MI PIACE IL VERBO...
Parole in versi sulle orme di A. Merini
classe 3A
Gennaio: il mese delle ripartenze, dei buoni propositi, delle scelte. Tutte cose che non possono prescindere da una definizione di sé, costruita a piccoli passi. E allora facciamolo un passo! La poesia di A. Merini Mi piace il verbo sentire fa proprio al caso nostro: l'ascolti, l'afferri, t'ispira. Mentre ancora la trattieni, non puoi fare a meno di chiederti: qual è un verbo che a me piace particolarmente? quello che mi appartiene più degli altri? quello con cui affermo meglio chi sono?
A questa domanda gli alunni della classe 3^A hanno risposto in versi, facendo un calco della poesia della Merini.
Queste pagine di diario nascono dall’incontro tra lo sguardo dei ragazzi e delle ragazze della classe III E e la voce silenziosa ma potente di Delia, protagonista del film C’è ancora domani". Attraverso la sua storia, ambientata in un tempo lontano ma percorsa da emozioni ancora attuali, gli alunni e le alunne hanno riflettuto su temi quali la dignità, il coraggio, la fatica quotidiana e il desiderio di cambiamento. Immedesimandosi in Delia, ciascuno ha provato a dare forma ai suoi pensieri più intimi, alle sue paure non dette, ai sogni custoditi con discrezione e alla forza nascosta dietro i gesti di ogni giorno. Le parole scritte non vogliono solo raccontare una storia, ma diventare uno spazio di ascolto, di consapevolezza, di denuncia.
Caro diario,
oggi mentre tornavo a casa ho incontrato nuovamente quel soldato americano, ha notato un livido che mi aveva causato mio marito, e credo mi abbia chiesto cosa fosse successo, dico credo perché l'inglese proprio non lo capisco ma lui non se lo voleva mettere in testa. Voleva provare ad aiutarmi ma non può, ho fatto l'errore di sposare la persona sbagliata e, indipendentemente da cosa farò, non riuscirò mai a liberarmi completamente, però... forse ho anche io delle possibilità, ma come dovrei fare? Veramente non lo so... Spero di riuscire a trovare una via di uscita da questa gabbia e che mia figlia non faccia lo stesso errore, lei è ancora in tempo per salvarsi.
Grazie per ascoltare sempre i miei pensieri anche se sei solo una pagina.
Caro diario,
oggi mi è di nuovo successo che sono stata picchiata da mio marito, ormai è un abitudine. Per sbaglio Marcella aveva lasciato un pentolino sul fuoco e si è sporcata tutta la cucina, subito ho pensato che se mio marito lo avesse saputo Marcella sarebbe stata picchiata, dovevamo subito fare qualcosa, appena un attimo dopo il disastro, mio marito entrò in casa e vide ciò che era accaduto, pensai allora alla sua reazione e temevo per mia figlia, allora mi presi io la responsabilità, per proteggerla, per un momento mi sentii felice per aver protetto mia figlia solo che quel momento passò velocemente e mio marito iniziò a picchiarmi, se avessi potuto parlare avrei detto che ogni essere umano può sbagliare a volte, non sono incapace e la devi smettere di picchiarmi; però se l'avessi detto sarebbe peggiorata la situazione... Dopo l'accaduto, quando mi stavo curando le ferite, venne mia figlia e si arrabbiò con me perché non reagivo e se anche lei fosse finita come me si sarebbe suicidata, se potessi dire quanto era violento e doloroso suo padre... Ero stufa per tutte le violenze subite, sia verbali sia corporee, se potessi parlare direi che noi donne dovremmo ribellarci per essere libere e fare quello che vogliamo. Spero che non succeda più ma so che risuccederà.
Delia