Una breve panoramica sui piatti tipici della Val San Martino, con relative ricette, si trova nel sito del comune di Prali al seguente link
https://www.comune.prali.to.it/pagina/158/Sapori-locali
La souppo: Zuppa di pane a fette o di grissini.
Numerose ricette e varianti si trovano in rete, ad esempio
https://blog.giallozafferano.it/dolcesalatomiky/supa-barbetta/
oppure (in inglese)
https://bellabaitaview.blogspot.com/
La moustardèllo: Sanguinaccio, budello riempito di ciccioli mescolati col sangue di maiale. Si mangiava di solito con le patate salate e il salame cotto. E' un Presidio Slow Food che la definisce come "Un salume povero, come tutti i sanguinacci, nato per recuperare interamente le parti del maiale, anche la testa, la gola, la lingua e le cotenne. Per prepararlo si fanno lessare le varie parti, quindi si disossano e si macinano. Poi si aggiunge un trito fatto di ciccioli, di cipolle e porri appassiti nel grasso e si unisce il sangue. Qualcuno insaporisce l’impasto con un po’ di vino rosso aromatizzato con la cannella. Tutti quanti condiscono con sale, pepe o spezie (noce moscata, cannella, chiodi di garofano) e insaccano nel budello bovino".
https://www.fondazioneslowfood.com/it/presidi-slow-food/mustardela-delle-valli-valdesi/
Lâ calhëtta: Pietanza confezionata con carne tritata, salame, uova, pane grattugiato, patate grattugiate etc.
Teofilo G. Pons, nel volume Vita montanara e folklore nelle Valli Valdesi, descrive così la ricetta: "Si confeziona con una pasta preparata con pane grattugiato, uova, formaggio, salame taglizzato e lardo tritato, che s'involge quindi in foglie di coste o cavoli, bollite in precedenza, e che si tiene insieme con un filo ritorto avvolgente ripetutamente le singole polpette. Il tutto viene poi cotto nel grasso, in una pentola a fuoco debole". A Massello queste polpette vengono invece chiamate fulhâ.
Numerose ricette e varianti si trovano in rete, ad esempio
https://www.untoccodizenzero.it/ricette/primi-piatti/cucina-della-val-germanasca-la-calhetta-di-prali/
oppure (in inglese)
https://bellabaitaview.blogspot.com/2008/02/l-calhtta-d-prl-valdesian-soup.html
Lî tourtèl: Crespelle, grandi frittelle di farina di frumento (un tempo di grano saraceno bianco), cotte in passato in una padella di talco, la pèlo dî tourtèl. Teofilo G. Pons, nel volume Vita montanara e folklore nelle Valli Valdesi, descrive così la ricetta: "Si preparano con farina di frumento o di grano saraceno di ottima qualità, formando una pasta non molto densa, fluida, convenientemente salata. Con un mestolo si versa la richiesta quantità di pasta in una padella di talco, la pèlo dî tourtèl, in cui si è fatto sciogliere un po' di burro, già fuso, e successivamente si passa un pezzo di lardo per ingrassare la padella uniformemente. Quando la pasta è cotta da un lato, la si rivolta dall'altro con l'aiuto di una sottile e larga paletta di legno, che serve pure a togliere l'ampia frittella dalla padella una volta convenientemente cotta". I tourtèl erano migliori se nell'impasto si utilizzava, al posto dell'acqua, il colostro (lou lait bét), ossia il primo latte delle vacche dopo il parto.