è arrivata la NEXT GENERATION CLASSROOM
L' insegnante, domenica sera.
Competenze digitali, uso degli strumenti di condivisione, cloud computing, pensiero reticolare, public speaking. Il tutto ben radicato nello studio dei manuali di carta (proprio quelli con le pagine e l'indice analitico) e nelle attività in classe: dagli appunti presi durante le lezioni frontali ai materiali autoprodotti in occasione degli episodi si apprendimento situato. La Bic, il libro e il laptop non confliggono mai, si aiutano. Siamo arrivati a una effettiva ddi (didattica digitale integrata) attraverso un cammino talvolta accidentato, con qualche scossone, ma ricco e gratificante.
Per loro non si pone più la dicotomia tradizionale/digitale, la vivono come una capziosità e si preparano al loro esame orale con una certa serenità, almeno relativamente agli strumenti. Certo qualcuno dovrebbe studiare un po' di più.
L'alunno, lunedì mattina.
Ho tredici anni. Sto per affrontare il primo esame vero della mia vita: una mappa concettuale on line da creare e da discutere. Un'ora per rispondere alla sfida, dieci minuti a disposizione per travolgere i prof con tutto il mio sapere, con tutto il mio sapere fare.
Noi siamo quelli che hanno sofferto in DAD, ma ormai siamo sgamati con i linguaggi e gli strumenti. Usiamo matita, quaderno, evidenziatore e mouse senza differenze. Per noi non si pone il problema tradizionale/digitale, che sempre di lavoro si tratta, e ci prepariamo al nostro esame orale con una certa serenità, almeno per quanto riguarda gli strumenti... Certo dovremmo studiare un po' di più.
Poi c'è la scuola. Ci sarà la scuola 4.0, dice la prof. ...Ci sarà la scuola 4.0?
Non so. Ho tredici anni, mi alleno per il mio esame orale, ma oggi la prof era affranta. Ha detto che il Pienneerreerre (io non lo conosco) spende e spande e ci assicura sulle "magnifiche sorti e progressive", ma senza una connessione decente ci stanno pigliando per il naso. La prof ha detto "fondelli".
Oggi la prof aveva preparato l'aula e i PC, i documenti e la simulazione INValSI linkati sulla Classroom, ma la connessione era troppo debole. Molti di noi hanno dovuto rinunciare.
L'insegnante, ore 13.00.
Scattare da un alunno all'altro, da un PC all'altro per tre ore, nel caldo dell'aula di informatica, un po' rassicurando, un po' chiedendo di pazientare, un po' implorando l'intervento divino è stato massacrante. Cedere le armi e dire "rinuncia, esci dal portale, passa alla mappa, proveremo la prossima volta" è stato umiliante.
Sono finita in bagno a bere dal rubinetto per placare la sete da sforzo fisico e per sciogliere un certo nodo in gola. Ci stanno pigliando per i fondelli.
(dal blog Lo Stregatto e gli errori di Alice)