Titolo: Enea e Turno
Autore: Luca Giordano
Data di realizzazione: 1685 circa
Tecnica utilizzata: olio su tela
Dimensioni: 178cm x 237cm
Luogo di conservazione: Galleria Corsini, Firenze, Italia
Descrizione: In questo dipinto si evince l’indugio che si è insinuato nell’animo di Enea prima di uccidere Turno, un momento particolarmente ricco di pathos scelto dall’artista; il gioco di sguardi tra la riflessione che attraversa il pensiero di Enea e la supplica sul volto del re dei Rutuli è commovente. Con gesto fermo il figlio di Anchise blocca il corpo di Turno, che a sua volta tenta di sollevarsi in un ultimo sforzo. In cielo le due dee: la bionda Venere, accompagnata da Vulcano e la disperata Giunone, amareggiata per l’esito infausto. Anche i colori del cielo, squarciato da nubi incendiate di rosso e scurito di un blu cobalto, e i tagli di luce radente a tratti scintillante, concorrono a definire la pausa emotiva e grave, in un ritmo comunque concitato, evidenziato dallo svolazzare delle vesti.
Titolo: Morte di Turno
Autore: Antoine Coypel
Data di realizzazione: 1716/1717
Tecnica utilizzata: olio su tela
Dimensioni: 385cm x 194cm
Luogo di conservazione: Musèe du Louvre, Parigi, Francia
Descrizione: In questo dipinto è rappresentato l’istante precedente alla morte di Turno per mano del giovane Enea. La scena è drammatica, Enea sta caricando il braccio che tiene il gladio, pronto a trafiggere il petto del suo avversario nel duello, che con una faccia terrorizzata e con un braccio alzato quasi ad invocare pietà nei suoi confronti, sembra capire la sorte che lo attende.
Titolo: Enea ferito soccorso da Venere
Autore: ignoto, opera proveniente dalla Casa di Sirico a Pompei
Data di realizzazione: 62-79 d.C
Tecnica utilizzata: affresco
Dimensioni: 45cm x 38cm
Luogo di conservazione: Museo Archeologico Nazionale, Napoli, Italia
Descrizione: La scena, che potremmo dire di un antico presidio ambulatoriale, vede il medico Íapige, genuflesso, intento con un bisturi a curare un taglio sulla coscia destra di Enea, mentre la madre Venere, impensierita, giunge in soccorso al figlio. La dea regge con la mano destra il velo sotto cui appare brillare un prezioso diadema, mentre sotto il braccio rassicurante del padre il piccolo Ascanio, futuro fondatore di Alba Longa, asciuga con un panno le sue lacrime di angosciosa preoccupazione. Guerrieri armati di tutto punto con elmo e scudo tondo alle spalle di Enea completano il dipinto.