Nuova soggettività:
L'architettura tra comunicazione e informazione
Antonino Saggio
Antonino Saggio
Nel contesto di una riflessione che si interroga sugli sviluppi auspicabili dell'architettura contemporanea, emerge in modo inequivocabile la necessità di considerare la Rivoluzione Informatica come un vero e proprio paradigma per un nuovo ciclo architettonico. Viene introdotto il concetto di Architettura dell’Informazione, non solo come estensione della strumentazione digitale in architettura, ma come fulcro per una trasformazione epistemologica della disciplina. La Rivoluzione Informatica, enfatizzata come fenomeno travolgente e irreversibile, assume il ruolo di agente catalizzatore che modifica i tradizionali rapporti tra forma, funzione e comunicazione.
Nell'architettura del Movimento Moderno, la perdita della "cattedrale" come simbolo (un concetto che ritroviamo nel lavoro di Gropius e del Bauhaus a Dessau) ha rappresentato il distacco dall’estetica simbolica dell’architettura storica, per abbracciare invece un'estetica basata su un’etica di oggettività e di pura funzionalità (Gropius, 1926). Questo orientamento viene oggi reinterpretato alla luce dell’avanzamento informatico e delle tecnologie digitali che pongono il "come" alla base della nuova architettura informazionale, riflettendo una citazione incisiva di Mies van der Rohe:
"Il tempo nuovo è una realtà; esiste indipendentemente dal fatto che noi lo accettiamo o lo rifiutiamo. Non è né migliore né peggiore di qualsiasi altro tempo, è semplicemente un dato di fatto ed è in sé indifferente ai valori. Quel che importa non è il 'che cosa' ma unicamente e solo 'il come'"
Questo nuovo "come", indica che il valore dell’architettura contemporanea non è più intrinsecamente legato alla mera funzionalità, ma si espande fino a includere il concetto di interattività.
Oggi, il concetto di interattività, proposto come nuovo paradigma da Saggio, non si limita a un livello narrativo e superficiale. Se consideriamo esempi come il Guggenheim di Gehry a Bilbao, osserviamo come l’informazione diventi essa stessa l’elemento fondante dell’opera architettonica, non riducendosi a una semplice "pelle" informativa, ma entrando nella sostanza progettuale e realizzativa. Il futuro dell'architettura risiede nell'integrazione profonda tra forma e flusso informativo, in un processo che potrà condurre a una "Nuova Soggettività".
Questa "Nuova Soggettività" appare così come la naturale evoluzione della Neue Sachlichkeit: un’architettura che mira a rispondere non solo ai bisogni oggettivi ma anche ai desideri e alle percezioni soggettive degli individui. Un’architettura del desiderio, del vissuto e del partecipato.
Il Guggenheim Museum Bilbao