Nell'anno bisesto 2020 il carnevale si è concluso in modo tronco, con l’annullamento di quella parte ambrosiana che tradizionalmente infila i bagordi nella Quaresima. (Anche in musica la corona prolunga suoni e silenzi indefinitamente… ma possiamo scherzarci?).
Così, in tono semiserio, vorrei invitare i miei concittadini ad approfittare del periodo insolito e severo per osservarsi meglio. In ogni luogo, e nei gesti.
La prima prescrizione riguardo al Covid-19 è quella di lavarsi le mani spesso. Non lo facciamo più o meno tutti? Certo, ma forse chi ambisce a “far baccan, con lo scettro e la corona”, chi cioè comanda (o vuole farsi eleggere…) magari lo fa meglio. Non ce l’ha insegnato anche Ponzio Pilato, e il suo celeberrimo gesto?
La lavata, di capo stavolta, io la farei appunto a chi – avendone il potere – fa poco o nulla per contrastare quell’altro virus, che chiamo della malacreanza, diffusosi ovunque poiché molto contagioso e non isolato prontamente (qui i buoi sono ormai fuori dalla stalla, si diceva un tempo).
Così, anche solo guardando dalla finestra di casa propria, si osservi come la malacreanza diventi malavita. Lo vediamo nei cantieri, nel cemento e nella sabbia che hanno invaso molti cervelli, lo vediamo amplificato sulle strade, e nel corto termine della politica. Oggi lo osserviamo nella dipendenza dall’energia e nella diffusa mancanza di autonomia alimentare locale, visto che pratichiamo il tòrto nei confronti dell’ambiente e delle prossime generazioni. E poi sprechiamo tempo, relazioni ed emozioni come se tutto potesse ripetersi all’infinito, ma in realtà addebitando le spese al prossimo.
Nel mio piccolo: “Si ritiene che il virus si sia sviluppato a causa di contatti impropri. Un focolaio del contagio sembra esserci anche a Bellinzona, e più precisamente presso il campo militare della Saleggina, adibito a pascolo. Difatti “il comparto” è intensamente quanto abusivamente occupato da cani portati lì a scorrazzare. Si scavalca la recinzione, oppure si apre un varco per entrarci, addirittura in moto o per provare il nuovo drone. La persona che negli ultimi 6 anni ha inutilmente cercato di sensibilizzare le autorità comunali, cantonali e federali sulla mancanza di cura figura purtroppo fra le prime vittime indirette del contagio, per essersi inimicato gli amici degli amici di chi se ne lava le mani”.
E se la ricerca del superfluo, supportato da pratica dell’impunità subisse un’ulteriore impennata proprio qui, nel nostro Ticino città diffusa? Siamo pronti ad arginare i malcostumi – locali o d’importazione – rilevabili sulle strade, nei palazzi, a scuola, al lavoro, nelle piazze virtu-locali? Non mi sembra. Persino la legislatura nuovobellinzonese, che a mio parere è felicemente riuscita, ha sulle spalle una perdita di terra (cioè di gente colta) enorme, da produrre tal tremore alle gambe che sarebbe incurabile in qualunque ospedale, figurarsi in uno edificato... sulle Semine! Immagino prescrizioni giornaliere al contempo giuste e draconiane per debellare l’uso del cellulare alla guida, il rispetto dei 20/30 km/h, il vagare dei bighelloni o contenere gli adepti del “Pro Sacocia”. Non saremmo all’altro mondo, ma in un mondo migliore!
Cosa c’è di più liberatorio di uno starnuto o di un colpo di tosse, che eliminano intrusi pericolosi per la nostra salute? Direi che lo starnuto e il colpo di tosse siano impulsivi quanto l’internettiano “mi piace”! Difatti per un attimo questi prendono il sopravvento delle nostre azioni consce, e subito fanno stare meglio. Ma intanto contagiano.
Gesti mal fatti… forse svelati da un virus. Prima delle comunali ticinesi. Perché senza attenzione (che adoro estendere nel senso e chiamare Creanza) la sopravvivenza degli uni è infezione degli altri. Mali e crucci da portar via… senza andare in bestia ma ragionando con calma. In fondo a votare non ci vanno i cani, no?