Il faro di Capo Miseno, nel Comune di Bacoli, è uno dei più suggestivi, importanti e caratteristici d’Italia. Situato all’estrema sommità nord del Golfo di Napoli, nei Campi Flegrei, sull’omonimo promontorio, grazie alla sua posizione strategica il faro di Miseno illumina il mare che bagna Pozzuoli ed il canale di Procida, uno dei più trafficati del Mar Tirreno. Un luogo straordinario, dalla bellezza mozzafiato da cui è possibile ammirare, a poca distanza, le isole di Procida, Ischia ed anche Capri. Un punto di riferimento per tutti i navigatori del canale procidano.
Il faro di Capo Miseno ha una storia molto particolare. La prima costruzione risale al 1869 e sorge sui resti di una vecchia torretta d’avvistamento del ‘500, con l’obiettivo di illuminare il canale che collega Napoli e Pozzuoli con le isole del golfo. Doveva essere una delle 366 torri fatte erigere dai Viceré del Regno di Napoli, lungo tutta la costa campana, dal casertano fino al Cilento, per monitorare eventuali attacchi delle navi saracene.
Nel 1910 dal Regno delle Due Sicilie rientra sotto la giurisdizione del Servizio Fari della sovrintendenza della Marina Regia, grazie ad un decreto di Re Vittorio Emanuele III. Cinque anni dopo rientra nelle competenze del nascente Ispettorato dei Fari e dei segnalamenti marittimi, al fine di garantire maggiore tutela e sicurezza nella navigazione, ma nel 1943 viene distrutto dai bombardamenti tedeschi della Seconda Guerra Mondiale. Per cui, il faro di Miseno che si ammira oggi non è quello originario bensì quello ricostruito, in una versione più moderna, nel 1948.
Il fanale è situato su una torre alta 12 metri sull’angolo di un edificio bianco a due piani, a 80 metri sul livello del mare con una portata di 16 miglia. La luce ottica è bianca ed alterna un lampo di un secondo con due consecutivi sempre da un secondo cadauno. È uno dei 14 fari attivi in Campania, il suo codice identificativo è il 2402 e queste sono le sue coordinate: 40°46.7′N 14°05.3′E.
Fino a pochi anni fa la funzionalità e l’apertura del faro era gestita da un custode, che vi risiedeva nella palazzina della guardiania, e che non è stato più sostituito dopo il suo pensionamento. Essendo un sito militare, di competenza della Marina Militare Italiana, oggi il faro è per lo più chiuso al pubblico ed è possibile visitarlo soltanto in determinati appuntamenti, con aperture occasionali.
1775 - Pianta cartografica co la presenza del fafro di Capomiseno