Inauguriamo il numero di aprile - maggio del nostro blog con una sezione dedicata ai Concorsi letterari aperti alle scuole. Alcuni dei nostri alunni si sono cimentati in questa entusiasmante sfida, mettendo alla prova le proprie competenze di scrittura.
Pubblichiamo innanzitutto l'elaborato Eredità con cui una nostra studentessa ha partecipato al concorso nazionale EpLibriamoci aggiudicandosi il primo posto in Puglia. Il bando chiedeva ai partecipanti di scrivere un testo sulla violenza nei confronti delle donne, in qualunque forma esso si presenti.
Seguono poi due poesie presentate al concorso Sorella Terra. Le forme e i doni della natura, promosso dall'Accademia Nazionale della Poesia: Basta perdersi e Madre. La prima delle due si è aggiudicata il secondo posto nella categoria Poesia e Immagine.
EREDITà di LadyGi
Mi dicono spesso che ho gli occhi di mia madre, azzurri e limpidi, uno specchio di verità. I capelli invece sono come quelli di mio padre quando era ragazzo: riccioli, color oro. Ma il carattere, la voglia di giustizia, la determinazione quelli li ho presi da una zia lontana, il suo nome era Caterina. Di lei non sapevo molto fino a qualche giorno fa, quando mia nonna me ne ha parlato per la prima volta.
Ero a casa sua, vado sempre a pranzo da lei dopo la scuola. Adoro la cura che ci mette nel preparare anche i piatti più semplici: il suo minestrone è delizioso! Eravamo tutti seduti a tavola quando abbiamo sentito una giornalista annunciare alla tv: “Donna di 38 anni licenziata dopo aver comunicato al suo datore di lavoro che era incinta!”. Queste parole mi hanno sconvolta, mi hanno fatto perdere la testa. Ho iniziato a gridare - Come si può vivere in una società dove ci sono discriminazioni nei confronti delle donne? Perché ci sono ancora disuguaglianze di genere? Perché questi fatti continuano ad accadere? Non lo sopporto! C’è addirittura una giornata che ci ricorda i nostri diritti! L’8 marzo però ha perso il suo valore, è diventata una festa futile! Sembra che sia solo l’occasione per regalare qualche bella mimosa. Non può essere così. Ci vuole un cambiamento reale, che richiede tempo, lo so, ma bisogna partire da qualche parte e il primo passo deve essere necessariamente insegnare il rispetto verso gli esseri umani. Tutti gli esseri umani! – A quel punto nonna mi ha guardato negli occhi e mi ha sussurrato: - Assomigli tanto a tua zia Caterina! - -Chi è zia Caterina? - le ho risposto io, perplessa. Silenzio per qualche istante, poi nonna si è alzata dalla sedia ed è andata in camera sua. Al suo ritorno stringeva fra le mani un vecchio ritaglio di giornale datato 26 marzo 1911. E così ha iniziato a raccontare:
La mattina dell’ 1 febbraio 1911, il cielo era grigio e coperto di nuvole come gli animi delle persone che partivano per New York. Tra loro c’era anche zia Caterina, una giovane donna di 28 anni in cerca di una vita migliore. Quella mattina la brezza della nostalgia annebbiava l’aria. Nessuno voleva lasciare i propri cari, sapeva che non li avrebbe rivisti mai più. Al suo arrivo a Ellis Island, dopo circa un mese di viaggio, la zia trovò subito lavoro in una delle più importanti industrie del tempo, la Triangle Shirtwaist Factory. Indossare una delle camicette Shirtwaist significava essere eleganti e alla moda. Il lavoro delle operaie nelle fabbriche, però, era continuo ed estenuante. Gli occhi fissavano la macchina mentre le mani sottili filavano e cucivano camicette. Più volte quelle povere ragazze provarono a chiedere ai loro capi migliori condizioni di lavoro, orari più decenti, qualche pausa, uno spicciolo in più in busta paga ma ogni sforzo era vano. E così decisero di protestare e zia Caterina partecipava a quelle manifestazioni con un ruolo di primo piano. Era una donna minuta, ma quando doveva alzare la voce, parlava alla folla quasi fosse un gigante. Come tutte le mattine, anche quella del 25 marzo iniziò presto: le operaie salutarono i loro famigliari, dopo aver steso il bucato e si incamminarono verso il grigio edificio. Arrivate al lavoro iniziarono a tessere il cotone, ma improvvisamente scoppiò un incendio all’ottavo, nono e decimo piano dell’edificio. Nessuna riuscì a scappare. Qualcuna venne bruciata viva, qualcun’altra perse il fiato, altre provarono a fuggire sul tetto dell’edificio mentre i passanti assistevano al loro infrangersi sui freddi marciapiedi di New York. Le fiamme divampavano e le urla echeggiavano nell’aria. I volti delle persone si colorirono di nero e nei loro occhi spenti riflettevano le fiamme dell’incendio.
Nonna non riusciva più a parlare, lacrime amare le rigavano il volto. “Che ingiustizia, povere donne!” ho mormorato io ma lei, come se non mi avesse sentito, ha continuato: “Quelle morti non sono state un incedente, ma il risultato dell’incuria e della logica del profitto! I responsabili vennero processati, ma grazie alla ricchezza accumulata furono scagionati. Molte persone, purtroppo, testimoniarono a loro favore”. Entrambe scosse, abbiamo deciso di fare una passeggiata all’area aperta così da liberare un po’ la mente e i pensieri. Un nodo alla gola mi impediva persino di deglutire. Ma una volta fuori, ho respirato a lungo e ho sentito il cuore esplodere. La scoperta del legame con zia Caterina è come una voce che mi parla dal passato e mi dà la forza per combattere le mie piccole e grandi battaglie a favore dei diritti delle donne. Voglio lasciare il segno, voglio seguire i miei ideali proprio come ha fatto lei, affinché ci sia davvero un mondo migliore dove la parità di genere sia realizzata e non accada più che una donna debba scegliere se diventare madre o lavorare. Il futuro dipende da questo, dipende da noi e deve essere un nostro obiettivo lasciare a chi verrà dopo un mondo senza disuguaglianze in cui tutti si possano sentire liberi. Zia Caterina ha cercato di farlo e io ora so per certo che cosa voglio: la sua eredità.
BASTA PERDERSI di Pierbi
MADRE di LadyGi
Dopo la lettura del libro Alice nel paese delle meraviglie di Lewis Carroll alcuni alunni si sono cimentati nell'analisi dei bizzarri personaggi che la protagonista incontra nel suo avventuroso viaggio. Ne sono venuti fuori dei ritratti molto suggestivi.
REGINA DI CUORI
di Rose12
Del libro Alice nel paese delle Meraviglie di Lewis Carroll, che abbiamo letto in classe, un personaggio della storia che mi ha particolarmente colpito è la Regina di Cuori.
Già della prima volta in cui compare si comprende che è una regina autoritaria ed irascibile, perché vuole tagliare la testa a dei poveri giardinieri solo perché hanno piantato delle rose bianche al posto di quelle rosse, colore a cui si può attribuire la personalità bizzarra e spietata della regina. Simbolo della rabbia è quindi il colore preferito della donna. Un oggetto a cui questo personaggio è paragonabile può essere una ghigliottina perché è composta da una lama affilata come il suo carattere ed è anche lo strumento che in passato serviva per decapitare le persone. Se potessi incontrarla e porle delle domande, sicuramente le chiederei
: “ Come mai sei così rabbiosa? Cosa fanno di così tanto grave i tuoi sudditi da meritare di essere addirittura decapitati? Come mai sei proprio tu la regina, pur apparendo così irrequieta e violenta?” Le chiederei proprio queste cose perché penso che una regina debba essere dolce e affettuosa con i suoi sudditi piuttosto che punirli per ogni piccolissimo problema.
Con questo personaggio condivido l’idea che seguire tutto il processo al tribunale, descritto poco prima della fine del libro sia noioso, lo si può capire dal fatto che la regina non prestava la giusta attenzione ai dettagli di ciò che dicevano i testimoni. La regina quando incontra Alice, la nostra amata protagonista, sembra che sia interessata più alla sua compagnia che a quella di tutti gli altri, soprattutto quando inizia a parlarle, e forse è questo il motivo per cui organizza una partita a croquet con lei, anche se non sa giocare e infatti i fanti e gli animali in campo cercano a tutti i costi di far andare ogni suo colpo in buca, spostandosi per il campo da una parte all'altra, facendola vincere sempre, nel timore di essere decapitati. Da questo si deduce che è un personaggio a cui si deve molto, forse troppo rispetto nella storia, anche da suo marito e che mostra costanza nel far rispettare agli abitanti di tutto il regno le sue regole, tanto è vero che la punizione da attribuire ai trasgressori è molto violenta, per questo ognuno dei sudditi cerca di non farla arrabbiare per non perdere la testa. E’ per questo motivo che mi affascina molto: trovo infatti che alcune volte tralasciamo alcuni personaggi per il fatto che siano malvagi e si oppongano al protagonista, ma è anche vero che spesso sono più affascinanti i malvagi che i protagonisti.
LO STREGATTO
di Fridelo
Uno dei personaggi del libro Alice nel paese delle meraviglie, scritto da Lewis Carroll, che più mi ha colpito è lo Stregatto, chiamato anche “Gatto del Cheshire”.
Il suo comportamento non è facilmente comprensibile, risulta indecifrabile, mi piace paragonarlo a una porta che, se non hai le chiavi, non puoi aprirla.
E’ indagatore e curioso perché vuole sapere tutto su Alice e desidera conoscere le sue opinioni. Si mostra anche disponibile e amichevole perché dà alla protagonista tutte le informazioni per farle trovare una via d’uscita quando è in difficoltà.
E’ davvero misterioso! Se fosse un oggetto sarebbe una bacchetta magica dato che ha poteri sovrannaturali: compare in più posti contemporaneamente, appare e scompare quando vuole o decide di mostrare solo alcune parti del corpo; per questo gli regalerei una pozione magica che gli permetta di mostrare interamente il suo corpo.
Se un giorno lo incontrassi gli porrei due domande:
- “Come mai appari e scompari?” Forse, mi dico, perché vuole guidare Alice nel suo percorso ma allo stesso tempo vuole che affronti e superi le difficoltà da sola.
Stregatto è un personaggio mentore, un consigliere saggio e fidato perché dà consigli ad Alice, la prepara ad affrontare le prove. Nel suo percorso incontra degli ostacoli, quali il Re e la Regina, ma lui sembra non aver paura di niente: al primo risponde in modo sgarbato perché non vuole baciargli la mano, cosa che fa infuriare il sovrano il quale dice alla moglie di cacciarlo e di tagliargli la testa; alla regina spiega che non può tagliarli la testa poiché possiede solo quella. Tra di loro avviene un dibattito, che si conclude con lo Stregatto che si dissolve.
Questo personaggio mi è piaciuto molto perché è altruista, sensibile verso Alice e pur non conoscendola, decide di darle dei consigli che per quanto misteriosi, la aiuteranno durante il suo viaggio. Questo comportamento è importantissimo per la protagonista, contribuisce a rendere il suo cammino più sereno.
L’atteggiamento di Stregatto è apparso nobile ai miei occhi perché è stato significativo per il percorso di Alice ma anche per ognuno di noi perché tutti avremmo bisogno di qualcuno che ci dica la parola giusta quando siamo in difficoltà.
IL RE di CUORI
di Jordan23
Nel libro “Alice nel paese delle meraviglie” scritto da Lewis Carroll, c’è un personaggio che compare durante la partita di croquet con la regina: è il Re di Cuori. E’ sempre accompagnato dalla Regina di Cuori e dal Fante, che gli sorregge la corona trasportata su di un cuscino di velluto scarlatto.
Infatti, l’oggetto che secondo me lo identifica è la corona, simbolo del potere regale. Nel testo non ci sono riferimenti a colori che lo rappresentano, tranne che nell’occasione in cui impallidisce, nel momento in cui Alice lo mette in difficoltà. Si legge infatti nel capitolo XII: ”Il re impallidì”. Secondo me questo bianco spento simboleggia proprio il potere del re, che viene esercitato senza autorità e in modo ingiusto. Sempre nello stesso episodio, lui che svolge durante il processo la funzione di giudice, inventa leggi al momento, come leggiamo sempre nel capitolo XII:”A questo punto il re, che stava alacremente scrivendo degli appunti su di un suo quaderno gridò: ˂˂Silenzio!˃˃ e lesse a voce alta dal quaderno ˂˂Regola quaranta-due. Tutti coloro che sono più alti di un chilometro debbono lasciare l’aula˃˃… ˂˂E’ la regola più vecchia che ho sul quaderno˃˃ disse il re ˂˂Allora deve essere la regola numero Uno˃˃ Replicò Alice. Il re impallidì e richiuse di colpo il quaderno”.
Questo personaggio potrebbe essere paragonato ad una spada che non taglia, in quanto, in sede di processo, non vuole effettuare il controinterrogatorio, ma intende condannare direttamente gli imputati.
Se potessi donargli qualcosa, gli regalerei una “Costituzione” composta da regole ben definite, chiare ed invariabili, per permettere ai cittadini di ricevere giustizia, senza favoritismi.
Se potessi parlare con lui, gli chiederei il perché abbia avviato un processo per il solo furto delle frittelle; gli domanderei perché durante il processo chieda informazioni inutili come la ricetta del cibo in questione, ed anche come mai sia diventato re, sebbene ai miei occhi appaia un’autorità del tutto ingiusta e fuori posto.
Durante la lettura del libro di Lewis Carroll gli atteggiamenti di questo personaggio cambiano molto. Prima della partita di croquet, egli si mostra gentile e comprensivo nei confronti di Alice spiegando alla regina che è solo una bambina e che non dà fastidio a nessuno. Durante il processo, però, il re si mostra rabbioso e vuole escludere Alice dall’aula del tribunale.
Questo personaggio secondo me è un ostacolo alla giustizia e al buon governo, perché inventa le leggi al momento e a suo vantaggio, facendo perdere fiducia nel potere e non è d’aiuto per nessuno, in nessuna situazione, anzi complica ogni cosa. Per me resta dunque un re ingiusto e bugiardo.
LA DUCHESSA
di Rebi12
Dopo aver letto il libro di Lewis Carrol “Alice nel paese delle meraviglie” la professoressa di italiano mi ha assegnato un compito su uno dei tanti personaggi bizzarri che affollano il sogno di Alice, la duchessa. L’ autore la fa entrare in scena in due capitoli, il VI e il IX, non la descrive fisicamente, tranne per il particolare del mento puntuto, e non le dà un nome.
Durante il suo viaggio Alice incontra, per la prima volta, la duchessa nella sua cucina, mentre culla un bambino che cade continuamente dalle sua braccia e si trasforma in un porcellino. Al piccino viene cantata una ninna nanna che lo spaventa, mentre la cuoca lancia dei piatti che gli sfiorano il muso. Tutti in quella casa si comportano come dei pazzi.
In questo primo incontro, la duchessa si mostra scontrosa e arrogante e per sentirsi superiore rimprovera alla protagonista di non conoscere molte cose.
Nel secondo incontro invece, dopo essere stata sbattuta in carcere per aver dato uno schiaffo alla regina, è più gentile con Alice che l’ha aiutata ad uscire dalla prigione. Se dovessi abbinarla ad un colore, sceglierei il rosso fuoco perché rappresenta la rabbia e la furia che sono le sue due emozioni prevalenti soprattutto la prima volta che parla con la nostra protagonista. Userei la parola “pazzia” per descrivere il suo carattere perché è una donna folle e spazientita. La rappresenterei come un fulmine, poiché esso, come la duchessa, prima è colmo di furia, poi, dopo essersi scaricato, abbattendosi sulla terra, si placa. Allo stesso modo la duchessa in un primo momento è carica di collera; poi si sfoga, schiaffeggiando la regina e insultando Alice; infine, dopo il carcere, si rabbonisce. Se dovessi paragonarla a qualcosa sceglierei il momento in cui la tempesta si placa e spunta l'arcobaleno. Ciò sta a rappresentare l'instabilità emotiva della duchessa.
Immaginando di farle un regalo, le comprerei un libro con una morale difficile da trovare, da leggere nei momenti di assoluta calma. Penso che potrebbe piacerle proprio perché lei adora trovare il senso in ogni cosa e si interroga spesso sulla morale.
Dalla lettura mi sono sorti dei dubbi e delle domande che porrei a questo personaggio, come ad esempio: Perché culla un porcellino? Perché gli canta una ninna nanna terribile e poi non se ne prende cura? E soprattutto perché ha tirato uno schiaffo alla regina, pur sapendo che avrebbe corso il rischio di essere decapitata? è stata fin troppo graziata per essere finita in prigione visto che avrebbero potuto tagliarle la testa!
Le sue emozioni nel romanzo sono molto varie: nel primo incontro è egoista e arrogante, spaventa e minaccia Alice; in un secondo momento, dopo essere stata rinchiusa in carcere, capisce che il suo comportamento è stato scorretto e si scusa con Alice dandole sempre ragione Nel corso della storia viene aiutata dalla nostra ad uscire di prigione, quando la bambina durante il processo finale, consiglia alla regina di farla parlare.
A pensarci bene la duchessa non è un personaggio del tutto negativo, anzi. Potrebbe infatti darci un insegnamento prezioso, ovvero: cambiare è difficile ma talvolta è necessario se si vogliono evitare brutte conseguenze.