Il biennio 1892-1894 è un periodo inizialmente dedicato all'osservazione della natura e del paesaggio en plein air, unitamente alla sperimentazione sui grandi formati (il 1891 è anche l'anno dell'avvio del lungo percorso che si concluderà con il monumentale Quarto Stato nel 1901).
Si tratta dunque di immagini complesse, che associano paesaggio e figura in un sistema di proporzioni nuove, come accade per Speranze deluse e Il fienile, opere cardine di questo periodo: apprezzate da Segantini, Grubicy e Morbelli, teorici e grandi protagonisti della nuova corrente divisionista, le due tele dimostrano la determinazione di Pellizza a intraprendere una strada destinata a mutare radicalmente il suo futuro: Pellizza sceglie di avventurarsi nell'esperienza divisionista con entusiasmo, convinzione e serietà, iniziando a studiarne la tecnica, i suoi effetti, le potenzialità. La pennellata cambia forma, picchiettata in punti, virgole, linee irregolari, quasi filamentose, i colori sono quelli primari, stesi puri, secondo le leggi della complementarita, per restituire, come lui stesso precisò, "la sensazione della materia costitutiva di ogni elemento". Esito di straordinaria originalità, concepito allo scadere del biennio, Panni al sole, prova eccellente sia per la costruzione prospettica che per la straordinaria intensità della luce solare, considerata una delle più significative della stagione divisionista.