Titolo: Ara Pacis
Autore: Senato romano
Data di realizzazione: 13 a.C. - 9 a.C.
Dimensioni: 11,62 x 10,66 m x 3,68 m di altezza
Tecnica utilizzata: bassorilievi su marmo
Luogo di conservazione: Roma, Museo dell'Ara Pacis
Descrizione: Nell’anno 13 a.C. il Senato romano decise di costruire un altare commemorativo delle imprese compiute da Augusto nel corso della sua vita, soprattutto in Spagna e Gallia.
Sul lato destro è raffigurato un uomo, probabilmente Enea in età avanzata, che offre un sacrificio ai Penati, ossia le divinità domestiche dei Romani. In questa ambientazione solenne e religiosa - sullo sfondo spicca infatti un tempio con i Penati - Enea incarna la pietas erga deos, “il rispetto verso gli dei”, uno dei fondamenti della religione romana. Egli è vestito come un eroe o un dio, con il mantello avvolto intorno alla vita e con la spalla destra nuda, mentre i due giovani che lo assistono nel corso della celebrazione del sacrificio, i Camilli, indossano una tunica corta.
Titolo: Enea, Anchise e Ascanio
Autore: Gian Lorenzo Bernini
Data di realizzazione: 1618-1619
Dimensioni: 220 cm di altezza
Tecnica utilizzata: scultura su marmo
Luogo di conservazione: Galleria Borghese, Roma
Descrizione: La scultura rappresenta la fuga da Troia in fiamme narrata nel libro II dell’Eneide di Virgilio. Enea fugge dalla città con il padre Anchise, paralizzato nelle gambe e con la schiena ricurva, sulle spalle, e il figlio Ascanio per mano. Questa immagine riporta il concetto di pietas nelle vesti di Enea. Durante la fuga, infatti, l’atteggiamento pius dell’eroe consiste nel rispetto dei valori tradizionali legati alla famiglia, alla patria, e alla religione. La scultura, inoltre, ci fornisce il tema tradizionale delle tre età dell’uomo, reso attraverso la differenziazione delle epidermidi dei tre personaggi: la pelle morbida del bambino, quella tesa dell’adulto e quella raggrinzita e rugosa dell’anziano.
Titolo: Incendio di Borgo
Autore: Raffello Sanzio
Data di realizzazione: 1514
Dimensioni: 670 x 500 cm
Tecnica utilizzata: affresco
Luogo di conservazione: Musei Vaticani, Città del Vaticano
Descrizione: Nel 1514 divampa un incendio nel quartiere antistante l'antica basilica di San Pietro (“Borgo”). Miracolosamente Leone IV spegne il fuoco per mezzo di una benedizione. L’opera, nel suo lato sinistro, con un tempio in rovina che ricorda il colonnato corinzio del tempio dei Dioscuri, mostra, attraverso un arco, un edificio in fiamme col tetto ormai scoperchiato. Un giovane ignudo si cala dalla parete con la tensione muscolare dello sforzo ben evidente, mentre una donna porge a un uomo un bambino in fasce; più avanti, una scena che evoca l'episodio di Enea che avanza trascinando sulle spalle il padre Anchise e il figlio Ascanio a lato. Dietro di essi, l'anziana nutrice del condottiero troiano, Caieta, ricorda vagamente la Sibilla Libica di Michelangelo nella volta della Cappella Sistina. L’immagine rievocata, e presente in tante opere d’arte, rappresenta, per mezzo del pio Enea - che ha combattuto perdendo fidi compagni e ha salvato il padre Anchise e il figlio Ascanio - l’ideale dell’uomo romano, dedito alla famiglia e alla patria.