Questo vocabolario nasce allo scopo di preservare dal logorio del tempo il rossanese, dialetto di Rossano (oggi Comune di Corigliano-Rossano, Calabria), per rendere omaggio alla sua ricchezza espressiva. Il progetto non aspira a nessun tipo di completezza o scientificità, che sarebbero peraltro fuori dalla mia portata.
Il rossanese si colloca in un’area linguistica di transizione all’interno del continuum dialettale calabrese. La Calabria presenta infatti una stratificazione storica complessa, tradizionalmente distinta tra Calabria Citra (o latina) e Calabria Ultra (o greca), con sistemi vocalici e tratti fonetici non uniformi. In questo quadro il rossanese mostra un profilo misto: conserva elementi antichi, ma accoglie anche tratti innovativi condivisi con aree limitrofe. Per questo non va letto come varietà “isolata”, ma come punto di incontro tra linee linguistiche diverse, evolute nel tempo attraverso contatti, continuità e adattamenti locali.
Sei invitato/a a partecipare o a sostenere il progetto economicamente, anche una piccola cifra fa la differenza!
Collaborazioni, contributi, suggerimenti, consigli, trascrizioni più consone, rettifiche, nuove sezioni, nuove frasi da usare come esempio, nuove voci, completamento delle voci esistenti, segnalazione di voci da chiarire, pulizia del codice, correzione degli errori ortografici e grammaticali sono solo un esempio di quanto è possibile fare.
Basta inviare una email cliccando qui.
Note redazionali e fonetiche
ə (schwa)
Il fonema ə (schwa) è un suono vocalico intermedio, centrale rispetto a tutti i suoni vocalici, pronunciato come una sorta di emissione indistinta; in genere è posizionato alla fine della parola.
b, d, bb, dd, v
La b e la d a inizio di parola possono essere pronunciate come bb e dd; la doppia dd è spesso cacuminale. La b e la v sono spesso intercambiabili.
ch, c
Il gruppo ch si pronuncia k, mentre il gruppo cə si pronuncia con la c come davanti a i ed e.
dr, ddr, tr, ttr, str, ntr e ndr
Nei gruppi consonantici dr, ddr, tr, ttr, str, ntr e ndr vi è assimilazione consonantica: la r diventa cacuminale e tende ad assimilarsi alla/e consonante/i precedente/i, perdendo la vibrazione e diventando sorda (assimilazione regressiva); i suddetti gruppi si pronunciano quindi con un’unica emissione sonora difficile da riprodurre graficamente.
g, gg, j
La g a inizio di parola davanti a e ed i può essere pronunciata gg. La j è un suono semivocalico, quasi a metà strada tra la g e la i, tendente verso la i.
m, mm
La m a inizio di parola può essere pronunciata mm.
sb, sc, sc, sch, sp, sq
Il gruppo sb è pronunciato come shb; sc è pronunciato come sh davanti ad i ed e, mentre davanti ad a, o, u è pronunciato come shk; sc si pronuncia sh, mentre il gruppo sch si pronuncia shk; sp è pronunciato come shp; sq è pronunciato come shk.
z
La z presenta due realizzazioni principali: una sorda (simile a ts) e una sonora (simile a dz).
Frequenti sono, rispetto all’italiano, i fenomeni di rotacismo (da d verso r), di palatalizzazione (o iodizzazione) (da b, g, f verso j), di betacismo (da v verso b), oltre alla trasformazione di o verso u, di ll verso dd, di nd verso nn, di mb verso mm, di br verso vr, e all’elisione della i in posizione iniziale, soprattutto se seguita da m o n. È inoltre molto frequente il fenomeno dell’apocope.
Per le restanti combinazioni fonetiche si seguono le regole dell’italiano. Per ovvi motivi questa trascrizione ha valore orientativo e non normativo: il rossanese è una lingua orale e, come tale, si trasforma continuamente nel tempo. È stato inserito l’accento tonico per facilitare la lettura dei lemmi. Si è deciso di non includere i lemmi troppo simili al corrispettivo in italiano, tranne laddove ne è parso curioso l’utilizzo.
Dal menu è possibile accedere al riepilogo dei lemmi in validazione. Se riuscite a sciogliere qualche dubbio o se ne scovate altre sentitevi liberi di segnalarmelo via e-mail.
abbr.: abbreviazione; agg.: aggettivo; art.: articolo; avv.: avverbio; cong.: congiunzione; dim.: diminutivo; fig.: figurato; inter.: interiezione; lat.: latino; lett.: letteralmente; loc.: locuzione; loc. avv.: locuzione avverbiale; p.p.: participio passato; prep.: preposizione; pron.: pronome; s.: sostantivo; v.: verbo.