06/24
Tour de force, tappata in aula PC mentre fuori si consumano le prime belle giornate estive.
Seguo, con ritmi per la verità un po' alienanti, le acerbe menti che si misurano con il loro Esame di Stato, quello che chiude il "primo ciclo". Assisto, sorveglio, faccio da timer, sorrido ai ragazzi (che non ho avuto come studenti) durante la preparazione dell'orale.
Funziona così: a ciascun candidato viene consegnato un documento-stimolo un'ora prima del colloquio. In quel lasso di tempo deve costruire un percorso interdisciplinare attorno all'argomento di partenza e rappresentarlo con una mappa (di solito MindMup) o una presentazione (Google o Prezi vanno per la maggiore) online.
I contenuti "mappati" vanno poi esposti, illustrati e argomentati alla commissione.
Osservazioni dopo tre giorni di osservazione 😁.
➡️I ragazzi affrontano la prova con serenità e impegno. Niente lacrime o crisi isteriche, ma i maschietti si presentano ben lustri con la camicia stirata e le procaci donzelle bastantemente coperte e sobrie. Tutti salutano urbanamente e siedono composti.
➡️Sono abili con gli strumenti digitali, usano senza tentennamenti i loro attrezzi e hanno sviluppato alcuni trucchetti per velocizzare le operazioni. Si muovono con sicurezza dentro il workspace. Bravi, tornerà buono.
➡️Hanno perfettamente chiaro che disporre di documenti e fonti online non significa avere un compito "facile", non si fanno illusioni: connessioni, rielaborazione, capacità di approfondire e argomentare i concetti mappati davanti alla commissione sono e rimangono farina del loro sacco. Ancora non mi capacito di come questo punto possa sfuggire ad alcuni insegnanti.
➡️Nessuno ha avuto troppa difficoltà ad interpretare i testi somministrati: certo il prof che propone ampie e dotte citazioni da Cinematografo.it potrebbe apparire un po' carogna, ma invece non è, si tratta di puro amore per la conoscenza. Thanatos e Eros. Loro affrontano il Thanatos evocato da quei fogli con tutto l'Eros dei tredici anni: appetiti, adattabilità, fantasia, incoscienza.
Noto alcune criticità.
🚨La prima, ovvia e immutabile nei secoli, riguarda l'impegno profuso durante l'anno. Gli anni. Chi possiede ancora libri intonsi rimane fermo al palo. Per i settoriali funzionano le strategie: "Anche questo lo faccio in inglese. Devo parlare tanto perché di letteratura non so niente e è meglio se rimane poco tempo per le domande".
🚨La seconda è imputabile ad una formazione ancora da affinare: non sono sempre efficaci nelle ricerche, non usano operatori booleani, si perdono un po' nelle paginate di Wikipedia, alla ricerca di dettagli la cui importanza spesso mi sfugge, tipo i parenti di Joyce a Trieste.
🚨La terza non è banale: non tutti intuiscono che non si tratta semplicemente di "collegare", ma di sviluppare diversi livelli di analisi. Ieri un simpatico scavezzacollo voleva "collegare il colore rosso con uno che abbiamo fatto in musica che si chiama tipo Rossini"; uno spilungone dallo sguardo languido, vedendosi assegnato un documento attinente alla Rivoluzione Francese, si è lanciato in tutta una serie di googlate: "scienziati francesi", "pittori francesi", "musicisti francesi" e via.
Non va sempre così, però. Uno scricciolo dai capelli corvini, davanti al pc, si è trasformato in Panzer: ha battuto ferocemente sulla tastiera per cinquantacinque minuti, in semi-apnea, senza consultare nemmeno i programmi d'esame per - che so? - un controllo, un'ispirazione. Una gentile fanciulla dall'aria svagata ha guardato il foglio che le passavo per dieci secondi, poi ha sollevato lo sguardo e ha impostato in quattro e quattr'otto gli sviluppi disciplinari dello scarno documento, recante solo il logo di Parigi 2024: dalla dichiarata sostenibilità ambientale ("così prof poi ci metto scienze e tecnologia") allo sport come fenomeno di globalizzazione ("che parlo di storia con la Belle Epoque e anche di geografia e poi faccio inglese"). Glissiamo sul parlato spontaneo: quello talvolta è raccapricciante, ma lo è anche il mio.
📋Il bilancio mi pare, nel complesso, positivo. Da osservatrice neutra, ho scoperto cose: nella gran parte dei casi, i ragazzi sono in grado di affrontare le sfide, anche se qualcuno lancia sommessi gemiti implicitamente imploranti soccorso; strategia a mio parere evitanda. Ho visto una notevole rapidità nel cogliere i suggerimenti silenziosi: buon segno, sono svegli. Ho visto anche - sorpresa! - un atteggiamento sinceramente confidente verso gli insegnanti: questi ragazzi contano su di noi, credono nella nostra capacità di giudizio.
L'esame è serio: corposo sul piano dei contenuti, valido per attivare competenze, capace di adattare gli strumenti alle caratteristiche di ciascun alunno. Conserva anche quella buona dose di formalità un po' polverosa che aiuta ad assumere il giusto atteggiamento.
Infine! A me questi tredicenni all'opera sono piaciuti e, pensando al grande salto che li aspetta, mi sono chiesta che ne sarà di loro e della loro fiducia.