L’umanità ha un passato da cacciatori, organizzati in piccole comunità autonome. Anche oggi in ognuno di noi regna un istinto di sopravvivenza. Nell’era industriale (in ogni caso dal 1930) le persone si sono spinte a ricercare e ad organizzare il loro benessere senza badare a spese, e soprattutto senza riuscirci. Quell'istinto emerge, incontrollato, in ambiti della vita "moderna" come il traffico automobilistico. In futuro anche noi dovremo affidarci al sole di ogni giornata della nostra vita e non al sole di milioni di anni fa (che è ciò che facciamo ogni sera anche solo accendendo le luci...). Ecco alcune riflessioni svolte a scuola.
Durante il secolo scorso, nell’atrio del nostro Centro troneggiava un motore d’aereo che evocava un’immagine forte di quel che si cela in una scuola tecnica; e questo a maggior ragione se le conoscenze in materia del visitatore erano poche.
Purtroppo, con il motore d’aereo e i concetti eroici ad esso connessi ha fatto il suo tempo anche la nostra capacità di incantarci davanti alle opere con cui l’uomo supera sé stesso. Altre magie catturano l’attenzione (e il tempo) delle persone: magie industriali che hanno un denominatore comune ben presente e noto presso il Centro professionale tecnico di Bellinzona: l’elettricità e l’automazione.
Con il progetto EnergETICAM si è sviluppato un percorso divulgativo a partire dall’elettricità, pensato per vari ordini scolastici: dalle elementari al secondario II, proprio ritenendo il nostro Centro luogo di divulgazione del “genio elettrico” che potrebbe essere inserito nel contesto della prospettata Città dei mestieri (e della Cittadella degli studi).
L’ambizione è di offrire alle classi del Bellinzonese e a quelle che visitano Bellinzona una base scolastica di partenza per leggere il territorio energetico ed elettrico, comprese le infrastrutture di produzione, trasporto e impiego dell’elettricità. Ma non solo. Infatti, se illustrare aspetti tecnici è abbastanza agevole, il discorso cambia radicalmente quando ci rivolgiamo a quelli etici. Come ci ha cambiati l’enorme quantità di energia di cui disponiamo, se anche il tramonto non indica più una giornata che volge al termine perché entrano in scena lampade, interruttori e automatismi?
Tutto questo ha un costo che, però, è caricato sul conto delle prossime generazioni. È quindi fondamentale operare distinzioni tra utile e superfluo, tra ricreazione e svago.
Con EnergETICAM si sono voluti sensibilizzare gli attori della formazione sul fatto che al Cpt-Be vi sono le risorse per formare fruitori di energia consapevoli.
Parte del materiale messo a punto può rientrare nella formazione: dimostrazioni e approfondimenti previsti nei programmi d’insegnamento.
Il progetto ha anche aperto la strada a riflessioni sull’amplificazione dei gesti ad opera dell’energia e potrà avere ricadute a lungo termine. Durante il primo semestre dell’anno scolastico 2017-2018, per esempio, abbiamo proposto incontri di sensibilizzazione e riflessione a classi di professioni meno orientate all’elettricità.
Panorama: hacker e reti elettriche (link esterno)