Vi presentiamo un maestro del giallo: Cornell Woolrich
un invito alla lettura
da parte della 2D
SCALA ANTINCENDIO
Siete appassionati di gialli ma siete ancora alle prime armi? Questo è il libro perfetto per voi!
Siamo in una cittadina americana negli anni ’40. Buddy è un ragazzino di circa 12 anni che vive in una casa popolare con la sua famiglia modesta, formata lui e i suoi genitori. Durante una calda e afosa notte d’estate Buddy non riesce a prendere sonno a causa del caldo e decide di andare a dormire sulla vecchia e traballante scala antincendio del palazzo sperando di trovare un po’ di fresco. All’improvviso una luce lo sveglia e lui sbircia dalla fessura di una veneziana del quinto piano: vede un uomo e una donna e sente una “conversazione segreta”… Buddy capisce subito che si tratta di un omicidio! Il giorno seguente racconta tutto quello che aveva sentito al padre e a un poliziotto, ma nessuno dei due gli crede perché lui è solito inventarsi storie seguendo la sua fervida immaginazione. Ma questa volta non sta affatto mentendo…
Secondo voi riuscirà a conquistare la fiducia di qualcuno che lo possa aiutare? Cosa farà? E come lo farà?
Vi lascio qualche “indizio” su quello che succederà con tre parole chiave: RASOIO, fidatevi, qualcosa c’entra; FIDUCIA, quella che Buddy deve conquistare; COPERTA, sia perché si salva grazie ad essa, sia perché viene quasi scoperto a causa di essa.
Voglio consigliarvi questo libro per tre motivi: è un libro corto e adatto a tutti; il linguaggio è semplice ma incisivo; l’autore è bravo a creare suspence e il libro risulta molto interessante perché oltre ad essere un vero e proprio giallo fa anche riflettere su quanto sia importante la fiducia.
A questo punto non mi resta che augurarvi buona lettura, lasciandovi una delle tante citazioni che mi sono piaciute e che fanno entrare in atmosfera: “Era un cigolio lungo, strascicato, prodotto da qualcuno che stava avanzando con cautela. Cra-a-c. Dopo circa mezzo minuto, il cigolio finì”
P.S. il finale non è scontato!
N.N.
L'OCCHIO DI VETRO
Vi è mai capitato di trovarvi tra le mani un oggetto strano? Beh, questo è il caso di Frankie, un ragazzino di 12 anni, figlio di un ispettore di polizia il quale rischia la retrocessione. Il problema di Frankie è trovare una soluzione per evitare che ciò accada. Per questo decide di indagare su un caso che può portare a salvare la carriera del padre. La storia inizia con dei baratti fra i ragazzi e a lui capita tra le mani un occhio di vetro. Da qui parte la sua missione per scoprire se dietro questo strano oggetto si cela un omicidio.
Tre parole chiave per invogliarvi a leggere questo libro per me sono:
Baratto, perché è da qui che parte la storia e dove Frankie entra in possesso dell’indizio;
Coraggio, perché nonostante Frankie sia un ragazzino che abbia paura, decide di andare avanti nella sua indagine.
Padre, perché tutto ciò che Frankie fa, non è per gioco ma per salvare suo padre, il suo eroe “il miglior maledetto poliziotto dell’intera città”.
Una citazione importante del libro che fa capire quanto Frankie ci tenga al padre è: “Questo non è un gioco, sto facendo tutto questo per aiutare il mio vecchio”.
Proprio il tema del rapporto con i padri mi ha fatto pensare anche all’altro giallo di Woolrich, “Scala antincendio”, perché in entrambi i racconti il protagonista è un ragazzo che scopre qualcosa che non dovrebbe scoprire e in entrambi i racconti viene messo in risalto il rapporto tra padre e figlio. Buddy e Frankie sono due ragazzini che si mettono nei guai per dimostrare qualcosa ai loro genitori, per dimostrare che posso avere fiducia in loro. Se in Scala antincendio Buddy rischia la vita a causa della mancanza di fiducia dei suoi genitori nei suoi confronti, ne L’occhio di vetro è il figlio ad aiutare il padre, evidenziando la capacità che anche i ragazzini hanno di capire i problemi degli adulti.
Tre buoni motivi per leggere questi gialli sono la scrittura molto coinvolgente e facile che ti fa provare le stesse emozioni del protagonista; la bravura dell’autore a creare così tanta suspense che ti tieni incollato al libro; e due protagonisti di grand personalità.
Però devo dire che il mio preferito è Scala antincendio perché ci sono più scene di alta tensione proprio perché nessuno vuole credere a Buddy. Infatti una frase che mi ha colpito e mi ha fatto riflettere è questa: “Un ragazzino che grida aiuto non è la stessa cosa di un adulto che grida aiuto. Quel richiamo ha meno urgenza, meno drammaticità”.
E a voi è mai capitato di dire la verità, ma non essere creduti?
S.D.
UNA LETTURA COMPARATA DEI DUE ROMANZI
E’ ciò che succede a Buddy, protagonista del libro “La scala antincendio”, ambientato in una cittadina americana negli anni Quaranta. Buddy ha 12 anni, è un ragazzino che vive con la sua famiglia giornate tranquille finché una sera si imbatte in una situazione spaventosa… A causa del caldo, per rinfrescarsi sale sulla scala antincendio del suo palazzo e si addormenta, ma improvvisamente viene svegliato da un bagliore di luce. Apre gli occhi e intravede da una finestra una scena terribile: al piano di sopra del suo appartamento una coppia sta parlando di uccidere un uomo.
Buddy riferisce ciò che ha visto sia alla sua famiglia sia alla polizia, ma in entrambi i casi non viene creduto. Come mai, vi chiederete? Beh mi sono dimenticato di dirvi che spesso Buddy è dedito a inventare e raccontare storie immaginarie data la sua passione per il cinema. Voi cosa avreste fatto? Avreste continuato a sostenere ciò che avevate visto o avreste lasciato perdere?
Proprio perché non viene creduto, Buddy verrà lasciato da solo in camera sua mentre al piano superiore ci sono gli assassini liberi. Cosa succederà?
Per svelarvi qualcosa in più sulla storia vi indico tre parole chiave: RADIO, perché sarà determinante per salvare la storia di Buddy; RASOIO, perché pur essendo un oggetto molto comune e di uso quotidiano in questa storia diventa un’arma pericolosa; CASA ABBANDONATA, perché è il luogo dove avviene il momento di massima tensione del libro.
Mi ha colpito molto il senso di solitudine di Buddy quando non viene creduto dai suoi genitori: è evidente in queste frasi del libro che riporto: “Al colmo della disperazione Buddy appoggiò la testa sullo schienale. Possibile che nel mondo non ci fosse nessuno disposto a credergli? Uno doveva crescere e diventare come loro, per trovare qualcuno che gli credesse e fosse disposto a salvarlo dalla morte sicura”.
Anche a me qualche volta capita di non essere creduto dai miei genitori quando mio fratello durante i nostri litigi, finge di avere la peggio, nonostante l’abbia a mala pena sfiorato. Mi capita anche di trovarmi in alcune discussioni in cui non è accettata la mia versione, ma io non riesco a dir bugie.
Proseguiamo con il secondo giallo avvincente per ragazzi di Woolrich. Nel libro “L’occhio di vetro” il protagonista è di nuovo un ragazzo di 12 anni, Frankie, che in seguito a un baratto fra amici si ritrova tra le mani un occhio di vetro in cambio di una vecchia pallina da baseball. La situazione familiare di Frankie è diversa da quella di Buddy: suo padre, un poliziotto della squadra omicidi, rischia di essere retrocesso al lavoro poiché da tempo non riesce a risolvere un caso importante. Perciò questa è l’occasione ideale per Frankie per aiutare il padre a venire a capo di un omicidio misterioso. Inizia così l’indagine di Frankie, ambientata in una cittadina americana negli anni quaranta, condotta con coraggio e determinazione. A chi apparteneva l’occhio di vetro? Come e perché è stato smarrito?
Per cercare di scoprirlo, Frankie si avventurerà tra strade cupe sconosciute, seguendo un personaggio inquietante e misterioso.
Vi lascio come indizi tre parole chiave: NOTTE, perché è la parte della giornata in cui si sviluppa la storia e al buio Frankie va alla scoperta di luoghi sconosciuti; TEMPISMO PERFETTO, perché spesso in alcuni momenti critici del racconto si verificano degli avvenimenti che stravolgono il destino di Frankie; CASA ABBANDONATA, come nell’altro libro, è il luogo dello scontro di massima attenzione di tutto il libro
Nel libro troviamo descrizioni molto realistiche, capaci di turbare il lettore per il loro contenuto. Cito le frasi del racconto che più mi hanno impressionato: “La bocca era il foro più grande, le narici quelli più piccoli, infine ce n’era un altro sotto una palpebra, o almeno una sorta di posto vuoto che sembrava proprio un foro. In quella cavità, lui aveva portato un occhio di vetro, e l’occhio di vetro era precisamente quello che al momento io ho in tasca. Ora capivo come avesse fatto a perderlo”.
Come Frankie qualche volta il mio desiderio di esplorare e vivere nuove avventure mi porta a trovarmi in situazioni sconosciute. Mi capita quando sono in sella alla mia bici e vogli percorrere nuove strade, allontanarmi al di fuori dei soliti tragitti.
Oltre alla trama, per invogliarvi ancora di più a leggere i libri ecco tre buoni motivi:
Il primo motivo è la suspense che caratterizza tutte e due le narrazioni. Lo scrittore è molto bravo a non svelare mai gli indizi del finale della storia ricorrendo a molteplici imprevisti e svolte inaspettate, creando un clima teso che porta il lettore a proseguire senza pause, tutto d’un fiato.
Il secondo motivo è lo stile narrativo scorrevole, attraverso l’uso di un linguaggio facilmente comprensibile per tutti, ed il ritmo incalzante del racconto, poiché le avventure dei protagonisti si susseguono velocemente e al lettore sembra di essere in un film.
Il terzo buon motivo è il finale adrenalinico delle storie, ricche di colpi di scena ed intuizioni impreviste.
Bene, non mi resta che augurarvi buona lettura!
F.D.