Giordania
Novembre 2021
Novembre 2021
Camminare scalzi nella moschea di Amman. Girare per le rovine di Jerash. Galleggiare nell’acqua salatissima del Mar Morto. Ammirare il tramonto dal monte Nebo. Rigenerarsi con un bagno turco a Wadi Musa. Bere succo di melograno spremuto sul momento. Rimanere a bocca spalancata di fronte alla bellezza di Petra. Percorrere parte del deserto del Wadi Rum in sella ad un dromedario per poi dormire in tenda. Svegliarsi prestissimo per ammirare l’alba. Fare diving e snorkeling sopra la straordinaria e delicata barriera corallina del Mar Rosso.
E tante, tante risate con un gruppo di persone fantastiche.
Questo è stato il mio viaggio in Giordania. Il mio terzo con WeRoad
Giorno 1 - domenica 7 novembre 2021
Dato il volo da Orio alle 6 del mattino ho avuto la possibilità di conoscere quasi la metà del gruppo ospitandola a casa mia per la notte. Il viaggio non poteva cominciare meglio tra pizza, birra ed un sacco di risate.
Ancora con gli occhi semichiusi dal sonno siamo usciti di casa alle due e mezzo del mattino.
Col gruppo al completo, ben 16 partecipanti, siamo partiti in perfetto orario: destinazione Amman.
Una volta atterrati e sbrigate le pratiche burocratiche siamo andati a lasciare gli zaini in albergo, il Mena Tyche Hotel, un’ottima sistemazione anche se abbastanza lontana dal centro.
In albergo abbiamo conosciuto la nostra guida locale che, per prima cosa, ci ha accompagnati in un localino per il pranzo. Li abbiamo optato per lo scenografico Makluba, detto upside down, un pentolone di riso, pollo e verdure, abbastanza speziato, che viene capovolto su un grande vassoio di metallo e poi servito. Molto buono ma, forse complice la stanchezza o la porzione eccessivamente generosa, mi è rimasto indigesto fino a sera.
Dopo pranzo siamo andati a visitare la collina della cittadella. Si tratta dei resti di un insediamento umano, fin dal paleolitico, conquistato dai romani e di cui rimane ben poco. Tra i resti ci sono il palazzo Omayyade, un grande complesso residenziale, ed il tempio di Ercole di cui resta solo il colonnato molto scenografico. Più che altro dalla collina si gode di una spettacolare vista panoramica su tutta la città.
Scesi dalla collina siamo andati a visitare una delle tre grandi moschee della citta: la Moschea di Re Abdullah I. Per me è stata una novità in quanto non ero mai entrato in una moschea prima di allora. Mi è piaciuta molto. Contrariamente da quello che ci si aspetta vedendo un esterno così maestoso l’interno è piuttosto semplice e scarno. Dopo la visita siamo stati condotti presso un bazar dove abbiamo comprato una kefiah dai tipici colori giordani, bianco e rosso, e assaggiato un ottimo tè accompagnato da squisiti biscotti al sesamo.
Usciti siamo andati a fare due passi per la via più famosa della città: Rainbow Street. In realtà niente di particolare ma comunque molto viva e piacevole da percorrere. Prima di andare a cena a mangiare quelli che si dice essere i più buoni falafel della città ci siamo fermati in un microscopico localino a bere una birra. Questa è stata la premessa che ci ha fatto capire che probabilmente in Giordania non avremmo avuto problemi e reperire dell’alcol.
Stanchi, considerando la nottata in bianco, una volta in albergo siamo crollati.
Giorno 2 - lunedì 8 novembre 2021
Dopo aver fatto colazione abbiamo incontrato la nostra fantastica guida, Ahmad, che ci ha accompagnati per tutto il resto della vacanza. Un architetto che ha studiato in Italia e che parla perfettamente Italiano. Dopo qualche ora ci siamo tutti resi conto che è impossibile non volergli bene.
La prima tappa è stata il sito archeologico di Jerash, distante circa 60 km e quindi raggiunto in circa un’ora di pullman. Ahmad ci ha illustrato cosa avremmo visto mettendo subito in luce la sua grande cultura e la profonda conoscenza dei luoghi nei quali vive. Jerash è una città romana ben conservata dove molti edifici sono rimasti in piedi. Tra questi molto interessante è il teatro romano con la sua acustica perfetta. Per dimostrarne l’efficacia abbiamo assistito ad un breve spettacolo, cornamusa e percussioni, in abiti tradizionali al quale abbiamo partecipato tenendo il ritmo con il battito di mani. Questo, come molti altri spettacolini, aveva il principale scopo ti tirare su qualche dinaro (JOD) di mancia. È stato comunque un bel momento.
Rimontati nel nostro pullman ci siamo diretti in direzione Mar Morto, presso l’Holiday Inn Resort, ad un paio d’ore di pullman. È una sensazione strana fermarsi nel punto che indica il livello zero e sapere che saremmo per oltre 400 metri sotto il livello del mare. Purtroppo questo lago salatissimo sta morendo perdendo circa un metro l’anno quindi la nostra visita ha quasi avuto la sensazione di occasione irripetibile.
Prima di immergerci abbiamo mangiato un boccone attingendo dal ricco buffet allestito per gli ospiti. Poi, indossato il costume, ci siamo immersi nelle salatissime acque del “mare”. Me lo avevano già raccontato ma il galleggiamento in quest’acqua è qualcosa di incredibile. È praticamente impossibile andare a fondo. Tra l’altro immergere la testa è una pessima idea tra bruciore agli occhi ed il sapore disgustoso dell’acqua.
Abbiamo quindi passato tutto il pomeriggio tra bagni, fanghi, piscina ed un sacco di risate.
Prima di andare a Madaba abbiamo fatto in tempo a vedere il tramonto dal Monte Nebo. In questo luogo pare sia stato sepolto Mosè anche se in realtà questo avvenimento storico è controverso.
Il sito è in mano ad una comunità francescana e nella chiesa-memoriale sono conservati dei bellissimi mosaici. Purtroppo siamo arrivati a ridosso della chiusura e quindi non abbiamo avuto modo di dedicare loro il tempo che meritavano. Abbiamo comunque approfittato dello spettacolare panorama per godere di uno dei più bei tramonti di tutta la vacanza.
Leggermente in ritardo sulla tabella di marcia non siamo riusciti a girare bene Madaba ma, grazie alle conoscenze della nostra guida, ci è stata aperta appositamente la chiesa bizantina di San Giorgio. L’attrazione principale è il mosaico della mappa della terra santa. È incredibile pensare che, senza l’ausilio della moderna tecnologia, nel sesto secolo d.C., si riuscisse a realizzare una mappa così fedele basandosi solo su disegni realizzati dalla visuale dalle alture.
Prima di fare il check-in al Grand Hotel Madaba, ci siamo fermati a bere una birra in un piccolo liquor store vicino l’albergo. In quel momento abbiamo realizzato che l’alcol in Giordania non sarebbe stato un problema.
Dopo una doccia, lasciati gli zaini in camera, siamo andati a cena all’Hikayet Sitti dove, così come in molti altri ristoranti, ci è stato proposto un assaggio di gran parte dei piatti tipici Giordani.
Prima di rientrare in camera non ci siamo lasciati scappare la possibilità di bere qualche altra birra nello stesso liquor store ancora aperto. Una piccola sbronza e tantissime risate hanno chiuso questa seconda, bellissima giornata.
Giorno 3 - martedì 9 novembre 2021
Dopo aver fatto colazione siamo saliti sul nostro fidato pullman. Purtroppo in questo periodo dell’anno il Wadi al Mujib è chiuso per cui ci siamo dovuti accontentare di vederlo dall’alto percorrendo la bellissima e panoramica Strada dei Re. Il Wadi (corso d’acqua, valle), visto dall’alto è stupendo con le sue forme sinuose, tondeggianti ed con il color sabbia a predominare su tutto. È per questi motivi che viene soprannominato il Grand Canyon del Medio Oriente. Dopo circa mezz’ora abbiamo raggiunto il castello di Karak, maestoso, arroccato in cima ad un contrafforte roccioso. Visitarlo insieme alla nostra guida, Ahmad, che ne ha raccontato la storia ed alcuni dettagli, è un grosso valore aggiunto.
Da karak, in circa tre ore che hanno incluso uno stop per un pranzo veloce, abbiamo raggiunto il castello di Shobak che abbiamo solo fotografato da lontano. Purtroppo non c’è stato il tempo di visitarlo. La nostra successiva tappa, da raggiungere in tempo utile per visitarla per bene entro il tramonto, era infatti Piccola Petra, conosciuta anche come Siq Al-Bared. Un posto incantevole, una deliziosa pregustazione di quella che poi sarebbe stata Petra. Abbiamo girato in autonomia, ascoltando di tanto in tanto, le spiegazioni della nostra guida. La visita si è conclusa con un bel tramonto da un’altura che domina tutto il sito.
Da Little Petra ci siamo spostati nella citta di Wadi Musa distante pochi chilometri per andare presso un tradizionale bagno turco. Una bellissima esperienza condita, come ormai solito nel nostro gruppo, da un sacco di ironia e risate.
Rigenerati dal bagno abbiamo fatto il check-in e lasciato i nostri zaini al Nomads Hotel che, purtroppo, sebbene accettabile, non è stata una sistemazione all’altezza delle altre.
Siamo quindi andati cena al My Mom’s recipe restaurant dove abbiamo provato il Mansaf, un piatto arabo a base di carne di agnello cotto in un formaggio semi liquido.
Giorno 4 - mercoledì 10 novembre 2021
Finalmente è arrivato il gran giorno. È inutile nasconderlo, non c’è un solo membro del gruppo che non sia venuto in Giordania per vedere Petra, una delle sette meraviglie del mondo antico, capitale dei Nabatei, popolo di guerrieri e commercianti del quale si hanno poche testimonianze.
Ogni descrizione di questo luogo è superflua. Sebbene basti andare online per vedere centinaia di immagini dedicate a questo sito è solo recandovisi personalmente che se ne riesce a cogliere appieno la maestosità e magnificenza.
Una giornata intera non è bastata per visitarlo come si deve. Ci sono, infatti, molti punti che abbiamo visto solo di fretta ed altri che, per questioni di tempo, non siamo proprio riusciti a raggiungere.
Partendo dal centro visitatori si percorre come prima cosa il canyon del Siq, così stretto che in alcuni punti si possono quasi toccare le due estremità contemporaneamente.
Il primo punto di interesse che si incontra, e il più famoso in assoluto, è il tesoro, l'entrata nonché l'immagine simbolica per eccellenza della leggendaria città. Li siamo rimasti tutti imbambolati, interdetti dalla bellezza della facciata scolpita nella roccia. Ripreso il controllo abbiamo cominciato a scattare decine e decine di foto finché uno dei tanti commercianti locali ci ha proposto, per tre Jod a testa, di portarci nel punto panoramico più famoso di Petra. Si tratta del punto nel quale tutti i visitatori, nessuno escluso, scattano la tipica foto ricordo che simboleggia questo luogo.
Proseguendo ancora si passa per le tombe reali e poi per il Teatro Romano capace di accogliere fino ad 8000 spettatori.
Dopo tantissimi altri punti interessanti, un piccolo stop per il pranzo e la visita ad un mercante di profumi tradizionali, tra i quali l’incenso, ci siamo fatti coraggio e abbiamo affrontato la lunga scalinata che porta in alto dove si trova il gigantesco Monastero scavato nella roccia. Questo luogo, magico, ci ha ripagato completamente della fatica. È possibile arrivare fino all’ingresso senza però potervi accedere ma molto più interessante è osservarlo da un punto panoramico, raggiungibile in circa dieci minuti, che dona una straordinaria vista a 360 gradi di tutto il sito. Li ci siamo presi il nostro tempo rimanendovi fin quasi al tramonto.
Nell’ultima ora, prima che il sole tramontasse, il gruppo si è sparpagliato. Ognuno si è dedicato alla visita di ciò che ha ritenuto più interessante.
Poco prima delle 18, con quasi un’ora di ritardo rispetto all’appuntamento stabilito, stanchi ma super soddisfatti, ci siamo ritrovati tutti presso il centro visitatori dal quale la visita era partita.
Siamo quindi tornati in albergo per una indispensabile doccia e, dopo aver mangiato un boccone, una discutibile pizza, intorno alle 21 siamo rientrati nel sito per il Petra By Night.
L’unico tratto percorribile di notte va dal centro visitatori al tesoro. Il Siq ed il piazzale antistante il tesoro sono stati illuminati da migliaia di candele creando un’atmosfera incredibile solo parzialmente turbata dall’eccessiva folla con conseguente brusio di fondo.
Ci hanno fatto accomodare davanti la facciata del tesoro, il tutto illuminato da un numero impressionante di candele, per poter assistere a spettacoli di musica tradizionale offerti dai beduini. Forse alla lunga, complice la maleducazione dei visitatori, lo spettacolo può risultare un po’ stancante.
Durante lo spettacolo ci è stato offerto l’ottimo tè arabo alla menta e, prima di andare via, la facciata del tesoro è stata illuminata da riflettori multicolori. Sebbene l’incapacità di rimanere in silenzio da parte dei visitatori abbia rotto parte della magia che si era creata vale la pena assistere a questo evento che ha il sapore di tuffo nel passato.
Finita la visita siamo ritornati in albergo dove, prima di andare a dormire, ci siamo tutti riuniti nel terrazzo della struttura tra birra e le immancabili risate che hanno chiuso questa splendida giornata.
Giorno 5 - giovedì 11 novembre 2021
Finalmente è arrivato il momento del deserto del Wadi Rum all’interno del quale avremmo passato le successive ventiquattro ore. Da Petra si raggiunge il sito in circa due ore.
Arrivati al centro visitatori abbiamo caricato gli zaini a bordo dei fuoristrada e via, siamo partiti in esplorazione! Man mano che ci si lascia dietro la parte antropizzata il paesaggio incontaminato diventa sempre più bello. Dopo circa un quarto d’ora abbiamo raggiunto un accampamento, punto di partenza per la nostra passeggiata, di circa mezz’ora, a bordo dei simpaticissimi dromedari dei quali la nostra guida ci aveva in precedenza decantato le loro straordinarie caratteristiche. Si tratta di animali monogami, capaci di bere solo tre volte l’anno, resistentissimi ed il cui latte ha potere curativo. Sono inoltre dotati di un triplo strato di ciglia che permette loro di vedere perfettamente anche in caso di tempesta di sabbia. Sta di fatto che io li trovo un sacco buffi con le loro facce irriverenti. La passeggiata si è conclusa in un secondo accampamento/bazar dove ci è stato portato il pranzo che avevamo precedentemente concordato. Un ottimo riso, pollo e verdure, una costante in questo viaggio, accompagnato da un ottimo tè.
Dopo pranzo ci siamo rimessi nuovamente in cammino alternando tratti a bordo del fuoristrada e tratti a piedi. Il Wadi Rum è stupendo e meriterebbe più delle sole ventiquattro ore che vi abbiamo potuto dedicare.
Tre i punti nei quali ci siamo fermati. Una grossa duna di sabbia in cima alla quale si gode di una splendida vista panoramica. Scendervi giù saltellando e rotolando è stato divertentissimo. Il famoso ponte di pietra, una formazione rocciosa nella quale un grosso masso, incastrato tra le rocce, forma appunto una sorta di ponte al di sopra del quale si riesce a salire agevolmente. Infine una collinetta che punta a ovest su una formazione rocciosa che si apre proprio dove cala il sole: un tramonto straordinario.
Dopo il tramonto ci siamo diretti all’ottimo Beyond Wadi Rum Camp. Lasciati gli zaini nelle camere, confortevolissime e dai letti molto comodi, siamo andati della tenda principale dove ci è stata servita un’ottima cena. Il piatto principale consisteva in un pollo cucinato in un forno, costituito da un barile con una griglia inserita al suo interno, interrato nella sabbia e cotto per circa due ore e mezza. Ci hanno fatto assistere al momento in cui l’arrosto veniva tirato fuori dalla sabbia. Cena davvero deliziosa.
Dopo cena i beduini ci hanno coinvolti in un spettacolo di musica e balli che … forse meglio non commentare. Per fortuna, essendo in sedici, abbiamo creato la giusta atmosfera di cazzeggio che ha finito per coinvolgere anche gli altri turisti stranieri ospiti del campo.
Dopo lo spettacolo lo staff ci ha condotto fuori per una breve passeggiata notturna dove ci è stato spiegato come raggiungere, l’indomani mattina, il punto panoramico per vedere l’alba.
Abbiamo concluso la serata davanti un falò a nostra disposizione, tra tè, vino, narghilè e le nostre immancabili chiacchiere e risate. Intorno a mezzanotte, cotti dalla giornata, con la promessa di rivederci alle cinque del mattino per andare a vedere l’alba, siamo andati a dormire.
Giorno 6 - venerdì 12 novembre 2021
Come promesso, anche se solo un gruppo ristretto, ci siamo ritrovati alle cinque e, facendoci strada con le torce dei nostri cellulari, abbiamo raggiunto, forse con eccessivo anticipo, il punto dal quale vedere l’alba. Incontrarci a quell’ora è stato, come sempre, molto piacevole anche se il vento ed il freddo non ci hanno aiutato a goderci appieno il momento. In realtà l’alba ha finito per essere una mezza delusione in quanto il sole, trovandosi dietro un’altura, ha fatto capolino quando ormai il cielo era illuminato a giorno. Insomma non è stata un’alba memorabile.
Dopo aver fatto colazione, recuperati gli zaini, siamo saliti nuovamente a bordo dei fuoristrada che ci hanno condotto al centro visitatori dove ci aspettava l’autobus che, in poco più di un’ora ci ha condotto ad Aqaba.
Intorno alle dieci siamo entrati al Deep Blue Dive Center, in riva al Mar Rosso, dove una ci aspettava una barca a bordo della quale saremmo rimasti fino a tardo pomeriggio.
Dopo un breve briefing inziale io ed altri due membri del gruppo abbiamo deciso di cimentarci nel diving. Per due di noi era tra l’altro la prima volta in assoluto. È stata un’esperienza straordinaria. Innanzitutto gli istruttori sono stati bravissimi, chiari a capaci di metterci in pochissimo tempo a totale nostro agio. Pur non essendo esperto ho trovato l’attrezzatura ottima e il suo utilizzo di facile intuizione. L’immersione è durata circa venti minuti ma sono stati straordinari. Era la prima volta che vedevo la barriera corallina e ne sono rimasto totalmente rapito.
Finita l’immersione ci siamo aggregati agli altri che nel frattempo stavano facendo snorkeling. Non è la stessa cosa ma la barriera, anche se un po’ ovattata, rimane lo stesso stupenda.
Tornati a bordo si è fatta ora di pranzo. Nel biglietto era compresa una fantastica grigliata di pesce con contorni vari. Tutto davvero ottimo.
Dopo pranzo ci siamo sparpagliati in totale relax tra il ponte superiore e quello inferiore della barca. Abbiamo interrotto l’ozio solo con un ultimo giro di snorkeling dove abbiamo avuto la possibilità di vedere un carro armato ed un aereo affondati: esperienza incredibile!
Nel pomeriggio siamo scesi dalla barca e siamo rimasti fino al tramonto all’interno del resort tra beach volley prima e quattro chiacchiere in riva al mare in compagnia di un bel boccale di birra ghiacciata poi.
Siamo quindi rientrati in albergo ad Aqaba, il Baity Boutique Hotel, una delle migliori sistemazione di tutta la vacanza.
Lasciati i bagagli, dopo aver fatto il tampone necessario per il rientro in Italia, siamo andati a mangiare dell’ottimo pesce in un ristorante in centro. Pesce davvero squisito.
Dopo cena, avendo voglia di qualcosa di dolce, ci siamo fermati in un pub vicino al ristorante. Ho potuto quindi mangiare un dolce tipico egiziano, l’Umm Ali, la cui ricetta originale prevedrebbe una pasta sfoglia imbevuta di latte caldo e insaporita con cannella, cocco in polvere, pistacchi e uva passa. In realtà in quello che ci è stato servito non vi era pasta sfoglia ma del semplice pane. A me è piaciuto ma l’aspetto poco appetitoso, la consistenza viscida e le porzioni a dir poco generose hanno suscitato l’ironia di quasi tutto il gruppo. La mia voglia di dolce, dopo tutte le colazioni salate fino a quel momento, ha fatto sì che , non senza difficoltà, lo finissi. Dopo il dolce siamo tornati in albergo che abbiamo raggiunto in circa un quarto d’ora a piedi.
Giorno 7 - sabato 13 novembre 2021
Gran parte della giornata è stata dedicata al viaggio. Per raggiungere Amman da Aqaba sono necessarie, senza stop, circa quattro ore e mezzo di pullman.
Dopo aver fatto colazione ed essere partiti di buon mattino ci siamo fermati dopo circa due ore. Intorno alle 11 abbiamo cominciato la nostra piccola escursione al Wadi Numeira, uno stretto canyon, subito a sud del Mar Morto, all’interno del quale scorre un ruscello. Nelle immediate vicinanze vi sono delle immense saline dalle quali si estraggono potassio e magnesio.
Il sito è stupendo sebbene la prima parte del percorso che si addentra nel canyon sia completamente invasa dai rifiuti. È un peccato che un luogo così bello sia devastato dall’incuria. Fortunatamente man mano che ci si addentra i rifiuti diventano sempre meno fino a scomparire del tutto.
Tutto il percorso, tra andata e ritorno, richiede circa un’ora e mezza di cammino.
Tornati al nostro pullman ci siamo rimessi in marcia fermandoci in una piccola cittadina, di cui non ricordo il nome, per prendere qualcosa da mangiare. Inaspettatamente, ad un prezzo irrisorio, abbiamo trovato dei falafel, del pane arabo e dei biscotti al sesamo da leccarsi i baffi.
La strada per Amman prevede che si costeggi tutta la costa ovest del Mar Morto. La vista sarebbe stata meravigliosa ma, ahimè, a causa del cattivo tempo e di un principio di tempesta di sabbia la visuale era fortemente compromessa.
Scattata qualche foto ci siamo rimessi in cammino facendo solo un’ultima sosta in una grande centro dove si vendono creme e prodotti per il corpo utilizzando i sali ed i fanghi del mar morto. Molto esperto e preparato il gestore del sito che, con in un perfetto italiano ci ha spiegato origini, caratteristiche e modalità d’uso dei prodotti che vendeva.
Siamo arrivati nel tardo pomeriggio ad Amman e tornati allo stesso albergo della prima notte: il Mena Tyche Hotel.
Dopo una doccia e un po’ di relax siamo andati a consumare un’ottima cena, ahinoi l’ultima, al Sufra restaurant dove abbiamo mangiato ottimamente.
La stanchezza del viaggio ha cominciato a farsi sentire quindi metà gruppo ha continuato la serata in giro per Amman mentre l’altra, tra cui io, è ritornata in albergo per una sana e lunga dormita.
Purtroppo, con enorme tristezza nel cuore, questo è stato l’ultimo giorno di questa straordinaria ed indimenticabile vacanza.
Giorno 8 - domenica 14 novembre 2021
Dopo aver fatto colazione e recuperato i bagagli due pullman ci hanno portato all’aeroporto di Amman dove siamo partiti, con leggerissimo ritardo, intorno alle 11 per l’Italia che abbiamo raggiunto, tenendo conto anche dell’ora di fuso, intorno alle 16.
Tra abbracci sinceri e strappandoci a vicenda la promessa di rivederci ci siamo salutati ed ognuno è tornato alla propria vita.