Il toponimo Castellum de Montis rende l'idea di centro fortificato incastonato tra le montagne. La presenza romana dal IV aC al VIII dC, s'incentra sulla pastorizia e sulla transumanza, dando lustro e relativo benessere economico alla zona. Gli assalti dei goti, visigoti ed unni indeboliscono il sistema di controllo romano che gradualmente si allontana da queste zone.
Alla fine dell'VIII secolo la popolazione si raccoglie nei pressi della chiesa di S. Marco, dando vita al centro abitato di Marcianisci o Marzanisci. A questo punto, come per altri nuclei della provincia aquilana, Castel del Monte segue il processo di incastellamento: la paura delle invasioni barbare, il bisogno di sicurezza e protezione sono stati i fattori che hanno portato ad arroccarsi su cinque alture e a dare vita alla nascita del borgo, con l'edificazione nel XII secolo del Ricetto.
Nel 1298 Castel del Monte diviene un possedimento dei duchi di Acquaviva di Atri; nel 1474 diviene parte dei domini degli Sforza per poi passare ai Piccolomini che lo cedono a loro volta nel 1579 ai Medici (Palazzo del Governatore 1559). La famiglia fiorentina governa Castel del Monte in modo attento ed oculato fino al 1743, anno in cui il territorio passa ai Borboni fino all'Unità d'Italia (1861).
L'antica torre d'avvistamento del borgo fortificato del Ricetto, è trasformata in campanile della chiesa intorno al Mille con l'apposizione di tre campane: la Gaia, la Mesta e la Sentinella.
La Gaia, definita anche "la mezzàna", è la campana che annunzia la festa. La Mesta, chiamata dai Castellani "ru cuampanone", annuncia il decesso di un componente della comunità. La Sentinella era così definita in quanto nel 1799 aveva lo scopo di allenare la popolazione in caso di arrivo delle truppe francesi che avevano occupato tutto l'aquilano con il sacco dell'Aquila.
Sulla cuspide della vela campanaria sono poste inoltre altre due "campanelle": furono installate nel 1837 quando il Comune decise di dotare la torre di un orologio posto sulla parete nord della stessa.
La chiesa di S. Marco è la prima chiesa del paese. Il primo nucleo è coevo alla formazione della Rocca del Ricetto. In origine fu quasi certamente una cappella interna all'antico castello. Essa è posta ai piedi della grande torre quadrata che è il vero e proprio simbolo di Castel del Monte. Dalla fine del XV secolo, subì varie modifiche. Nel 1858 l'altare della Chiesa venne commissionato dalla "Università della Terra": ai lati dello stesso è infatti scolpito per ben due volte lo stemma di Castel del Monte (una torre su cinque colli) che è la più antica rappresentazione dello stemma del paese.
Il fenomeno del brigantaggio impone poi una vita ritirata al paese. Agli inizi del XX secolo la fiorente economia pastorale permette l'edificazione di strutture pubbliche, ma dopo i due conflitti mondiali la popolazione di Castel del Monte dà vita ad una massiccia emigrazione verso la Francia ed il Belgio (miniera di Mancinelle).
La chiesa di S. Rocco è stata edificata subito dopo l'antica porta di ingresso al borgo. È di dimensioni assai ridotte,, ed è sorta dalla trasformazione di un dei principali bastioni della cinta muraria; al termine della pestilenza che nel 1656 colpì il paese, i sopravvissuti al contagio vollero dedicare una chiesa a S. Rocco, protettore contro la peste.
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