In occasione del settimo anniversario della scomparsa di Vincenzo Marchetti, ho voluto rendere omaggio alla Sua memoria condividendo sul gruppo Facebook “Succede a Levate” una riflessione di Vincenzo pubblicata sul periodico comunale “Levate Insieme” di dicembre 1992 e che, sperando di fare cosa gradita a chi non è iscritto a “Succede a Levate” ho riportato in testa a questa pubblicazione de L'Olmo.
E’ significativo constatare come, a distanza di quasi trent’anni dalla riflessione di Vincenzo, le Sue parole risuonino tremendamente attuali nella nostra quotidianità, nella nostra “routine” e nel nostro “torpore collettivo”.
Con ogni probabilità tutti questi fattori si sono lentamente acuiti nel corso degli ultimi anni, forse anche a causa di un’informazione locale sempre pronta a dare ampio e ridondante risalto a notizie di second’ordine, tralasciando puntualmente e volontariamente, argomenti di oggettivo e primario interesse collettivo.
Per farsi un’idea di ciò che sto affermando è sufficiente “scorrere”, in mancanza di periodici comunali ormai da più di due anni, la pagina Facebook istituzionale del nostro Comune, e constatare, ad esempio, come si stia dando ampio risalto a notizie di oggettivo second’ordine, tralasciando puntualmente (e, oserei dire, volontariamente) la trattazione di importanti tematiche quali Grandi Opere, AT2 Bailino, l’ampliamento di un’azienda chimica locale, le dimissioni dell’assessore ai servizi sociali, la condanna agli atti di vandalismo occorsi al Quagliodromo ecc
Non vorrei dilungarmi troppo, rendendo pesante e noiosa la lettura di questo articolo di apertura, ma ci tengo a condividere con chiunque avrà la bontà (e l’onestà intellettuale) di leggermi una riflessione personale: Vincenzo Marchetti ci ha invitato a “informarci e far valere le nostre istanze”. Ebbene, proprio su queste basi, tra mille difetti, mancanze e difficoltà, si stanno fattivamente muovendo “Succede a Levate” da sei anni e “L’Olmo” da tre anni.
Io credo che, per onorare al meglio la figura di Vincenzo Marchetti e, più in generale, “dei Padri di Levate”, non siano sufficienti distratti ricordi “una tantum”, “emoticons” o “like”; al contrario, credo sia necessario cercare di porre in essere, a beneficio di noi stessi e della nostra comunità, sinceri e disinteressati fatti concreti.
Su queste basi è nato questo nuovo numero de “L’Olmo”, nel quale si parlerà apertamente di alcuni discutibili accadimenti che hanno interessato Levate negli ultimi sei mesi e che hanno coinvolto tanto la nostra Amministrazione comunale quanto il lassismo delle nostre (presunte) minoranze consiliari, ormai sostanzialmente sparite dal panorama politico locale (ma non disperiamo: tra meno di due anni si tornerà a votare, quindi, immagino, presto torneranno tra noi affamate di consensi elettorali).
Tutto ciò che leggerete su questo numero de “L’Olmo” è stato pubblicato per una semplice finalità:
poter trattare temi e argomenti che, per evidenti motivi di “opportunità politica”, non sono stati adeguatamente o minimamente trattati dai principali canali di informazione della nostra Amministrazione comunale e delle nostre (presunte) minoranze consiliari.
In questo oblio informativo, viene calato questo numero de “L’Olmo” poiché libertà e democrazia è poter dissentire, perché per applaudire il potere non c’è bisogno di libertà: basta la dittatura…e, mi permetto di aggiungere, basta leggere i canali informativi del nostro Comune.
A Voi tutti, grazie per l’attenzione e buona lettura.
Qualche attento cittadino levatese avrà notato che, in prossimità di alcuni siti storici del paese, sono stati installati dei pannelli contenenti alcune scarne e, a volte, incomprensibili, incomplete e inesatte informazioni.
Ritengo doveroso fare una premessa, che vorrei scrivere a CARATTERI CUBITALI a beneficio di chi non aspetta altro che il minimo pretesto per travisare volontariamente quanto viene scritto su “Succede a Levate” e su “L’Olmo”;
quanto sto scrivendo non deve (ripeto, non deve) essere interpretato come un’osservazione nei confronti di chi si è occupato dei contenuti informativi di tali pannelli:
al contrario, quanto sto scrivendo altro non è che un’osservazione alla nostra Amministrazione comunale, la quale, prima di prestare il consenso all’acquisto, alla realizzazione e all’installazione di materiale informativo (pagato dai cittadini contribuenti levatesi), dovrebbe quantomeno verificare la completezza e la correttezza di quanto è stato scritto su suddetti pannelli e, solo dopo aver effettuato questo controllo, procedere alla relativa predisposizione e affissione in prossimità dei luoghi di interesse storico-culturale locale!
A Levate, con ogni probabilità, la nostra Amministrazione comunale non ha effettuato controlli adeguati.
In caso contrario, e cioé qualora suddetti controlli fossero stati ritenuti adeguati, quanto è accaduto sarebbe ancora più preoccupante...
Andiamo con ordine:
IL PANNELLO DEL CIMITERO VECCHIO DI VIA SAN ROCCO (CAP SANTI)
1) all’ingresso della chiesetta di San Rocco il pannello recita che la cappella, e cito: “è andata in disuso nel 1888”.
L’informazione è errata, visto che il nuovo cimitero è stato costruito nel 1890, ma i morti riposarono al vecchio cimitero fino al 1914, anno in cui fu portata a termine l’esumazione totale delle salme;
2) il medesimo pannello posto all’ingresso della chiesetta di San Rocco recita: “l’affresco posto sopra l’altare rappresenta la Vergine col Bambino”.
L’informazione è incompleta, visto che nell’affresco è facile notare la presenza, oltre che della Vergine col Bambino, di altri due soggetti: San Pietro (Patrono della Parrocchia) e, per l’appunto, San Rocco;
3) infine il medesimo pannello posto all’ingresso della chiesetta di San Rocco, citando il monumento A.V.I.S., recita che “a lato si trova una tartaruga con incise la preghiera dettata da Papa Giovanni XXIII”.
Al netto di evidenti errori di battitura, non esiste nessuna “tartaruga papale”…
IL PANNELLO DELLA CHIESETTA DEL MONASTEROLO
Altre inesattezze si registrano in prossimità della chiesetta del Monasterolo e, permettetemi di dirlo, se la “tartaruga papale” potrebbe suscitare ilarità nei confronti di Voi lettori, gli errori sul Monasterolo, se possibile, rivestono le maggiori gravità, visti e considerati gli innumerevoli studi e i contributi storici che sono stati forniti da Vincenzo Marchetti (di cui il nostro attuale primo cittadino, nel corso della campagna elettorale del 2019, si è implicitamente auto proclamato “successore” nel corso dell’assemblea pubblica di presentazione della sua lista civica) condivisi dallo stesso Vincenzo Marchetti a beneficio dell’intera cittadinanza levatese in un’assemblea pubblica organizzata a Levate nel 2004 e pubblicati a più riprese sia sul periodico comunale “Levate Insieme”, sia sul periodico parrocchiale “In Dialogo”.
Anche in questo caso, andiamo con ordine:
1) la chiesetta del Monasterolo non è mai stata intitolata a Sant’Antonio, bensì a San Benedetto. Sarebbe ridondante in questa sede elencare tutte le fonti bibliografiche a sostegno di quanto scrivo. Mi limiterò a citare quanto è stato pubblicato da Vincenzo Marchetti nel periodico parrocchiale “In Dialogo” del 1992 (anno 2 . N. 3), e cito: “Un dato è certo: la chiesetta del Monasterolo è sempre documentata come chiesa di S. Benedetto dalla prima notizia finora rintracciata e risalente al 1135”;
2) nel medesimo pannello viene narrato il furto della tela che si trovava sopra l’altare della chiesetta. Visto che la tela è sparita e, ormai da più di dieci anni, non è più presente all’interno della chiesetta, sarebbe stato più corretto scrivere che “in questa chiesa vi ERA una tela”, e non “in questa chiesa vi E’ una tela”.
IL PANNELLO DI PIAZZA ROMA
Infine, per chiudere in bellezza, dalla lettura del pannello posto in adiacenza del nostro Comune in Piazza Roma si possono leggere altre inesatte, incomplete e agghiaccianti informazioni.
Andiamo con ordine:
1) “Il paese allora chiamato <<Lavate>> dal celtico <<Law>, che significa acqua…”.
In merito a questa affermazione, che ha la pretesa di fornire come certa l’etimologia del nome del nostro paese, mi sono confrontato con un appassionato di storia locale, il quale mi ha confermato quanto già ho potuto leggere nei volumi “Vicende storiche di Levate” di don Zamboni e “Levate nella storia di duemila anni” di Giuseppe Daminelli. Nonostante nessuno possa affermare con ragionevole certezza l’etimologia del nome “Levate” (a parte, si intende, i pannelli della nostra Amministrazione comunale), con ogni probabilità l’etimo deriva da “Làvat” (il celtico luogo di confluenza d’acque) o da “Elevatum”, per via di un certo sopralzo terriero rispetto all’importante castrum di Verdello, più a valle. Altri, infine, pensano che l’etimo possa derivare da “Olivatum”, a causa di qualche olivo che vegetava sul nostro territorio;
2) il medesimo pannello recita, e cito: “Durante il 1400 la situazione si stabilizzò e non si verificarono avvenimenti degni di una grande nota storica, a parte qualche saccheggio da parte delle truppe francesi di Napoleone.”
Premesso la facilità con la quale ci si può confondere, andando a relegare la figura di Napoleone Bonaparte al 1400 anziché alla seconda metà del ‘700, il pannello non tiene in minima considerazione due tragici avvenimenti storici che hanno interessato il paese di Levate proprio nel corso del 1400.
E’ sempre Giuseppe Daminelli che, nell’opera “Levate nella storia di duemila anni”, ha narrato con grande commozione i tragici avvenimenti che hanno interessato il nostro paese nel 1405 e nel 1407 quando le truppe dei Colleoni di Trezzo prima, e di Jacopo dal Verme e Ottobono Terzi poi, hanno letteralmente assediato Levate, provocando la grave perdita di beni, di onore e di vita dei nostri avi.
Con ogni evidenza sarebbe bastato, da parte della nostra Amministrazione comunale, leggere e informarsi prima di spendere soldi pubblici (soldi nostri) evitando così brutte figure.
Ovviamente l’iniziativa dei pannelli storici non è stata minimamente pubblicizzata sulla pagina Facebook del Comune di Levate: chissà perchè….
A ciascun lettore le dovute considerazioni…
Qualche settimana fa su “Succede a Levate”
si sono spesi “fiumi di inchiostro virtuale”
in merito al murale
che si è realizzato alla parete della sala civica.
Da qualche settimana ho notato che è stato affisso dapprima alla porta della sala civica e poi in una bacheca ad hoc collocata in prossimità dell’ingresso della predetta sala civica, un volantino finalizzato a “spiegare” il significato del murale (casualmente si è deciso di agire così subito dopo che su “Succede a Levate” si è denunciata la pressoché inesistente informazione preventiva legata alla realizzazione del murale),
perché purtroppo
a Levate “prima si fa” e “poi si spiega”..
Personalmente ritengo importante evidenziare nuovamente ciò che, a mio parere, risulta di importanza decisiva per chiarire su quali basi dovrebbe poggiare una corretta discussione sul tema del murale: la discussione non dovrebbe incentrarsi tanto al significato o alla “cifra estetica” dell’opera (che può piacere come non piacere: a me personalmente non dispiace
ma, ripeto, NON È QUESTO IL PUNTO),
quanto all’opportunità
di effettuare l’opera
alle pareti di una sala civica
(fino a prova contraria una sede istituzionale),
in pieno centro storico
e con una carente
(per non dire pressoché inesistente) informazione preventiva.
Fare chiarezza a cose fatte
lascia un po’ il tempo che trova..
Io non sarei contento, ad esempio,
se mi venissero chiariti gli aspetti legati a un’autostrada,
a un ampliamento di una azienda chimica,
a un inceneritore
o all’insediamento di una Dogana
a “cose fatte”;
al contrario ritengo che la chiarezza
andrebbe fatta prima.
Purtroppo a Levate, con buona pace dei cittadini (e con il favore di altri) molto spesso prima si fanno le cose, e poi, se c’è tempo, si fa chiarezza!
Ovviamente il murale non ha lo stesso peso specifico di un’Autostrada, di una Dogana, di un ampliamento di un’azienda chimica
(anche se, giudicando dal numero di interazioni/commenti degli utenti di “Succede a Levate” , mi verrebbe da dire il contrario), ma il concetto di base è lo stesso!
Con riferimento agli atti di vandalismo che si sono registrati al Quagliodromo di Levate il mese scorso desidero condividere in questa sede una riflessione personale.
Come ho avuto occasione di evidenziare su “L’Olmo” di marzo 2022 il paese di Levate sta vivendo una situazione “agghiacciante” ANCHE dal punto di vista informativo.
Credo sia sotto gli occhi di tutti (o meglio, di tutti coloro i quali vogliono vedere), che:
- la bacheca in piazza Amedeo d'Aosta, da quando è stata assegnata equamente ai tre gruppi consiliari presenti in Consiglio comunale (ormai è passato più di un anno dalla data di suddetta assegnazione) risulta pressoché inutilizzata;
- da quasi TRE ANNI non viene più distribuito il periodico comunale “Levate Insieme” (l’ultimo numero, se non vado errato, risale a fine 2019);
- a seguito delle elezioni amministrative di maggio 2019, le minoranze consiliari hanno distribuito alla popolazione levatese un solo ciclostilato
a testa (rispettivamente a giugno 2019 Uniti per Levate e a dicembre 2020 Progetto Levate).
In questo desolante (per non dire vergognoso) panorama informativo i “canali social media istituzionali”, debitamente creati in campagna elettorale nel 2019, nonché la pagina Facebook del Comune di Levate potrebbero dare un valido aiuto se solo venissero utilizzati adeguatamente…
A tal proposito, sfortunatamente, non ho potuto non notare come nè sulla pagina Facebook del Comune di Levate, nè sulle pagine Facebook dei gruppi consiliari di (presunta) minoranza consiliare si sia pensato di stigmatizzare pubblicamente l’accaduto, dando un esplicito messaggio di solidarietà e di vicinanza alle associazioni che gestiscono il Quagliodromo di Levate.
Di fronte a episodi di simile entità (vi invito a visionare il contributo video a corredo di questo articolo) ritengo GRAVE che, chi ha avuto l’onore
(e l’onere) di rappresentare pubblicamente la comunità di Levate (a prescindere dal fatto si tratti di maggioranza o minoranze), non abbia ritenuto necessario esporsi pubblicamente per stigmatizzare e biasimare quanto accaduto,
anche solo per lanciare un messaggio di vicinanza, di attenzione, di sensibilità, di educazione civica e di responsabilità sociale!
Parafrasando le parole di un’associazione locale (almeno loro hanno avuto il buon senso di fare ciò che i nostri politici locali non hanno ancora fatto): <<Fare del male ad un’Associazione, qualunque essa sia, non fa male solo a questa o quell’altra Associazione, ma a tutti!>>.
Nonostante “Succede a Levate” non rivesta alcuna carica ufficiale nè nel panorama politico nè nel panorama associativo locale, in qualità di Amministratore di questo gruppo desidero nuovamente esprimere solidarietà e vicinanza a Federcaccia, a Anuu Migratoristi e, più in generale, a tutti coloro i quali hanno avuto e hanno a cuore le sorti del Quagliodromo di Levate.
Certo della Vostra comprensione, come sempre faccio, lascio a ciascun lettore le dovute considerazioni.
Nel corso del mese di aprile del 2022, mentre -attraverso i propri canali social- la nostra Amministrazione Comunale informava la cittadinanza locale circa temi di “importanza vitale” quali i laboratori sulla Primavera e le serate di degustazione, su “Succede a Levate” si è dato ampio spazio alla trattazione di un probabile decisivo avvenimento di cronaca per il futuro del nostro territorio: l’incontro che si è tenuto presso il Comune di Levate in data 6 aprile 2022 tra la nostra Amministrazione comunale e l’Amministratore delegato della società Autostrade Bergamasche S.p.A.
A seguito di questo incontro il nostro Primo Cittadino ha espressamente promesso su “L’Eco di Bergamo” delle, e cito: <<assemblee pubbliche per informare i cittadini sulla Bergamo-Treviglio.>>.
La promessa di convocazione di assemblee pubbliche sul tema Autostrada Bergamo-Treviglio annunciata dal nostro Sindaco a “L’Eco di Bergamo” il 6 aprile 2022.
A distanza di quasi sei mesi, nessuna Assemblea pubblica è stata organizzata dalla nostra Amministrazione comunale e, come affermato dal principale gruppo di opposizione di Levate, il nostro Sindaco non ha presenziato all’Assemblea del 21 aprile 2022 organizzata da Legambiente e dai Comitati promotori del “No” all’autostrada a Levate.
A distanza ormai di quasi sei mesi, nessuna assemblea è stata organizzata dalla nostra Amministrazione Comunale sul tema Autostrada e, cosa ancor più importante, nessuno di noi “comuni mortali” è stato informato su quanto è emerso nel corso di questo incontro (lo stesso discorso vale, ovviamente, per l’incontro che si è tenuto in Provincia il 12 ottobre 2020 sempre in merito all’Autostrada: a distanza di quasi due anni, la nostra Amministrazione comunale non ci ha informato di nulla!).
Il 21 aprile 2022 si è tenuta presso la nostra Sala Civica un’Assemblea pubblica sul medesimo tema, la quale, è bene sottolineare, non è stata organizzata dalla nostra Amministrazione comunale, bensì da un’associazione ambientalista locale e da due comitati promotori del “No” all’Autostrada Bergamo-Treviglio.
A distanza di pochi mesi dall’Assemblea del 21 aprile 2022, il gruppo consiliare di (presunta) minoranza “Uniti per Levate” ha denunciato pubblicamente su un proprio canale di social media come, a questa assemblea, erano presenti solo tre esponenti dell’Amministrazione comunale, tra i quali non figurava il nostro Primo Cittadino.
L’assemblea pubblica che si è tenuta presso la sala civica di Levate il 21 aprile 2022, se da un lato ha rappresentato un’occasione persa per il nostro Sindaco (l’ennesima, in tema di contrarietà alle grandi opere: per maggiori informazioni cliccate su questo link) al fine di informare i presenti circa i contenuti dell’incontro che si è tenuto con il presidente della società Autostrade Bergamasche S.p.A., è stata illuminante per la proposta lanciata dal consigliere di minoranza di Osio Sotto Alessandra Bertolotti (intervento che ha incontrato l’esplicito apprezzamento anche di “Uniti per Levate”, come scritto nel loro post).
Il consigliere di minoranza osiense ha proposto (e ottenuto), in occasione dell’ultimo Consiglio comunale convocato presso il Comune di Osio Sotto, l’inserimento di un Ordine del giorno finalizzato a richiedere alla Giunta di Osio Sotto, in merito all’autostrada Bergamo-Treviglio, di prendere in considerazione solo un tavolo condiviso con la Provincia, e nessuna trattativa privata.
Tutto questo, sostiene il consigliere Bertolotti, per uscire dalla logica del “non possiamo impedirne l’arrivo, allora cerchiamo di ottenere qualcosa in cambio.”
L’ordine del giorno è stato presentato dalle opposizioni dei consigli comunali di Osio Sotto e di Boltiere.
È interessante notare come, con riferimento a Levate, e cioè il paese destinato a subire le più gravi ripercussioni dalla possibile realizzazione dell’Autostrada Bergamo-Treviglio, ancora non si sia mosso nulla a tal proposito.
Con buona pace del primaverile “ruggito social” del gruppo consiliare di (presunta) minoranza consiliare “Uniti per Levate”, nessun punto all’ordine del giorno in merito al tema “Autostrada” è stato formalmente presentato dalle nostre (presunte) minoranze consiliari ne’ in occasione del Consiglio comunale del 26 aprile 2022, ne’ in occasione nel successivo Consiglio comunale del 13 luglio 2022.
In data 24 aprile 2022 ho chiesto espressamente e pubblicamente al principale gruppo di (presunta) opposizione di Levate se erano intenzionati a presentare un simile ordine del giorno in occasione di un futuro Consiglio comunale.
Ad oggi, a distanza di quasi sei mesi, non ho ottenuto alcuna risposta.
Ritengo importante evidenziare a Voi lettori quanto risulti significativo registrare questa “non risposta” da parte di “Uniti per Levate”: un gruppo di (presunta) minoranza consiliare che ha incentrato buona parte delle critiche rivolte alla nostra Amministrazione comunale imputando a quest’ultima la mancanza di dialogo, di confronto e di risposte!
Le domande che pongo a Voi lettori sono sempre le stesse:
1) secondo voi a Levate esiste davvero una contrarietà alle Grandi Opere?
2) la nostra Amministrazione comunale sta adeguatamente informando i cittadini sul tema “Grandi Opere”: di oggettiva importanza per il nostro territorio?
3) le nostre minoranze consiliari stanno lavorando adeguatamente?
A ciascun lettore le dovute considerazioni…
Per maggiori informazioni in merito alle vicissitudini di questi anni sull'Autostrada Bergamo-Treviglio si rimanda a questo link.