FOTOCARTOLINE ANTICHE
Introduzione al volume
Viaggio in Val Germanasca - cartoline d'epoca 1895-1960 : immagini dalle collezioni di Gino Allaix, Domenico Mario Morello, Aurelio Toye
Creste rocciose che puntano verso il cielo, scuri boschi di versante, minuscoli nevai nascosti in ripidi canaloni, acque schiumose ed agitate che levigano massi giganteschi. Più in basso distese di tetti in lose a segnare piccoli insediamenti, scacchiere di minuscoli prati e campi coltivati, grigi insediamenti produttivi, polverose strade bianche. E ancora: volti segnati dalla fatica del vivere, occhi stupiti o sorridenti rivolti all’estranea macchina che li inquadra, corpi tesi e immobili nell’attesa dello scatto, gesti cristallizzati nella finzione di lavori quotidiani. Ecco quello che colpisce i nostri occhi nell’aprire e sfogliare con impazienza questo nuovo volume di cartoline antiche, datate tra il 1895 e il 1964, dedicato alla val Germanasca.
All’inizio del secolo scorso la cartolina fotografica si è affermata come strumento popolare nel riuscire a trasformare la foto, oggetto destinato ad una élite, in un elemento di comunicazione alla portata di tutti. Evidentemente non cartoline moderne, dai colori serici e patinati, con fiammeggianti paesaggi esotici o improbabili tramonti dalle tonalità ipersature, dalla funzione di mero supporto scrittorio, ma stampe di immagini concrete in un reportage paesaggistico e umano.
Dalla passione di Aurelio, Gino e Mario per il collezionare antiche cartoline è nato un prezioso documento, che non vuole essere (e non è) una malinconica testimonianza di un mondo che non è più, per il quale provare la nostalgia del bel tempo che fu o del quanto si stava bene una volta, ma che rappresenta invece un dettagliato spaccato di un periodo di transizione per la nostra Valle, sospesa in quegli anni tra due mondi. Da un lato il passato, ossia la terra madre/matrigna, la pietra e il legno, la lana e il bestiame, la chiesa e il cimitero, e dall’altro il futuro della ricchezza produttiva, con i primi timidi cenni di un turismo di valle, con la vitalità espansiva delle manifatture tessili e con l’industria mineraria dei baraccamenti in quota, delle nere aperture di gallerie, dei pendii sfregiati dalle discariche di sterili scarti, delle benne delle teleferiche appese nel cielo come mosche prigioniere di una ragnatela d’acciaio.
Due cartoline in particolare, tra le circa 200 pubblicate (quasi tutte valide e significative), emergono di prepotenza per la loro bellezza e il loro significato. La prima è una cartolina animata (ossia movimentata dalla presenza di persone) ma in questo caso l’anima è la bimba che attraversa placidamente la strada nel centro di Perrero, indifferente al traffico che non c’è (non ancora …). Invece l’altra, che ritrae un minuscolo glacionevato ai piedi del versante nord del Ghinivert, ci fa riflettere su ciò che non stiamo facendo per bloccare o almeno rallentare il riscaldamento globale del nostro pianeta. Questa formazione nevosa, assieme a quella situata sulle pendici del Barifreddo, è ormai solo più un gradevole ricordo. Riusciremo a vederli nuovamente formarsi e crescere e a sciarli sulle suole dei nostri scarponi? Chissà …
Sono convinto che i collezionisti/autori e l’editore del volume “Viaggio in Val Germanasca” debbano ricevere, da tutti coloro che come me amano l’essenza di questa Valle, un non retorico grazie, per aver messo a disposizione degli appassionati un così ricco patrimonio culturale e documentale.
Tredici laghi, paesaggio con pecore
Balziglia, sullo sfondo la cascata del Pis.
Gita al Bric Ghinivert - 1908
FOTOGRAFIE ANTICHE
DISEGNI
L'autore è Giovanni Battista De Gubernatis, funzionario politico e pittore, e il disegno, risalente ai primissimi anni dell'Ottocento, è titolato "Valle di Pomaretto, sulla strada da Perosa a Fenestrelle". L'acquerello è conservato presso la Fondazione Torino Musei.
Il Ponte Eisut al Giro delle Rocce, sulla strada tra Pomaretto e Chiotti. Disegno di Clemente Rovere. I suoi numerosissimi disegni (forse 4000) sono stati realizzati tra il 1826 e il 1860. I disegni sono conservati presso l'archivio della Deputazione Subalpina di storia patria di Torino.
https://drive.google.com/drive/folders/1psrnVuEjmqcZrQjt0bkJo0RkhIoUKoq6
Il Ponte Batterello, sulla strada tra Pomaretto e Chiotti. Disegno di Clemente Rovere. I suoi numerosissimi disegni (forse 4000) sono stati realizzati tra il 1826 e il 1860. I disegni sono conservati presso l'archivio della Deputazione Subalpina di storia patria di Torino.
https://drive.google.com/drive/folders/1psrnVuEjmqcZrQjt0bkJo0RkhIoUKoq6
Pianta dimostrativa della Chiesa di Ghigo, e casa Parrocchiale, ivi, con diverse altre Case di Particolari. AST Corte, Materie ecclesiastiche, Benefizi di qua dai monti, mazzo 34. Il disegno riporta la planimetria della borgata di Ghigo, portando l’attenzione sul rischio di esondazione da parte del rio del Nido dell’Orso, che avrebbe comportato l’inondazione e forse la distruzione della Parrocchiale. L’anno seguente viene in effetti stanziata una discreta somma per rinforzare la muraglia a protezione dei fabbricati. Molto precisa la legenda:
Indice della presente Pianta N° 1. Chiesa di Ghigo 2. Casa parrocchiale 3. Forno 4. Stalla 5. Prato chiuso con muraglia di cinta 6. Case di diversi Religionari 7. Fontana 8. Tempio delli Religionarj 9. Casa del Ministro delli Religionarj 10. Forno proprio delli medesimi 11. Rivo proveniente dalle Montagne 12. Torrente Germagnasca 13. Strada, che da Ghigo tende a Prali 14. Due Basse per le quali d.o Rivo in occasione d’escrescenze potrebbe con tutta facilità introdursi, e portarsi ad inondare detta Chiesa, e casa Parrochiale. II disegno, realizzato in matita e china nera, con sfumature e acquerellatura rossa e verde, è sottoscritto a Pinerolo li 21 9bre 1747 da Vincenzo Maria Ferrero Sevalle Ingegnere. Particolare la cura e il realismo con i quali sono rese le montagne, senza però nessuna attinenza con quelle presenti in zona.
Particolare dell’intestazione ornamentale del consegnamento di Giovanni Pietro Vinay, rappresentante una fucina, forse in riferimento al mestiere praticato dal dichiarante.
Catasto descrittivo della Comunità di Riclaretto, datato 1709, ACPer n. 52. Vivace descrizione dell’attività lavorativa: a sinistra una donna è ferma mentre un cane le abbaia, poco più avanti un uomo, forse il marito, consegna un attrezzo da riparare, una pala o una vanga. Al centro uno dei due fabbri sta martellando e sagomando un piccone o una zappa monodente su un’incudine. A destra, di fianco al focolare acceso con il mantice in funzione, il secondo lavora un oggetto sotto la testa del martinetto, mosso da una ruota idraulica ad asse orizzontale, che sfrutta l’energia dell’acqua di un canale. Mazzuoli, martelli, tenaglie e lime completano l’attrezzatura.
Immagine presente nel Cattastro della Molto Magnifica Comu.tà di Massello del 1780. Questa immagine contiene allusioni ironiche riconducibili a polemiche di carattere confessionale, dove una scimmia con il collare è legata con il guinzaglio alla parola «Religionari», riferita ai protestanti.
Il 25 agosto 1834 il geometra Giacomo Paolo Roland realizza questo disegno (in ASTo), da allegare alla supplica da parte della Tavola Valdese al re "che permetta lo stabilimento in Pomaretto di un infermeria sussidiaria dello Spedale Valdese di Torre". Il parere positivo dell'Intendente porta alla permissione per la realizzazione dell'opera del 16 marzo 1835. Con la lettera C è indicato il nuovo fabbricato da realizzare.
Peyronel Beniamino - Funghi
Mauro Cinquetti: La "Roccio d'la Fantino", balma sulla sinistra orografica del Germanasca salendo verso Perrero, sopra Ponte Raut. "Di preistorico non ha nulla - precisa - anche se è venduto come tale fin dal 1920, quando Silvio Pons lo definì sito d'arte rupestre". Eco del Chisone, articolo di Mirko Maggia. In realtà è un disegno a calcina cinquecentesco.
DIPINTI
Alfredo Beisone. Valle Germanasca.
Paolo Paschetto. Vallone di Prali - Borgata.
Alta val Germanasca: sullo fondo, al centro, tra la Gran Guglia e il Gran Queiron, è il Col d'Abries (2.656 m.), importante transito verso il Queyras. Sotto al colle si distinguono i pendii che portano al Bô dâ Col. Vi sono altri 11 dipinti relativi alla val Germanasca ad opera dello stesso pittore.
Domenico Simonetti. Val Germanasca.
SCULTURE
La chiesa cattolica di Ghigo di Prali contiene una grandiosa xilografia di Alessandro Nastasio, scolpita col segno inciso al positivo, e tre pannelli lignei lavorati a sgorbia nel segno negativo, con tratti scarni, essenziali e di alto livello artistico, che raffigurano il ciclo del pane e dell'acqua. Video d'epoca:
https://patrimonio.archivioluce.com/luce-web/detail/IL5000075537/2/prali-ghigo-arte-sacra.html&jsonVal=
Don Richiardone
Mascherone in marmo della Val San Martino, parte alta del portale di Palazzo Carignano in Torino.