Tiziano e bottega, Danae
(post 1554), olio su tela, Kunsthistorisches Museum, Wien.
Versione della Danae dipinta una decina d'anni prima per il cardinale Alessandro Farnese (definita senza mezzi termini "una nuda che farìa venire il diavolo addosso" da monsignor Della Casa), è uno dei più erotici ed espliciti soggetti di Tiziano: Danae si accinge ad accogliere Giove, secondo il mito sotto forma di pioggia d'oro e qui più prosaicamente monete, allusione all'amore venale.
Tiziano e bottega, Maria Maddalena
(1565 ca.), olio su tela, Staatsgalerie, Stuttgart.
Tiziano ha più volte raffigurato Maria Maddalena, la prostituta pentita, divenuta una delle prime e più appassionate fedeli di Cristo. Il successo delle Maddalene di Tiziano, note in diverse versioni, consiste nel riuscito accordo tra il sentimento di devozione (sottolineata dal teschio in primo piano) e l'indiscutibile sensualità della bella santa con i lunghi capelli sciolti.
Tiziano e bottega, Venere, Marte e Amore
(1550 ca.), olio su tela, Kunsthistorisches Museum, Wien.
Tiziano usa un pretesto mitologico per dipingere uno dei primi baci appassionati della pittura europea: l'amore clandestino tra Marte, dio della guerra, e Venere, la dea della bellezza, mentre il piccolo Cupido vola in cielo. In un vibrante scenario naturale, i due amanti si abbracciano con piena consapevolezza, in una relazione ardente e realistica, lontana da idealizzazione letteraria.