Il Colle di San Giusto, originariamente era la sede del castelliere, primo insediamento umano, poi foro romano, quindi area che riunisce cattedrale e castello dedicati al patrono San Giusto e ospita i ricordi dei caduti nelle guerre novecentesche, il Parco della Rimembranza e il monumento di Antonio Selva. Sulla facciata della cattedrale, tra gli altri, il busto di Enea Silvio Piccolomini, letterato umanista, vescovo di Trieste e poi, nel 1458, papa Pio Il. Qui Pietro Bonomo consacra sacerdote Primoí Trubar, padre della letteratura slovena, che pubblica nel 1550 il Catechismus, primo libro stampato in sloveno.
Sulla stessa area in cui si innalza ora la Cattedrale, sorgeva un tempio dedicato alla Triade Capitolina (Giove, Giunone, Minerva) della metà del sec. I d.C. Vi si accedeva attraverso un ingresso monumentale (propileo), di cui restano tracce evidenti all'interno e sul fianco meridionale del campanile, oltre che sulla facciata della chiesa (colonne scanalate, capitelli, trabeazioni, fregi).
Intorno alla metà del sec. V, sulle strutture romane fu costruita la basilica episcopale: ne sono prova i resti del muro segnato lungo il colonnato destro e alcuni tratti del pavimento musivo a motivi geo-metrici tuttora superstiti. La chiesa paleocristiana fu sostituita, tra il sec. X e l'XI, da due edifici paralleli: la Cattedrale di S. Maria, a sinistra, e il sacello del martire Giusto, a destra. Nella prima metà del Trecento i due edifici furono fusi in un'unica grande aula a cinque navate, con una facciata a capanna in corsi di arenaria, alleggerita da un gotico rosone a doppia ruota. La navata maggiore è coperta da un soffitto in legno dipinto, a carena di nave rovesciata, rifatto nel 1905.