Il duello (dal latino medievale duellum o bellum-duo, guerra tra due) era una pratica, adottata nel passato nella società occidentale, per risolvere delle questioni d’onore tra due persone appartenenti alla stessa classe sociale. È questa, infatti, una delle peculiarità del duello: i due sfidanti dovevano appartenere allo stesso ceto sociale, poiché era impensabile che due persone con sensibilità differenti si scontrassero.
In epoca medievale, in particolare, il duello diventò uno strumento per fare giustizia tra due gentiluomini e per ristabilire l’onore di un offeso.
Il primo riferimento letterario ad un duello, lo possiamo incontrare nei poemi epici: Iliade (il duello più famoso è quello tra Achille ed Ettore) ed Eneide. Eppure, il duello in questi contesti era un mezzo per cercare di comprendere quale sarebbe stato l’esito della battaglia. Tra le popolazioni barbare, ad esempio, i Franchi e i Longobardi, il duello aveva la finalità che conosciamo ora.
La Chiesa Cattolica ha sempre cercato di limitare la diffusione di questo combattimento, introducendo anche delle pene per chi vi prendeva parte, senza ottenere però conseguenze tangibili.
Nel XV secolo il duello diventa un modo per risolvere le controversie tra due uomini d’onore, l’unica condizione era però che ci partecipasse anche il re.
Secondo gli studi di Kiernan, il duello sarebbe nato in Italia per diffondersi in epoca rinascimentale negli altri paesi occidentali. La situazione di instabilità politica che vigeva in Italia ha nel passato reso difficile l’istituzione di una legislazione comune che venisse applicata ovunque, ma con l’Unità d’Italia, venne approvata una legge contro i duelli che rimase in vigore all’incirca per cinquant’anni.
Nel 1999, in Italia, sono stati abrogati tutti gli articoli del Codice penale relativi a reati cavallereschi.
L’ultimo duello che si svolse in Italia fu nel 1955 e vide sfidarsi Fiorentino Gaetano e Attilio Romano.
L’ultimo duello che invece avvenne nell’intera storia ebbe luogo nel 1967 in Francia. Questo scontro vide sfidarsi Gaston Deferre, sindaco di Marsiglia, e René Ribière, un politico. Lo scontro si svolse con le spade e vide come vincitore Deferre e l’altro solamente ferito. Con la fine di questo duello si chiudeva anche una stagione secolare.
I territori che sono stati maggiormente terreni di scontro tra nobili furono l’Irlanda e la Scozia.
Molto conosciuti sono anche i duelli americani, i cosiddetti duelli del west, non paragonabili a quelli medievali.
Un combattimento simile al duello viene praticato ancora oggi, ed è conosciuto con il nome di Mensur, o duello accademico. Questo tipo di duello viene praticato dalle confraternite studentesche in Germania, Austria e Svizzera e anche in alcuni casi in Kosovo, Estonia, Lituania e nelle Fiandre. Questo tipo di combattimento viene fatto come prova di coraggio, prevede infatti l’utilizzo di protezioni che garantiscono la sicurezza per quanto concerne le ferite mortali, ma non coprono dal rischio di cicatrici. Per questo gli sfidanti a fine duello molto spesso riportano cicatrici in volto che sfoggiano con orgoglio, in quanto espressione di un ceto sociale, ovvero quello degli intellettuali.
Un fatto curioso è che anche lo scrittore Ungaretti nel 1926 volle sfidare a duello il suo collega Bontempelli. Trovandosi in un’epoca in cui questo tipo di scontro non era ben visto, il duello si svolse in segreto a casa di Pirandello; l’esito di questo scontro furono la vittoria di Bontempelli e le ferite di Ungaretti.
Per quanto riguarda i riferimenti letterari a duelli, oltre che nei poemi epici classici, li possiamo ritrovare anche nei poemi epici cavallereschi come nell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto, nell’Ivanhoe di Walter Scott. Oltre a questi ci sono anche dei riferimenti nella letteratura contemporanea come, per esempio, nel libro L’ultimo duello di Eric Jager, oppure L’esercizio della guerra, i duelli e i giochi cavallereschi di Fulvio Delle Donne.