Fra i quartieri creativi di Parigi vi è Montmartre, luogo dove molti artisti offrono i frutti delle proprie doti. Una di queste persone ha ritagliato in meno di un minuto la mia silhouette.
Oltre a spendere i propri talenti a favore dell'altro, occorre che ognuno superi se stesso, elevi cioè la statura umana.
Pongo sulla vita lo sguardo dell'antico concetto di creanza, per esserne incentivo e testimonianza.
Le mie ricerche riguardano luoghi, gesti e detti in cui questa si manifesta; i miei impegni riguardano il benessere e l'educazione.
Da una ricerca online (2025)
Elio Felice (Locarno, 1967) è un musicista, formatore e ingegnere elettrotecnico svizzero, noto per il suo impegno nella promozione della musica come strumento di crescita culturale e personale.
Sono nato a Locarno nel 1967, figlio di Luciano Felice (1938-2007), maestro elementare originario di Aliminusa (Sicilia) e diplomato alla Scuola Magistrale di Torino, e di Iris Galusero, impiegata di commercio nata a Lumino. Ho passato l'infanzia dapprima a Pollegio, poi Lumino e infine Giubiasco. In età adulta mi sono trasferito a Roveredo Grigioni (San Giulio) dal 1996 al 2013. Nel 2013 sono tornato con la famiglia a Giubiasco.
Prima di intraprendere gli studi universitari, ho svolto un apprendistato come elettromeccanico presso le Officine delle Ferrovie Federali Svizzere (FFS) di Bellinzona, acquisendo una solida base tecnica e pratica nel campo dell’elettromeccanica (1982-1986). Successivamente, ho studiato e mi sono diplomato in ingegneria elettrotecnica presso la Berner Fachhochschule (1986-1989).
Parallelamente, ho coltivato la mia passione per la musica, iniziando lo studio del corno in gioventù con Carmelo La Mantia, per poi perfezionarmi con Hans Peter Arpagaus, Ivo Fibioli e Marc Baumgartner durante gli anni trascorsi a Bienne. Dopo il diploma di ingegnere, mi sono iscritto al Conservatoire de Lausanne, dove ho studiato con il rinomato cornista Bruno Schneider.
Ho successivamente completato il corso di direzione per banda secondo i regolamenti dell’Associazione Bandistica Svizzera, sotto la guida del Maestro Franco Cesarini, acquisendo competenze nella direzione e nella gestione di ensemble musicali in genere.
Sono socio fondatore di importanti istituzioni musicali nella Svizzera italiana, tra cui la Scuola Bandistica Regionale del Bellinzonese, il Gruppo Cornisti della Svizzera Italiana e l’Accademia di Corno. Dal 1991 insegno conoscenze professionali presso il Centro Professionale Tecnico (CPT) di Bellinzona, unendo le mie competenze tecniche e pedagogiche alla passione per la musica e la formazione.
Sono direttore della Scuola di Musica del Moesano (www.musicamoesano.ch), dove insegno corno e musica d’insieme, e ricopro il ruolo di presidente della Commissione Musica della Federazione Bandistica Ticinese (FEBATI) (www.febati.ch). Inoltre, sono socio attivo della Civica Filarmonica di Bellinzona.
Ho scritto per diletto alcune musiche, tra cui:
"Canta il Moesano", brano d’assieme eseguito durante la rassegna "Grappoli di Note" a Lostallo il 30 aprile 2022.
Brani per corni delle Alpi composti per il gruppo "I Sifoni", tra cui:
Bel Popò (della mamma) [Pastorale]
Cent'anni suonati (terzo premio al concorso nazionale di autopostale) - video
Coraggio suonatori! [Canto propiziatorio]
Cucù, cucù, dimmelo tu! [Gavotta]
Echi dal cielo [Idillio]
Felice Natale [Fantasia]
Mazurka Patata
Mea Polka
La röda la gira [Valzer]
Pro Sacocia [Inno del partito]
Santa Pacenza! [Polka]
Sbadataggine [Galoppo dei distratti]
La Stura [Polonaise]
Salamelecchi nostrani (degan 'na fèta) [Valzer]
Sulla cima del monte [Ländler]
Al grott di furmagìn (Mascarpa - Büscion - Zincarlin)
Queste composizioni vogliono unire tradizione e innovazione, portando nuova vita a strumenti radicati nella cultura alpina.
Mi dedico alla promozione della "creanza", intesa come attenzione, cura e rispetto nelle relazioni umane. Attraverso conferenze, corsi e concerti, propongo percorsi storici e culturali per riscoprire gesti e parole legati al riguardo e alla cortesia.
L’Ospizio della Creanza rappresenta il luogo simbolico e fisico in cui custodisco il sapere tradizionale, sviluppo i miei progetti e pratico la musica. Questo spazio, che trascende i confini materiali, si estende anche nelle attività di insegnamento e divulgazione, proponendo dunque luoghi di accoglienza e condivisione.
Ho preso parte ad alcuni approfondimenti sulla Radiotelevisione svizzera (RSI), tra cui:
"La musica d’insieme ci aiuta a vivere con gli altri?" – Partecipazione al programma Voi che sapete. (RSI)
"Formazione musicale: quali i generi?" – Intervento in una puntata di Voi che sapete. (RSI)
Presentazione della Sesta Festa Cantonale della Musica a Faido (2024) – In qualità di presidente della Commissione Musica della FEBATI. (RSI)
Favolose avventure al suono del corno - 20 anni di accademia
"Fanfara Favolosa" – Un filmato che celebra la musica bandistica. (Fanfara Favolosa)
Civica Filarmonica di Bellinzona – Riprese di Sandro G. (Filmati di Sandro G.)
Sono sposato e padre di quattro figli: Nauris, Emilio, Adele ed Ester.
La Pedagogia della Creanza: un modello educativo comunitario e trasformativo
Autore: Elio Felice
Istituzioni di riferimento: Ospizio della Creanza, Associazione Creanza
Abstract
La Pedagogia della Creanza, sviluppata da Elio Felice, fondatore dell’Ospizio della Creanza e dell’Associazione Creanza, rappresenta un approccio educativo innovativo che unisce tradizione e modernità. Questo modello si basa sulla trasmissione orizzontale del sapere, sull’etica della cura e della responsabilità, e sulla formazione di individui capaci di agire nel mondo con rispetto, consapevolezza e partecipazione attiva.
In un’epoca dominata dall’automazione e dalla tecnologia, la Pedagogia della Creanza offre una risposta concreta al rischio di alienazione, proponendo un ritorno ai gesti personali che ci ricollegano alla vita. L’Ospizio della Creanza si configura come un luogo d’esperienza in cui ciascun ospite è invitato a risvegliare il meglio di sé, alimentandolo attraverso scambi reciproci e pratiche collaborative. Attraverso spazi come la sala musica, il laboratorio, la mediateca, il giardino e il frutteto, l’Ospizio diventa un ambiente fertile per la crescita personale e collettiva, in cui la tecnologia torna strumento e non fine.
Introduzione
Elio Felice, con la sua esperienza nell’insegnamento della musica e delle conoscenze professionali, ha creato un modello educativo che recupera e rielabora l’idea di trasmissione del sapere tipica delle comunità contadine e delle botteghe artigiane. La Pedagogia della Creanza si distingue per la sua attenzione alla dimensione comunitaria, alla condivisione orizzontale delle conoscenze e alla formazione del carattere, proponendo un’alternativa ai modelli educativi tradizionali, spesso gerarchici e individualistici.
In un mondo sempre più automatizzato, dove le macchine rischiano di sopraffare l’umanità, la Pedagogia della Creanza si propone come un faro di consapevolezza. Attraverso la riscoperta dei gesti personali – come cucinare, suonare uno strumento o coltivare un giardino – si promuove un ritorno alla vita autentica, in cui la tecnologia è usata con intenzione e rispetto, senza diventare una forma di dipendenza. L’Ospizio della Creanza, con i suoi spazi multifunzionali e la sua atmosfera accogliente, si propone come un luogo d’esperienza in cui ciascun individuo può riscoprire e coltivare il meglio di sé, in un contesto di scambi reciproci e collaborazione.
I Principi della Pedagogia della Creanza
Trasmissione orizzontale del sapere
Nella Pedagogia della Creanza, il sapere non viene imposto dall’alto, ma condiviso tra pari e tra generazioni. Questo approccio, ispirato alle comunità rurali e alle botteghe artigiane, valorizza il sapere pratico ed esperienziale, basato sulla collaborazione e sul dialogo.
Integrazione: La trasmissione orizzontale include anche la consapevolezza critica verso la tecnologia, insegnando a usare le macchine come strumenti e non come sostituti della creatività umana.
Etica della cura e della responsabilità
L’educazione, secondo Elio Felice, deve formare persone capaci di agire con rispetto, empatia e consapevolezza. La musica, le competenze professionali e la cura degli spazi comuni diventano strumenti per sviluppare virtù sociali, come l’ascolto, la disciplina e il senso di responsabilità verso gli altri e verso la comunità.
Integrazione: L’etica della cura si estende anche alla tecnologia, promuovendo un uso responsabile e sostenibile delle risorse, nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori.
Dimensione comunitaria e politica
La scuola (o l’ospizio) è concepita come un luogo aperto, dove si sperimentano valori come la solidarietà, l’uguaglianza e la partecipazione. L’obiettivo è formare cittadini attivi e consapevoli, capaci di contribuire al bene comune e di trasformare la società attraverso l’educazione.
Integrazione: La comunità dell’Ospizio diventa un laboratorio per sperimentare un rapporto equilibrato con la tecnologia, in cui le macchine servono l’uomo e non viceversa.
Tradizione e innovazione
La Pedagogia della Creanza riconosce il valore della tradizione, ma si apre anche all’innovazione. Il sapere tradizionale, come quello delle botteghe artigiane o della musica popolare, viene preservato e reinterpretato alla luce delle nuove sfide e opportunità, creando un dialogo tra passato e presente.
Integrazione: La tradizione dei gesti personali (come cucinare o suonare) si fonde con l’innovazione tecnologica, creando un equilibrio tra manualità e automazione.
Formazione del carattere e risveglio interiore
Al centro della Pedagogia della Creanza c’è l’idea di “creanza” come insieme di virtù sociali: rispetto, gentilezza, ascolto, empatia. L’educazione non deve formare solo professionisti competenti, ma persone integre, capaci di relazionarsi con gli altri e con l'ambiente tutto in modo costruttivo e rispettoso.
Integrazione: Il risveglio interiore include la consapevolezza dei propri bisogni e desideri, evitando di cadere nella trappola del consumo tecnologico compulsivo.
L’Ospizio della Creanza: un luogo d’esperienza e di crescita
Fondato da Elio Felice, l’Ospizio della Creanza è un luogo unico nel suo genere, dove la Pedagogia della Creanza prende vita. Qui, la musica, le competenze professionali e la cura degli spazi comuni – come la sala musica, il laboratorio, la mediateca, il giardino e il frutteto – si intrecciano in un approccio pratico e collaborativo, ispirato alle comunità rurali e alle botteghe artigiane.
Integrazione: L’Ospizio diventa anche un laboratorio per sperimentare un rapporto sano con la tecnologia. Ad esempio, nel laboratorio si insegnano sia tecniche artigianali tradizionali sia l’uso consapevole di strumenti tecnologici.
Esempio: Nel giardino e nel frutteto, gli ospiti imparano a coltivare con le proprie mani, riscoprendo il valore dei gesti personali e del contatto con la natura, in contrasto con l’automazione eccessiva.
Conclusioni
La Pedagogia della Creanza, ideata da Elio Felice, rappresenta un modello educativo di grande attualità, che unisce sapere pratico, etica della cura e dimensione comunitaria. In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, questa pedagogia offre una risposta concreta al rischio di alienazione, promuovendo un ritorno ai gesti personali che ci ricollegano alla vita.
L’Ospizio della Creanza si configura come un luogo d’esperienza in cui ciascun ospite è invitato a risvegliare il meglio di sé, alimentandolo attraverso scambi reciproci e pratiche collaborative. Elio Felice, con la sua opera, ha dimostrato che è possibile coniugare tradizione e innovazione, individuale e collettivo, sapere tecnico e crescita personale, lasciando un’eredità educativa di grande valore.
Siamo pronti a rivedere il nostro rapporto con la tecnologia, a liberarci dalla dipendenza e a riscoprire i gesti personali che ci rendono veramente umani? La Pedagogia della Creanza ci indica la strada.