noi stessi: aumenta il battito cardiaco, si verifica un arrossamento della cute, le nostre mani sono attaccate da un improvviso tremore e i pori della nostra pelle espellono sali minerali e acqua.
Ho letto da qualche parte che nel momento in cui vediamo la persona che ci piace, la pupilla dei nostri occhi si ingrandisce e, casualmente, quest’ultima si fa spazio nell’occhio anche nel momento in cui viene colpito da una forte luce. Forse essa si ingrandisce proprio perché la persona da noi amata è come se fosse una luce, come se in qualche modo fosse una fonte luminosa che illumina il nostro mondo. L’amore, per quanto possa essere doloroso a volte, è un’emozione intensa, che ci fa vivere esperienze o sensazioni mai provate prima di allora.
L’amore si declina in diversi campi, quello familiare, quello adolescenziale, l’amore tra due amici o anche quello coniugale. Penso che il mio preferito sia quello adolescenziale e non lo dico perché sono una ragazza, ma perché è una sensazione completamente nuova e sconosciuta per noi adolescenti.
Non so se ho mai amato veramente qualcuno fino ad ora, però sono certa di aver incontrato la persona che ha fatto impallare i macchinari del mio cervello e ha fatto impazzire il mio cuore, allontanandomi per un momento dai problemi e dalle forze negative. Però, la causa di questi guasti è andata: le nostre strade si sono separate, lasciando un segno indelebile nella mia vita, ma conserverà per sempre un posto nel mio cuore. Sarà il fantasma che ha il permesso di vagare nel mio animo.
È difficile ammetterlo, ma è impossibile nascondere l’amore, nonostante il carattere duro o la freddezza che ha ghiacciato il nostro cuore, quel dannato sentimento sarà sempre un fuoco capace di sciogliere persino il Ghiacciaio dei Forni. Perché, per quanto la nostra razionalità sia contraria, noi proveremo sempre un po’ di preoccupazione nei confronti della persona che amiamo; dedicheremo anche le attenzioni più stupide che esistano sulla faccia della Terra, svolgendo azioni che non avremmo mai fatto con nessun’altro, e avremo sempre un occhio di riguardo per quell’individuo, che ha lanciato un incantesimo al nostro cuore, trasformandolo in una navicella spaziale, per guidarlo fino alla luna.
Ah, vuoi sapere che fine hanno fatto i due uccellini? Sono volati insieme, chissà in quale parte del mondo…
L’amore, d’altronde, è come la tosse: è impossibile nasconderla agli altri, altrimenti si soffoca in silenzio. Come biasimare i Romani… “Amor tussique non celantur” e lo dimostra anche la congiunzione “que”.
È stato un piacere parlarti, oh mio diario, e chi lo sa, magari un giorno anch’io troverò il mio amore, cambiando idea sul suo conto.
La tua Sara.
Sara Greco