Carissimi lettori,
ho riflettuto molto, in queste ore, circa l’opportunità di uscire con un nuovo numero de “L’Olmo”.
Sono numerose le motivazioni che hanno dettato questa mia titubanza: non ultima la situazione che stiamo vivendo “fuori dai perimetri” di Levate, dove si sta consumando quella che potrebbe portare a tutti gli effetti a una nuova guerra mondiale.
E’ difficile avanzare argomentazioni in merito a situazioni locali quando nel mondo si sta vivendo qualcosa di “più grande di noi”, ed è senza dubbio semplice, per l’opinione pubblica locale, decidere (nuovamente) di far passare in secondo piano alcuni temi inerenti quanto si sta vivendo a Levate, manipolando ed annoverando quanto verrà scritto a “sterile polemica”.
Nonostante queste personali titubanze, il desiderio e la volontà di condividere assieme a Voi lettori questo nuovo numero de “L’Olmo” (l’ottavo in poco più di due anni, il primo del 2022) vorrebbe dimostrare in maniera concreta come le (seppur gravi e tragiche) tematiche sovralocali non dovrebbero esimerci dall’osservare la realtà locale, e come i valori del “Dono” e della “Memoria”, mai quanto oggi, andrebbero “rispolverati”, “recuperati” e assunti a pilastri fondativi di qualsiasi società civile.
Relativamente al valore del “Dono” su questo numero de “L’Olmo” potrete trovare una magnifica riflessione di Padre Gianangelo Maffioletti e un contributo del gruppo “Avis” di Levate, il quale ha voluto condividere con Voi lettori l’intenzione di organizzare alcune iniziative ludiche e culturali finalizzate a festeggiare i 45 anni di fondazione.
Relativamente al valore della “Memoria”, desidero chiudere questo breve articolo introduttivo rispolverando le parole di Piero Calamandrei del 1955:
“[…] Polemica contro il presente in cui viviamo e impegno di fare quanto è in noi per trasformare questa situazione presente […]
E’ così bello, è così comodo: la libertà c’è. Si vive in regime di libertà, c’è altre cose da fare che interessarsi alla politica. E lo so anch’io! Il modo è così bello, ci sono tante cose belle da vedere, da godere, oltre che occuparsi di politica. La politica non è una piacevole cosa.
Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro, a voi giovani, di non sentire mai, e vi auguro di non trovarvi mai a sentire questo senso di angoscia, in quanto vi auguro di riuscire a creare voi le condizioni perchè quel senso di angoscia non lo dobbiate provare mai, ricordandovi ogni giorno che sulla libertà bisogna vigilare, dando il proprio contributo alla vita politica.”
Sulla base di queste illuminanti parole di un Padre costituente il mio augurio e il mio auspicio è che, presto, l’opinione pubblica locale possa rafforzare la propria coscienza civica, ad esempio prendendo atto che non è sufficiente “illuminare” qualche edificio pubblico o prestare il fianco a manifestazioni estemporanee e “fini a se stesse” per ottenere la Pace.
La Pace va “seminata” giorno per giorno attraverso la Memoria e la costante vigilanza.
La “donazione del sangue” lega due parole di particolare importanza nella nostra cultura. Il dono e il sangue.
Il sangue, secondo la concezione comune di tutte le religioni dell'antichità, è simbolo di vita. Il sangue ha sempre giocato un ruolo altamente simbolico nelle diverse civiltà nonostante la collocazione geografica, il differente sistema culturale.
Fin dalle origini l’uomo aveva riconosciuto a questo fluido vitale, un intrigato legame che univa gli eventi che caratterizzavano il ciclo della vita: dalla nascita alla morte.
L’effusione del sangue è l’elemento più rilevante nel vincolo dell’uomo verso i suoi simili: questo concetto è una presenza costante nelle grandi religioni monoteistiche.
Nella sua ultima cena pasquale, Gesù ha compiuto la più grande creazione simbolica della storia umana, ossia l’associazione dei simboli del sangue e del vino nell’unico calice, così da interpretare l’offerta della propria vita.
Per il cristianesimo si tratta non di solo simbolo, ma del Mistero più grande, reso attuale continuamente come Sacramento nella celebrazione dell’eucaristia: l’offerta della propria vita come “calice del sangue versato” in bevanda ai discepoli.
Il Donare è una dote, una virtù, un gesto d’amore che non richiede nulla in cambio. È un atto spontaneo, disinteressato e al contempo una sorpresa per chi lo riceve.
Il suo valore è grande non in sé magari, ma perché è pensato ad hoc per il ricevente.
Che sia di tempo, denaro, spazio il dono esprime sempre una partecipazione del cuore.
L’atto del donare il sangue è in sé privato, individuale, non si consuma in una performance pubblica. Ma soprattutto, l’anomalia del dono del sangue nella sua forma ormai standard del dare anonimo a sconosciuti, è la separazione tra il dare e il ricevere e l’assenza del momento del ricambiare.
Il donatore non può e non deve conoscere colui o coloro che riceveranno il proprio sangue: il rapporto con il ricevente è mediato da una complessa struttura tecnica e amministrativa, che prende in custodia e media il “bene”, sottoponendolo a un trattamento che ne neutralizza la provenienza personale. Il carattere di concessione unilaterale e priva di aspettative, caratterizza la pratica come un “dono” che si riferisce a una sorta di altruismo assoluto, vicino alla concezione cristiana della carità.
Bastano queste poche parole per distinguere il «donare» dal «dare», perché nel dare c’è la vendita, lo scambio, il prestito.
Nel donare c’è un soggetto, il donatore, che nella libertà, non costretto, e per generosità, per amore, fa un dono all’altro, indipendentemente dalla risposta di questo. Potrà darsi che il destinatario risponda al donatore e si inneschi un rapporto reciproco, ma può anche darsi che il dono non sia accolto o non susciti alcuna reazione di gratitudine.
Donare il sangue appare dunque un movimento asimmetrico che nasce da spontaneità e libertà. Com’è vera la parola di Gesù sull’arte del dono:
«Non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra» (Mt 6,3)!
Perché io voglio donare qualcosa di me all’altro?
Possono essere molti i tentativi di risposta, ma credo che il donare sia possibile perché l’uomo ha dentro di sé la capacità di compiere questa azione senza calcoli. C’è una parola di Gesù - non riportata nei Vangeli, ma ricordata dall’apostolo Paolo nel suo discorso a Mileto riferito negli Atti degli apostoli - che è molto eloquente: «C’è più gioia nel donare che nel ricevere». Esperienza reale di chi sa farsi prossimo avvicinandosi all’altro perché l’altro, anche quando avesse il volto del lebbroso, se è visto faccia a faccia, chiede alle nostre viscere di soffrire insieme, chiede la compassione, chiede il dono della presenza e del tempo, chiede il dono di noi stessi.
L’atto del donare provoca gioia al donatore perché è un atto concreto che lega il donatore all’altro: è un atto percepito come speranza di comunione.
In effetti il donare ci rende partecipi della dinamica della vita stessa che è un dono, gratuito, inaspettato.
Donare il sangue è un gesto semplice che non comporta molti sacrifici ma esprime il nostro sentirci in comunione con gli altri. Ci rende capaci di tenere acceso il valore della fraternità. Risveglia in noi la consapevolezza che questa nostra esistenza è possibile perché alimentata da tante persone che si sono fatte dono per noi e per molti.
Cari Amici,
il 2022 sarà un anno molto importante per la sezione Avis di Levate.
Ci apprestiamo infatti a tagliare il traguardo delle “45 candeline” e, a tal proposito, abbiamo accolto favorevolmente l’invito che ci è stato recapitato da “L’Olmo”, che ringraziamo, per parlarVi della nostra storia, della nostra realtà e di ciò che stiamo organizzando per festeggiare adeguatamente con la cittadinanza levatese questo importante anniversario.
La nostra sezione Avis è nata come gruppo aggregato alla Sede Comunale di Dalmine il 27 marzo 1977 ad opera del fondatore Sig. Giuseppe Rossi.
Abbiamo mosso i primi passi grazie all’impegno e alla passione di 22 Soci Costituenti e 60 Soci Iscritti.
A distanza di 11 anni, il 24 aprile 1988 AVIS LEVATE diventava sede comunale autonoma.
Nel corso di questi nostri 45 anni, ci sono stati diversi eventi significativi per la nostra associazione quali:
il 24 aprile 1988 l’inaugurazione e la benedizione del nostro labaro da parte di Mons. Gaetano Bonicelli in occasione del quinto anniversario di fondazione;
il 22 settembre 1991 l’inaugurazione e la benedizione del Monumento al donatore, posizionato al Cap Santì e le celebrazioni per il trentacinquesimo e quarantesimo anno di fondazione.
La nostra sede ora conta circa 125 Soci Donatori, ha sempre avuto come obiettivo primario quello di cercare nuovi Donatori e di mettere in campo iniziative culturali e ricreative.
Desideriamo ricordare tra le tante manifestazioni, quelle organizzate durante le Feste Mariane Settembrine, i vari incontri su tematiche socio-sanitarie, le varie rappresentazioni teatrali, la ristrutturazione della cappella dedicata alla sepoltura dei morti di peste (Cap Santì).
Quest’anno ricorre il 45° anniversario di nascita della nostra associazione: 45 anni di presenza sul territorio comunale per la gestione, l’organizzazione e la diffusione delle nostre attività dedite all’aiuto degli altri, attraverso le donazioni di sangue e plasma.
Come nostra consuetudine, per festeggiare insieme ai cittadini di Levate questo importante anniversario, vorremmo organizzare alcune iniziative sul territorio.
Ci piacerebbe riproporre i giochi in piazza che avevamo già organizzato nel 1986, per recuperare un po’ di quella socialità di cui c’è tanto bisogno in questo periodo, riprendendo giochi tradizionali dei nostri nonni.
Abbiamo anche in programma una passeggiata per riscoprire e ricordare con informazioni storiche alcuni luoghi significativi del nostro paese.
Ci saranno anche altre iniziative come il pranzo sociale per donatori e famiglie, il corteo con la banda e il concerto in piazza.
Tutte attività che stiamo ancora organizzando insieme ad altre associazioni, per ripartire, dopo questo difficile periodo, con entusiasmo e tanta voglia di stare insieme. Contiamo sulla partecipazione di tutti sia per queste manifestazioni sia per darci una mano a raggiungere il nostro traguardo primario che è sempre aiutare chi soffre ed ha bisogno di noi.
Ne "L'Olmo" di fine gennaio 2021 è stata lanciata la proposta di creare in paese una sorta di "Giardino del Sapere" a Levate, finalizzato anche alla riqualificazione del giardino adiacente la nostra biblioteca comunale, nel quale si sarebbero potute reinstallare le tre bacheche comunali da assegnare ai tre Gruppi consiliari attualmente presenti in Consiglio comunale, previo il varo di uno specifico regolamento (per approfondimento, fare clic sul banner di seguito).
Dell'originaria proprietà delle bacheche non viene detto né prodotto alcun documento o significativo riferimento probatorio.
Tuttavia, con nota comunale datata 13 marzo 2006 (registrata al n. 1852/2006 del protocollo comunale) l'allora Sindaco Vincenzo Marchetti, comunicando l'avvenuta sostituzione ad opera del Comune delle bacheche divelte in occasione dei lavori di sistemazione delle piazze comunali, ne assegnava la "piena disponibilità" ai partiti politici presenti sul territorio e, in qualche modo, rappresentati in Consiglio comunale, con l'accollo delle spese di manutenzione ordinaria e straordinaria in ragione dell'uso esclusivo.
Suddetta assegnazione ha sostanzialmente cristallizzato la proprietà comunale delle bacheche: in caso contrario, infatti, non solo l'allora Sindaco non avrebbe avuto alcun titolo per assegnarne la piena disponibilità; bensì non avrebbe sostenuto il costo della loro sostituzione.
E' del tutto evidente che, a seguito delle elezioni comunali del 2014, le quali hanno "regalato" al Comune di Levate una sola lista civica in Consiglio comunale (con la conseguente formale scomparsa nel panorama istituzionale dei gruppi consiliari "Lega Nord" e "La Margherita - Insieme per Levate"), le bacheche hanno di fatto interrotto la loro funzione informativa di carattere locale a beneficio della comunità di Levate.
L’avvento del 2019 ha restituito a Levate, almeno dal punto di vista formale, una composizione non mono-colore del proprio Consiglio comunale, a beneficio di due nuove liste civiche ("Nuova Proposta per Levate" e "Uniti per Levate") le quali, ad oggi, non hanno in dotazione alcuna bacheca finalizzata a consentir loro di esprimere il proprio punto di vista su questioni locali da loro ritenute di interesse.
In risposta ad una mia specifica richiesta inviata al Comune di Levate il 1° marzo 2020, l'attuale Amministrazione comunale (con prot. 1866 del 22 aprile 2020) ha formalmente comunicato la volontà di approvare uno specifico regolamento, a seguito del quale saranno definiti gli aspetti connessi alle richieste di utilizzo delle bacheche comunali.
Considerato nell'ultimo Consiglio comunale è stata annunciata da parte della nostra Amministrazione comunale l'intenzione di riqualificare l'aiuola nella quale attualmente insistono le bacheche al fine di creare un impianto di irrigazione nonché sianare una passerella per recuperare uno spazio sufficiente a permettere alle persone di seguire le partite in sicurezza, mi piacerebbe proporre un progetto finalizzato a creare in paese una sorta di "Giardino del Sapere" adiacente alla nostra biblioteca comunale, nella quale potranno essere re-installate:
- le tre bacheche comunali da assegnare ai tre Gruppi consiliari attualmente presenti in Consiglio comunale, previo il varo di uno specifico regolamento;
- la attuale e dismessa cabina telefonica, riconvertita in "biblio cabina" (vedi paragrafo successivo)
Cliccare sul link per andare all'articolo: Un "Giardino del Sapere" a Levate...
Cliccare sul link per andare alla pubblicazione: L'Olmo - Gen 2021
E’ ormai sotto gli occhi di tutti che, da quasi dieci anni, suddette bacheche sono state sostanzialmente abbandonate a sè stesse e, di fatto, i partiti politici locali (detentori di due delle tre bacheche) non le stanno affatto utilizzando per informare i cittadini di Levate su temi di pertinenza locale.
La “bassa politica locale”, mossa dall'atavico vizio di non realizzare MAI nessun progetto/nessuna proposta che non sia di propria diretta iniziativa (alla faccia del “nuovo che avanza” e della “giovane amministrazione aperta al dialogo”) ha deciso di muoversi tempestivamente per adottare una soluzione che potesse immediatamente “silenziare” la nostra idea.
A tal proposito, curiosamente, nel giro di poco più di due mesi dalla pubblicazione de “L’Olmo” di gennaio 2021, dopo otto anni di sostanziale e totale inerzia sul tema delle bacheche:
con delibera di giunta n. 18 del 2 marzo 2021 ha assegnato le bacheche comunali nel seguente modo: N. 1 bacheca per i 3 gruppi consiliari equamente divisa in tre fasce verticali; N. 1 bacheca al Partito Democratico; N. 1 bacheca al Partito Lega;
con medesima delibera di giunta n. 18 del 2 marzo 2021 ha dato atto che l'assegnazione era da considerarsi valida sino all’approvazione del Regolamento Comunale da parte del Consiglio Comunale;
con delibera di giunta n. 32 del 23 luglio 2021 ha deliberato il “Regolamento per l’utilizzo delle bacheche comunali”. Nell'occasione un consigliere di minoranza ha voluto pubblicamente prendere parola esprimere, e cito: "soddisfazione per il lavoro svolto sia per il metodo che per il merito".
Ebbene, volete sapere a cosa ha portato tutto questo?
A distanza di più di dodici mesi dalla proposta lanciata da "L'Olmo", a distanza di (ormai) un anno dalla delibera recante l'assegnazione delle bacheche e di sette mesi dalla delibera recante il relativo regolamento, la bacheca assegnata ai Gruppi consiliari si presenta come nella foto allegata a questo post.
NULLA, ripeto, NULLA è mai stato affisso finora da Nuova Proposta per Levate e da Progetto Levate, mentre il contenuto di quanto è stato affisso da Uniti per Levate (tra fine maggio e inizio giungo 2021), è ormai pressoché illeggibile a causa delle infiltrazioni di acqua e umidità (ed è forse questo l’aspetto tangibile che maggiormente rappresenta il valore dell’informazione e della vigilanza a Levate per la nostra Amministrazione comunale e per le minoranze consiliari).
Che senso ha avuto, quindi, partorire queste Delibere con Regolamento al seguito
se poi è palese come, a priori, manchi a priori
la volontà di INFORMARE adeguatamente e puntualmente I CITTADINI?
In che cosa si sostanzia esattamente la soddisfazione dichiarata esplicitamente dal un Consigliere di minoranza circa, e cito: “per il metodo e per il merito del lavoro svolto nella regolamentazione dell’utilizzo delle bacheche”?
Forse il “merito” e il “metodo” sono da rinvenire nella volontà di non togliere l’utilizzo di due delle bacheche a partiti politici locali come la Lega (ex Nord) e il Partito democratico che, nel corso della campagna elettorale del 2019, hanno pubblicamente appoggiato rispettivamente “Uniti per Levate” e “Progetto Levate”?
Forse il merito e il metodo tanto apprezzati sono da rinvenire nell’utilizzo attuale delle bacheche comunali che, nonostante questi “cambiamenti in salsa gattopardiana”, continuano a non informare i cittadini su temi di interesse locale?
La mancanza di informazione da parte dei gruppi consiliari non si limita a questo utilizzo (o, per meglio dire, non utilizzo) delle bacheche comunali.
A tal proposito desidero evidenziare in questa sede che, nonostante l’attuale Amministrazione comunale ha ufficialmente comunicato alla cittadinanza di voler distribuire il periodico comunale “Levate Insieme” a cadenza trimestrale/quadrimestrale (si veda la delibera di Consiglio Comunale n. 31 del 18 luglio 2019), l’ultimo numero del suddetto periodico è stato distribuito alle famiglie di Levate a fine 2019!
Analogamente a ciò, il primo e unico ciclostilato distribuito dalle liste consiliari di minoranza risale rispettivamente a giugno 2019 (Uniti per Levate) e dicembre 2020 (Progetto Levate).
A ciascun lettore le dovute considerazioni…
Un discorso del tutto analogo a quello che si è fatto per l’utilizzo delle bacheche in piazza si può avanzare in merito ad un’altra proposta lanciata da “L’Olmo” di gennaio 2021: la creazione di una biblio cabina in piazza, andando a convertire la cabina telefonica che, con l’avvento della telefonia mobile, ormai pressochè inutilizzata (per approfondimento, fare clic sul banner di seguito).
Anche in questo caso, la nostra “giovane, nuova e aperta al dialogo” Amministrazione Comunale, evidentemente figlia di una vecchia politica che a prescindere non deve mai accogliere un’idea che è stata partorita da qualcun altro, ha deciso diversamente, andando a creare una casetta dei libri al parco di Corso Europa.
I tempi gloriosi delle cabine telefoniche sono ormai terminati.
Nell’era dei cellulari ultra tecnologici e multitasking, il fascino e l’utilità della cabina rossa sono del tutto svaniti.
Ormai inutilizzate molte di queste strutture sono state smantellate.
Ma per quelle ancora rimaste è in serbo una nuova opportunità o una "nuova vita".
Parliamo di biblioteche improvvisate e soprattutto libere, in cui praticare il bookcrossing: entri nella cabina, prendi il libro che ti piace, lo leggi e poi lo riporti, e se hai libri che vuoi donare, puoi farlo liberamente.
Premesso che, condizione imprescindibile per la realizzazione della biblio-cabina è avere tanta pazienza ed amore per i libri, oggi con la collaborazione di Telecom Italia è possibile convertire le cabine telefoniche, le quali potranno essere vendute o date in concessione gratuita.
Occorre inviare la richiesta ala casella di indirizzo cabinacomune@telecomitalia.it o all'indirizzo PEC telefoniapubblica.dg@pec.telecomitalia.it.
Nell'istanza il richiedente dovrà:
- indicare l'ubicazione della cabina a cui è interessato;
- precisare la modalità di utilizzo
- indicare i dati per l'intestazione del contratto;
- fornire il proprio indirizzo PEC e relativa firma digitale con un recapito telefonico.
Le cabine potranno essere cedute gratuitamente solo per progetti di utilità sociale. Il progetto del soggetto richiedente, cioè, dovrà essere diretto a realizzare finalità di interesse generale, riconducibili all'intera collettività territoriale come, ad esempio, proprio la realizzazione di attività di bookcrossing.
Il nostro auspicio è che l'Amministrazione comunale possa vagliare positivamente quest'idea, regalando alla Comunità di Levate un Giardino del Sapere adiacente alla Biblioteca.
Cliccare sul link per andare all'articolo: Una "Biblio - Cabina" a Levate...
Cliccare sul link per andare alla pubblicazione: L'Olmo - Gen 2021
La casetta dei libri al parco è stata “intelligentemente” inaugurata a ottobre del 2021, pochi giorni dopo la chiusura del bar estivo, in un parco, quello di Corso Europa, che negli anni passati è passato alla cronaca locale per episodi di vandalismo e non solo.
A distanza di poche settimane dall’inaugurazione, la casetta dei libri al parco si presentava così.
Ebbene: anche questi sono i risultati delle puerili decisioni della nostra Amministrazione comunale e, anche in questo caso, lascio a ciascun lettore le dovute considerazioni.
Egregio Direttore,
vorrei condividere con Lei e con i gentili Lettori de “L’Eco di Bergamo” una riflessione personale sui recenti episodi di vandalismo che hanno interessato (nuovamente) la rete di demarcazione tra il parco di Corso Europa e il sottopassaggio che porta alla ferrovia della fermata di Levate.
Ormai da più di un mese, sui gruppi social del paese di Levate, sono state pubblicate alcune foto finalizzate a denunciare quanto sopra descritto.
La gratuità e la gravità di suddetto episodio (la rottura della rete di demarcazione tra il parco di Corso Europa e la fermata ferroviaria di Levate è un accadimento che si è verificato con una certa frequenza) è tanto più significativa se si considera che è possibile raggiungere la fermata ferroviaria dal paese percorrendo a piedi o in bicicletta via Fantoni: una strada di circa 50 metri.
Una di queste foto è molto significativa, visto che l’episodio di vandalismo è stato perpetrato in prossimità di un cartello che ammoniva i passanti che la zona era (o meglio, dovrebbe essere) videosorvegliata.
Allego alla presente lettera due istantanee a beneficio Suo e degli eventuali Lettori che avranno la pazienza di leggere questa lettera.
Di fronte a quest’ennesimo episodio di vandalismo (in virtù del quale, credo sia giusto precisare, non si è registrata alcuna dichiarazione e/o manifestazione di biasimo da parte dell’Amministrazione comunale)
il Responsabile del servizio tecnico del Comune di Levate, con determinazione n. 201 del 31 dicembre 2021, ha deciso la realizzazione, e cito:
“di un percorso pedonale e un cancello che colleghi il percorso del sottopasso della fermata ferroviaria al parco di via Europa su specifica richiesta dell’Amministrazione al fine di evitare abusivi ingressi scavalcando recinzione del parco e danneggiando la stessa ripetutamente.”
A tal proposito si è impegnata la somma complessiva di Euro 6.222,00.
Personalmente considero “a priori” una “sconfitta di civiltà” dover rimuovere la rete per realizzare una recinzione in ferro per evitare la proliferazione di episodi di vandalismo, ma ritengo ancor più una “sconfitta educativa” la decisione della nostra Amministrazione comunale di voler “assecondare” e “accontentare” chi si è permesso in questi anni di distruggere un bene pubblico con continui e reiterati episodi di vandalismo concedendo loro la realizzazione di un cancello che colleghi il percorso del sottopasso alla fermata ferroviaria.
Ritengo ancor di più una “sconfitta educativa” non aver voluto o potuto passare al vaglio le telecamere (debitamente installate a spese di noi tutti) per individuare e punire i colpevoli.
A che cosa servono le telecamere?
Ringrazio Lei e i Suoi Lettori per l’attenzione che vorrete dare a questa mia lettera.
Simone Trapani
Attorno al valore della Memoria sono stati spesso versati fiumi di inchiostro e di intrisa retorica; raramente ci si è mai interrogati in che cosa si sostanzia, per noi cittadini, questo prezioso e inestimabile valore.
Avere la fortuna di vivere in un’epoca migliore rispetto a quella dei decenni passati, non dovrebbe esimerci dal dovere della Memoria e, parafrasando le parole di un grande Padre costituente, dalla necessità di “vigilare, dando il proprio contributo alla vita Politica” della nostra Comunità”.
Questo “contributo alla vita politica” può e deve partire anche dal “locale” e, a tal proposito, vorrei ricordare le parole di un Padre della politica locale di Levate: “a tutti, come cittadini, è aperto un cammino che consente di non essere solo notai o spettatori della memoria di ieri, ma protagonisti della memoria di domani.”