E' un brano composto dal musicista Bepi de Marzi nel 1958 per commemorare un amico scomparso durante una spedizione in montagna. Sebbene il brano non abbia una stretta attinenza con i canti di trincea, il suo successo fu talmente grande che viene tuttora eseguito da cori di alpini durante celebrazioni e ricorrenze, grazie al messaggio di profonda immedesimazione che contiene.
Il testo è diviso in due strofe: la prima indirizzata a Dio, la seconda alla Madonna. La melodia è semplice ed alterna, analizzando la voce dei soprani, piccoli slanci vocali verso l'acuto a melodie discendenti che procedono invece per grado congiunto. Originariamente il brano era stato composto per coro maschile a quattro voci. Lo stile compositivo è semplice poichè, pur utilizzando quattro voci, mantiene uno stile omoritmico (tutte le voci procedono con lo stesso ritmo), evitando così intrecci complessi.
Dio del cielo, Signore delle cime,
un nostro amico hai chiesto alla montagna,
ma ti preghiamo, ma ti preghiamo,
su nel Paradiso, su nel Paradiso,
lascialo andare per le tue montagne.
Santa Maria, Signora della neve,
copri col bianco, soffice mantello,
il nostro amico, il nostro fratello,
su nel Paradiso, su nel Paradiso,
lascialo andare per le tue montagne.