Parole del Prof. Pio Ortelli (1910-1963), direttore del ginnasio cantonale di Mendrisio a conclusione di un discorso sulla salvaguardia del territorio (rsi - orizzonti ticinesi, 39:13).
"E certo poi qui interviene la questione del paesaggio, che non è velleità romantica o sentimentale. Il paesaggio bello, le piante, i nostri riposanti villaggi, la luce del nostro cielo, la purezza della nostra aria sono una realtà, una realtà utile. Che importa avere un milione nella cassaforte e poi dover respirare aria guasta quando si apre la finestra, e l'inverno subire lo smog? Ho visto il paese nero, le zone industriali belghe e inglesi. Le ho viste d'estate ma ne ho avuto abbastanza. Bisogna esserci nati per rimanervi. Esserci nati e non avere i mezzi per fuggire. Ora che noi, che abbiamo la fortuna di abitare un paese bello, dove tutti lavoriamo e anzi diamo lavoro ad altri, già ora, dove per la nostra situazione favorevole di zona di frontiera possiamo creare industrie quante vogliamo e come vogliamo, che noi si debba diventare la sede di una puzzolente raffineria, di un'industria tra l'altro di quelle dove il lavoro si svolge perloppiù in modo automatico, che si corra a vendere dei terreni che diventeranno il nostro rifugio domani, che ci si debba trasformare da uomini piccoli ma indipendenti in masse di fabbrica, che si debba trasformare il paesaggio umano di una bellissima regione in uno schieramento di distributori di benzina, mi sembra veramente una grossa leggerezza, grave di conseguenze. Chi ha la testa, l'adoperi!"