Quando mi è stato chiesto, all’interno di un museo, davanti a un quadro che rappresentava la sofferenza umana, se mi fossi emozionato, pur riconoscendo il grande valore dell’opera che stavo osservando ho dovuto purtroppo rispondere di no.
Quell’interrogativo, come un seme inatteso, ha fatto germogliare in me una riflessione profonda: che cosa ha davvero il potere di accendere un’emozione autentica durante i miei viaggi?
Parte della risposta si trova qui di seguito, in alcuni dei luoghi che ho avuto la fortuna di ammirare con i miei occhi. In ognuno di questi posti ho provato le classiche farfalle nello stomaco; quella sensazione che si avverte davanti a qualcosa che ci colpisce così profondamente, e ci fa stare così bene, da toccarci l'anima. Quella che segue è solo una piccola selezione: una manciata di gemme preziose estratte dall’inestimabile tesoro dei luoghi che la vita mi ha concesso di esplorare.
Il mio primo vero viaggio, un desiderio che finalmente si materializzava: raggiungere Capo Nord in macchina dall'Italia!
Trovarmi lì, con la sensazione di essere alla fine del mondo abitato, davanti a un panorama stupendo nonostante le nuvole e un vento fortissimo, probabilmente per molti non è nulla di speciale. Per me, invece, in quel momento era tutto: l'essenza stessa di un sogno. Passeggiare sul promontorio intorno alle 23, con il sole che si rifiutava di tramontare, scattando decine di foto, è stata un'emozione così pura e potente che auguro a chiunque di poterla vivere, almeno una volta, nel proprio cammino.
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Probabilmente per molti Texel è un luogo anonimo e sconosciuto.
Per me è stata la dolce conclusione di un indimenticabile viaggio on the road tra Lussemburgo, Belgio e Olanda. Pedalare leggeri tra i confini di quest'isola — un fazzoletto di terra stretto in venti chilometri di lunghezza e meno di dieci di larghezza — mi ha fatto provare sensazioni fortissime. Nove anni dopo la mia prima visita, ritrovare Texel è stato come riabbracciare un vecchio amico: la sua bellezza era intatta, anzi, forse persino più intensa.
Quest'isola esercita su di me un richiamo potente, che accende ogni volta il desiderio di ritornare.
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ll ricordo di questo luogo è riaffiorato all’improvviso. Una mattina, mentre andavo al lavoro, ascoltavo un programma alla radio che parlava di Interrail. Molti ascoltatori raccontavano come quell'esperienza, pur con tutti i suoi disagi, fosse meravigliosa, specialmente se paragonata al turismo lussuoso e "instagrammabile" oggi tanto in voga.
Inspiegabilmente, la mia mente è volata subito a un istante preciso, ricordandomi quanto basti poco per assaporare davvero la magia di un momento.
Stavamo viaggiando lungo il Reno, prima di puntare verso Aquisgrana, quando ci siamo fermati a Bacharach in un locale con i tavolini affacciati sull'acqua. È stato un momento di puro appagamento: l'attesa, il sapore di due semplici hamburger e una pinta di birra, immersi in una tranquillità assoluta.
Di lì a poco saremmo ripartiti. Avrei guidato accanto a mia moglie, che in quel momento sonnecchiava — lei che oggi è la splendida madre della nostra bellissima bambina — scivolando lungo una magnifica strada immersa nel verde verso la nostra meta.
Esistono attimi di pura serenità che, una volta vissuti, si scolpiscono nell’anima e restano lì per sempre.
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Ho affrontato questo viaggio in un momento molto particolare della mia vita. Era, inoltre, la prima volta che uscivo dall’Europa per una destinazione non di lavoro.
La scelta della meta, la Puna Argentina, è avvenuta proprio dopo aver visto una foto delle Salinas Grandes: più mi informavo, più l'emozione cresceva. Non so spiegarne il motivo, ma la vista di quella sconfinata distesa bianca è stata una tale scarica di adrenalina da spingermi una corsa spensierata e leggera sul manto di sale, da un punto all'altro e senza una meta, forse solo per sfogare l'entusiasmo. In quel momento sono tornato bambino, con la testa finalmente svuotata da ogni pensiero. Un posto straordinario.
https://sites.google.com/view/pennywisetravel/viaggi/2019-argentina
Anche questo viaggio è arrivato in un momento delicato della mia vita, all'interno di un contesto unico: il primo viaggio di piacere dopo la pandemia e il lockdown del 2020.
Neist Point è un luogo che mi ha lasciato letteralmente senza fiato. In assoluto, per le sensazioni provate, è uno dei posti più suggestivi che abbia mai visto. Ho percorso tutto il sentiero che dal parcheggio porta al faro con gli occhi spalancati, cercando di incamerare quanta più bellezza possibile. Nessuna fotografia potrà mai ricreare l'autentica magia di quel luogo.
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È incredibile come si giri il mondo alla ricerca di paradisi terrestri, per poi scoprire di avere angoli meravigliosi a due passi da casa. Questa è stata una tappa di poco meno di una giornata all'interno di una breve vacanza in Istria. Un'oasi dove le auto non possono circolare: ci si sposta solo in bici, scooter o golf-kart elettrici. Girovagare per l'isola sulle due ruote, fermandosi di tanto in tanto per un bagno in mare o per esplorare le vestigia di una vecchia chiesa, è stato impagabile e rigenerante.
Una sensazione di benessere profondo che raramente mi capita di provare.
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Sebbene perdersi tra le stradine di questo splendido isolotto sia un'esperienza impagabile, l'emozione più forte l'ho provata la sera precedente alla visita. Mont Saint-Michel si raggiunge tramite una passerella collegata alla terraferma, dove sorge un complesso che racchiude alberghi, negozi e un centro turistico; proprio lì si trovava il nostro alloggio. In quella zona è stata allestita una sorta di piccola tribuna che permette di sedersi e ammirare l'isola da circa due chilometri di distanza. Vedere Mont Saint-Michel di sera, completamente illuminato, con l'aspettativa elettrizzante di esplorarlo l'indomani, è stato stupendo.
Una sensazione che porto ancora impressa nella memoria.
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L'idea iniziale era quella di arrivare in auto dall'Italia fino all'Irlanda, per poi girarla in lungo e in largo.
La Normandia non era la meta principale, ma solo una tappa di passaggio per spezzare il lungo percorso. Eppure, è il luogo che mi ha colpito più nel profondo. Se dal punto di vista paesaggistico è splendida, a lasciare il segno sono state le tristi vicende storiche di cui è stata teatro.
Un territorio così incantevole, indissolubilmente legato a eventi tanto tragici quanto cruciali per l'umanità, ha scatenato in me un contrasto di emozioni fortissimo.
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Le Scogliere di Moher erano l'attrazione che più mi affascinava e che mi ha spinto a scegliere l'Irlanda. Partire dall'Italia, attraversare la Normandia, imbarcarsi in Francia e sbarcare 18 ore dopo ha creato il contesto e lo stato d'animo perfetti per godere appieno di questo luogo. La bellezza delle scogliere è sublime, la loro imponenza lascia sgomenti; si potrebbe rimanere ore ad ammirarle senza stancarsi mai. Il vento fortissimo ha amplificato la sensazione di maestosità e potenza della natura, arrivando persino a invertire il corso di alcune piccole cascate: l’acqua, invece di precipitare, veniva nebulizzata e spinta verso il cielo, simile al fumo di invisibili comignoli.
Uno dei paesaggi più spettacolari della mia vita.
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Probabilmente per molti questo è solo un bel posto come tanti altri, relativamente sconosciuto.
Forse è stata proprio l'assenza di aspettative a rendere tutto ancora più straordinario. Si tratta di un isolotto sulla cui punta i pescatori, da secoli, calano le reti per intercettare i salmoni. Per raggiungerlo bisogna attraversare un ponte di corda lungo venti metri e largo appena uno, che oscilla sospeso a trenta metri d'altezza sopra una scogliera frastagliata. Può essere attraversato al massimo da dieci persone alla volta e viene chiuso in caso di forte vento; decisamente sconsigliato a chi soffre di vertigini, ma una vera sferzata di adrenalina per tutti gli altri.
Al di là del ponte, che da solo varrebbe il viaggio, il panorama dall'isolotto è incantevole.
È stata una delle ultime tappe in Irlanda e, dopo aver accumulato così tanta bellezza, pensavo di non aver più spazio per lo stupore. Eppure, questo angolo bucolico è riuscito a conquistare il suo posto nel mio cuore.
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Cito Lipari in rappresentanza di tutto l'arcipelago delle Eolie, una terra meravigliosa che custodisce alcuni dei panorami più belli che io abbia mai visto.
Girare in scooter per Lipari durante il giorno, immergersi nei fanghi caldi di Vulcano, passeggiare tra le casette bianche di Panarea, ammirare l’eruzione dello Stromboli al tramonto da una barca e perdersi la sera nel centro storico di Lipari sono esperienze senza eguali. Ci sono stato per la prima volta a diciotto anni, promettendomi di tornare con più calma, e così ho fatto diversi anni dopo.
Non solo non sono rimasto deluso, ma il ritorno è stato persino più magico della prima volta.
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Un altro luogo che mi ha letteralmente conquistato. Si fa fatica a credere che un posto simile esista davvero nella realtà. Ci si sposta esclusivamente a piedi o in barca, e l'impressione è quella di entrare in una fiaba. Mentre si cammina si viene pervasi da una sensazione di quiete e benessere difficilmente replicabile altrove. Tutto è perfetto, ogni elemento è al suo posto.
Un villaggio incantevole e sospeso nel tempo.
https://sites.google.com/view/pennywisetravel/viaggi/2024-frisia
Nessuna fotografia può restituire appieno l'imponenza e la maestosità del Monte Bianco.
Partire dalla valle con temperature superiori ai trenta gradi e, dopo qualche tratto a piedi, una funivia e una lunga scalinata, trovarsi d'un tratto in questo panorama innevato da togliere il fiato è stata un'emozione indescrivibile. Una volta in cima, lo sguardo si perde in un panorama così maestoso e incantevole da sembrare irreale, quasi dipinto.
Un'atmosfera magica, che lascia letteralmente senza parole. Spettacolare.
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Al di là della sua bellezza intrinseca, il viaggio per raggiungere questo luogo si è rivelato un'esperienza memorabile.
Svegliarsi prima dell'alba e attraversare l'isola da un capo all'altro a bordo di un golf-kart è stata un'avventura che ha risvegliato i sensi. Siamo partiti nel buio più profondo, raggiungendo la punta in anticipo. Eravamo soli, avvolti nel silenzio, con le uniche luci provenienti dal centro visitatori. Poi, lentamente, i colori hanno iniziato a svegliarsi, dipingendo il cielo con pennellate di rosa, arancio e viola.
Con la luce sono arrivate anche le persone, radunatesi per assistere a uno spettacolo incredibile: un tripudio di sfumature, un'esplosione di chiarore, un momento perfetto in cui il tempo è sembrato fermarsi.
https://sites.google.com/view/pennywisetravel/viaggi/2024-messico