"Per questo mi chiamo Giovanni.
Da un padre a un figlio il racconto della vita di Giovanni Falcone"
Autore: Luigi Garlando
Edizione: BUR Rizzoli
Anno: 2012
RECENSIONI:
Un libro che mi ha colpita molto, che riguarda la mafia e un uomo di nome Giovanni Falcone.
Il libro narra di un padre e un figlio siciliani. Un giorno il padre decide di raccontare a suo figlio, di nome Giovanni, la storia dell'eroe Giovanni Falcone, che fin da piccolo ha lottato contro le ingiustizie.
Il padre accompagna il figlio nei vari luoghi di nascita e di crescita del nostro eroe. Il papà racconta a Giovanni il significato della parola mafia, dei sacrifici che Giovanni Falcone ha affrontato, che cosa ha dovuto fare per sconfiggere la mafia e molto spesso paragona la mafia agli atti di bullismo presenti nella scuola di Giovanni, Il padre utilizza una parola per descrivere la mafia: essa è omertà.
Non so se conoscevate questa parola, ma sono certa che rimarrete stupiti dai rischi e dai sacrifici che Giovanni Falcone ha corso nel porre fine alle azioni ingiuste della mafia. Il nostro protagonista ha dovuto rinunciare alla famiglia, alla libertà, alla gioia di vivere una vita normale ed ha perso la vita per la nostra libertà e giustizia. È stato ucciso assieme a sua moglie Francesca il 23 maggio 1992.
Inoltre nell'XI capitolo di questo libro potete trovare delle frasi di ragazzi su Giovanni Falcone, che mi hanno colpita molto, come per esempio: "Ti hanno chiuso gli occhi per sempre, ma tu li hai spalancati a noi palermitani". Un'altra che mi ha colpita particolarmente è stata: "Si può spezzare un fiore, ma non fermare la primavera".
Questo libro è molto bello e ricco di significato, narra con parole semplici, ma con aggettivi molto espressivi, la storia di Giovanni Falcone. Sono contenta di averlo letto e lo consiglio a tutti voi.
M. P. M. (II A)
Ho letto questo libro durante le vacanze estive. Dovete sapere che la parola mafia comparve sul primo vocabolario nel 1868 e il mafioso era definito "Bestia". Onestamente penso che non ci sia miglior termine per definire un uomo così spietato. Ma ora passiamo al libro.
Il libro parla di questo ragazzo, Giovanni, che a scuola è perseguitato da un bullo che si chiama Tonio, che ruba i soldi ai ragazzi e se non lo pagano fa loro del male. Un giorno Simone, che è un secchione, cade dalle scale perché Tonio gli ha legato le scarpe. Allora il papà di Giovanni gli chiede che cos'era successo, ma Giovanni, che era davanti a Tonio e Simone, risponde che non ha visto nulla. Sapete come si chiama questa cosa? Omertà. Allora il padre di Giovanni gli racconta la storia di un magistrato famosissimo, Giovanni Falcone. Dovete sapere che quando Falcone nacque entrò una colomba nella stanza, in simbolo di pace.
Falcone era un ragazzo come gli altri, ma aveva dei bei voti e a Giovanni questa cosa non piaceva, ma poi si ricredette sul conto di Falcone. Ecco perché. Falcone era un uomo straordinario che ha combattuto contro la mafia per tutta la sua vita. La prima volta che rischiò di morire era in un carcere di massima sicurezza e un detenuto, detto il "lucertolone di Favignana" gli puntò il coltello alla gola, ma Falcone ne uscì vivo. La mafia provò ad ucciderlo più volte perché Falcone imprigionò molti mafiosi. Una volta imprigionò più di cento mafiosi in un solo colpo!
Ma una volta la mafia uccise molti suoi compagni con mitragliatrici e pistole e nel 1992 uccise anche Falcone con una bomba di tritolo.
Vi lascio scoprire se dopo il racconto su Falcone, cosa farà il protagonista del libro verso i bulli della sua scuola!
Mi è piaciuto veramente tanto questo libro che parla di giustizia.
J. M. (II A)
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