SONO CONSAPEVOLE DI ALCUNE COSE, MA...
Non mi occupo di management scolastico, MA. Ma insegno da quasi un quarto di secolo e qualche meccanismo lo conosco; ad esempio so che qualunque decisione provoca infiammate reazioni contrarie ma si tratta di fuochi fatui: gli operatori della scuola hanno ingoiato negli anni le peggio porcherie limitandosi ai proclami scandalizzati, si volesse imporre un obbligo vaccinale, si imporrebbe.
La dad non è stata un’ alternativa alla scuola, ma l’alternativa alla non-scuola. L’ ho difesa strenuamente un anno fa, cogliendone anche gli aspetti positivi, MA. Ma “è stata” e "un anno fa". A settembre 2020 la lettura della realtà avrebbe potuto essere un ‘altra, altre le soluzioni applicate. A settembre 2021 riproporre una presenza a scuola ridotta - dopo le ferie free, gli europei con relativi festeggiamenti, i vaccini, i fondi spesi dalle scuole in simpatici intrattenimenti estivi - sarebbe una vergogna indicibile.
Il vaccino non è la panacea, MA. Ma è tanto più risolutivo quanto più è diffuso. Chi ha scelto di farsi inoculare la famigerata dose al più presto ha corso, secondo i no vax, grossi rischi. Io credo che il beneficio superi il possibile danno, ma ciò non toglie il possibile danno. Ai no-vax e gli attendisti profittatori chiedo se si rendono conto delle motivazioni etiche e civiche sottostanti la scelta di vaccinarsi ( lo chiedo anche a baristi e ristoratori perennemente sul piede di guerra, ma è un' altra storia). Fatti salvi i casi di impossibilità per ragioni mediche, perché mai la scuola in presenza non dovrebbe essere solo per i vaccinati? Una patente di guida e un autoveicolo mi permettono di scegliere fra l'autostrada e la Provinciale, non rendono l’autostrada antidemocratica. Non possiamo imporre lo scooterino a tuttti e chiudere le autostrade, non possiamo far viaggiare i motorini dove sfrecciano autoveicoli di ogni stazza e potenza.
La pandemia e la clausura hanno inferto una ferita profonda ai più giovani. Non ho un MA, vorrei averlo. Sono cambiate le loro reazioni, le loro relazioni e la qualità di entrambe. E‘ cambiato - in peggio - il modo di riempire i vuoti (di tempo, di stimoli, di contatti, di prospettive), lasciandoli però con una fame vorace, una fame che faticano a "gestire bene".
Da madre e da insegnante mi rendo conto che tutti i problemi del "prima" (perché sì, quei problemi di relazione, di prospettive, di solitudine c'erano anche prima, non possiamo dimenticarlo) si sono ingigantiti: serviranno tempo, pazienza, energie, studio e studio e studio per stabilire un equilibrio. Nel 1919 si contarono i mutilati e spesso si negarono i folli: dovremmo evitare di ripetere l’errore, mi si perdoni il paragone (che però del tutto azzardato non è: la menomazione fisica è sempre più facile da riconoscere).
Quale assurda logica ci pone gli uni contro gli altri di fronte a queste vite? Si faccia tutto, ma davvero tutto, per non chiuderli di nuovo in casa, per non tornare a giocherellare con orari che mutano ogni settimana e alternanze assurde. E poi basta! Basta barricate pedagogiche su strumenti e metodi. Basta supponenza e facili giudizi. Tutto dobbiamo usare per “recuperare umanità” e riannodare fili; e nessuno si illuda di avere LA soluzione.