Scozia
Ottobre 2021
Ottobre 2021
Finalmente, dopo quasi due anni, si ritorna a viaggiare. Questa volta la meta è la Scozia, una terra affascinante, incredibile che difficilmente dimenticherò. Una meraviglia dietro l’altra che mi ha lasciato sbalordito, a bocca aperta. Il clima, a volte un po’ ostile, ha reso tutto ancora più suggestivo. Tutte le aspettative che avevo riposto su questo viaggio non sono state disattese.
Anche questa volta ho optato per WeRoad.
Il gruppo, ristrettissimo, solo quattro persone in totale, è stato vincente. Abbiamo trovato fin da subito la giusta sintonia e ci siamo goduti dal primo all’ultimo secondo.
Il viaggio non è cominciato nel migliore dei modi in quanto la nostra coordinatrice, per motivi personali, ha dovuto rinunciarvi a pochi giorni dalla partenza.
Un plauso a WeRoad che, nel giro di poche ore, ha trovato un sostituto che si è dimostrato validissimo, aiutato anche dall’ottimo lavoro che aveva svolto fino a quel momento la nostra iniziale coordinatrice.
Giorno 1 - sabato 23 ottobre 2021
Siamo partiti inizialmente in tre. Il coordinatore ci ha raggiunto l’indomani.
Intorno alle 16 siamo partiti in due da Milano. Ad Orio abbiamo incontrato il terzo partecipante e l’avventura è cominciata.
Siamo partiti intorno alle 19.50 con un Volo Ryanair ed arrivati un paio d’ore dopo ad Edimburgo.
Data l’ora abbiamo preso un taxi che ci ha condotti direttamente all’ High Street Hostel che avevamo preventivamente prenotato. Ostello molto economico e centralissimo ma che ha peccato in alcuni servizi essenziali come la dimensione degli armadietti e la pulizia dei bagni.
Giorno 2 - domenica 24 ottobre 2021
Lasciati gli zaini in ostello abbiamo cominciato la nostra prima vera giornata di vacanza con un’ottima colazione da Starbucks. Sebbene si tratti di una catena non delude mai. I cinnamon roll, in particolare, sono squisiti.
Avendo circa un’ora di tempo prima della visita al castello ne abbiamo approfittato per una passeggiata, accompagnati da una leggera pioggerella, per la piacevolissima Royal Mile, la via principale della città, che ne taglia a metà il centro storico. Solo questa via, insieme ai punti di interesse che ne fanno parte, meriterebbe più di una giornata nella capitale scozzese.
Alle 10.30 siamo entrati nel Castello di Edimburgo. I biglietti erano stati preventivamente acquistati dalla nostra coordinatrice.
Questo luogo è magnifico. Il castello è arroccato su un’altura rocciosa che lo rende inespugnabile. Varcati i cancelli sembra di essere catapultati nel XVI secolo dove il tempo si è fermato.
Una strada acciottolata porta ai bastioni dove vi sono gli imponenti cannoni che servivano a difendere il castello dagli attacchi. Tra questi vi è l’One o Clock Gun, un enorme cannone che tutti i giorni, tranne la domenica, spara un colpo. Purtroppo, essendo per l’appunto domenica, non abbiamo potuto sentirlo. Ci rifaremo qualche giorno dopo, alla fine della vacanza.
Da questo punto si gode di una magnifica vista della parte nuova della città.
All’interno delle mura del castello ci sono tantissimi altri punti di interesse: una piccola cappella che costituisce l’edificio più antico di Edimburgo, i gioielli della corona, la pietra del destino (o forse una sua copia) sulla quale venivano incoronati i reali scozzesi, il Mons Meg che è un enorme e potentissimo cannone usato contro gli inglesi, e molto altro ancora.
Siamo stati due ore ma, per una visita più approfondita, averne un’altra sarebbe stata molto utile.
Ad ora di pranzo siamo andati a placare la fame con un brunch all’ Edinburgh Larder dove abbiamo optato per un full breakfast a base di uno squisito salmone affumicato, bacon, black pudding (che è il loro sanguinaccio), funghi, salsiccia, formaggi, un’ottima composta di ciliegie e altro ancora.
Ancora due passi al Royal Mile e siamo andati a visitare il Mary King Close.
Si tratta di un piccolo vicolo (close) della Old Town al di sopra del quale, nel XVIII secolo, furono costruite le City Chambers ossia la sede del Consiglio della città. Sotto le fondamenta il vicolo ed alcuni edifici annessi sono rimasti intatti per 250 anni.
Le guida in costume è stata molto brava e coinvolgente. Purtroppo, a causa della velocità con la quale parlava e del forte accento scozzese, è risultato un po’ ostico starle dietro. Il luogo è fortemente e volutamente tetro, cosa che lo rende molto suggestivo.
Siamo scesi nuovamente lungo tutta la Royal Mile fermandoci a far visita al Greyfriars Kirkyard, bel cimitero dove hanno trovato sepoltura personaggi illustri tra i quali spicca il filosofo ed economista Adam Smith
Dopo un’ora circa dalla visita si siamo incontrati col nostro coordinatore completando così il gruppo.
Ci siamo subito diretti all’ottimo e centralissimo Mono Suites Apartment, sistemazione comodissima e in pieno centro, dove abbiamo lasciato le nostre cose ci siamo ripresi dalla giornata piovosa con una doccia rigenerante.
Siamo quindi usciti per cena optando per il The Royal Mile Tavern dove ho potuto gustare la migliore cena di tutta la vacanza: Haggis, Mars fritto, birra scozzese e a chiudere un ottimo Balvenie double wood, whiskey molto deciso. Ultimo, ma non per importanza, il duo che ha suonato musica dal vivo rea molto talentuoso. In generale, almeno secondo me, la qualità dei musicisti nei pub (presenti sempre e ovunque) è molto alta. Non ci hanno mai deluso.
Giorno 3 - lunedì 25 ottobre 2021
Di buon mattino abbiamo preso un taxi che ci ha condotti all’aeroporto dove abbiamo ritirato l’auto che ci ha accompagnati per tutto il viaggio. Una Opel (Vauxhall nel Regno Unito) Corsa nuova di zecca che però non ci ha convinti.
L’impatto con la guida a destra sul lato sinistro della strada ci ha un po’ spiazzati ma dopo un po’ ci si fa l’abitudine.
La prima tappa della giornata è stata Linlithgow Peel, un bellissimo maniero, successivamente riconvertito in fortificazione, affacciato sul Linlithgow Loch.
Purtroppo il palazzo era chiuso quindi ci siamo dovuti “accontentare” di una passeggiata attraverso uno dei sentieri del parco tra il maniero ed il lago.
A proposito del termine loch. Più tardi, dopo aver notato che non solo i laghi vengono in questo modo, abbiamo scoperto che con questo termine si definiscono gli specchi d’acqua chiusi. Quindi non solo i laghi, ma anche le insenature marine, che io impropriamente definivo fiordi, sono dei loch.
Tornati in macchina abbiamo proseguito il viaggio in direzione Falkirk per andare ad Helix Park a vedere i Kelpies, due teste di cavallo, in acciaio inossidabile, alte trenta metri. Queste costituiscono un omaggio ai cavalli che trainavano le chiatte lungo i canali. A parte i Kelpies, molti interessanti, è molto bello il parco nel suo complesso, con il suo dedalo di canali e le piccole imbarcazioni ormeggiate in essi. Complice una giornata soleggiata, anche se un po’ ventosa, la visita è stata piacevole e rilassante.
Dal parco ci siamo diretti senza ulteriori tappe al Castello di Stirling, a pochi minuti d’auto.
Qualcuno lo ritiene più suggestivo del castello di Edimburgo mentre noi siamo stati di tutt’altro parere. Molto meno autentico, più piccolo e meno interessante nel complesso, sebbene si tratti di uno dei più bei castelli di tutta la scozia. Sicuramente la pioggia incessante che ha cominciato a cadere, e che ci ha accompagnati durante tutta la visita, non ci ha aiutati e conservarne un ricordo indelebile.
Provati dalla pioggia abbiamo cercato un posto accogliente dove mangiare una zuppa calda e, nella caratteristica Old Town di Stirling, siamo incappati nella superba Darnley Coffee House, una piccola caffetteria dove ho mangiato una straordinaria zuppa di carote e bevuto un ottimo caffè scelto tra una selezione molto ampia.
Da Stirling ci siamo spostati in uno dei posti dove più desideravo andare. La suggestione è forse legata all’omonima folk band (sebbene americana) che adoro: Loch Lomond.
Per vedere il lago ci siamo spostati su uno dei paesini affacciati in esso, Luss. Non so se sono tutti così belli o se siamo stati noi molto fortunati sta di fatto che ci è andata alla grande.
Il punto più bello dove vedere il lago è una piccola spiaggetta che porta ad un molo dal quale si domina quasi tutto il lago. Ci siamo soffermati a scattare decine di foto prima di fare un giro nella piccola ma graziosa cittadina. I cottage che la costituiscono sono uno più bello dell’altro.
La destinazione successiva, Fort William, distava un paio d’ore di macchina. La strada che porta da Loch Lomond a Fort William è forse una delle più belle di tutta la Scozia. L’abbiamo percorsa tutta con gli occhi colmi di meraviglia e stupore. I colori autunnali come il giallo, verde, rosso, marrone e tutte le loro possibili sfumature sembravano finti. Ci siamo dovuti trattenere dal fermarci ogni dieci chilometri per scattare centinaia di foto. Qualche sosta è comunque stata inevitabile. Troppo bello il paesaggio per accontentarci di vederlo solo da dentro l’auto.
Arrivati a Fort William, prima di uscire per cena, abbiamo lasciato le nostre cose e fatto una doccia calda al buon Muthu Fort William Hotel. Forse non la miglior sistemazione di tutta la vacanza ma ampiamente soddisfacente. Tra l’altro è stato un peccato non aver avuto la possibilità di fare colazione al suo interno poiché la struttura, nelle parti comuni, gode di una meravigliosa vista sul Loch Eil.
Prima di andare a cena al buon The Grog and The Gruel abbiamo fatto due passi per la via principale di Fort William, molto carina.
Ottime le pie ma,soprattutto, qui ho bevuto la mia birra preferita di tutto il viaggio: la Glen Spean con un retrogusto di agrumi davvero fantastico.
Chiusa la cena con un buon Talisker abbiamo fatto due passi per via principale della piccola cittadina prima di essere sopresi nuovamente dalla pioggia. Siamo quindi rientrati in albergo per una sana dormita.
Giorno 4 - martedì 26 ottobre 2021
Questa giornata non prevedeva stop per pranzare così abbiamo fatto provviste da Tesco.
Consapevoli che il tempo non sarebbe stato clemente ci siamo bardati bene, pronti per il nostro primo hiking.
Lasciata l’auto al parcheggio Braveheart abbiamo preso qualche informazione sul percorso al Ben Nevis Vistor Center poco distante. L’area è molto battuta dagli amanti della montagna. Il Ben Nevis con i suoi 1345 metri è la vetta più alta di tutta la Gran Bretagna. L’area è inoltre molto affascinante tanto che qui sono state girate alcune riprese del film Braveheart (da cui il nome del parcheggio).
Abbiamo optato per un percorso abbastanza semplice che portava dal parcheggio alla vetta della Cow Hill. Nonostante la pioggia, non forte ma costante, ci abbia accompagnato per tutto il tempo abbiamo potuto godere degli stessi magnifici colori che avevamo già potuto ammirare nella strada che ci ha portati a Fort Williams. Molto suggestivo, in particolare, è un tratto di sentiero che si addentra nel bosco fin quasi ad oscurare la luce del sole.
Dopo tre ore abbiamo completato il giro rientrando al parcheggio, leggermente stanchi, ma bagnati fradici fino alle ossa.
Sebbene non in programma, una volta ripreso il cammino, ci siamo fermati in un piccolo locale per un pasto caldo. Un minestrone e uno Scone, una pasta brioche tipica della Scozia, ci hanno rimessi in piedi. Era la prima volta che mangiavo questa sorta di pan brioche: sebbene diffidente all’inizio devo dire che alla fine mi è piaciuta molto.
Ripresa la marcia abbiamo raggiunto in pochi minuti il Glenfinnan Viaduct, un bellissimo viadotto apparso in diversi film di Harry Potter. Purtroppo per pochi minuti abbiamo mancato il treno a vapore che vi passa, se non sbaglio, due volte al giorno. Una piccola passeggiata, ancora sotto l’incessante pioggia, attraverso un sentiero ci ha condotti in un punto panoramico dal quale poter ammirare il viadotto in tutta la sua imponenza.
Risaliti nuovamente sulla nostra fidata auto siamo andati a vedere quello che, ahimè, forse sarebbe stato uno dei castelli più belli di tutta la scozia: Eilean Donan Castle, affacciato sul Loch Alsh.
Purtroppo l’ultimo ingresso è un’ora prima della chiusura e non ce l’abbiamo fatta per soli dieci minuti.
Poco male in quanto, in realtà, la parte migliore del castello è l’esterno con la sua posizione da cartolina. Sorge infatti su un isolotto collegato alla terra ferma da un ponte di archi in pietra. È diventato ormai l’emblema della Scozia e compare in molte immagini legate al turismo su questa nazione: veramente magnifico.
Fare il giro del castello è stata una sfida contro le intemperie. All’incessante pioggia della giornata si è unito un vento fortissimo che ha reso difficoltoso muoversi agevolmente. Scattate decine di foto ed ammirata l’indiscutibile bellezza del luogo ad un certo punto abbiamo desistito e siamo tornati in macchina.
La pioggia non ha intaccato la bellezza del percorso che ci ha portato dal castello verso la nostra meta finale della giornata: Portree, una delle più suggestive cittadine di tutta la Scozia. Abbiamo quindi fatto il nostro ingresso in uno dei luoghi più incredibilmente meravigliosi di tutta la Scozia: L’Isola di Skye!
Stupendo il nostro alloggio, Il Rosedale Hotel, facente parte di una degli edifici colorati che fiancheggiano il caratteristico e suggestivo porticciolo. Uno degli scorci più belli di tutta l’Isola.
Mai come questa sera abbiamo sentito l’esigenza di una doccia calda. Il clima, per tutta la giornata, è stato impietoso con noi.
Rimessici in forze siamo andati a cena al Lower Deck Seafood Restaurant, buono ma non imperdibile, dove però, come spesso in scozia, vi è la possibilità di bere delle ottime birre. Finita la cena, stanchi, siamo andati a goderci il nostro meritato riposo.
Giorno 5 - mercoledì 27 ottobre 2021
La colazione al Rosedal Hotel è probabilmente il cibo migliore di tutto il viaggio: porrige fantastico, uovo alla Benedict preparato alla perfezione, da leccarsi i baffi, black pudding buonissimo.
Prima di andare via non ho resistito a scattare decine di foto al porticciolo davanti l’Hotel. Come già detto è incantevole.
Recuperata la macchina ci siamo fermati al primo punto panoramico della giornata: leth allt viewpoint. Spettacolare la vista sul mare.
Il secondo punto panoramico è stato Kilt Rock e le adiacenti cascate Mealt Falls, alte 60 metri. Questo è uno dei tratti di scogliera più affascinanti dell’Isola di Skye. Le cascate e le Kilt Rock, susseguendosi le une dietro l’altra, sono visibili dallo stesso punto di osservazione. Il nome deriva dalla conformazione rocciosa a pieghe che ricorda appunto un kilt scozzese.
Qui tra l’altro, come mostrato nei pannelli esplicativi, sono stati trovati resti di dinosauri.
Rimontati in auto ci siamo diretti verso la Penisola di Trotternish al Quiraing dove l’idea iniziale era di fare una piccola passeggiata di un’oretta. Abbiamo fatto in tempo ad arrivare al punto iniziale del percorso, dal quale abbiamo comunque scattato decine di bellissime foto, prima di essere sopresi da un violento acquazzone che ci ha costretti a tornare alla macchina. Peccato, il posto merita tantissimo ma in quelle condizioni è troppo ostico goderselo appieno.
Durante il tragitto in macchina fortunatamente il tempo è migliorato nettamente così abbiamo potuto goderci appieno la superba tappa successiva, sempre nella Penisola di Trotternish: le Fairy Glen ossia la Valle delle Fate.
Il sentiero attraversa delle piccole collinette arrotondate, come dei coni, dove qua e la spunta qualche laghetto. Dà l’idea di essere un Quiraing in miniatura. Il posto sembra magico, fatato, ed è questo il motivo che gli è valso il nome. In realtà, tuttavia, non ci sono particolari leggende o storie di fate collegate a questo sito.
In una delle colline c’è uno sperone roccioso, chiamato Caste Ewan, al di sopra del quale ci siamo arrampicati per scattare qualche foto. Da lassù, infatti, si gode di una vista spettacolare.
Di recente visitatori e guide turistiche hanno cominciato a spostare le rocce formando dei cerchi concentrici con l’intento di alimentare una qualche leggenda sulle fate. In realtà tale pratica non è apprezzata dagli abitanti del luogo che preferirebbero che l’area rimanesse allo stato naturale.
Trascorsa poco più di un’ora, a malincuore, abbiamo dovuto continuare la nostra marcia.
Arrivati alla cittadina di Dunvegan, non appena possibile, ci siamo fermati a bere un caffè caldo e mangiare un boccone.
Siamo capitati al The Dunvegan Cafè. Per un goloso come è come il paese dei balocchi per Pinocchio. La selezione di torte e dolci vai è infinita e scegliere è impossibile.
Ho optato per una blondie, ottima torta al caramello, e una fetta di frangiane, anch’essa squisita. Ad accompagnare il tutto un Gaelic Coffee, bevanda a base di whiskey, panna e caffè: squisito e molto deciso.
Rifocillati siamo andati a vedere il Castello di Dunvegan che ha reso famosa la città ma ahimè in questo periodo dell’anno è chiuso. Siamo quindi tornati indietro dopo aver scattato qualche foto del castello da una spiaggetta poco distante. Tutto sommato poco male perché la strada che ha portato al castello è stata molto piacevole da percorrere.
Poco distante, proseguendo la strettissima stradella, c’era un’altra spiaggetta, Coral Beach, in realtà una tappa opzionale. Abbiamo deciso di andarci ma siamo stati avvisati dai conducenti che venivano in direzione opposta che il sito era praticamente congestionato e si rischiava di restare bloccati con l’auto. Così abbiamo fatto inversione di marcia e siamo tornati indietro.
In poco meno di un’ora abbiamo raggiunto Neist Point Lighthouse, nell’estremo più a ovest dell’isola. Un luogo che mi ha lasciato letteralmente senza fiato, senza parole. In assoluto, per le sensazioni provate, uno dei posti più belli che abbia mai visto. Ho camminato per tutto il percorso che porta dal parcheggio al faro con gli occhi spalancati cercando di incamerare quanta più bellezza possibile. Nessuna foto può ricreare la magia di questo luogo.
Dal parcheggio si scende per un facile sentiero verso il faro direttamente affacciato su una scogliera.
Prima di arrivare al faro si può deviare dal sentiero ed arrampicarsi su una piccola collina dalla quale si gode una vista a 360 gradi di tutta l’area. Da restare senza fiato.
Al faro ci siamo presi del tempo per stare lì, a goderci la pace di questo posto straordinario.
Purtroppo, a malincuore, ad un certo punto siamo dovuti tornare indietro prima che facesse buio.
Godendoci fino all’ultimo il sentiero, percorso in senso inverso, abbiamo raggiunto la nostra auto e poco tempo dopo eravamo nuovamente nel nostro ottimo albergo a Portree.
Dopo una doccia calda, avendo del tempo prima di andare a cena, ci siamo fermati in un localino, Il West Highland Bar, a bere una birra. Carina l’idea di allestire all’esterno delle piccole casette in vetro, riscaldate, con dentro un singolo tavolo. Si è creata un’atmosfera intima ed accogliente.
La cena al Sea Breezes, a base di pesce freschissimo, è stata ottima anche se i prezzi non sono proprio a buon mercato specialmente in rapporto alle proporzioni dei piatti.
La cena, comunque buona, ha chiuso questa bellissima giornata.
Giorno 6 - giovedì 28 ottobre 2021
Anche questa volta la colazione in hotel è stata sopra le aspettative. Ci ha fatto partire con il piede giusto per la prima, bellissima, tappa della giornata: L’Old Man of Storr nuovamente nella Penisola di Trotternish.
Parcheggiata l’auto una facile passeggiata, sebbene in salita, porta in circa mezz’ora ai piedi di questa imponente formazione rocciosa alta sessanta metri. Starvi sotto dà la sensazione che possa cadervi addosso da un momento all’altro.
La posizione prominente e la sua strana forma hanno dato origine a numerose leggende che rendono questo luogo ancora più misterioso ed affascinante.
Dall’Old Man of Storr ci siamo spostati in un altro bellissimo luogo di questa meravigliosa isola: Le Fairy Pools, Piscine delle Fate, a circa tre quarti d’ora d’auto più a sud rispetto allo Storr.
Lasciata la macchina in un parcheggio le piscine si raggiungono in poco più di mezz’ora con una facilissima camminata.
Si tratta di piccole cascate che in alcuni punti formano delle pozze d’acqua, vere e proprie piscine naturali di acqua cristallina. Differentemente dagli altri giorni, forse complice la semplicità del percorso, i turisti erano numerosissimi compreso qualcuno che, impavido, indossata una muta ha fatto il bagno in una delle pozze d’acqua cristallina.
Ripercorso il sentiero in senso inverso siamo tornati alla nostra auto pronti a continuate il viaggio.
In strada abbiamo visto gli Yak con le loro simpaticissime e pelosissime facce. Uno si è avvicinato e si è fatto pure accarezzare. Sembrano animali molto socievoli completamente abituati alla presenza dell’uomo.
Dopo circa mezz’ora d’auto ci siamo fermati per mettere qualcosa sotto i denti al Cafè Sia & Siaway.
Mentre i miei compagni di viaggio hanno optato per club sandwich e zuppa io non ho resistito alla tentazione di provare il Alaskas’ fired sponge, una buonissima sponge cake, ricoperta di gelato a suo volta ricoperto di marshmallow fiammeggiato con il cannello. Il tutto accompagnato da una salsa di mirtilli. Eccezionale!
Ripreso il cammino ci siamo fermati ad ammirare il Loch Maree dal Glen Docherty Viewpoint. Stupendo. Anche in questa zona, complice la giornata serena, si sono palesati tutti i bellissimi colori con le mille tonalità e sfumature dell’autunno. Saremmo stati ore ad ammirare il paesaggio.
Ultima tappa della giornata, prima di arrivare a destinazione, le Rogie Falls. Il sentiero che conduce alle cascate è meraviglioso, facilissimo da percorrere. Le cascate sono molto belle ma non all’altezza, per esempio, delle fairy pools. La ragione è dovuta al colore dell’acqua che, probabilmente complice la diversa formazione rocciosa, è abbastanza torbido.
Lasciate le cascate abbiamo raggiunto la destinazione finale della giornata: Inverness.
Spettacolare l’alloggio a nostra disposizione, Il View Cottage. In pieno centro storico, raggiungibile tramite una scalinata (della quale avremmo scoperto l’esistenza solo l’indomani), si trova in un bel quartiere elegante.
Al cottage è annesso un piccolo ma graziosissimo cortiletto dal quale si domina tutta la città. La vista è veramente sublime.
Per cena siamo andati al Johnny Foxes dove abbiamo mangiato e bevuto ottimamente. Si tratta di un tipico pub inglese dove domina in legno e dove le porzioni dei piatti sono più che abbondanti. Intorno alle 22 è cominciata la musica dal vivo. La serata è stata piuttosto movimentata, animata soprattutto da un gruppo di ragazzi piuttosto su di giri. Ad un certo punto è anche comparsa una scarpa, riempita da svariate bevande alcoliche e che ha cominciato ad essere offerta e a girare a mo’ di grolla valdostana. Assistere alla scena è stato molto divertente.
Chiusa la serata con una seconda birra ed un immancabile whiskey siamo andati a dormire.
Giorno 7 - venerdì 29 ottobre 2021
Oggi, a parte la mattina, gran parte del pomeriggio sarebbe stato dedicato al viaggio di rientro ad Edimburgo. Le due città sono infatti separate, “se tutto fila liscio”, da tre ore e mezza circa di auto.
Prima di lasciare la città, sebbene non in programma, ci è sembrato doveroso fare un giro almeno nella sua via principale. Prima di raggiungerla siamo passati davanti il castello di Inverness posto in alto su una collina. Purtroppo stavano facendo dei lavori sulla facciata principale quindi non ne abbiamo potuto ammirare interamente la bellezza. Molto piacevole comunque passeggiare su per la collina che lo ospita. L’interno è sede di uffici e quindi non aperto al pubblico.
Siamo quindi scesi giù dalla collina, addentrandoci dapprima per le vie centro storico dove alcune sono chiuse al traffico veicolare quindi molto piacevoli da percorrere a piedi.
Dal centro ci siamo spostati verso il lungo fiume per fare due passi e scattare qualche foto.
Forse Inverness non è uno dei luoghi più imperdibili della Scozia ma vale la pena comunque dedicarvi qualche ora.
Recuperata la macchina ci siamo rimessi in marcia e, dopo poco più di mezz’ora, abbiamo raggiunto la riva a ovest di Loch Ness. La suggestione ed il fascino nel leggere questo nome, frutto di mille leggende che siamo abituati a sentire fin da quando eravamo bambini, è fortissima. Siamo scesi per scattare qualche foto dopodiché ci siamo diretti nel miglior punto in assoluto per ammirare il lago e la natura che lo circonda: Castello di Urquhart.
Lasciata la macchina al parcheggio e presi i biglietti prima di arrivare alle rovine del castello si passa per il centro visitatori dove, oltre ad un gift shop ed un ristorante, vi è una sala proiezioni dove viene mostrato un filmato, di circa dieci minuti, sulla storia del castello. Molto interessante
Ciliegina sulla torta: una volta terminato il filmato, viene sollevato il telo per la proiezione, si aprono le tende e dietro si presenta una grande vetrata semi-circolare che dà direttamente sulle rovine del castello dietro le quali vi è il Loch. Non siamo riusciti a trattenere, all’unisono, il nostro “oooh” di stupore! Un plauso a chi ha avuto questa geniale idea.
La successiva ora e mezza è stata dedicata a girovagare tra le rovine del castello, cercando i migliori punti panoramici per scattare decine e decine di foto. Se si pianifica un viaggio in Scozia questo sito non può non essere visitato!
Intorno a mezzogiorno ci siamo rimessi in macchina in direzione Edimburgo che, ahinoi, a causa di due brutti incidenti sulle uniche due vie di collegamento tra le città, avremmo raggiunto solo dopo undici ore!!
Intorno alle 20, quindi dopo 8 ore di macchina, stanchi e affamati ci siamo fermati a mangiare un boccone nella graziosissima Pitlochry, una piccola località di villeggiatura. Dopo ore di macchina al buio, senza riuscire a vedere nulla oltre la strada, questa cittadina ci è sembrata un’oasi nel deserto.
Abbiamo trovato posto al Coach House, un pub che sembra essere rimasto fermo a 50 anni fa, cosa pare molto apprezzata poiché frequentato in media da avventori ultrasettantenni. Cena direi nella media, dolce da dimenticare, pizza quantomeno accettabile. Dovendo percorrere un altro paio d’ore in macchina abbiamo sostituito l’immancabile birra con un sidro di un qualche frutto che non siamo riusciti ad identificare: fragola? lamponi? frutti di bosco? In ogni caso si può tranquillamente farne a meno.
Intorno alle 21 ci siamo rimessi in macchina raggiungendo l’aeroporto di Edimburgo un paio d’ore dopo. Lasciata in aeroporto la nostra fidata compagna di viaggio abbiamo preso un taxi che ci ha condotti nel nostro ottimo albergo: l’Adagio Hotel.
Giorno 8 - sabato 30 ottobre 2021
Oggi è il nostro vero ultimo giorno di vacanza e quindi ne abbiamo approfittato per approfondire un po’ di più la conoscenza con Edimburgo, una città che si ha sorprendente. Personalmente l’ho trovata molto più bella di quanto mi aspettassi.
Fatta colazione a base di immancabile caffè americano e zucheratissime fette di torta ci siamo incamminati in esplorazione.
Per smaltire la colazione abbiamo percorso tutto il Royal Mile fino ad Holyrood Park, un enorme parco verdeggiante a nord del quale si trova Holyroodhouse, o Palazzo di Holyrood, residenza ufficiale della regina di Inghilterra in Scozia. Abbiamo deciso di non entrare ma di fare solamente un giro attorno ad esso per scattare qualche foto.
Dal parco siamo saliti su in cima a Calton Hill, uno dei più bei luoghi, a mio avviso, di tutta la città. Dalla collina, a parte un panorama spettacolare vi sono: un monumento ai caduti, opera incompleta di cui rimane solo un colonnato, l’osservatorio della città, un monumento dedicato all’ammiraglio Nelson ed altro ancora.
Scesi giù siamo andati a mettere qualcosa sotto i denti con un brunch all’ottimo Urban Angel. Buono ma forse un po’ sottotono rispetto alle precedenti colazioni e brunch.
Per arrivarci abbiamo allungato il giro in modo da percorrere tutta la splendida Princes Street. Questa costeggia il Pinces Street Garden, un piccolo polmone verde, un gioiello incastonato all’interno della città. Da esso, tra l’altro, si gode di una vista superba del castello dal basso. L’unica nota stonata è forse la Ross Fountain, orribilmente kitsch per i miei gusti.
Abbiamo concluso il pomeriggio ritornando all’ Holyrood Park e inerpicandoci su fino in cima a Crow Hill. Percorso semplicissimo sebbene tutto in salita. Una volta su si apre una vista a 360 gradi di tutta Edimburgo: letteralmente da mozzare il fiato. Incalcolabile il numero di foto scattate.
Un po’ provati siamo rientrati in albergo per una doccia ed un paio d’ore di riposo prima di andare a cena al Greyfriars Bobby Bar, pub che prende il nome da Bobby, un terrier divenuto famoso per aver passato quattordici anni della sua vita davanti alla tomba del suo padrone fino alla propria morte. È diventato la mascotte di Edimburgo
Il pub è famoso, ed a ragione, per le pie, torte salate ripiene di vari tipi di carne brasata: succulente e deliziose. Ottima anche le locali Holyrood beers del birrificio Stewarts. La musica dal vivo e ed un buon gin ci hanno accompagnato alla fine di questa bellissima giornata.
Giorno 9 - domenica 31 ottobre 2021
Purtroppo siamo giunti all’ultimo giorno di questa vacanza incredibile.
Considerata la stanchezza accumulata a dovendo partire nel pomeriggio abbiamo optato per una giornata più tranquilla.
Ci siamo quindi svegliati con calma, fatto colazione ed un breve giretto per Grassmarket, una piazza posta sulla parte più bassa della città usata anticamente come mercato, da qui il nome.
Adesso vi si trovano moltissimi pub, ristoranti e negozietti dove trascorrere delle ore piacevoli.
Ahimè, fattasi ora di pranzo, siamo rientrati in albergo a recuperare i nostri zaini e, con un comodo autobus, abbiamo raggiunto l’aeroporto intorno alle 13.
Il volo per Malpensa, decollato intorno alle 17 e quindi con quasi un’ora di ritardo, ha chiuso questo meraviglioso viaggio in una terra che difficilmente dimenticherò e che mi riprometto, un giorno, di tornare a visitare.