Sardegna
Luglio 2025
Luglio 2025
Dopo il viaggio on the road della scorsa estate e un anno intenso, ricco di cambiamenti, abbiamo deciso di rallentare un po’ e concederci una vacanza al mare. Cercavamo qualcosa che non fosse troppo statico, ma neppure eccessivamente frenetico. La Sardegna ci è sembrata la scelta ideale per coniugare questi due aspetti. Non siamo rimasti delusi: paesaggi meravigliosi, un ritmo lento e un mare talmente cristallino che definirlo tale è persino riduttivo, hanno superato ogni aspettativa. Stiamo già cercando di capire quando poterci tornare.
Giorno 1 - lunedì 14 luglio 2025
In mattinata, non troppo presto, siamo partiti da Atella diretti a Napoli, che abbiamo raggiunto dopo circa due ore di viaggio. Lasciata l’auto al parcheggio, ci siamo diretti in aeroporto, dove avevamo un paio d’ore a disposizione sia per rilassarci che per mangiare qualcosa. La partenza era infatti prevista intorno alle 15:30.
Nonostante un lieve ritardo e l’aereo al completo, l’entusiasmo non è venuto meno. Dopo circa un’ora di volo siamo atterrati a Olbia. Ritirati i bagagli e presa l’auto a noleggio, ci siamo diretti verso il B&B Kasia, a Palmadula, prenotato già un paio di mesi prima.
Il tragitto da Olbia a Palmadula ci ha regalato un primo assaggio della Sardegna: natura un po’ selvaggia, capace però di trasmettere pace e serenità.
Dopo aver lasciato i bagagli, siamo usciti alla ricerca di una caletta dove fare il primo bagno. La meta è stata Cala dell’Argentiera: uno scenario suggestivo, poca gente e un po’ di vento. In cima alla caletta c’era un piccolo chiosco aperto e, affamati, abbiamo deciso di anticipare la cena con pizza e birra.
Il vento ci ha convinti a spostarci, così al tramonto abbiamo raggiunto Porto Palmas, a pochi chilometri di distanza. Anche qui un luogo incantevole, con pochissima gente. Uniche note stonate: un po’ di posidonia, che però non ha compromesso la limpidezza e la bellezza del mare, e qualche mosca in spiaggia, piuttosto invadente. Io ho fatto il bagno, mentre Francesca ha preferito godersi un po’ di sole.
Stanchi dopo la giornata intensa, siamo rientrati al B&B per un meritato riposo.
Giorno 2 - martedì 15 luglio 2025
Kasia ci ha fatto trovare un’ottima colazione, che abbiamo consumato chiacchierando con un’altra coppia, tedeschi. Lui si è mostrato molto loquace, lei più timida, forse perché non fluentissima in inglese. Ci hanno comunque raccontato che stavamo amando particolarmente il luogo.
Abbiamo preso l’auto e siamo andati a fare un bagno a Ezzi Mannu, a nord-ovest della Sardegna, a metà strada tra Porto Torres e Stintino. Abbiamo parcheggiato fronte spiaggia, completamente gratis. Sabbia un po’ ghiaiosa ma pulitissima, mentre il mare sembrava una piscina. Un leggero vento non ha disturbato il nostro relax, e l’atmosfera di pace è stata impagabile.
Piccola curiosità: un pastore ci ha fermato chiedendoci se avessimo mai acquistato formaggio in spiaggia. Dopo qualche perplessità, ci ha spiegato che, anche con il caldo, non c’erano problemi di conservazione e che il formaggio era di primissima qualità. Pochi minuti dopo, è arrivato lo zio del pastore con il suo camioncino ambulante, e abbiamo comprato un pecorino sardo straordinario.
Verso l’ora di pranzo, con la temperatura che saliva, abbiamo lasciato – con un po’ di rammarico – quella splendida spiaggia, ormai sempre più affollata, e siamo andati a Stintino, dove nel pomeriggio ci aspettava Tour in barca a vela a La Pelosa, con partenza e rientro a Stintino, prenotato qualche giorno prima.
Il pranzo a Stintino, presso Il Portico, è stato uno dei migliori di tutta la vacanza. Dalla location su una fresca veranda con vista sul porticciolo, al servizio impeccabile fino al cibo straordinario: tonno freschissimo e culurgiones ottimi. Qui ho mangiato la mia prima seadas, cosa che desideravo da tempo. Mi ero promesso che, ovunque, se fosse stata in carta, l’avrei presa. Promessa mantenuta.
Dopo pranzo, intorno alle 15:00, abbiamo incontrato il nostro skipper, il giovanissimo Perseo, milanese ma estremamente preparato, e gli altri membri del tour: eravamo in otto in tutto, più lo skipper. Il giro in barca è stato fantastico, con due soste per il bagno e un aperitivo a base di vino, salumi e formaggi. L’acqua era di una limpidezza incredibile, tanto da far vedere nitidamente il fondale anche a quattro metri di profondità. Tre ore tra le più piacevoli di tutta la vacanza.
Rientrati a Stintino, abbiamo preso un gelato rinfrescante e siamo andati ad Alghero, che ci ha stregato per la sua bellezza. Dopo un lungo mare non eccezionale, siamo arrivati ad un porticciolo pittoresco. Da lì, attraversando i bastioni, siamo entrati nel centro storico, con le vie lastricate che pullulano di vita. Salendo sui bastioni, ho ammirato uno dei tramonti più belli mai visti.
Dopo due ore piacevolissime, siamo tornati a Palmadula, a circa un’ora di distanza, non prima di aver preso una granita che doveva rinfrescarci, ma si è rivelata un’offesa a tutti noi siciliani. Abbiamo provato a recuperare con un gelato, ma anche quello era di scarsa qualità e notevolmente caro. Vorrei tornare un giorno ad Alghero per cenare in uno dei tanti ristorantini sui bastioni. L’influenza catalana non si percepisce solo nel dialetto, ma anche nel cibo, dove la paella è uno dei piatti più proposti.
Giorno 3 - mercoledì 16 luglio 2025
Dopo colazione ci siamo messi alla ricerca di un’altra bella spiaggia dove poterci rilassare. Abbiamo così raggiunto Spiaggia Mugoni, incastonata nel piccolo golfo del parco naturale di Porto Conte, che culmina con Capo Caccia e la celebre Grotta di Nettuno, che purtroppo non siamo riusciti a visitare.
Come spesso ci è capitato, abbiamo trovato un parcheggio ampio e comodo, oltre a qualche chiosco sulla spiaggia, sempre prezioso nelle giornate più afose. La spiaggia e il mare, anche in questo caso, si sono rivelati magnifici; purtroppo, però, quello che il giorno prima era solo una leggera brezza, oggi si è trasformato in un vento insistente e fastidioso, al punto da rendere difficile tenere aperto l’ombrellone e fermi i teli mare.
Dopo qualche bagno e un po’ di sole, abbiamo deciso di pranzare in uno dei ristorantini sulla spiaggia. All’ombra del dehors, con i piedi immersi nella sabbia fresca, ci siamo concessi un pasto semplice ma delizioso: uno spaghetto al pomodoro e una frittura di calamari davvero ottima. Naturalmente non poteva mancare la classica seadas, immancabile come mi ero ripromesso.
Saremmo rimasti lì tutto il pomeriggio, ma con il caldo sempre più intenso e il vento sempre più insistente abbiamo optato per un riposino. Siamo tornati al B&B, ci siamo addormentati profondamente e, quando ci siamo svegliati, era ormai tardo pomeriggio: così abbiamo deciso di saltare la spiaggia e dirigerci direttamente a cena.
La nostra meta è stata l’Agriristoro Le Pinnette, a metà strada tra Argentiera e Alghero. Location splendida, immersa nel verde e curata nei dettagli. Come in molti agriturismi, il menù era fisso, senza possibilità di variazioni. Io ho trovato la cena ottima, mentre Francesca l’ha apprezzata meno, complice forse anche un servizio un po’ freddo e rigido.
Giorno 4 - giovedì 17 luglio 2025
Come da programma, ci siamo spostati più a nord, in direzione est. Dopo il check-out al B&B Kasia, essendo ancora mattina e non potendo fare subito il check-in al Villamarina Garden Relais (prenotato già un paio di mesi prima), abbiamo deciso di cercare una spiaggia dove fare un bagno e rilassarci.
Un po’ a caso siamo arrivati a Eden Beach, a nord di Sassari. Complice un vento fortissimo, la spiaggia era quasi deserta. Il vento era fastidioso a tratti, ma la poca gente, il silenzio, gli spazi immensi e la tranquillità ci hanno convinti a restare qualche ora, godendoci il sole e una temperatura piacevolissima. Prima di ripartire ci siamo fermati per un piccolo aperitivo in un chioschetto sopra la spiaggia, vicino al parcheggio dove avevamo lasciato la macchina.
Siamo rimasti fino all’ora di pranzo, quando ci siamo messi alla ricerca sia di una lavanderia a gettoni per lavare i vestiti usati fino a quel momento, sia di un posticino dove mangiare del buon pesce. Abbiamo trovato entrambe le cose a Valledoria, dove, dopo il bucato, ci siamo fermati a pranzo alla Trattoria La Voce del Mare, un ristorante a gestione napoletana. Ottime le linguine al nero di seppia, meno convincente invece la seppia fritta (peraltro freschissima), servita in modo un po’ deludente come secondo piatto.
Dopo pranzo siamo andati a fare il check-in al Villamarina Garden Relais, nel comune di Aglientu ma a due passi dal mare: un posto incantevole, immerso nel verde, dove siamo stati divinamente per tutti e quattro i giorni successivi.
Nel pomeriggio siamo ripartiti alla ricerca di un’altra spiaggia e siamo arrivati in quello che, almeno per me, è stato il luogo più bello di tutta la vacanza in Sardegna: la Spiaggia di Porto Liscia e, subito dopo, la Sciumara (foce) del Liscia, alla foce del fiume che si getta in mare.
Da un piccolo parcheggio sulla sabbia si intuisce subito di essere nel paradiso dei kitesurfisti. In realtà, più che il kitesurf, era diffusissimo il Wing Foil, che non conoscevo: una tavola da surf in cui l’atleta tiene in mano un’ala gonfiabile di circa due metri. Sembrava davvero divertente!
La vista dalla spiaggia è quella di un lago, perché ci si trova in un golfo quasi chiuso dalla Maddalena e dall’Isola Spargi. Un luogo silenzioso, incantevole, paradisiaco, con un’acqua talmente limpida da far impallidire quella delle piscine. Il silenzio e la natura circostante hanno reso l’atmosfera quasi magica. Quando si parla di “andare al mare”, per me questo rappresenta il massimo desiderabile. Siamo rimasti fino quasi al tramonto, andando via solo perché la fame iniziava a farsi sentire.
La fortuna ci ha assistiti anche a cena: non trovando parcheggio a Palau, dove volevamo fermarci, ci siamo spinti fino al ristorante del campeggio Baia Saraceno. Un po’ diffidenti all’inizio, siamo rimasti piacevolmente sorpresi: una cena di pesce da leccarsi i baffi e, dopo cena, uno splendido tramonto sulla spiaggetta del campeggio.
Giorno 5 - venerdì 18 luglio 2025
La colazione al Villamarina è stata ottima, anche se purtroppo non abbiamo potuto approfittare del dehors a causa della fastidiosa presenza di vespe. La proprietaria, la gentilissima e simpatica Maria Teresa, con la quale ogni mattina scambiavamo quattro piacevoli chiacchiere, ci ha spiegato che quest’anno la situazione con le vespe è stata particolarmente difficile.
Su suo suggerimento siamo andati alla spiaggia di Naracu Nieddu, proprio sotto il relais: consiglio davvero azzeccatissimo. Si arriva a un piccolo parcheggio, che conviene raggiungere non troppo tardi al mattino per trovare posto. Da lì parte un sentiero ombreggiato che conduce a un chiosco immerso nel verde; poco più avanti si apre una splendida scalinata che porta all’immensa e suggestiva spiaggia.
La spiaggia è davvero spettacolare: sabbia finissima, ampi spazi che permettono alla folla di distribuirsi rapidamente e un mare limpidissimo, nonostante fosse un po’ mosso. Ci siamo goduti qualche ora di completa tranquillità per poi pranzare al chioschetto in cima alla scalinata. La cucina non è memorabile, ma la location — con vista sul mare — compensa ampiamente.
Dopo una doccia e un breve riposo al Villamarina, nel pomeriggio ci siamo messi alla ricerca di un’altra spiaggia, un po’ a tentoni. Siamo così capitati, quasi per caso, alla Spiaggia di Zia Culumba, che fa parte del complesso di baie di Capo Testa. Si tratta di una caletta raccolta e incantevole, talmente chiusa da sembrare quasi un lago. Abbiamo trascorso il resto del pomeriggio tra bagni, passeggiate e un gelato nel baretto annesso alla spiaggia, in totale relax.
Prima di rientrare abbiamo cenato ad Aglientu, Da Piera, una popolare rosticceria self-service che propone piatti tipici sardi davvero gustosi. Ho assaggiato per la prima volta la zuppa gallurese: semplicemente strepitosa, anche se non ha entusiasmato Francesca. Ottima anche la seadas, questa volta aromatizzata all’arancia, assolutamente da leccarsi i baffi.
La serata si è conclusa piacevolmente, godendoci il fresco dell’altura di Aglientu, prima di tornare al Villamarina per un meritato sonno ristoratore.
Giorno 6 - sabato 19 luglio 2025
Per questa giornata, avevamo prenotato con qualche giorno di anticipo un'intera escursione in barca nell' Arcipelago di La Maddalena. Diversamente dal tour di Stintino, la barca era più grande e, di conseguenza, molto affollata, il che ha reso l'esperienza meno piacevole di quanto sperassimo. Inoltre, trascorrere l'intera giornata sotto il sole cocente, senza la possibilità di avere un ombrellone e in luoghi dove l'ombra scarseggia, si è rivelato piuttosto faticoso.
Ma andiamo con ordine. Siamo arrivati a Palau con largo anticipo, ma trovare parcheggio si è rivelato impossibile. Dopo aver lasciato Francesca a fare il check-in del tour, ho parcheggiato a circa un chilometro e mezzo di distanza e sono corso al porto, arrivando trafelato appena in tempo per non perdere la partenza.
La prima tappa è stata l'Isola di Spargi. Nonostante il caldo, il sole e la folla, ci siamo subito resi conto di trovarci in un posto incredibile. L'isola è selvaggia, con una natura rigogliosa e un'acqua cristallina. Ci avevano avvisato di non lasciare cibo negli zaini perché gli unici abitanti del luogo sono i cinghiali, sempre in cerca di un pasto. Non tutti hanno prestato attenzione: insieme a una piccola folla, abbiamo assistito a uno spassoso siparietto. Un cinghiale, incurante della gente intorno a lui, ha afferrato uno zaino, ne ha tirato fuori un pacco di biscotti e li ha divorati in pochi secondi.
Dopo un'oretta, abbiamo proseguito il nostro giro con la solita formula: approdo, un'ora per un bagno e rientro in barca. Abbiamo costeggiato luoghi incantevoli come Cala Soraya, Cala Granada, Cala Connari e Cala Budelli. Dopo aver pranzato a bordo con un panino e una bibita, l'ultima tappa ci ha portati a La Maddalena. Qui abbiamo avuto circa un'ora e mezza per goderci una piacevole passeggiata tra le stradine del pittoresco centro storico. L'isola merita davvero la sua fama!
Intorno alle 18:00, siamo rientrati al porto e, prima di riprendere l'auto, ci siamo fermati per una cena da turisti: una pizza per me e cotoletta con patatine per Francesca. Un po' di comfort food a fine giornata non guasta mai. Esausti, siamo tornati alla nostra struttura dove, dopo una doccia rigenerante, siamo crollati in un sonno profondo.
Giorno 7 - domenica 20 luglio 2025
Ci siamo svegliati con un unico obiettivo per la giornata: il più totale relax. Volevamo un ritmo lento e tranquillo, e così è stato.
Per evitare l'estenuante ricerca di un nuovo posto, siamo tornati nella spiaggia che ci era piaciuta di più, quella di Naracu Nieddu. Anche in questo caso non siamo rimasti delusi e abbiamo trascorso una mattinata estremamente piacevole.
Quando il caldo si è fatto più intenso, ci siamo allontanati dalla spiaggia per il pranzo. Ci siamo diretti a Vignola, a pochi chilometri di distanza, dove abbiamo trovato una succursale della rosticceria "Da Piera". Purtroppo non era all'altezza di quella di Aglientu, ma abbiamo comunque mangiato in modo discreto. Dopo pranzo, siamo tornati alla nostra struttura per la consueta doccia e un meritato riposino.
Nel pomeriggio, abbiamo deciso di cercare una spiaggia isolata nei dintorni. Ci siamo imbattuti in Portobello, a due passi da Aglientu. Lì abbiamo scoperto una piccola e incantevole baia con pochissima gente. Solo in seguito abbiamo capito che si trattava di una spiaggia privata. Devo dire che il custode, vedendoci arrivare in auto, invece di mandarci via ci ha gentilmente invitato a parcheggiare.
Dopo qualche ora di totale relax, abbiamo deciso di concederci una cena con una bella vista sul mare. Siamo stati fortunatissimi e abbiamo trovato un tavolo al ristorante Jatika a Vignola, proprio vicino a dove avevamo pranzato. Il locale era molto carino, con diversi tavoli affacciati sul mare. Io ho ordinato un'ottima fregola sarda in guazzetto, mentre Francesca ha optato per una pizza: entrambi i piatti erano squisiti. Ci siamo goduti il magnifico tramonto sulla spiaggia prima di tornare a dormire.
Giorno 8 - lunedì 21 luglio 2025
Siamo arrivati all'ultimo giorno di questa splendida vacanza in Sardegna. Dopo una colazione rilassante e il check-out dal Villamarina Garden Relais, ci siamo diretti verso Aglientu per fare scorta di un po' di Pane Guttiau, una vera delizia da riportare a casa anche se personalmente non ne vado matto.
Con la partenza prevista nel pomeriggio, non avevamo intenzione di fare un tuffo, ma volevamo goderci un'ultima vista mozzafiato sul mare e fermarci a pranzare. Spinti dalla curiosità, abbiamo deciso di esplorare la tanto decantata Costa Smeralda. Purtroppo, l'esperienza non è stata all'altezza delle aspettative. La ricerca di un parcheggio si è rivelata un'impresa quasi impossibile, con opzioni limitate e costi esorbitanti per l'intera giornata. Siamo rimasti delusi anche dalla forte privatizzazione degli spazi: ville imponenti e lidi a pagamento che bloccavano la vista sul mare. Abbiamo avuto la sensazione che la Costa Smeralda sia accessibile solo a chi può permettersi una barca o una vacanza di lusso, e così abbiamo deciso di andarcene.
Siamo quindi andati direttamente ad Olbia, dove ci siamo fermati per un ottimo pranzo. Ci siamo imbattuti nella Trattoria Bella Mbriana, un angolo di Napoli in Sardegna, che conferma la forte presenza partenopea in questa parte dell'isola. Le specialità provate hanno superato ogni aspettativa: Polpo e patate, culurgiones e ricciola eccezionali.
Nonostante fossimo in anticipo, il caldo intenso ci ha spinti a restituire l'auto a noleggio e a trascorrere le ultime ore prima del volo passeggiando tra i negozietti dell'aeroporto, un'oasi di tranquillità prima del ritorno a casa. Dopo un'ora di volo, siamo atterrati a Napoli nel tardo pomeriggio e, una volta recuperata l'auto, ci siamo diretti ad Atella, concludendo la nostra avventura sarda in serata.
È stata una breve, ma intensa parentesi in una terra che ci ha letteralmente stregato. Non vediamo l'ora di tornare!