Quando Archimede da Siracusa (287-212 a.C.) chiede una leva e un punto d'appoggio per sollevare il mondo, fa sicuramente riferimento alla capacità umana di ragionare, e alla potenza dell'intelletto.
Vedo l'umanità smorzata nell'intelligenza, amplificare con energia esterna qualunque atto, peraltro deciso artificialmente. Così l'ingegno è messo a riposo da gesti solo accennati, amplificati, come quelli compiuti sui pedali dell'auto o tramite comandi vocali, cliccamenti vari, sensori. Questa realtà aumentata riduce la statura dell'uomo. Stato e statura sono in una cattiva relazione di dipendenza, illustrando l'idea kantiana di minorità.
Per questo siamo oggi nell'antropocene, epoca dalla quale dobbiamo uscire con sollecitudine.
I miei rimedi poggiano sull'antico concetto di Creanza, leva per vivere con l'energia che il sole concede nel nostro tempo di vita, senza attingere al passato (che ci rende primitivi) o al futuro (che compromette le generazioni).
Vorrei che...
formiamo sciami umani
operosi come api
a nutrire di sole
giorno per giorno
la vita cura del mondo
Elio Felice
Un percorso (storico) nei luoghi, gesti e detti dove sono di casa il riguardo, l'attenzione, la cura.
Riconoscere le fonti di malessere, malcostume e malavita. Azioni che dal personale perturba il globale. Riconoscere le particelle tossiche "di Elio" e i loro antidoti. Smettere di alimentare la confraternita degli Imbesuiti.
Il Progetto Creanza nasce da una riflessione personale e profonda sul significato del mio nome e cognome, Elio Felice, e sull'impegno che ho sempre sentito di dover portare avanti per essere all'altezza di ciò che questi due termini uniti esprimono.
Elio, che richiama il sole e la luce, e Felice, che evoca gioia e realizzazione, rappresentano per me una missione: vivere in armonia con la natura, promuovendo un modello di vita sostenibile e felice, sfruttando al minimo risorse preistoriche (come il petrolio) e senza compromettere il futuro.
Questo progetto si propone di esplorare e promuovere pratiche e idee che possano ispirare un cambiamento radicale nella società, partendo dall'individuo per arrivare alla collettività, e integrando gli insegnamenti di San Francesco d'Assisi con riflessioni contemporanee sulla decrescita, la sussistenza virtuosa e il ruolo della cultura e della musica come strumenti di trasformazione sociale.
Inoltre, il progetto attinge alle idee e alle esperienze maturate attraverso le mie attività, che ha sempre visto la musica e l'arte come strumenti di coesione sociale, crescita personale e trasformazione comunitaria.
Obiettivi
Promuovere un modello di vita sostenibile: Vivere con ciò che il sole ci offre oggi, senza sfruttare risorse preistoriche (petrolio, carbone, gas) e senza compromettere il futuro.
Integrare spiritualità, cultura ed ecologia: Riprendere gli insegnamenti di San Francesco d'Assisi sulla cura del creato e applicarli alle sfide contemporanee, unendoli alla musica come strumenti di trasformazione.
Esplorare la felicità sostenibile: Indagare come la felicità autentica possa nascere dalla semplicità, dalla condivisione e dal rispetto dei limiti del pianeta.
Creare un ponte tra teoria e pratica: Offrire esempi concreti di stili di vita alternativi, ispirati ai principi del progetto e alle esperienze culturali e musicali.
Contenuti e temi centrali
1. Luce del sole e la rivoluzione energetica
Il sole, simbolo di energia rinnovabile, rappresenta la necessità di abbandonare i combustibili fossili e abbracciare un modello energetico sostenibile.
Proposte concrete:
Promuovere l'uso di pannelli solari e altre tecnologie rinnovabili, conoscendone i limiti (distinguendo cioè le false soluzioni che mantengono il problema).
Organizzare workshop e giornate di studio.
Creare comunità energetiche locali, ispirate ai principi di condivisione e sussistenza virtuosa.
2. La Felicità Sostenibile
La felicità autentica non dipende dal consumo o dall'accumulo, ma dalla connessione con la natura, con gli altri e con sé stessi. Questo tema si collega a riflessioni contemporanee sulla decrescita felice e la sussistenza virtuosa.
Proposte concrete:
Organizzare incontri e seminari sulla felicità sostenibile, coinvolgendo esperti di ecologia, sociologia e spiritualità.
Promuovere stili di vita basati sulla sussistenza virtuosa, in cui gli scambi di tempo e risorse sostituiscono vantaggiosamente gli scambi di denaro.
Creare una rete di comunità che sperimentano modelli di vita alternativi, basati sulla condivisione e sul rispetto dei limiti del pianeta.
3. Spiritualità e Rivoluzione Ecologica
San Francesco d'Assisi è stato un rivoluzionario del suo tempo, un uomo che ha vissuto in armonia con la natura e ha promosso un modello di vita basato sulla povertà volontaria, la fratellanza e il rispetto per il creato.
Proposte concrete:
Integrare la spiritualità francescana nelle pratiche ecologiche moderne, creando un ponte tra fede e impegno ambientale.
Organizzare pellegrinaggi, in cui i partecipanti riflettono sul legame tra uomo e natura.
Promuovere iniziative di rinaturazione e cura del territorio, ispirate all'amore di San Francesco per il creato.
4. Musica e cultura come strumenti di coesione sociale
La musica e l'arte sono viste come strumenti per educare, unire e sensibilizzare la comunità. Questo approccio si riflette nelle attività dell'Associazione Creanza, dove la musica è utilizzata per trasmettere valori come la sussistenza virtuosa, la resilienza e il rispetto.
Proposte concrete:
Organizzare concerti, laboratori e mostre che promuovano la cultura come esperienza trasformativa.
Creare progetti educativi che utilizzino la musica per lo sviluppo di competenze socio-emotive e la formazione di cittadini attivi.
Valorizzare le radici culturali e musicali locali, bilanciando tradizione e innovazione.
5. Sussistenza virtuosa come valore fondamentale
La sussistenza virtuosa è al centro del progetto, intesa come la capacità di vivere privilegiando gli scambi di tempo e risorse per sostituire vantaggiosamente gli scambi di denaro. Questo valore viene promosso attraverso attività culturali, laboratori e progetti educativi.
Proposte concrete:
Realizzare laboratori sulla sussistenza virtuosa, coinvolgendo la comunità in pratiche di scambio non monetario, come il baratto di competenze, il mutuo aiuto e la condivisione di risorse.
Promuovere iniziative che combinano arte, educazione e rispetto per la natura, come l'orto e le piante da frutto presso la sede dell'Associazione Creanza.
6. Creanza come movimento
Progetto Creanza può diventare un movimento o una rete di persone e comunità che condividono una visione comune: vivere in modo sostenibile, felice e rivoluzionario.
Proposte concrete:
Creare un manifesto di Creanza, che sintetizzi i principi del progetto e inviti all'azione.
Organizzare eventi, festival e incontri per diffondere le idee del movimento.
Collaborare con ricercatori, attivisti e comunità locali per ampliare l'impatto del progetto.
Metodologia
Ricerca e documentazione: Studiare e documentare pratiche esistenti di sostenibilità, decrescita, spiritualità ecologica e cultura musicale.
Sperimentazione: Creare progetti pilota in cui sperimentare stili di vita alternativi, ispirati ai principi di Creanza.
Divulgazione: Diffondere i risultati attraverso pubblicazioni, conferenze, workshop e social media.
Collaborazione: Coinvolgere esperti, comunità e istituzioni per ampliare l'impatto del progetto.
Destinatari
Individui e comunità interessati a stili di vita sostenibili e alternativi.
Ricercatori e accademici che studiano decrescita, ecologia politica, spiritualità e cultura musicale.
Attivisti e organizzazioni impegnati nella transizione ecologica e nella giustizia sociale.
Comunità religiose e spirituali che desiderano integrare la cura del creato nella loro pratica.
Giovani e nuove generazioni, visti come agenti di cambiamento e destinatari privilegiati di progetti educativi e culturali.
Conclusione
Il Progetto Creanza rappresenta un invito a vivere in modo rivoluzionario, unendo la luce del sole, la felicità autentica e la cultura musicale in un modello di vita sostenibile e rispettoso del creato. Attingendo agli insegnamenti di San Francesco d'Assisi, a riflessioni contemporanee sulla decrescita felice e alle esperienze culturali e musicali di Elio Felice, questo progetto si propone di ispirare un cambiamento radicale nella società, partendo dall'individuo per arrivare alla collettività.
Per me, Elio Felice non è solo un nome, ma una missione: essere all'altezza di ciò che questi due termini uniti esprimono, promuovendo un futuro più giusto, ecologico e felice. Con il sostegno di comunità e istituzioni, Progetto Creanza può diventare un faro per un futuro migliore.
Dieci gesti per abitare il mondo senza rovinarlo
La creanza comincia dalle cose.
Riparo prima di sostituire. Imparo almeno una piccola manutenzione: cucire un bottone, affilare un coltello, registrare una cerniera.
Sto trattando questo oggetto come se dovesse durare più di me?
Il pane non è solo pane. È tempo, lavoro, terra, acqua.
Compro meno. Finisco ciò che inizo. Cucino gli avanzi.
Quanta vita c’è dentro ciò che sto buttando?
La velocità erode la coscienza.
Per le brevi distanze, vado a piedi o in bicicletta. Rinuncio all’auto quando non è necessaria.
Sto scegliendo la comodità o la relazione con il luogo?
La creanza è riconoscimento dell’altro.
Saluto il vicino, il postino, il cassiere.Guardo negli occhi.
Sto attraversando persone o le sto incontrando?
Ogni oggetto inutile occupa spazio mentale.
Una volta all’anno svuoto un cassetto. Dono ciò che non uso da tempo.
Possiedo io le cose o mi possiedono loro?
Mangiare è un atto colto, agricolo.
Scelgo cibo locale quando possibile. Imparo da dove viene almeno un alimento che consumo ogni giorno.
Conosco la storia di ciò che metto nel piatto?
La qualità è un atto morale.
Dedico tempo a un gesto fatto con cura: cucinare, scrivere, piantare, pulire.
Sto facendo in fretta o sto facendo bene?
La bellezza condivisa è responsabilità condivisa.
Non lascio rifiuti. Se trovo qualcosa fuori posto e posso rimediare, lo faccio.
Sto contribuendo al disordine o all’armonia?
La creanza è misura.
In una discussione, lascio finire. Chiedo, prima di affermare.
Sto cercando di capire o di vincere?
Ogni gesto ha un’eco.
Prima di comprare, costruire, decidere, mi chiedo: “Cosa resterà di questa scelta tra vent’anni?”
Se mio nipote vedesse questo gesto, ne sarebbe fiero?
La creanza non è galateo.
Non è nostalgia.
Non è moralismo.
È fare oggi ciò che permette a qualcun altro di vivere domani con meno fatica.
Oppure, come direbbe Nonna Rina:
“Fà bén e vardà lontan.”