Le rondini nell’Eneide si trovano menzionate nel canto XII, prima del duello tra Turno ed Enea. Fin dall’epoca degli Etruschi, il volo degli uccelli era oggetto di studi, c’era infatti anche la figura degli Auguri che erano degli indovini incaricati di osservare il volo degli uccelli.
Nell'Eneide Virgilio ricorre ad una similitudine “inquietante” per raccontare la trepida corsa di Giuturna che cerca di trascinare il fratello Turno lontano da Enea, cioè lontano dalla morte: "Nigra velut magnas domini cum divitis aedes/ pervolat et pennis alta atria lustrat hirundo" (vv. 473-474) "Come quando una rondine nera attraversa in volo la grande casa di un uomo ricco e con le sue penne perlustra l'alto atrio, catturando piccole prede, cibo per il garrulo nido, e ora per i portici vuoti, ora intorno agli umidi stagni garrisce: simile a lei Giuturna si sposta….". Questa similitudine crea un'atmosfera di tensione nella quale rimane impressa la macchia nera dispiegata in volo tra grandi e silenziosi spazi in un vano batter di penne prigioniere sotto il tetto. Già C. Donato in Interpretationes Vergilianae notava che la nera rondine è stata messa al posto della donna addolorata, anzi a lutto. L'uccello ha invece la funzione di annunciare la morte che incombe ormai su Turno.
Probabilmente è stata scelta la rondine per la similitudine poiché il loro attaccamento e cura per la famiglia, la propria comunità e il territorio dove nidificano sono impareggiabili ed è uno dei costumi su cui Virgilio cerca di marcare in tutto il poema per richiamare uno degli aspetti del Mos Maiorum ed essendo uccelli migratori sono il simbolo del viaggio, dell’avventura e della scoperta anche questa è una sfumatura che si può parallelamente comparare al poema poiché anche Enea compie un viaggio lungo il racconto.
Troviamo un’altra similitudine tanto famosa quanto struggente in X Agosto di Pascoli: la poesia è stata scritta per il padre del poeta in quanto è stato ucciso in una notte mentre tornava a casa. Nella poesia, Pascoli scrive una similitudine tra una rondine uccisa di ritorno al nido e un uomo che deve tornare a casa dalla sua famiglia ma che, come la rondine, non fa più ritorno.
Umberto Saba invece paragona, positivamente a differenza degli altri esempi, nella poesia A mia moglie la rondine a sua moglie che, proprio come questo animale, ha le stesse “movenze leggiadre” che annunciano al marito, che si sentiva ed era vecchio, una nuova primavera.
Ritroviamo la figura della rondine anche in varie canzoni come “La rondine” di Mango, ricantata da sua figlia Angelina Mango al festival di Sanremo 2024 nella serata delle cover, che parla di un addio, che forse è per sempre, ma con certezza non lo si può mai dire; e nella canzone di Lucio Dalla “Le rondini" in cui il cantautore vorrebbe girare il mondo e alla sera, proprio come loro, chiudere gli occhi con semplicità.
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Come si può notare le rondini nella contemporaneità sono conduttrici di leggerezza, semplicità e portano con loro un senso di dedizione verso ciò che per loro è caro, come il loro ben noto nido, di nuova vita e di scoperta poiché sono l’uccello migratore per eccellenza e tornano nei nostri territori solo quando arriva la bella stagione.