L'idea nasce dai mesi di scoramento e di creatività della DAD: disporre di una riserva di materiali adattabili di volta in volta al percorso di ciascuna classe, ma caratterizzati da un comune denominatore: trasformare sia la DAD sia la didattica in presenza in DIDATTICA INTEGRATA, cioè fare in modo di supportare sempre l'attività in classe con materiali fruibili autonomamente dagli alunni.
Lo sforzo è quello di far interagir efficacemente lezione frontale/attività in classe/libro di testo per fare in modo che ciascun alunno trovi il SUO canale, quello che per lui risulta più performante in un dato momento. Lo scopo principale, immediato, è quello di poter portare avanti il lavoro senza perdere nessuno: né che ha una connessione ballerina, né chi ha problemi di orari e condivisione di dispositivi, ma nemmeno, una volta tornati in presenza, chi dovesse assentarsi da scuola per più giorni
All'inizio del nuovo anno scolastico, con gli alunni finalmente a scuola, comincio a pensare che quel modo di procedere è vincente. Il perché è facilmente intuibile: se gli obiettivi, i contenuti, i nodi concettuali, financo i materiali rimangono gli stessi, ma modifico il supporto e le modalità di fruizione, posso sperare di "agganciare" tutte le intelligenze. So che il web è pieno di mappe, video, learning app, ma, se non ricalcano perfettamente ciò che noi abbiamo fatto in classe, rischiano di essere dispersivi (o, al massimo, un piacevole intermezzo).
Non è difficile comprendere che in questo modo spero soprattutto di integrare chi fa più fatica senza rinunciare a "potenziare" chi ha bisogno di uno stimolo in più. Uno dei grandi vantaggi dell'era digitale è la rapida modificabilità di qualunque prodotto e la facilità di passare da un supporto all'altro. Quando poi si portano i ragazzi ad essere auto-produttori spontanei di materiali (si scambiano i giochi, si inventano le mappe, si organizzano il materiale in formato digitale), allora lo studio è diventato un piacere, ce l'abbiamo fatta. E pure il PNSD ringrazia.
La carta vincente - il vero asso nella manica di questa partita - è stata e continuerà ad essere la possibilità di collaborazione, confronto, autoformazione che offre l'era digitale. La comunità scolastica (da quella di istituto, a quella globale) ha vissuto una vera scossa, creando una rete informale di autoaiuto mai vista prima.
Paola