È fondamentale comprendere come il tema dell'informazione, essenziale nella Terza Ondata di Toffler, possa raggiungere il suo massimo livello di espressione: quello estetico. In che modo l'architettura può evolversi in una forma di comunicazione, come nel progetto Kiasma? E come l'informazione diventa il cuore della progettazione e costruzione? Non si tratta solamente di un aspetto tecnico, ma anche di una dimensione estetica e simbolica che ridefinisce il nostro approccio all’architettura.
Abbiamo già introdotto il concetto di processo di reificazione, ovvero la capacità dell'architettura di trasformare in realtà concreta i processi legati al tempo, alle tecniche, e agli strumenti conoscitivi e geometrici. Un esempio di reificazione è rappresentato dalla costruzione delle piramidi, dove l'applicazione delle conoscenze geometriche ha concretizzato un concetto astratto. Lo stesso processo si verifica con l'elaborazione della prospettiva nel Rinascimento, che ha tradotto teorie complesse in strumenti pratici per rappresentare la realtà. Questo modo di pensare, che proviene da un ragionamento analitico e industriale, mostra il forte legame tra gli strumenti e l’architettura: la tecnologia non solo supporta ma plasma anche il processo creativo e costruttivo.
Nel campo dell'informatica, un punto centrale è la creazione di modelli dinamici, come quelli basati su strutture ad albero, dove le entità sono collegate in modo interattivo. Questo tipo di modello presenta alcune caratteristiche fondamentali:
Interattività: Modificando alcune relazioni o condizioni, si generano automaticamente cambiamenti nel contesto applicativo.
Dinamismo: Il modello evolve continuamente in base alle informazioni che riceve.
Poiché abbiamo evidenziato l'importanza della reificazione, è naturale che anche l’architettura miri a somigliare al suo modello tecnologico di riferimento, ovvero l’informatica. Questo porta a un'architettura sempre più interattiva, un aspetto cruciale che diventa catalizzatore di nuove modalità progettuali.
L'interattività assume diverse forme nel contesto architettonico, ognuna con implicazioni specifiche e proprie caratteristiche:
Interattività processuale: Durante la progettazione, strumenti come il BIM (Building Information Modeling) consentono scelte dinamiche in tempo reale. Ad esempio, è possibile:
Cambiare materiali.
Modificare lo spessore di un muro con un semplice comando.
Aggiornare parametri geometrici o strutturali. L’interattività, in questo caso, riguarda l'intero processo progettuale, rendendo ogni fase collaborativa e flessibile.
Interattività proiettiva: Si riferisce alla capacità di aggiungere strati interattivi (layer) su un’architettura, trasformandola senza alterarne la struttura di base. Un esempio emblematico è quello di Studio Azzurro, che crea ambienti interattivi con layer visivi e sensoriali, trasformando l'esperienza spaziale. Massimiliano Fuksas, alla Biennale di Venezia del 2000, ha esplorato questa dimensione. Progetti come Blinkenlights a Berlino, dove la facciata di un edificio è diventata uno schermo interattivo per giocare a Pong, dimostrano l’uso creativo dell’interattività.
Interattività fisica: In questo caso, l’architettura stessa diventa interattiva, superando il concetto di "pelle" o strato esterno. Esempi significativi includono:
Santiago Calatrava con il Venice Canopy e il Milwaukee Art Museum, opere in cui la struttura stessa si muove e interagisce con l’ambiente circostante.
Hyperbody, con installazioni mobili che rispondono dinamicamente alle relazioni tra i loro componenti.
Diller + Scofidio, con il Blur Building (Neuchâtel, 2002), una struttura in ferro sul lago che vaporiza acqua in base ai fattori ambientali, come temperatura e meteo, rappresentando un'architettura che incorpora dinamismo e adattabilità, tipici dell’informatica.
L’interattività non si limita più al singolo edificio, ma si estende alla scala urbana con il concetto di smart cities. In molte metropoli moderne, l'idea di interattività è applicata all'urbanistica, trasformando le città in sistemi dinamici e interconnessi. Questo approccio va oltre l’architettura tradizionale, integrando tecnologie avanzate per migliorare la qualità della vita e l'efficienza dei servizi pubblici.
L'interattività è oggi il trait d’union che collega l'architettura al paradigma informatico. Essa si manifesta a vari livelli:
Processuale, nella progettazione dinamica e collaborativa.
Proiettiva, nei layer che trasformano gli spazi senza modificarne la struttura.
Fisica, nelle strutture che reagiscono attivamente all'ambiente circostante.
In questo nuovo contesto, l’architettura non è più una forma statica, ma diventa un sistema vivo, capace di adattarsi, rispondere e interagire in tempo reale con il mondo che la circonda. Grazie all'integrazione della tecnologia, l'architettura contemporanea si evolve, aprendo la strada a nuove possibilità espressive, funzionali e interattive, non solo a livello di singolo edificio, ma anche a livello urbano, trasformando intere città in entità interattive e intelligenti.
Quadracci Pavilion, Santiago Calatrava, Milwaukee Art Museum, Milwaukee, USA, 2001
Blur Building, Diller + Scofidio, Lago di Neuchâtel, Svizzera, 2002.
Muscle NSA Project, Hyperbody (Kas Oosterhuis), 2003