Qual è il denominatore che accomuna l'automobilista indisciplinato e il bambino con il tablet al ristorante? Il fatto di compiere un torto. A sè e agli altri. Un torto che solo l'inconsapevole ricorso a quantità impagabili di energia consente. Te lo dimostro.
Alle nostre latitudini riscontriamo poche infrazioni automobilistiche o, meglio, si lascia talmente correre (e bisognerebbe davvero, nel senso di togliere da sotto il sedere il mezzo di trasporto). Così, in barba alle leggi che ancora abbiamo, due-tre automobili per volta passano con il rosso, altri si avventurano a quattro ruote sulla ciclopista (mostrando poi un'enorme imperizia nel guidare in retromarcia), altre ancora sostano a motore acceso oppure - se è la stagione - si immettono sulla strada con i vetri ghiacciati. Che dire del limite di 30km/h, pensato per dare la dignità di quartiere ad abitazioni (cioè stalli) che sorgono "al tiglio, al ciliegio, ai saleggi e alle semine" cioè laddove un tempo lasciavamo lavorare la natura per sfamare uomini e bestie? Verso cosa correte? Ah già... ho dimenticato il bambino!