Situata a Borgo Rivera, una delle zone più antiche del centro storico a ridosso del fiume Aterno, vicino alla chiesa di San Vito alla Rivera, costituisce quasi l'intero perimetro dell'omonima piazza quadrangolare posta adiacente alle mura urbiche.
È costituita da novantatré mascheroni in pietra e sei cannelle singole, dalla maggior parte dei quali sgorga l'acqua: secondo la tradizione, le cannelle rappresenterebbero i novantanove castelli del circondario che, nel XIII secolo, parteciparono alla fondazione dell'Aquila.
Realizzata nel 1272, con rimaneggiamenti e integrazioni di epoche successive, è realizzata nella caratteristica pietra rosa locale. I mascheroni che, secondo la leggenda, rappresenterebbero i Castelli fondatori della città, tutti diversi fra loro, sono intervallati da formelle rettangolari, 93 delle quali recanti un fiore in rilievo e un rosone, che simboleggia il ciclo eterno della vita. La sorgente di alimentazione della fontana rimase avvolta nel mistero, probabilmente per evitare rivendicazioni sulla proprietà o tentativi di avvelenamento delle acque, tanto che, secondo una leggenda, il progettista Tancredi da Pentima sarebbe stato giustiziato affinché non la rivelasse e le sue spoglie sarebbero state poste sotto la pavimentazione della fontana.
Il Borgo Rivera rappresenta il complesso abitativo più antico della città, situato a ridosso delle mura medievali che, in corrispondenza della Fontana delle 99 Cannelle e della chiesa di San Vito alla Rivera, presentano la suggestiva Porta Rivera, ricostruita dopo il sisma del 1703 e con importanti elementi cinquecenteschi.
Fu una delle poche porte lasciate aperte anche in momenti drammatici, come la terribile pestilenza del 1656. Il borgo corrisponde all'antico villaggio o castello di fondazione denominato Accula o Accule, per via della vicinanza del fiume Atemo e dell'abbondanza di acqua, che ne faceva un luogo strategico ai fini del primo insediamento abitativo. Da esso probabilmente deriva il toponimo del successivo impianto urbanistico della Città dell'Aquila.
La chiesa di San Vito (XIII sec), fu opera degli abitanti di una frazione di Tornimparte. Fu modificata tra il XVI e il XVI secolo insieme all'adiacente Fontana delle 99 cannelle. La facciata in pietra bianca ha un portale ad arco a tutto tondo (XIV sec.), con lunetta dipinta (la Madonna della Sanità), e un oculo con, ai lati, due meridiane. L'interno è ad aula unica con copertura a capriate. All'esterno, parallela alla chiesa, sul lato sinistro ci sono la cinta muraria medie-vale e Porta Rivera, ricostruita dopo il sisma del 1703.