In occasione della giornata internazionale di sensibilizzazione per i rischi relativi all'utilizzo della rete, denominata Safer Internet Day (9 Febbraio 2021), gli alunni delle classi terze hanno partecipato in diretta streaming a un evento multimediale nell'ambito del progetto #cuoriconnessi contro il Cyberbullismo.
Durante l'incontro sono intervenuti i vertici della Polizia di Stato e della Pubblica Amministrazione e sono stati trasmessi due docufilm, in cui sono state mostrate alcune storie vere di adolescenti vittime di bullismo online, al fine di prevenire questa forma di aggressività sempre più insidiosa a causa della diffusione dei social network.
Alle due testimonianze, è seguito un dibattito, al quale hanno partecipato alcune scuole d'Italia, collegate in video.
In questa sezione del Giornalino, potete leggere alcuni lavori dei ragazzi
della scuola media "Don Aldo Mei" sul tema del Cyberbullismo.
Il Cyberbullismo è un fenomeno radicato che ha gli stessi principi del bullismo tradizionale, ma utilizza la tecnologia e i mezzi di comunicazione per metterlo in atto.
I protagonisti di questo fenomeno sono due: la vittima e il bullo. La vittima è un ragazzo spesso considerato inferiore, un individuo con insicurezze fisiche o caratteriali. Il bullo è invece un individuo che si mostra superiore agli altri, che desidera avere il controllo sugli eventi e in particolare sui ragazzi più deboli.
L'attore del cyberbullismo può non essere un solo individuo, ma un gruppo in cui è presente una personalità dominante, un leader, mentre gli altri membri del gruppo possono essere al pari o essere "sottomessi". Se il bullo è uno, può ottenere l'approvazione o il sostegno di altri ragazzi che ne condividono le ideologie e di conseguenza lo appoggiano, coalizzandosi contro la vittima. Sebbene non agiscano in prima persona, costituiscono un elemento importante di questo fenomeno: non solo amplificano il dolore della vittima, ma nutrono anche l'ego del bullo.
La vittima di un qualsiasi atto di bullismo necessita di un sostegno da parte di altri ragazzi che provino ad aiutarlo, a trovare una soluzione senza rassegnarsi o accettare la realtà ingiusta. La vittima, però, vedendo l'oppressore allearsi con altri coetanei, si sente inevitabilmente più debole e inizia a credere alle parole che accompagnano gli atti di bullismo, le quali alimentano le sue insicurezze. In questi casi le probabilità che essa chieda aiuto sono notevolmente ridotte.
Sostenendo anche con una sola parola o sguardo il bullo, si diventa quasi partecipi dell'atto.
Il bullismo ha inizio con semplici gesti, caratterizzati da ostilità nei confronti di un ragazzo/a che si trasformano gradualmente in un'aperta rivalità. Il bullo fa leva sui punti più deboli della vittima, riuscendo coì a intimidirla; la mette in soggezione al punto da restare in silenzio nonostante le violenze subite. Ci sono diverse tipologie di violenza - fisica, verbale, psicologica -, ma ognuna ha un forte effetto sul soggetto che la subisce, spesso considerato un bersaglio facile.
Sono numerose le possibili motivazioni che spingono un individuo a compiere atti di bullismo; può essersi verificato un fattore scatenante ovvero un evento che provoca un rilevante effetto sull'individuo e che ha forti conseguenze spingendolo a cambiare comportamento. Secondo le statistiche relative al fenomeno, frequentemente, il bullo è reduce da violenze o situazioni familiari complesse. Questa tipologia di bullo considera la violenza normalità, essendone vittima. Non avendo la possibilità di reagire o di averne il controllo in una situazione (spesso familiare), desidera esercitarlo in un'altra realtà. Può anche essere una forma di riscatto per il bullo e a spingerlo possono essere insicurezze.
Ritiene se stesso inferiore e utilizza il bullismo come forma di superiorità. Durante l'atto, si sente il più forte, in contrapposizione alla sua debolezza in realtà diverse. Dietro a un bullo dall'aspetto sicuro, si nasconde spesso una vittima o una persona fragile.
Nel caso del Cyberbullismo, la soluzione corretta è un uso responsabile della tecnologia e un controllo adeguato da parte dei genitori. Se si è vittima del bullismo tradizionale è preferibile chiedere aiuto a un adulto, nonostante sia complesso a causa della paura nel confronti del bullo e delle conseguenze che questo può comportare.
Questi fenomeni, ormai in espansione, sono pericolosi e frequenti; è essenziale perciò educare anche gli individui più piccoli e diffondere moralità e senso di giustizia.
L. P. (III B)
Il Cyberbullismo è una forma di bullismo via Internet, che può consistere in commenti negativi sotto a un post di un social, oppure in minacce o messaggi in chat private.
Questo accade perché alcuni ragazzi si sentono liberi di scrivere tutto quello che vogliono solo perché la loro visione, che spesso rappresenta il pensiero della maggioranza, è in contrapposizione con quella altrui.
Frequenti sono ad esempio i commenti su un certo modo di vestire, poiché il cyberbullo lo reputa non adeguato per una donna o per un uomo; su persone in sovrappeso o sottopeso, che i leoni da tastiera si sentono liberi di giudicare in quanto, per loro, non sono belle abbastanza e non seguono gli standard tradizionali di bellezza, senza però conoscere la storia delle loro vittime. Molti commenti discriminatori colpiscono anche quelle persone che fanno parte della LBTQ+ Community, dato che spesso si pensa che la normalità affettiva sia solo tra maschi e femmine: i cyberbulli credono di avere il diritto di giudicare i rapporti altrui.
Lo stesso succede con la religione: alcune persone, nei commenti, cercano di convertire gli altri alla loro fede.
In generale, svariati sono i motivi per cui si può essere bullizzati tramite i social. Tutto ciò è alimentato dal fatto che gli utenti non sanno chi sia il bullo, il quale può rimanere anonimo.
Ogni persona dovrebbe imparare a rispettare le diversità e a lasciar vivere gli altri a modo loro,
senza che venga imposta un'unica visione.
D. M. (III D)
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