Ogni paese della nostra Provincia porta un nomignolo che fa riferimento a qualche caratteristica della popolazione che vi abita.
Per la gente del nostro paese si usava, e si usa, l’epiteto di rane de Leàt, che in italiano si traduce: le rane di Levate.
Le rane infatti, in un passato non troppo lontano, gracidavano numerose nelle rogge che attraversavano l’antico l’abitato, e talvolta finivano nelle padelle di qualche famiglia del nostro piccolo borgo.
Levate 1973, prima edizione "Quater sallc coi rane"
A Levate le rane erano numerose perché trovavano un habitat a loro confacente. Infatti, alle due rogge principali, la Morlana e la Colleonesca, oggi quasi completamente coperte, si affiancava il Morla o Morletta, detto comunemente al femminile la Morla, insieme ai numerosi piccoli corsi d’acqua che servivano per l’irrigazione della campagna. Possiamo quindi immaginare che il gracidare delle rane accompagnava, passato l’inverno, le serate dei nostri compaesani ed era diventata una caratteristica di Levate.
Nella tradizione araldica la rana - che vive in terra come nell’acqua, sa nuotare e saltare -rappresenta l’immagine dell’uomo prudente, che in ogni situazione riesce a trovare una soluzione.
La prudenza è una delle quattro virtù cardinali della morale occidentale, sin dall'antichità greca e romana.
Nella filosofia platonica è detta "saggezza". Essa dispone all'analisi accorta e circostanziata del mondo, ed esorta la ragione a discernere in ogni situazione il nostro vero bene, scegliendo i mezzi adeguati per compierlo. Essa non si confonde con la timidezza o la paura, né con la doppiezza o la dissimulazione. È detta anche auriga virtutum, cioè cocchiere delle virtù: essa dirige le altre virtù indicando loro regola e misura. È la prudenza che guida immediatamente il giudizio di coscienza. Grazie alla virtù della prudenza applichiamo i principi morali ai casi particolari senza sbagliare e superiamo i dubbi sul bene da compiere e sul male da evitare.
Per il pensiero cristiano la prudenza è la virtù che fa discernere, distinguere, capire, interpretare quello che è secondo lo Spirito di Dio o invece contrario.
Diventiamo prudenti proprio quando si ama qualcuno, quando siamo “per” qualcuno.
La prudenza è senso di responsabilità, è agire facendosi carico delle proprie azioni, perché un uomo prudente non gioca né con la propria vita né con quella degli altri; ne conosce il valore, sa che il tempo perduto non torna, che le occasioni mancate non si ripresentano, che le parole non dette sono molto amare e quelle dette male producono dolore.
In un bellissimo affresco in Santa Maria in Trastevere, a Roma, la prudenza è raffigurata davanti a uno specchio, perché essa richiede riflessione, interiorità; ben diversa dal narcisismo. È rappresentata come una donna giovane nel viso di fronte, ma dietro è un anziano che guarda nella direzione opposta. Il vecchio simboleggia la memoria, perché la prudenza si forma sapendo fare tesoro dell’esperienza. La donna giovane indica invece che la prudenza guarda al presente; non è segnata dall’amarezza della disillusione e tiene accesa la gioia e l’entusiasmo, la voglia di cambiare e di raggiungere quello che cerchiamo.
La prudenza è piena di speranza, di futuro e proprio per questo non vuole perderlo.
L’uomo prudente con intelligenza e profondità sa capire la storia, ma con la semplicità la supera e la cambia perché non diventa cinico, non si accontenta di tirare a campare o di prendere solo quello che conviene.
Scriveva Papa Giovanni nel suo Giornale dell’anima che «la semplicità è amore, la prudenza è pensiero». Per questo il prudente è semplice, non diventa profeta di sventura che vive di un passato spesso inesistente, ma nella storia sa riconoscere i germi di bene che continuamente vengono seminati e, nel tempo presente che gli è dato di vivere, diventa cooperatore di continua rinascita e bellezza.
Il nomignolo della rana, letto in questo modo è tutt’altro che superficiale e folcloristico.
Dovremmo essere orgogliosi di essere chiamati i rane de Leàt!
Auguro a ciascuno di noi, ad ogni levatese, di essere una “vera” rana, segnata dalla virtù della prudenza.
Capaci di discernere sempre il vero bene personale e comunitario, scegliendo i mezzi più adatti per compierlo.
Fermi e tenaci nel portare avanti, nonostante le difficoltà, tutto quanto può essere di beneficio e di aiuto ai singoli e alla società.
Il Consiglio comunale del 5 Ottobre 2021, a mio modesto parere, ha regalato un’altra discutibile pagina dell’attività della nostra Amministrazione Comunale e delle nostre minoranze consiliari.
Le settimane precedenti la convocazione di suddetto Consiglio hanno obiettivamente portato “parecchia carne al fuoco” per far sentire la propria voce: Levate, infatti, arrivava a questo Consiglio con alcuni gravi nodi ancora irrisolti quali:
- il pensionamento dei dottori Bruni e Cornali;
- le voci che si stanno susseguendo in paese circa l’imminente avvicendamento al ruolo di Presidente della Fondazione Diaz;
- i continui e reiterati disservizi all’illuminazione pubblica;
- le mediocri condizioni di Viale Rimembranze a seguito delle piogge delle ultime settimane;
- il nuovo ed ingente impegno di spesa per la fornitura di gazebo.
Ciò nonostante, almeno formalmente, la pubblicazione della convocazione del Consiglio comunale in questione non conteneva alcun ordine del giorno portato dalle minoranze consiliari recante interpellanze in merito alle questioni sopra elencate.
A tal proposito è sufficiente leggere i punti all’ordine del giorno delle convocazioni del Consiglio comunale (che vengono puntualmente pubblicati sul gruppo Facebook “Succede a Levate”) per capire come ormai quest’ultimo sia diventato una sorta di organo ratificante questioni che debbono obbligatoriamente passare dalle sue delibere.
Abbiamo dovuto attendere le pubblicazioni delle delibere di Consiglio in Albo pretorio per scorgere un’interpellanza protocollata (tardivamente) dal Gruppo consiliare Progetto Levate relativa al “dopo Cornali - Bruni” recante delucidazioni circa, e cito: “le attività che l’Amministrazione tutta o la Giunta Comunale o il Sindaco intendono mettere in atto nei confronti delle strutture preposte a favore del raggiungimento di una situazione di definitiva stabilità per gli assistiti del Comune di Levate”.
A seguito della lettura dell’interpellanza il Sindaco, dopo aver sottolineato ai consiglieri interpellanti che “l’iscrizione dell’argomento all’ordine del giorno costituisce un atto di cortesia della maggioranza atteso che a stretta interpretazione del regolamento comunale l’argomento avrebbe potuto essere trattato nel successivo consiglio e non in questo” (una premessa agghiacciante, a mio modesto parere, vista la situazione che la nostra comunità sta quotidianamente vivendo dal 29 settembre 2021), ha fatto presente che è stato istituito il servizio di continuità assistenziale, ha segnalato che si tratta di una situazione abbastanza diffusa a livello provinciale e regionale, e che è stato chiesto un incontro urgente alla dirigenza sanitaria per segnalare le citate criticità.
Nonostante il capogruppo consiliare di “Progetto Levate” si sia dichiarato ufficialmente “soddisfatto per la risposta fornita”, credo la questione non possa essere pacificamente archiviata con una risposta simile.
Ritenendo serenamente accolto il fatto che il ruolo delle minoranze consiliari dovrebbe basarsi su una continua e costante attività di vigilanza in merito all’operato dell’Amministrazione comunale, mi chiedo come sia possibile non solo accettare, ma addirittura ritenersi soddisfatti di risposta dal simile tenore letterale.
Personalmente ritengo che, se il nostro Consiglio avesse adeguate minoranze consiliari, le vere domande che si dovrebbero porre alla nostra Amministrazione avrebbero dovuto toccare altri argomenti, ad esempio:
1. la lista civica “Nuova Proposta per Levate” nel corso della campagna elettorale del 2019 ha ufficialmente promesso la realizzazione di un poliambulatorio a Levate (vedi volantino campagna elettorale). Aveva senso esporsi nei confronti della cittadinanza con una promessa elettorale di tale spessore stante l’oggettiva carenza di personale medico a livello provinciale e regionale che il Sindaco stesso ha esplicitamente riconosciuto nella risposta fornita al Capogruppo di minoranza consiliare interpellante?
2. la nostra Amministrazione comunale, dopo circa cinque mesi dal suo insediamento, ha innalzato l’addizionale IRPEF del 50% (un’iniziativa che non è stata promessa in campagna elettorale).
A tal proposito, nel corso dell’Assemblea pubblica di dicembre 2019, la nostra Amministrazione comunale ha pubblicamente promesso ai cittadini presenti in Sala civica che questo innalzamento si sarebbe tramutato in maggiori servizi alla comunità levatese. In cosa si sostanziano effettivamente questi maggiori servizi visto che:
al momento, circa 3100 assistiti sono rimasti senza medico;
il paese è in balìa di continui e reiterati disservizi all’illuminazione pubblica;
il verde pubblico non viene puntualmente mantenuto;
il nuovo sistema di raccolta differenziata (anch’esso non promesso in campagna elettorale) ha oggettivamente generato situazioni di criticità in alcune vie del paese.
E infine, ma questa è una domanda che andrebbe rivolta anche e soprattutto alle minoranze consiliari: perché nessuno dei consiglieri comunali ha ritenuto opportuno avvisare con congruo anticipo la comunità levatese in merito all’imminente pensionamento dei dottori Bruni e Cornali?
Nonostante i dottori fossero formalmente tenuti a comunicare il loro pensionamento ad ATS e non al Comune, desidero ricordare a Voi lettori che l’Amministrazione comunale di Levate non poteva non sapere dell’imminente pensionamento, stante che i dottori hanno dovuto comunicare la revoca dell’affitto dei locali (di proprietà comunale) ove svolgevano la loro attività.
Analogamente anche le minoranze consiliari, se avessero controllato adeguatamente il Protocollo comunale, avrebbero facilmente trovato la richiesta di revoca e, conseguentemente, avrebbero potuto chiedere conto della motivazione per la quale i due medici avessero revocato l’affitto dei locali adibiti ad ambulatorio.
La mancata vigilanza e il mancato controllo del Protocollo comunale da parte delle minoranze consiliari è stato cristallizzato anche nel terzo numero de “L’Olmo” di settembre 2020 in merito al deposito dello studio del traffico del polo commerciale che dovrebbe venire realizzato nel quartiere Bailino (per maggiori informazioni, clic sul seguente banner).
Estratto dalla pubblicazione di Settembre 2020
Il Gruppo consiliare di minoranza "Uniti per Levate" ha lamentato di aver letto della valutazione del traffico sull'Albo pretorio del Comune.
Questa lamentela si pone in apparente discrasia con la realtà dei fatti, palesando alcune piccole mancanze nel dovere di vigilanza che dovrebbe costituire il lavoro di una minoranza consiliare.
La Delibera di Giunta n. 54 del 22 aprile 2020 infatti, pubblicata nell'Albo pretorio del Comune di Levate, al primo punto delle premesse ha tenuto a precisare che in data 23 dicembre 2019 i soggetti attuatori della "AT2 Bailino" hanno depositato lo studio di impatto dei traffici del polo commerciale.
Questo studio del traffico è stato registrato debitamente protocollato.
Visto che ogni Consigliere di minoranza ha il diritto e il dovere di consultare il Protocollo comunale, perché lamentare di essere venuti a conoscenza della notizia dall'Albo Pretorio quando, un corretto, un attento ed un puntuale controllo del Protocollo comunale, avrebbe permesso alla minoranza consiliare in questione di venire a conoscenza già nel corso del mese di dicembre del 2019 degli sviluppi che stavano interessando l’AT2 Bailino?
Alla luce di tutto questo mi chiedo: l’Amministrazione comunale sta dando adeguate risposte ai cittadini?
Le minoranze consiliari stanno adeguatamente vigilando sull’attività dell’Amministrazione comunale?
A ciascun lettore le dovute considerazioni.
L’ultimo Consiglio comunale in video presenza a Levate si è svolto il 28 maggio 2021.
Credo la parte più rilevante della seduta consiliare si sia svolta quando l’intera maggioranza consiliare (la stessa che non più tardi di due anni fa ha letteralmente abbandonato il Consiglio comunale per arrivare allo stralcio dell’ordine del giorno recante la mozione finalizzata a deliberare la contrarietà alle Grandi Opere) ha votato la contrarietà a “promuovere azioni rivolte al benessere della comunità” .
A seguito della visione della registrazione del Consiglio comunale del 28 maggio 2021 mi permetto qualche considerazione personale:
1) addurre quale motivazione circa la mancata convocazione in presenza del Consiglio la sussistenza del coprifuoco alle 23 (e cito le parole del Primo cittadino di Levate: “qualora dovessimo andare lunghi sarebbe stato sconveniente doversi interrompere e poi riprendere”) e contemporaneamente notare che svariati consiglieri comunali di maggioranza erano collegati al Consiglio dalla Casa comunale è abbastanza ridicolo;
2) accogliere la mozione e l’interpellanza presentate da un gruppo consiliare di minoranza fregiandosi come “Amministrazione aperta al dialogo” è decisamente fuorviante, in considerazione di quanto segue:
a) l’aggrapparsi, da parte del Primo cittadino di Levate, all’eccessivo formalismo stabilito dal Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale:
- circa i tempi di intervento dei singoli Consiglieri, tanto ad arrivare a sovrapporsi alla voce del Consigliere di minoranza incaricato alla presentazione della Mozione (reo di aver chiuso il suo intervengo cinque secondi oltre il termine stabilito), o bloccare l’intervento di un Consigliere di minoranza, reo, a suo avviso, di essere andato “fuori tema” rispetto alla tematica trattata;
- circa la necessità, da parte di un Consigliere di minoranza, di affrettarsi nel rivendicare il diritto di replica previsto ai sensi del Regolamento per il funzionamento del Consiglio comunale, a seguito della presentazione della mozione prima che quest’ultima fosse portata in votazione;
- circa la necessità, da parte del Segretario comunale, di dover sostanzialmente interrompere il Consiglio per andare a spulciare il Regolamento al fine di autorizzare la votazione della mozione per singoli punti (minuti decisamente imbarazzanti..);
b) l’atteggiamento, a mio parere, di totale chiusura mentale dell’intera Maggioranza consiliare che, appurata la possibilità di poter votare la mozione per singoli punti, ha votato la contrarietà al punto “A” della mozione recante il seguente tenore letterale: “Porre particolare attenzione, nella richiesta di finanziamenti pubblici, agli aspetti sociali ed ambientali, anche alla luce dell’esperienza vissuta durante la pandemia, per proporre progetti ed interventi in linea con le aspettative e le necessità reali della popolazione.”;
3) la reazione piccata e stizzita da parte del Primo cittadino di Levate, annoverando ad “occasione persa” in non aver ricevuto il voto unanimemente favorevole del Consiglio comunale all’approvazione del Rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2020 è agghiacciante.. Premesso in quella stessa seduta la maggioranza aveva votato la contrarietà al punto “A” della mozione di cui sopra, a mio modesto parere le occasioni perse sono ben altre (ogni riferimento alla contrarietà alle Grandi Opere non è puramente casuale).
Mi auguro e auspico il ritorno in presenza dei Consigli comunali di Levate non precludano la possibilità di poter continuare a fruire del carico delle registrazioni di suddetti consigli sul sito istituzionale, perché certi spettacoli non possono e non devono essere relegati alle quattro mura del Palazzo…
Nel mese di agosto 2021 è sorta una discussione sul gruppo facebook “Succede a Levate” in merito all’ennesimo episodio di disservizio dell’illuminazione pubblica.
Preferisco evitare di riportare la discussione anche in questa sede, ma desidero ribadire quanto segue:
- ogni segnalazione pubblicata su “Succede a Levate” circa un disservizio all’illuminazione pubblica è stata contestualmente inoltrata anche agli uffici comunali competenti;
- il voler condividere una segnalazione anche su “Succede a Levate” può essere utile anche solo per rendere consapevole la cittadinanza di un malfunzionamento, di un disagio, di un disservizio etc (ad esempio, chi abita in via Fratelli Kennedy può non sapere che in via del chioso non funziona l’illuminazione pubblica). Abitiamo in un paese e siamo una comunità’. Una comunità, si spera, solidale anche verso questi disagi relativi a servizi PUBBLICI, pagati con soldi di noi tutti!
- non ritengo razionale l’atteggiamento di un cittadino e contribuente che sembra si infastidisca più per le segnalazioni (che possono legittimamente sfociare in critiche, vista e considerata la frequenza con la quale simili episodi si presentano) che per i reiterati disservizi relativi a servizi PUBBLICI pagati con soldi di noi tutti!
Coloro i quali, puntualmente, hanno deciso di chiamare “polemiche” quelle che in realtà erano semplici e legittime “segnalazioni” sono stati gentilmente invitati a verificare essi stessi, tramite “Succede a Levate” quanti episodi di black out ci sono stati in questi mesi (e, più in generale, in questi anni) ma, con ogni probabilità, questa verifica non è stata fatta.
Di seguito, pertanto, desidero riportare tutti gli episodi di malfunzionamento all’illuminazione pubblica che si sono susseguiti a Levate negli ultimi mesi:
- 22 settembre 2019
- 21 dicembre 2019
- 3 agosto 2020
- 18 agosto 2020
- 25 ottobre 2020
- 6 gennaio 2021
-1 febbraio 2021
- 3 febbraio 2021
- 17 agosto 2021
-18 agosto 2021
- 6 settembre 2021
- 29 settembre 2021
- 30 settembre 2021
- 7 ottobre 2021
- 11 ottobre 2021
Lampione di via Fratelli Kennedy a Levate, fuori servizio per almeno due settimane consecutive
Desidero ribadire nuovamente a chi si ostina a chiamare “polemiche” delle legittime “segnalazioni” che ogni episodio di disservizio all’illuminazione pubblica che ho potuto ravvisare a Levate è stato prontamente segnalato agli uffici competenti i quali, puntualmente, mi hanno risposto che la ditta incaricata della manutenzione era stata avvisata.
Ciò nonostante, a distanza di poche settimane (o di pochi giorni) il problema si ripresentava!
Pertanto mi domando: queste manutenzioni sono efficaci?
La nostra amministrazione si sta muovendo secondo criteri di efficacia e di economicità?
E, soprattutto, stiamo davvero pagando delle imposte proporzionate ai servizi pubblici che ci vengono erogati?
A ciascun lettore le dovute considerazioni.