Questa sala reca, nel camino e nelle specchiere, alcune parti della decorazione progettata da Luigi Canonica in età napoleonica, e un soffitto dipinto a finti stucchi a grisaille e dorature, realizzato dal decoratore Gaetano Vaccani per quella che era allora conosciuta come Sala del cembalo.
Il percorso del museo continua qui con l'opera di Francesco Hayez. Il più celebrato pittore italiano dell'Ottocento si formò a Roma, dove giunse dalla natia Venezia, respirando la temperie culturale e figurativa dominata da Canova. Dopo essersi stabilito a Milano, si guadagnò presto il ruolo di capofila della nuova scuola pittorica del Romanticismo storico. Le opere esposte in questa sala testimoniano l'altissimo livello raggiunto dal pittore nei ritratti di uomini e donne illustri.
La superba immagine della cantante Matilde Juva Branca, • i due ritratti della contessina Morosini da bambina e da giovane donna o infine la nota effigie di Alessandro Manzoni permettono di apprezzare la capacità di introspezione psicologica e il sapiente uso del colore, ispirato a Tiziano, che fecero di Hayez il ritrattista più richiesto dall'intellighenzio milanese.