La passione del popolo partenopeo per la simbologia numerica ha origini antiche e si intreccia con il gioco del lotto, la cui genesi in Italia è legata alla pratica delle lotterie. La prima forma di regolamentazione del gioco fu approvata a Genova nel 1620, dall’ammiraglio Andrea Doria che convinse le autorità cittadine a legiferare sulla nomina, a rotazione semestrale, di cinque membri dei Serenissimi Collegi da scegliersi con sorteggio fra gli esponenti della nobiltà cittadina.
L’operazione di nomina divenne oggetto di scommesse, le quali venivano organizzate raccogliendo le poste degli scommettitori. Il ricavato era distribuito tra chi aveva indovinato i cinque nomi e gli organizzatori. Poco tempo dopo, il gioco si evolse con la sostituzione dei nomi con i numeri, diffondendosi in tutta Italia.
Al gioco del lotto è legata la nascita della tombola nella tradizione della smorfia napoletana. La storia narra di una diatriba sorta nei primi anni del regno borbonico tra re Carlo e Gregorio Maria Rocco, un frate domenicano all’epoca molto noto in città per il suo rigore religioso.
La tombola napoletana, si sa, è un modo per festeggiare il natale ed aspettare l'arrivo del nuovo anno. La tombola napoletana ha però origini molto antiche. Il gioco della tombola nacque a Napoli nel 1734. Il re di Napoli e Sicilia Carlo III di Borbone voleva rendere pubblico il gioco del lotto, fino a quel momento clandestino nel Regno. L’idea era quella di ufficializzarlo per poterlo tassare e assicurarsi così una cospicua fonte di reddito.
Il frate domenicano Gregorio Maria Rocco però si opponeva al gioco del lotto ritenuto un “ingannevole ed amorale diletto”. Alla fine Carlo III riuscì a legalizzare il gioco del lotto, a patto che il gioco venisse sospeso nelle festività natalizie, per non distrarre i fedeli dalla preghiera. Ma il popolo napoletano, non volendo rinunciare al gioco durante le vacanze natalizie, trovò un'altra soluzione e riuscì ad organizzare un altro modo per passare il tempo durante il periodo di natale.
Il gioco del lotto era cosi famoso e diffuso a Napoli e nelle abitudini dei napoletani, che per non rinunciare a giocare, trasformarono il gioco del lotto in un gioco da tavola familiare. Si organizzarono in maniera più discreta e familiare, i 90 numeri del lotto furono rinchiusi in un cestino di vimini, chiamato il panariello, e furono disegnati i numeri su delle cartelle, trasformando il gioco pubblico, in un gioco più intimo e familiare.
Il termine tombola, nasce grazie alla forma cilindrica del pezzo di legno dove è impresso il numero e dal suo rumore che si crea nel panariello, grazie al fatto che di tanto in tanto viene fatto roteare per smuovere i numeri all’interno.
Ai novanta numeri furono associati personaggi, luoghi e date, parte del corpo umano e mestieri, che raccontano quasi una storia e sono rimasti, quasi inalterati fino ad oggi.
Il disegnare il significato dei numeri sulle cartelle, permetteva, di poter far partecipare al gioco, anche chi non sapeva leggere, ma tramite le figure, potevano riconoscere il numero.
La magia un tempo era data dai femminielli, persone uniche a metà tra il genere maschile e quello femminile. Termine creato dalla lingua napoletana, utilizzato per descrive un personaggio importantissimo per la nostra cultura, attaccata in maniera viscerale alle sue origini a metà strada tra la spiritualità pagana e saggezza popolare. Quasi una divinità che racchiude l’animo maschile e femminile, colui che conosce in maniera perfetta tutti e due i mondi, l’unico che per tradizione, essendo puro e al di sopra delle parti, può spiegare il significato dei numeri estratti dal panariello, proprio perché considerato spiritualità del popolo e portatore di buona fortuna, ossia la ciorta.
I numeri della Tombola e il significato della Smorfia napoletana
A chi non è capitato durante una partita a tombola di sentire abbinare ai numeri i nomi della Smorfia? Questo termine è legato al dio del sonno, Morfeo, perché molto spesso i numeri da giocare “nascono” proprio durante il sonno, ma, più in generale, si pensa che l’origine della Smorfia napoletana sia collegabile alla Qabbālāh ebraica, secondo la quale ogni parola, lettera o segno è correlata ad un significato da interpretare. Allo stesso modo, infatti, la Smorfia si può considerare una sorta di dizionario che associa ad ogni situazione, sogno o persona un numero da 1 a 90, che in tal modo viene poi “chiamato” anche durante l’estrazione. Non c’è bisogno infatti di essere nati a Napoli per sapere che l’1 è l’Italia, il 10 rappresenta i fagioli, il 15 il ragazzo, il 20 la festa, il 25 Natale, il 33 gli anni di Cristo, il 42 il caffè, il 46 i denari, il 47 il morto, il 48 il morto che parla, il 52 la mamma, il 63 la sposa, il 75 Pulcinella e il 90 la paura.
La tombola vajassa, un’alternativa “piccante”
Ma c’è una tombola che solo a Napoli si può giocare, divertente, irriverente e “scostumata”: vajassa appunto. È la tombola dei femminielli, giocata nei vasci, i bassi cittadini, non per denaro ma per puro divertimento. Quella dei femminielli è una cultura che – tra sacro e profano – affonda le radici nella notte dei tempi, mostrata senza pudore e rispettata proprio per la sua dualità. Basti solo ricordare, a questo proposito, il pellegrinaggio al Santuario di Montevergine, noto come la “juta dei femminielli”, che si tiene ogni anno il 2 febbraio, nel giorno della Candelora. Nella tombola scostumata il femminiello, considerato un portafortuna scaramantico, assume un ruolo quasi “sacerdotale” per la distribuzione del numero e diventa il vero protagonista del gioco. A lui spetta infatti di estrarre i numeri dal panariello con la caratteristica espressione “Jammo, numeri e ffore”, e proclamarli ad alta voce secondo la colorita Smorfia, inventando al contempo storie salaci per divertire il pubblico presente.
Vediamo l'elenco completo di tutti i significati:
1 L'Italia
2 ' A criatura (il bimbo)
3 'A jatta (il gatto)
4 'O puorco (il maiale)
5 'A mano (la mano)
6 Chella che guarda 'nterra (organo sessuale femminile)
7 'A scuppetta (il fucile)
8 'A maronna (la madonna)
9 'A figliata (la prole)
10 'E fasule (i fagioli)
11 'E surice ( i topi)
12 'E surdate ( i soldati)
13 Sant' Antonio
14 'O mbriaco (l'ubriaco)
15 ' O guaglione (il ragazzo)
16 'O culo (il deretano)
17 'A disgrazia (la disgrazia)
18 'O sanghe ( il sangue)
19 ' A resata (la risata)
20 'A festa (la festa)
21 'A femmena annura (la donna nuda)
22 'O pazzo (il pazzo)
23 'O scemo (lo scemo)
24 'E gguardie (le guardie)
25 Natale
26 Nanninella (diminuitivo del nome Anna)
27 ' O cantero (il vaso da notte)
28 'E zzizze (il seno)
29 'O pate d''e criature (organo sessuale maschile)
30 'E palle d''o tenente ( le palle del tenenteriferito all'organo sessuale maschile)
31 'O padrone ' e casa (il proprietario di casa)
32 'O capitone (il capitone)
33 Ll'anne ' e Cristo (gli anni di Cristo)
34 'A capa (la testa)
35 L'aucielluzzo (l'uccellino)
36 ' E castagnelle ( sorta di petardi )
37 'O monaco (il frate)
38 'E mmazzate (le botte)
39 'A funa 'nganna (la corda la collo)
40 'A paposcia (ernia inguinale)
41 'O curtiello (il coltello)
42 'O ccafè (il caffè)
43 'A femmena 'ncopp'' o balcone (la donna al balcone)
44 'E ccancelle (il carcere)
45 'O vino (il vino)
46 'E denare (i denari)
47 'O muorto (il morto)
48 'O muorto che parla (il morto che parla)
49 'O piezzo ' e carne (il pezzo di carne)
50 'O ppane (il pane)
51 'O ciardino (il giardino)
52 'A mamma (la mamma)
53 'O viecchio (il vecchio)
54 'O cappiello (il cappello)
55 'A museca (la musica)
56 'A caruta (la caduta)
57 'O scartellato (il gobbo)
58 'O paccotto (liimbroglio)
59 'E pile (i peli)
60 Se lamenta (si lamenta)
61 'O cacciatore (il cacciatore)
62 'O muorto acciso (il morto ammazzato)
63 'A sposa (la sposa)
64 'A sciammeria (la marsina)
65 'O chianto (il pianto)
66 'E ddoie zetelle (le due zitelle)
67 'O totano int''a chitarra (il totano nella chitarra)
68 'A zuppa cotta (la zuppa cotta)
69 Sott'e'ncoppo (sottosopra)
70 'O palazzo (il palazzo)
71 L'ommo 'e merda (l'uomo senza princìpi)
72 'A meraviglia (la meraviglia)
73 'O spitale (l'ospedale)
74 'A rotta (la grotta)
75 Pullecenella (Pulcinella)
76 'A funtana (la fontana)
77 'E diavule (i diavoli)
78 'A bella figliola (la bella ragazza)
79 'O mariuolo (il ladro)
80 'A vocca (la bocca)
81 'E sciure (i fiori)
82 'A tavula 'mbandita (la tavola imbandita)
83 'O maletiempo (il maltempo)
84 'A cchiesa ( la chiesa)
85 Ll'aneme 'o priatorio (le anime del purgatorio)
86 'A puteca (il negozio)
87 'E perucchie (i pidocchi)
88 'E casecavalle (i caciocavalli)
89 'A vecchia (la vecchia)
90 'A paura (la paura)